martedì 27 ottobre 2009

dualismo e stress da ambivalenza

Alcuni anni fa, quand’ero all’università, ho conosciuto un trans. Viveva di fronte a casa mia e per un breve periodo l’ho frequentato/a. Si faceva chiamare Bella. Era una sagoma, una enciclopedia vivente di barzellette sconce e anche un po’ idiote. Parlava con lieve accento spagnolo e ovviamente, ovviamente, la sua canzone preferita l’aveva scritta Fabrizio De Andrè. Me la cantava sempre quando, dopo aver bevuto qualcosa al bar, ce ne tornavamo a casa, verso la stazione, dal centro. Ora l’ho perso/a di vista, come ho perso di vista tutti i vecchi compagni dell’università. Ma stamattina, mentre guardavo al telegiornale la storia di un uomo finito e consumato dalla tensione e dallo stress, mi è tornata in mente una sera che mezzi ciucchi su di una panchina mi fece tutto un discorso sulla sincerità, dicendomi: “Guarda che qui, caro il mio Lillo, la più sincera di tutti sono io! Io almeno che sono una doppia persona lo faccio vedere!”
Pensate al povero Marrazzo. Essere in una sola volta così tante persone, né una né due, ma inventarsene una terza, a volte una quarta o una quinta per gli altri, moglie e figlia, avversari politici e compagni di partito, amici ed elettori, pubblico e privato e amanti vari nell’armadio. Chissà se nell’amplesso era uomo o donna? Chissà se davanti allo specchio si riconosceva più, alla fine? Vi immaginate la pressione a cui era sottoposto? Definirlo solo uno stress mi pare poco.
A me fa proprio pena, sapete? M’indigna certo, per alcune scorrettezze verso gli elettori, ma umanamente mi fa pena. Per quanto se ne possa dire male, queste sono cose che ti distruggono da dentro. Ti maturano lentamente in corpo, come un cancro, attraverso il lungo processo che immagino ci sarà e ti invecchiano e ti rattristano senza rimedio. Né credo che si possa mai guarire da ferite così. E poi, se parliamo di ambivalenza, allora non è che i carabinieri ci facciamo una così bella figura. I sempre fedeli alla patria. Né tutti gli altri coinvolti e che non dico, tutti protesi all’interesse generale di chissà quale astratta entità partitica o di potere. A me fa pena l’uomo e credo che alla fine avesse ragione Bella. In tutta questa storia gli unici sinceri per davvero, perché un semplice dualismo, sono stati i trans.

14 commenti:

sergej ha detto...

Just a Sweet Transvestite from Transexual Transtevere...
http://www.youtube.com/watch?v=Enr4W6FsSpk&feature=related

lillo ha detto...

;D

da morire!!!!

☆Vale ha detto...

a me non sorprendono le debolezze di marazzo, quanto le incursioni dei carabinieri, le telefonate del presidente del consiglio, i ricatti, le estorsioni...
è una vicenda in cui credo che lui sia una "vittima" e non mi va di giudicarlo per le sue preferenze sessuali...
e cmq ora si leggeranno tante scemenze e forse la verità non verrà mai scritta

lodolite ha detto...

Marrazzo si ritira in un convento per un pò di tranquillità.....riesce sempre a sorprendermi!

agatathecat ha detto...

Discutevamo con mia madre proprio di questo, della pena che proviamo per l'uomo. Il Marrazzo pubblico non ha giustificazioni, in quanto debole ricattabile e quindi non adatto a gestire la cosa pubblica.
Poi il resto è ancora piu' squallido, carabinieri che diventano aguzzini, e il papà dell'Editore...come ho sentito sottolineare 'stasera da alcuni cari esponeti della maggioranza..che lo mette sull'avviso. Insomma un gran troiaio.
Com'era, un popolo di poeti santi e...

Ciao

la serpe ha detto...

giudicare marrazzo,no. ma al di la delle prestazioni sessuali, e che lo si prenda dietro sopra o sotto, non fa differenza, il tutto era accompagnato da un giro di potere nel quale il caro marrazzo sguazzava nella coca e nella libido, sprigionata dalla sua patta nelle grazie di un trans. non potrebbe mai essere una colpa prenderlo nelle terga ma piuttosto cedere alla propria libido e con la maschera del cliente andare a compare sesso e a pippare coca, alla faccia di chi fino a qualche anno fa lo guardava a raitre e diceva: che persona seria

albafucens ha detto...

Io almeno che sono una doppia persona lo faccio vedere!”
.. è davvero una bella frase, non conosco trans, ma ho diverse amiche ed amici che si amano...
e sono delle bellissime persone.
un caro saluto

SCIUSCIA ha detto...

"[...]non potrebbe mai essere una colpa prenderlo nelle terga ma piuttosto cedere alla propria libido e con la maschera del cliente andare a compare sesso e a pippare coca, alla faccia di chi fino a qualche anno fa lo guardava a raitre e diceva: che persona seria"


Certo questo vale per te perché ritieni pippare ed andare a trans non sia da "persona seria".
Personalmente, il lato immorale della vicenda lo vedo nell'usare l'auto blu, nel farsi ricattare, nell'occupare con debolezza un posto di potere.

SCIUSCIA ha detto...

"[...]non potrebbe mai essere una colpa prenderlo nelle terga ma piuttosto cedere alla propria libido e con la maschera del cliente andare a compare sesso e a pippare coca, alla faccia di chi fino a qualche anno fa lo guardava a raitre e diceva: che persona seria"


Certo questo vale per te perché ritieni pippare ed andare a trans non sia da "persona seria".
Personalmente, il lato immorale della vicenda lo vedo nell'usare l'auto blu, nel farsi ricattare, nell'occupare con debolezza un posto di potere.

lillo ha detto...

beh per pippare e andare a trans in effetti un pò serio devi esserlo per forza, con quel che costano... voglio dire che se in portafogli c'hai 5 euro in tutto come c'ho io in questo momento, mi sa che più che farti le pippe (per riassumere in una sola le varie opzioni) non puoi fare...

SCIUSCIA ha detto...

Fottuto blogger, mi ha doppiocommentato...

lillo ha detto...

ma dai! io pensavo l'avessi fatto apposta per restare in linea coi contenuti del post! :)

SCIUSCIA ha detto...

Sarebbe stato geniale.

marian. ha detto...

si può moralizzare il piacere?
se la smettessimo di idealizzare le persone tutti ci sembrerebbero più normali. in effetti anche a me ha fatto pena come persona. ma spero almeno, che passato il momento dello 'scandalo' lui torni a godersela. altrimenti la pena diventa delusione.