lunedì 11 gennaio 2010

epiloghi

Una poesia di Derek Walcott.

Le cose non esplodono,
sbiadiscono, svaniscono,

come il sole svanisce dalla pelle,
come la spuma s’insabbia rapida a riva,

anche il lampo fulmineo d’amore
non finisce in un tuono,

ma muore col suono
dei fiori che svaniscono come pelle

sotto la pomice umida,
ogni cosa cospira a questo

finché non si resta
col silenzio che avvolge la testa di Beethoven.

8 commenti:

PERLA NERA ha detto...

Senza parole...

sergej ha detto...

Derek Walcott è l'Omero dei nostri tempi. E non esagero.

lodolite ha detto...

drammaticamente perfetta e bellissima.
ciao simona

albafucens ha detto...

bello anzi bellissima l'immagine del nuovo template
e magnifiche le parole del post

un abbraccio

giardigno65 ha detto...

bellissima, a me piace anche questa di un poeta italiano sconosciuto :

IL MISTERO DELLE COSE
Così leggero il mistero delle cose!
(oh lacerato a sangue giovine cuore)
un campo d'erba e fiori
uno scampanio di festa in villa
un saluto profumato
della terra al navigante,
un'onda un mare
da nuotarvi insaziato.
Mario Novaro

agatathecat ha detto...

Grazie..forse mi serviva!

E la foto? Per caso l'ultimo dei comunisti in Valle d'Itria?

;)

lillo ha detto...

non proprio l'ultimo, ma quasi ;)

PERLA NERA ha detto...

Il primo!