sabato 9 gennaio 2010

incontro con lisetta carmi



C’è Francesco, il mio maestro di fotografia, che me lo ripete sempre: la valle d’Itria è una sorta di polo di attrazione zen per le menti creative. Detto così può sembrare un po’ fantasiosa come teoria. Fatto sta che io di menti creative ne ho incontrate parecchie qui e ne incontro tuttora, spesso provenienti da ogni parte del mondo. Sapete, quand’ero ragazzo c’era Catia, il mio primo grandissimo amore, che si sforzava di trascinarmi all’Ashram di Cisternino, più o meno a un quarto d’ora da casa nostra, e considerato uno dei luoghi di ricerca spirituale più importanti del Sud. Sospetto anzi che se la valle è diventata un tale polo zen è proprio grazie all’azione seminale dell’Ashram. C’è da dire che all’epoca ero un giovane confuso, ingenuo e non poco arrabbiato e mal sopportavo tutto quell’ambiente che consideravo solo una gran truffa e così facevo di tutto per sabotare i piani di Catia per salvarmi l’anima dal cinismo. Catia non riuscì nel suo intento e poi partì per l’India per approfondire la sua ricerca da sola.



Quanto a me che sono rimasto qui e sono diventato il meno arrabbiato degli uomini (non sempre ma spesso mi riesce), non avrei mai sospettato di poter incontrare un giorno la donna che l’Ashram l’ha creato, Lisetta Carmi. Sono andato a trovarla ieri pomeriggio per mezzo di un amico comune e il bello è che ci sono andato non sospettando minimamente che fosse così intima di Babaji. Ci sono andato perché Lisetta Carmi è una delle più grandi fotografe del mondo. E questa fotografa vive a Cisternino, in pieno centro storico già da un po’ di anni. Immaginate il mio stupore e poi la contentezza nello scoprire di avere degli amici comuni che potevano presentarmela, visto che Lisetta già da un po’ predilige la solitudine e non sapevo come avvicinarla. Così siamo andati a trovarla coi miei amici e, se è lecito dirlo, mi sono innamorato di lei. Lisetta Carmi è nata nel 1924 e aspetta la morte con una serenità invidiabile, ma emana un’intensità, un’energia vitale, un fuoco così luminoso e una determinazione tale da lasciare allibiti, da lasciarti lì in silenzio ad ascoltarla come un bambino di fronte a una sorpresa a colori. Così è successo a me, mi sono seduto alla sua destra e lei mi ha preso la mano e ha cominciato a parlarmi e io sono rimasto zitto perché non avevo nulla da dire, nulla da aggiungere a quello che diceva. “L’amore è tutto, un fotografo deve amare la vita, le persone, questo è l’unico segreto che conta. Io amo i poveri soprattutto, i deboli, chi non può difendersi. Io fotografavo per capire gli altri, il mondo, mi serviva quel mezzo per arrivare a loro, per vederli e per vedere me stessa attraverso di loro, quando ho imparato a capire senza bisogno della fotocamera allora ho smesso. Non è la fotografia che mi interessa ma le persone.



L’ho amata subito. Mi ha colpito soprattutto il contrato fra il viso bello, nobile, con gli occhi vivacissimi e brillanti incorniciati dai capelli soffici, bianchi come neve e la schiena piegata, le sue mani gonfie, sformate, le dita tozze e strette da un paio di anellini, mani di una donna che ha sempre lavorato. Mia nonna le ha identiche. Con la differenza che quella di mia nonna è una condanna che si porta dalla nascita, la Carmi è nata ricca e ha dato via tutto per inseguire la sua sete di vita. “Ho sempre pensato che le persone più sfortunate sono le persone ricche, così attaccate alle cose, alla paura di perderle. Una persona povera ha solo se stessa, i suoi affetti. Basta una casa e del cibo, dei vestiti dignitosi per essere felici. Cos’altro serve?
Lisetta Carmi ieri indossava una tunica nera orientale sopra dei vestiti di lana grezza, la scrivania era sommersa dai libri e dai suoi appunti. Mi ha tenuto lontano dallo scaffale delle ceneri perché sono un pasticcione e avrei potuto far danni e infatti come mi son seduto sullo sgabello del pianoforte ho combinato un casino andando a sbattere con la testa contro la lampada e mandando tutto per aria. Lei mi ha sorriso. E mi è sembrata quasi commuoversi quando ha scoperto che non ho una macchina fotografica mia ma me la faccio prestare, forse mi ha accomunato a uno dei suoi poveri, chissà? Mi ha detto che sono fortunato. Si è informata di me con vero interesse e mi ha dato dei buoni consigli. Poi ci ha raccontato la sua storia ed è stata una lunga emozione. La sua infanzia felice a Genova. Le leggi razziali (la Carmi è ebrea) e poi la guerra e la fuga a Zurigo. La musica prima e poi la scoperta della fotografia, proprio qui in Puglia, con una macchinetta da quattro soldi e nove rullini comprati per gioco. Il reportage sui travestiti di Genova che destò tanto scalpore, e poi l’incontro con Ezra Pound. I viaggi in Israele e Sudamerica e poi l’incontro con Babaji. Il film documentario che le ha dedicato Daniele Segre e che uscirà a breve nelle sale ripercorre tutto questo.



Ho scoperto con stupore che anche lei, come me, ha cominciato a fotografare dopo i 30 anni. Prima faceva la pianista. Fino ai 50 si è occupata di fotografia ai massimi livelli, affrontando con coraggio l’ipocrisia e i forti squilibri sociali dell’Italia e allargando la sua visione al mondo intero, senza mai venire a compromessi con nessuno. Poi ha incontrato Babaji e semplicemente ha smesso di fotografare. Ha venduto la sua casa a Genova, ha raccolto le sue poche cose e se n’è venuta in Puglia, con sua madre, a vivere in un trullo per fondare l’Ashram. E ora? Ora vive la sua quinta vita e studia il cinese. “Non bisogna attaccarsi a niente, sapete. La vita è fatta di esperienze e quando ne hai concluso una è inutile continuare a guardarsi indietro. Si tagliano i ponti e si va avanti.



Le foto in B/N sono di Lisetta Carmi e vengono dal suo reportage sui travestiti di Genova.

7 commenti:

lodolite ha detto...

mi sembrava di essere lì con voi....
bello.
ciao simona

Daniela. ha detto...

io amo quella donna...
e come direbbe...

"bhole baba ki jai!"

:-)

Sebastian ha detto...

..una giovane fotografa, giovane nella mente.. in un'italia sempre più vecchia, nella mente.. sia chiaro..

p. ferrucci ha detto...

Sospetto che Lisetta Carmi - più o meno coetanea di mia madre - sarebbe la mia grande maestra di vita.
Grande, Lillo: mi vien da sorridere quando scrivi: "Quand'ero ragazzo..."

lillo ha detto...

beh si parla sempre di 14 anni fa... mica poco ;)

agatathecat ha detto...

Bello Lillo..ho sentito e visto di lei qualche giorno fa in tv..e ne volevo saperne di più..

;)

gianfranco ha detto...

Grazie, Lillo.
Oggi ho trovato il nome di Lisetta Carmi, non so per cosa ne sono rimasto attratto. Sulla rete ho cercato quanto potevo su di lei, il film, le sue immagini, le recensioni alle mostre delle sue fotografie. E' emozionante e commovente. Sei fortunato ad averla conosciuta di persona: grazie ancora per averlo raccontato, in questa maniera così affettuosa.