lunedì 5 aprile 2010

letti

Sarà anche vero che, come dicono, i segni della primavera sono dovunque. Fatto sta che qui la notte è ancora di un freddo siderale, e uscire di sera è considerata impresa da folli o da quindicenni. Così io in genere me ne resto a casa ad ascoltar musica anche se poi, come mio solito, alle undici sto già ronfando sul divano. La mia pasquetta è stata una giornata tranquilla passata in piazza Vittorio Emanuele, gettato sui gradini di una scala con gli amici, a spostarci col sole a seconda dell’ora del giorno, ad aspettare, secondo il noto detto cinese, che fosse il mondo a venire da noi per una volta e non sempre noi da lui. E beh il mondo è passato tutto meno che le poche persone che avrei voluto realmente vedere. Immagino la si possa considerare una sorta di legge del contrappasso.
Sapete, le cose cominciano a girar bene, non posso lamentarmi troppo. Lo spettacolo che abbiamo portato in scena l’altra sera, pur con qualche imperfezione che può migliorarsi col tempo, è stato un piccolo successo. Sono usciti articoli sui giornali, la Gazzetta del Mezzogiorno e la Repubblica. La sala era piena ed è piaciuto ai ragazzi (l’ho scritto per loro) ma anche, nonostante il linguaggio spinto, agli adulti. E infatti il complimento più grande mi è arrivato da una signora che mi ha detto: “Antonio Lillo, ti devo fare le mie scusa, non ti avevo capito.” C’è stata anche gente a cui non è piaciuto, intendiamoci. Ma non posso farci nulla e infatti non faccio. Ho anche altri progetti in mente ma per ora non anticipo nulla. Insomma, da un certo punto di vista, tutto va bene.
Quello che non va non lo dico per non ripetermi, per non ripetere le solite paturnie del cuore, che poi mi becco i rimproveri di Licia che mi dice sempre di darmi una mossa. Posso solo ammettere che più vado e più mi rendo conto che Mod aveva proprio ragione quando mi scrisse che i grandi amori arrivano una volta nella vita, due al massimo ma poi basta. E io mi sa che mi sono giocato male tutte le mie carte. Nessuna voglia di amare al momento. Nessuna voglia d’essere “pazzamente felice”. Solo un leggero peso, come un’ansia in petto che non so ben definire né indirizzare in maniera creativa.
Sapete, in genere quando sono in ansia cammino, cerco di spegnere l’ansia con la stanchezza, per cui infilo le scarpe e macino chilometri di strada sperando pure in qualche incontro fortunato. Il problema è quando fuori fa freddo e non ti va proprio di uscire e ti coccoli l’ansia in corpo sotto le coperte. Stasera, a pochi metri da casa mia è morta Marianna, una signora che conoscevo fin da bambino e qui intorno era tutta campagna, prima che la speculazione edilizia ci soffocasse coi palazzi. Era sola e viveva bloccata in un letto coi suoi incubi e i suoi sogni e una balia a lato a cambiarle il pannolino e imboccarla tre volte al giorno. E questa sera mi sono sentito per un attimo così vicino a lei, due solitudini palpabili in due letti diversi eppure distanti solo pochi metri di strada. E mi sono detto, che potendo scegliere, preferirei morire che invecchiare solo.

11 commenti:

Daniela. ha detto...

per caso, ci sono..
:)

p.s. ho dimenticato di dirti che ho visto Io e Annie.
ti ho pensato.. te ne parlerò!
'notte

giardigno65 ha detto...

mi fa piacere per il tuo spettacolo !

Incontro

Qualcuno entra nel silenzio e mi abbandona.
Ora la solitudine non è sola.
Tu parli come la notte.
Ti annunci come la sete.

Alice*** ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alice*** ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
agatathecat ha detto...

Caro Lillo,
proprio come dice Alice, sei troppo giovane per tirare le somme...e forse non e' così vero che ci si innamori una o due volte al massimo nella vita..devo pero farti una domanda?
Da qualche parte mi ricordo di aver letto un tuo commento che diceva che non ti saresti mai sposato..che intendi?
Poi magari ti dico il resto...ciao

lil ha detto...

dani, grazie che ci sei :) bello io e annie, non come manhattan o ombre e nebbia (per me, ovvio) ma bello, soprattutto il finale... csì assolutamente lillesco ;)

bella poesia giardigno, di chi è??

alice, è bello anche per me rivederti :) quanto alle somme mah sarà che vedo tutto nero, ma io non vedo più numeri...

agata, non mi ricordo quando l'ho detto e in che senso, cmq io nel matrimonio non è ci abbia mai creduto molto... credo nell'amore, non nei rapporti istituzionalizzati... però son curioso adesso, tu come intendevi continuare?

agatathecat ha detto...

cosi' pensavo..forse avevo frainteso..cioe' che non credevi affatto al rapporto a due classico...e quindi non mi tornava il tuo mal d'amore.. . comunque alla fine alla gran parte delle femmine piace il matrimonio..anche alle piu' moderne..sai fa tanto favola..insomma in fin dei conti Cenerentola docet..ci sono tanti maschi pero' che matrimonio a parte sono proprio allergici alla vita di coppia, troppe responsabilità! Che brutta cosa!!
Spero tu non faccia parte della categoria dei fifoni..lo spero per le femmine che incontrerai mera soliderirtà femminile)
Ti auguro presto di ritrovare l'amore!
:)

lil ha detto...

siamo tutti fifoni in fondo, magari qualcuno molto, qualcuno poco poco, ma irrimediabilmente tutti...

☆Vale ha detto...

lillus
che triste mi lasci
anche al mio paese viveva una signora come Marianna. Si chiamava Lia. La gente andava a trovarla.

Max_am ha detto...

Letto è un luogo strano dove generalmente ci si dovrebbe riposare. Ma in realtà è un posto dove spesso capita di fare di tutto tranne che riposare. Si dorme certo, ma si pensa, si fa l'amore, si piange, si ride, si nasce e si muore. Continuamente. Alle volte penso che il letto si chiami così perchè è dove si "legge" al meglio se stessi.
Ps: realmente contento del tuo spettacolo ... anche se non potrò assistere. Certo che la messa in scena "fiat lux" in te dalla soddisfazione. ;)

lil ha detto...

vale, siam tristi in due allora... ;)

max, è da tanto che non ti vedevo, i tuoi commenti però son sempre perspicacissimi...

non proprio lux fu, però quasi (credo sia il massimo per me) ;)