lunedì 27 settembre 2010

pomeriggio dopo la vendemmia

In questi giorni stiamo realizzando, col mio giornale, un piccolo reportage sulla vendemmia, o meglio su quello che succede al pomeriggio, quando i contadini portano in cantina l’uva raccolta perché venga pigiata. Vivendo praticamente accanto a tre cantine, mi basta uscire di casa con la macchina pronta in mano. Mi interessano soprattutto le persone, i loro volti. Per lo più si tratta di gente non più giovanissima, che in campagna ci vive da sempre. È gente orgogliosa ma semplice, con quel pizzico di vanità di chi gradisce sempre che gli si faccia una foto. Inoltre è gente sfinita da una lunga giornata di lavoro, in attesa del suo turno, e quindi assolutamente pronta alla battuta. In fondo basta una risata per risollevare lo spirito. Queste sono le prime foto del reportage.








10 commenti:

amanda ha detto...

la prima e la terza sono straordinarie perchè come al solito i ritratti sono il tuo forte, l'ultima ha dei colori bellissimi mi ci farei un tuffo dentro

giardigno65 ha detto...

sono in perfetta sintonia con Amanda (?) la prima e la terza sono straordinarie!

ma anche l'ultima mi piace pazzamente ...

☆Vale ha detto...

Anch'io ho vendemmiato a suo tempo; mio nonno aveva una campagna, anche se non vedeva bene stava lì a controllare le cassette piene d'uva.

amanda ha detto...

@Giardi: il punto di domanda è dovuto allo stupore di trovarti improvvisamente e stranamente in accordo con me?

Davide Ruffini ha detto...

c'è una cosa insistita che non mi permette di apprezzare troppo queste foto. è che io l'ambiente della vendemmia lo conosco perché ci sono cresciuto e quelle facce sono quelle di mio nonno, dei miei nonni. nelle foto ci sono dei fuori posto, non è colpa di tonio, è che siamo davanti alla vendemmia tra le villette a schiera, nei grossi stabili, le pareti sono lisce, il pavimento regolare, in mattonelle.
è la vendemmia moderna, tutt'altro rispetto alle foto che avresti potuto fare dieci anni fa o anche tuttora nei posti giusti. se ne parte n'altro treno...

lil ha detto...

capisco il punto di vista, è giustissimo. è un pò quello che succede quando provi a fotografare un tramonto e ti ritrovi dovunque pali e fili della luce.
dal mio punto di vista però ha un senso anche fotografare questo tipo di contrasto, per quanto strindente, mettere in luce la contraddizione di un'attività economica e insieme di una cultura che vivono incerte perchè con i piedi in scarpe diverse.

Jacqueline ha detto...

l'ultima foto è veramente spettacolare (non penso proprio sia esagerato dirlo/scriverlo) :D
dentro ci vedo un po' la fine della giornata, la scia di sudore e succo d'uva che ci portiamo dietro a fine giornata tutti quanti, vendemmiatori e non. la scia di fatica che ti rende fiero del tuo operato e che, se non sai apprezzarlo, ti lascia un po' di aceto in bocca.
(non so, a me l'aceto non piace per niente!)
buon proseguimento!

marian. ha detto...

ho letto troppe volte la parola nonno...è il caso che riprendiamo in mano la zappa giovani!!!
scherzi a parte, che bella la vendemmiacon i suoi copioni fissi dentro scenari cangianti. la modernità ha le sue bruttezze, ma la cocciutaggine di certa memoria (quella contadina, locale, spicciola e anche ristretta) è da salvaguardare a tutti i costi.
bravo antonio!!!

ghzk ha detto...

il profumo d'uva !
hai riempito la mia stanza del profumo d'uva
più di così ? !

Anonimo ha detto...

brava maria!! martin