venerdì 14 giugno 2013

l'aria

Il giorno in cui è morto mio nonno, lui era così grande che quasi non entrava nella cassa. Ci stava stretto con le spalle larghissime e toccava il fondo con la suola lucida delle scarpe, le sue grosse mani spingevano sui bordi per uscire. Sembrava goffo, come chi non si sente a suo agio col proprio destino mortale e se ne sta sull’attenti, aspettando un qualsiasi accidente che lo salvi dall’imbarazzo. Più di tutto, però, di lui spiccava il naso, con la sua gobba secolare e le narici storte a forza di annusare l’aria, lo vedevi ergersi oltre l’orizzonte immacolato della bara, come ad inseguire l’aroma denso di caffè, preparato per noi dai vicini nel primo mattino. Sarebbe stata la prima colazione che saltava dai tempi della guerra, e anche per questo, forse, ci teneva il muso e rifiutava di parlare con chiunque.

Nota. Con questo raccontino si conclude il piccolo romanzo a puntate sull’amicizia con mio nonno Antonio, venuto a mancare ieri, 13 giugno. L’ultima cosa che ha detto è stata: “Così è la vita”, poi è morto. Nei prossimi mesi mi piacerebbe raccogliere tutti i raccontini scritti intorno a lui negli ultimi due anni e pubblicare un libro in sua memoria e in memoria dell’altro mio nonno, Donato, morto cinque giorni prima, l’8 giugno, anticipando di pochissimo il suo amico.

4 commenti:

Alle ha detto...

La vita è così...incredibile. Nelle tue parole resteranno vivi i tuoi nonni. Un caro abbraccio, amorevole nipote.

Piero Ruggiero ha detto...

Un abbraccio

amanda ha detto...

Così è la vita un voltavita che si porta via un Antonio nel giorno della vostra festa, due nonni in un colpo, dopo tante cure il vuoto, un abbraccio a te ed alla tua mamma

marian. ha detto...

un abbraccio Antonio. Le tue parole così dense mi fanno piangere e piangere perchè avverto in esse lo stesso dolore di chi ama qualcosa o qualcuno che se ne va, lo stesso dolore che ho dentro inespresso, legato a forza di schiaffi alla croce del mio silenzio.