giovedì 26 settembre 2013

caffè in piazza

Se avessi dato retta a mio padre
invece che scrivere versi
(ma preso diploma da geometra
poi posto al Comune
chiedendo favori opportuni
al cugino assessore) adesso
invece che poetare in piazza sulle scale
aspettando nel sole uno stronzo
che m’offra un caffè
me ne stavo in ufficio a lavoro
a grattarmi beatamente lo scroto
come in tutti gli uffici del globo
fiero di me e del mio penare
dietro a un salario di fame
senza più l’ansia di un domani
ancora non accatastato. Amaro caffè
invecchiato.

5 commenti:

Iride libera ha detto...

Vivere come un caffè sospeso...

amanda ha detto...

il caffè è meglio offerto che essere comprati al costo di un caffè

Tita ha detto...

http://vimeo.com/66874426

marian. ha detto...

questa poesia è una chiara dichiarazione d'amore verso la poesia! E' chiaro che non avresti mai voluto vedere sulla tua scrivania quella targhetta color senape con su scritto "geometra Lillo A.". Persino nell'immagine del geometra che si gratta hai trovato poesia...
Trattasi di temporaneo stato d'affezione cerebrale durante il quale ogni vita ci sembra migliore della nostra, ma ovviamente non è vero!

lillo ha detto...

che poi il caffè sospeso è una delle tradizioni più belle e civili che ci siamo, secondo me :)