lunedì 4 gennaio 2016

malanno

Quando tirava dal naso
tirava come i bambocci
che gli usciva il fiato
dagli orecchi: cercava il moccio d’oro
per ripulirsi meglio dagli attacchi
del malanno. Ormai
ridotto a un otre vuoto
risuonava secco accompagnato
dai bisbigli di sua madre
che al telefono
faceva la conta dei morti di quell’anno.

3 commenti:

tentare, nuoce ha detto...

Gli accade rotolanti disegnano qua e là dei 'dietro l'angolo', i loro sottovoce che squarciano 'son qua' di piena gola; e allora—curioso con le orecchie—la lascio volentieri la maestra: m'allungo sulla strada all'inciampando, a ghigna nuda; ed i cantoni, in attesa tu svolti, regalan solitaria compagnia

Un saluto

lillo ha detto...

saluto a te, tentare nuoce :)

marian. ha detto...

di malanni, versi.