mercoledì 8 febbraio 2017

requiem per un gattino

L’anno passato abbandonarono un micino sulla porta di casa. Era malatino ma dolce, così ho deciso di curarlo mentre gli cercavo una casa. Il micino è guarito ed era bello e vivace quando alla fine se lo è preso un cugino di mio padre per tenerlo in campagna. Oggi il cugino di mio padre mi ha detto che il gattino è morto durante l’ultimo gelo. Così ripubblico, per ricordarlo, queste due poesie che avevo scritto per lui.

1

Un piccolo tutt’ossa nero di sfortuna
mi si stringe alle calcagna
cercando in me il fratello: stipula
un patto famigliare
rifiutando di mangiare se io
sono lontano. È il patto
di un compagno per la vita
santificato nel latte del mattino
che strofina sul mio pollice grato
col musetto che gli sanguina d’amore.

2

Mi stringe in gola il sangue.
Mi sanguina dal cuore.
Ogni tua cellula perduta si fa
goccia che risale. Sale e soffoca
dal cuore ma non passa.
Ristagna e secca
negli occhi senza pianto.
E brilla il mio rimorso.
Inumidisce il canto. Perché ti perdo?
Perché non ti ritrovo?

3 commenti:

Marco Goi ha detto...

Un colpo al cuore leggere queste (splendide) poesie ora.
Io ho perso la mia adorata gatta giusto una manciata di giorni fa... :(

lillo ha detto...

è una brutta perdita, mi dispiace davvero marco :(

amanda ha detto...

Piccino