venerdì 31 marzo 2017

omertoso

Nel 1914 in una rissa scoppiata fra bande rivali al soldo di ricche famiglie del paese, un uomo ammazza un altro con un colpo d’ascia che gli recide il collo, poi scappa inseguito attraverso i vicoletti di Locorotondo e sulla porta di casa viene raggiunto e accoltellato da un terzo uomo che viene arrestato e finisce i suoi giorni in galera. È uno dei più efferati fatti di sangue del tempo, sancito all’epoca da una croce scavata nella chianca di fronte alla casa del secondo omicidio, in via Aprile.
Io, personalmente, su una storia del genere ci avrei investito, creando un percorso turistico (visto che si parla tanto di turismo) o perlomeno un cortometraggio. Invece, pochi anni fa, qualcuno a cui magari la croce metteva ansia ha pensato bene di cementarla nel silenzio generale. Posso anche capire che nessuno si sia accorto della cosa allora, ma quello che non capisco è perché nessuno sia intervenuto ad oggi a recuperarla. Ci sono passato davanti stamattina e la sua traccia emerge dal pavimento stradale chiedendo di essere liberata. Questo è un paese omertoso, mi diceva ieri Antonio Basile, ma è omertoso soprattutto perché si rifiuta di capire da dove viene sperando così di potersene andare dove gli pare. Cioè in nessuna direzione.

2 commenti:

amanda ha detto...

Io a Locorotondo ho avuto una guida eccezionale, ma non me l'ha mica raccontata la storia della croce, e non mi ha nemmeno fatto un ritratto sebbene sia una delle sue specialità

lillo ha detto...

ehhh perché contiamo sulla seconda volta :)