lunedì 17 luglio 2017

tenerli d’occhio

Mi capita spesso ormai, per motivi di lavoro, o anche semplicemente per alcuni consigli che mi chiedono o scambi di idee, di leggere testi non ancora pubblicati di poeti seri, spesso giovani, alcuni molto bravi altri ancora in cerca di un proprio equilibrio compositivo, ma tutti con una voce forte e inconfondibile. Spesso questi poeti, magari già pubblicati da altre piccole realtà, faticano a trovare un editore, a volte perché la loro proposta non è abbastanza ammiccante da permettere delle vendite adeguate, altre perché caratterialmente non sono propensi a quella dote ormai necessaria a tutti gli scrittori che si rispettino che è l’attitudine alle PR, public relations, cioè la capacità di allisciare il pelo all’editore che si è puntato, al punto che questi non saprà dirti di no. Alcuni non ne sono proprio capaci, te ne accorgi persino dalle mail che ti mandano. Timidi o burberi, questi poeti meritano attenzione. O rischiano di incanalarsi in un percorso laterale e schivo di grandissima qualità ma quasi clandestino, simile a quello di un grande noto a pochi come Walter Cremonte. Ecco perché, d’ora in avanti, ho pensato di fare periodicamente dei post in cui indico nomi e cognomi degli ultimi poeti che ho letto, spesso su manoscritto, e che secondo me meritano attenzione editoriale, indipendentemente dal fatto che un giorno possano o no pubblicare con me. Perché non è tanto importante chi pubblica il libro, ma è importante che si pubblichi un buon libro, invece di tanta paccottiglia. Questi i primi nomi che ho da fare fra quelli che ho letto negli ultimi sei mesi, tutti hanno qualcosa di interessante da dire e tutti andrebbero seriamente tenuti d’occhio: Andrea Piccinelli, Fabio Martello, Gianni Ruscio, Ianus Pravo, Luigi Finucci, Marco Vitale, Maurizio Giudice.

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