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mercoledì 11 ottobre 2017

matrimonio e altri disastri

Devo dire che questa storia del separatismo catalano – con tutte le sue tifoserie – mi ricorda tanto il matrimonio di una mia zia, che si sposò perché glielo imposero in famiglia e lei è vissuta infelice per tutta la vita perché, sinceramente, odiava suo marito con tutte le sue forze, né lui amava lei. Mia zia strepitava, si incazzava, lo insultava apertamente, ma intanto erano venuti i figli ed erano altri tempi, così le dicevano che era meglio non separarsi per il loro bene e lei è rimasta lì. Mia zia è morta infelice, e così mio zio, e i loro figli sono cresciuti con un sacco di problemi, quelli che vengono a tutti i bambini che crescono in un ambiente famigliare non sano, i cui genitori non fanno che litigare e rinfacciarsi ogni cosa. Un disastro. Ecco, io penso che uno può fare appello a tutta la Ragione del mondo, sul fatto che stare insieme è meglio, soprattutto per i figli, ma se la sposa è infelice non te la puoi prendere con lei perché scalpita, te la dovresti prendere col matrimonio in sé che è sbagliato e che forse andrebbe rinegoziato, alla radice, su altre basi – e non solo in Catalogna – a cominciare dal fatto che per sposarsi per prima cosa bisognerebbe amarsi.