lunedì 15 ottobre 2018

il poeta disperato

Viene a trovarci il giovane poeta disperato. Ci dice: sono depresso, la vita è un inganno, tutto è dolore, non ci salveremo. Lo ripete così tante volte che la simpatia umana a un certo punto di trasforma in fastidio e noia. No, non ho detto gioia (volesse mai il cielo che, disperato com’è, si offenda), ma noia noia noia! Con finto pudore ci passa le sue poesie, disperate come poche, aggiunge. Sono degne di essere pubblicate, ci dice, anche se forse nemmeno voi potrete capirmi, del resto chi può? Mio fratello, che è lì con me e non ama la poesia, ma a furia di frequentarmi qualcosa ne ha capito, dà loro un’occhiata, sbuffa, poi di scatto si alza, afferra una raccolta di Pessoa che è sul tavolo, gliela mette in mano e gli dice: Tieni, leggilo, vergognati di te stesso, e ripassa fra dieci anni.

sabato 13 ottobre 2018

mi dà fastidio se dici «poeta»

Mi dà fastidio se dici «poeta»
con l’ironia che batte
affettuosa e puntuale sul dente.
Mi appare desueta
formula di perdono
a ribadire ciò che non sono
più per te: un uomo la cui parola
ti ha portato fortuna.

venerdì 12 ottobre 2018

cos'hanno da dire


A mio padre manca il senso della nostalgia, gli piace perdersi in aneddoti, ma solo per il gusto di raccontare, di fatto gli frega poco o nulla di storie sepolte, vecchie amicizie o perduti amore. Lui guarda avanti. È uno di quelli che, per dire, se passano in Tv un vecchio film in bianco e nero, subito comincia a sbuffare perché si cambi canale. Non importa che sia bello, magari un classico, che vinca nel confronto con la più stupida commedia a colori dell’anno scorso o con la serie Tv del momento. Lui dice sempre: «Sono morti, sono tutti morti, basta con questa roba antica, troviamo qualcosa di nuovo». Spesso glielo rinfaccio: «Vedi che ci sono dei film che saranno pure roba antica, ma vincono su tutto, sono senza tempo». Lui, barricato sulle sue convinzioni, mi risponde così: «Lo sai, a furia di star dietro ai morti, certe volte smetti di ascoltare cos’hanno da dirti i vivi».

scandalo

Tutti a parlare dell'acqua della Ferragni che costa 8 euro ed è uno scandalo. Per me lo scandalo vero è che i miei libri costano uguale ma nessuno li compra perché sono troppo impegnati a vedere cosa farà la Ferragni.

mercoledì 10 ottobre 2018

dopo un sogno

«Rapita da un altro in mongolfiera
ti ho vista volare lontano».
«È evidente, non mi tenevi la mano.
Non devi nemmeno stringerla forte».

sabato 6 ottobre 2018

la poesia è una terra straniera

Ne parlavo poco fa con un amico, uno che legge un sacco peraltro. Gli dicevo: “possiamo parlarne quanto vogliamo ma credo sia pacifico che le opere letterarie più alte e innovative del ‘900 in Italia sono state dei libri di poesia, sono pochissimi i romanzi – due, tre? – che stanno alla pari con Le occasioni, Gli strumenti umani, Il franco cacciatore oppure Onore del vero, per dire i primi che mi vengono in mente”. “Sarà sicuramente vero, mi risponde, però io non ne ho letto nessuno”. Ed ecco il problema, il motivo per cui ho già perso in partenza la mia battaglia, perché per quanto meraviglioso possa essere il campo in cui mi muovo, è come se fosse una terra straniera: un territorio esplorato, raccontato con accenti meravigliati, ma nella sostanza ceduto da tempo ai barbari. È come parlare latino a scuola, o come venire a vivere qui dal Sudamerica decantando gli scrittori migliori di quel continente in un paese per cui alla fine sono soltanto dei nomi esotici.

venerdì 5 ottobre 2018

l'abbandono

Da quando gli è morta la moglie
di Martino in campagna non si vede più traccia.
Una volta accudiva gli alberi come dei figli
dall’alba fino all’ora di pranzo e poi rientrava
traboccante di mele. Adesso ha scelto
di accudire il silenzio della casa
nel ricordo un po’ spaesato del suo amore
ma tornare alla vita gli costa troppo.
Ammettere che la vita può riprendere
sarebbe tradire la memoria della donna.
Lei che vive in lui che muore in lei
un giorno alla volta. Chi è vedovo dei due? Fuori
restano le mele che cadono e fermentano, marciscono
imbevendosi di piogge sulla terra indurita.
Risplendono nei colori autunnali con una tale gioia
che ti stringe il cuore. Ma nemmeno i poveri
si prendono la briga di raccoglierle.
Una mela è frutto del passato.
E soltanto mio padre quando passa
ne riempie una piccola cesta con discrezione
ché si addolora per tanto spreco.

io sto con la carfagna (?)

Mi è appena successo di vedere questo video di un bisticcio di un paio di giorni fa fra la Carfagna e Salvini con la prima che, da vicepresidente della Camera, riprende il secondo che fa ironia tendenziosa sul Parlamento (e a proposito, è una cosa lecita?). E mentre lo vedevo mi sono accorto di parteggiare per lei, di stare dalla sua parte contro di lui. In tutto questo ho realizzato di essere entrato ormai nel paradosso politico (o compromesso morale) che per oppormi a una forza assolutamente negativa come per me è Salvini, mi può capitare di schierarmi dalla parte di una forza altrettanto negativa o comunque non positiva come per me è la Carfagna. Non è per niente una bella sensazione.

giovedì 4 ottobre 2018

fellare

Capire di non aver capito nulla. Io pensavo che "lesbica" fosse una cosa, invece scopro che era esattamente il suo contrario. Per fortuna che ci sono i libri per tirarci fuori dall'oscurità dei nostri luoghi comuni. (Nello specifico: Bruno Gentili, Poesia e pubblico nella Grecia Antica, Feltrinelli)

post scriptum

Qualcuno gode nell’orto
la sua ora di delizia,
qualcuno forsennato
scrive versi tra le ceste di noci,
qualcuno raschia il tartaro dalle botti
nei sottani. A mezza età
il poeta sopravvive. La sua fortuna
durò un soffio, un lampo
la sua grazia.

Leonardo Sinisgalli