lunedì 27 giugno 2022

orgoglio

Mio padre e mio zio sono quindici anni che non si parlano. Persino al funerale di mio nonno, mio zio si mise fuori dalla porta e restò in piedi per tutta la veglia sul marciapiede di fronte. Stanotte l’ho sognato, ho sognato che mio zio veniva a cercare mio padre per scusarsi e stringergli la mano, ma mio padre per orgoglio prima cincischiava e poi rifiutava di dargliela. L’orgoglio in famiglia ci ha sempre fregati tutti, anche quando ne sembriamo immuni. Mio fratello ad esempio è molto più orgoglioso di me, al punto da mandare al diavolo due o tre lavori piuttosto che sottomettersi a delle regole. Ma anche io, che in famiglia sono il più mite, non scherzo, e i più grandi errori della mia vita li ho fatti tutti per orgoglio, lo so, li riconosco ma non sono capace di rimediarmi. Come questo della casa editrice che sono dieci anni che va avanti anche se non ci guadagno nulla, e tutti pensano che lo faccio per amore, e invece no è solamente orgoglio.

sabato 25 giugno 2022

segreto del poeta

“Buonasera, siete interessati a leggermi? Sono un aspirante autore ma ho al mio attivo svariate pubblicazioni con case editrici non a pagamento. Grazie.” Qualcosa non mi torna, gli rispondo, o sei aspirante o hai già pubblicato. “Gli altri libri li ho pubblicato con un falso nome.” Ah, e perché? “È un segreto.”

venerdì 24 giugno 2022

il colombaccio

 Stanotte ho sognato di essere un colombaccio che se ne stava posato sulla cima del cedro nel mio giardino e guardavo quello nella casa di sotto chiedendomi chissà cosa si vede da laggiù e chissà che cosa pensa di me che sto quassù e ogni tanto mi scappava di gracchiare con una voce che sembrava un po' cupa ma in realtà era giocosa e tradotta significava Povero stronzo, Povero stronzo, Povero stronzo. Ma non sapevo bene a chi lo dicevo, se a me stesso in alto oppure a quello di sotto.

mercoledì 22 giugno 2022

lacrime di coccodrillo

Leggevo adesso in un sentito coccodrillo che il mondo, quando muore un poeta, è più povero. E come faccio ogni giorno mi sono chiesto perché, quando un poeta vive, il mondo non si sente più ricco.

martedì 21 giugno 2022

stile

Una volta un mio amico disse di lei una piccola malignità, che letto un suo libro li avevi letti tutti, e forse un po' era vero. A me alcune cose sue piacevano molto, soprattutto dai primi libri, altre un po' mi annoiavano, soprattutto i pezzi in forma di teatro. Non condividerò le sue poesie. Due cose però le devo dire: primo che secondo me la Cavalli aveva stile; e secondo che lo stile non è una qualità di tutti i poeti che conosco.

lunedì 20 giugno 2022

vergogna

Di oggi 20 giugno 2022 mi ricorderò per sempre il senso di vergogna che ho provato mentre allontanavo un uomo di mezza età arrivato alla disperazione di provare a vendermi degli oggetti di casa perché aveva bisogno di soldi e io gli rispondevo la verità, che non ho soldi da dargli. Lui allora indispettito e disperato mi ha chiesto di avere pietà e io mi sono sentito un verme nella mia impotenza e ho immaginato che questo sarà solo l’inizio di un lungo giro.

domenica 19 giugno 2022

sogno d'if

Stanotte ho sognato di avere tra le mani e di pubblicare un libro d’inediti di Bordini. Nel dubbio di come presentarlo al pubblico senza farlo apparire una squallida operazione commerciale, decidiamo di chiamarlo LIBRO D’IF, scrivendoci sotto: “Questo libro potrebbe essere di Carlo Bordini ma forse no”. Ecco che, nell’incertezza del suo autore, i critici non sanno che pesci pigliare, e la prima recensione lo stronca: “Non mi è piaciuto perché non sono sicuro che sia poesia, più che poesia sembra una prosa, ma così sghemba e sconclusionata che potrebbe forse non essere niente”. Carlo una recensione così l’avrebbe adorata. Mi ricordo dal sogno una poesia chiamata “1° maggio 1919” in cui si consiglia di dosare la forza in amore, specie dopo una certa età, perché se esageri con la forza dopo una certa età il tuo amore non ricambia, ma inerte e guardingo si fa trascinare per casa come un mobile. I vicini si lamentano per i rumori.

keaton

Keaton scopre che non si può né perdere né vincere, che non ci sono né amici né nemici, scopre anche che forse non si nasce mai, questo è il problema, quindi [la sua realtà] non è condivisa, anche quando è accanto a una realtà è appiccicato alla realtà. Ci troviamo appiccicati con un cordone ombelicale, fantomatico, a dei rapporti.

Carmelo Bene

sabato 18 giugno 2022

la verità di sancho panza

Sancho Panza, che tra l’altro non si vantò mai della cosa, riuscì negli anni a sviare l’attenzione del suo demone, che poi chiamò don Chisciotte, somministrandogli ogni sera e di notte i più svariati romanzi cavallereschi, così che quello poi compì le imprese più dissennate ma senza danneggiare alcuno, perché distolto del suo obiettivo che avrebbe dovuto essere, in effetti, Sancho Panza. Uomo libero, impassibile, forse per un certo senso di responsabilità Sancho Panza seguì don Chisciotte nelle sue avventure, e da ciò ricavò, sino alla fine, grande e proficuo divertimento. 

Franz Kafka

venerdì 17 giugno 2022

il russo

Incontro un uomo, è russo e mi racconta
Che la guerra è una follia
Che ogni ucraino è suo fratello
Per nascita e destino. E se l’ucraino
Non sente il richiamo del sangue?
Se rinnega la propria cultura può farlo.
Può anche dire di non essere russo se vuole.
Può anche scegliere di non essere nulla.
Perché se non è russo non è nulla.
La parola ucraino è come nulla.
Perché l’ucraino non esiste. È una favola bella
Sognata dagli occidentali. Fuori dalla Russia
C’è il nulla mi ripete tre volte.
E alla quarta batte i tacchi e poi scompare.

martedì 14 giugno 2022

minacce

Parlo a mia madre di quei momenti splendidi e assai comici in cui senti un tuo autore toscanissimo che gli si sposta la calata a sud mentre ti dice: I v'accide a tutte quante! se non ha i suoi libri entro una certa data. Mia madre che mi risponde: Chissà che gli fai a questi autori, che ti minacciano tutti di morte.

domenica 12 giugno 2022

poesia senza l'a capo e senza la coda

Abbiamo cominciato a morire presto in casa, ciascuno a suo modo e coi suoi piccoli segni premonitori ad avvisarci passo passo della fine. Io nelle macchie nel cavo degli occhi che nascondono un retrogusto di caffè e nel pallore a contrasto della pelle, mio padre nella sfera che in gola gli ha catturato la voce costringendolo a rauchi pianti di cagnara. Fa fatica pure a inghiottire, immagina quanto gli costa rimangiarsi le lacrime. Ma piange anche per me, patema doppio, che non avendo né figli né salute né lavoro non ho futuro e nel mio kaputt riassumo il suo dolore alla moviola. Non ci restano che suoni e macchie dunque per esprimerci, nitidi segni, bruschi risvegli richiamati dall'ansia di non farcela coi tempi. Immancabili sensi di colpa. Pianti stretti in gola e macchie che fioriscono nuove intorno agli occhi, o sulle labbra, o sulle braccia, intorno alle vene che emergono dalla carne come tubature portate a secco ora che i muscoli vengono assorbiti dalle ossa e presto non ci sarà più posto nemmeno per mettersi lo scheletro.

sabato 11 giugno 2022

agenzia viaggi

La ragazza dell'agenzia viaggi che non sa come mi chiamo però sa che scrivo. Entra una signora che mi cerca: — Scusi, mi sa dire dov'è l'ufficio di Antonio Lillo? —Chi? — Lo scrittore... — Ah, di fronte! — Il viaggio letterario più corto della storia.

venerdì 10 giugno 2022

intimità

La mia gatta ha il terrore dei temporali e appena sente un tuono corre a nascondersi sotto il letto, oppure prova a infilarsi sotto la mia maglietta. Prima mi spinge di lato per farle posto sulla sedia, poi quando è sulla sedia comincia a rovistare col musetto finché non riesce a infilare la testa sotto la maglietta. Quando ci riesce si sente al sicuro, è nascosta dal mondo, allora si rilassa e comincia a fare le puzzette. Tanto, pensa lei, qui non la vede nessuno.

lunedì 6 giugno 2022

risposta binaria

Ormai mi accorgo sono così stufo di ciò che mi tocca leggere che quando mi chiedono un pensiero, una recensione, una mano o un'idea per un libro qualsiasi mi piacerebbe tanto rispondere in maniera binaria, SI o NO, senza dovermi più spiegare, come nei sondaggi telefonici. Ti piace il mio libro? SI. Me lo recensisci? NO. Lo pubblicheresti? NO. Lo compreresti? NON SO.

domenica 5 giugno 2022

incontro

Stanotte ho sognato una ragazza che incontravo in sogno alcuni anni fa. Nel senso che per un certo periodo facevo questo sogno in cui la andavo a trovare in una biblioteca dove lavorava e le lasciavo delle poesie scritte dentro le copertine dei libri. Mi ero preso una bella cotta. Poi quel sogno è finito e non l'ho più vista, anzi me la sono proprio scordata. E stanotte, dopo tanto tempo, l'ho ritrovata, era cresciuta (aveva un altro taglio di capelli, e la biblioteca dove lavorava era stata chiusa) e lei mi è venuta vicino con il volto serio e mi ha mollato uno schiaffo. "Erano anni che aspettavo questo momento" mi ha detto, prima di ricominciare a parlarmi. Anche nei sogni, come si vede, c'è una giustizia.

sabato 4 giugno 2022

memoria corta

Esce in questi giorni, per Progedit, un libro firmato da Nicola Fanizza (Araldo di Crollalanza, Un ministro all’ombra del duce) di cui un capitolo è incentrato sull’amicizia fra Gabriele D’Annunzio e Araldo Di Crollalanza, fascista barese della prima ora e poi Ministro del Lavori Pubblici sotto Mussolini, a cui il poeta venne mollato come una patata bollente perché il Ministro ne soddisfacesse ogni capriccio in merito alla costruzione del Vittoriale, comprando così il suo silenzio – certo indignato, ma comunque silenzio – sulla sempre più insoddisfacente e corrotta politica fascista che era nata con l’ideale di cambiare l’Italia con una rivoluzione – rubando molta della sua retorica proprio a D’Annunzio – e si era ritrovata, una volta al potere, a incarnare la più squallida dittatura. L’amicizia fra i due fu fredda, interessata e oltremodo formale, caratterizzata dalla vanità di entrambi che facevano a gara nel pavoneggiarsi. Mi tocca in un certo modo per il semplice fatto che io vivo in Via Araldo di Crollalanza, strada che si incrocia ironicamente con Via della Resistenza. All’incrocio delle due c’è casa mia, che di mestiere scrivo poesie. Quando D’Annunzio venne invitato in Puglia da Crollalanza fu ospite di un proprietario terriero amico del fascismo, Tommaso Cassano, che aveva partecipato all’omicidio di Giuseppe Di Vagno, sindacalista e primo parlamentare italiano ucciso dal fascismo, nel 1921, di cui campeggia in piazza nel mio paese una targa commemorativa. Quando poi, caduto il fascismo, si decise di procedere contro Cassano per quel delitto, non si riuscì a condannarlo per via dell’amnistia voluta da Togliatti. All’epoca si voleva soprattutto la pace e la ricostruzione, e si pensò che il tempo sarebbe stato galantuomo. Oggi sappiamo che il tempo ha la memoria anche troppo corta.

venerdì 3 giugno 2022

focaccia

Lunga fila in posta, si respira poco e male. Uno dei due vecchietti davanti a me dà segni di cedimento. "Ij me ne voche" dice al compare. Quello si gira per incoraggiarlo: "A ddò vè?! Giovane," si gira verso di me, "ve pigghie a fecazze!" E mi allunga un euro che ormai ci paghi sì e no un caffè al bar.

i conti in tasca

Stamattina mi sono fatto i conti in tasca sull'andamento dei primi sei mesi dell'Anno della ripresa del paese: 2022, e ho realizzato che, a parità di ore di lavoro (anche se il suo è tremendamente più faticoso) uno schiavo che raccoglie pomodori nei campi per 3 euro al giorno guadagna più soldi di me. L'unica differenza fra noi due è che lui è uno schiavo e io no, io (dicono) sono libero di cambiare.