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lunedì 30 settembre 2024

rimpianto

Il rimpianto di non essere più negli anni d'oro del cinema italiano diventa un pochino più forte oggi che Giuli prima diventa ministro della Cultura e poi fa l'ultimo esame universitario per laurearsi. Che cosa ne avrebbero fatto di una storia così Dino Risi, Comencini o Monicelli possiamo soltanto immaginarlo.


 

lunedì 15 aprile 2024

servile

L'Italia mi accorgo è piena di gente sempre pronta a dare del servo agli altri, e sostenere che le persone libere, in cui si sentono comprese, sono pochissime, si contano sulle dita della mano. Infatti, finita la mano, i conti non tornano più, a meno di non cominciare a pensare che siamo tutti servi e liberi insieme, servi liberi di servire quando gli garba o uomini liberi altamente servili quando fa comodo a loro. Non a caso la commedia dell'arte è nata qui.

venerdì 15 marzo 2024

puposkij

Dopo Jorit, ecco Pupo che "ispirato da un sogno" fa un concerto per la pace al Cremlino, tutto spesato per una settimana, dicendo che quella sarà la sua "trincea"... Povera pace, mi viene da dire. E povera gente in trincea. Leggendolo, mi è tornato alla mente uno sketch di Checco Zalone che una volta a Zelig con Stefano Bollani improvvisò un duetto basato sulla storia di un pianista romantico "russo meridionale" chiamato Gigi van Dalenskij, il quale aveva scritto i famosi "Notturni per la sola mano sinistra" ispirati al suo amore non corrisposto per Anna Tatanjalov, la quale gli aveva invece preferito Puposkij... Tutto torna, allora, in Russia, alla barzelletta, ai notturni per mano sola. Alla maschera di Pupo ovvero Puposkij. È inutile, Ruzante ce lo insegna, forse per la loro stessa storia gli italiani quando parlano di pace riescono solo a fare la commedia all'italiana. Fanno ridere con l'amaro in bocca.

martedì 24 ottobre 2023

sally meyer

Accidioso, caustico, bugiardo, cascamorto impenitente e dalla battuta facile, brillante e spesso allusiva, col sorriso dell'eterno ragazzo che gli fa perdonare ogni cosa, Sally Meyer è l'alter ego inventato da un giovanissimo Ernst Lubitsch nella prima parte della sua carriera (negli anni '10 del '900 in Germania), quando è il principale attore dei suoi film. Sono commedie mute ancora oggi godibilissime (per quanto nella maggior parte dei casi perdute: spesso la censura, non soltanto nazista, le ha distrutte perché scritte dirette e interpretate da un ebreo che prendeva spudoratamente in giro la propria comunità di appartenenza). Formidabili gli scambi di battuta in puro stile yiddish, come quando in Meyer da Berlino (1919) viene sfidato a duello e così risponde a chi lo ha sfidato per il mattino dopo: "Io non mi sveglio mai in tempo per i duelli. Se faccio tardi, lei cominci pure senza di me" (che già anticipa Woody Allen). O come quando più romanticamente bacia una ragazza che gli piace (ma non è sua moglie) e le dice: "Ora non farti strane idee, questo è solo per dimostrarti che non sono timido". Come se ci fosse bisogno di dimostrarlo.

martedì 8 marzo 2022

capire

Mio padre, come i bambini, non vuole prendere le medicine. Fa i capricci, eppure è ipocondriaco. Così, fra l’una e l’altra lamentela, corre in farmacia, compra chili di pasticche, collirio, integratori e sciroppo a litri. Poi ci ripensa, non li prende più, la gola si chiude, il corpo li rifiuta, li sputa nella pattumiera. Si spaventa di se stesso. Perché il mio corpo non vuole più le medicine? Allora si inventa delle contro-malattie che forse presto lo uccideranno, a cominciare dalla cura mancata. Si commuove, si agita, diventa complottista. Tutta colpa del vaccino, insiste. Da quando mi hanno fatto quello sto meglio e peggio insieme. Non si capisce più nulla!

martedì 7 dicembre 2021

convento

La storia del tipo col braccio di silicone è talmente bella che il vero rammarico è sapere che non c'è (non pare esserci) gente abbastanza brava da trasformare quell'aneddoto in metafora, in arte. In un'altra epoca una storia così sarebbe finita in una commedia di Age & Scarpelli. Oggi al massimo può aspirare a un meme usa e getta sui social. Il mondo è sempre stato folle, ieri come oggi, siamo noi ad avere abbassato le ambizioni del nostro sguardo, anche sul prossimo, e ad accontentarci di ciò che passa il convento.