A me pareva già una stronzata l’incontro per la pace dell’estate scorsa a Lucerna, fatto senza la Russia (e con Biden assente), e mi sembra una stronzata quello di oggi senza l’Ucraina. Per il semplice motivo che la pace, se davvero vuoi la pace, si fa tra i litiganti, non con il terzo che gode, non con l’arbitro che come da tradizione è sempre cornuto. Poi possiamo tirare fuori tutte le motivazioni geo-fanta-politiche sulle cause del conflitto, su come sono andate le cose, su chi ha ragione e chi ha torto, su chi fa gli interessi di chi, possiamo tirare in ballo i millemila motivi per cui quello è più vittima di questo, o più cattivo, o più fantoccio, ma se vuoi la pace fra due stati, si fa un tavolo coi due stati che stanno combattendo, per farli parlare alla pari, per mitigare l’odio, rivedere le posizioni e salvare il salvabile con un minino di dignità necessaria per entrambi. Almeno se, come si dice, quello che ci sta a cuore – ma da ciò che leggo non ne sono per nulla convinto – è salvare vite o risarcire le migliaia di vittime di questo conflitto.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
martedì 18 febbraio 2025
venerdì 15 marzo 2024
puposkij
Dopo Jorit, ecco Pupo che "ispirato da un sogno" fa un concerto per la pace al Cremlino, tutto spesato per una settimana, dicendo che quella sarà la sua "trincea"... Povera pace, mi viene da dire. E povera gente in trincea. Leggendolo, mi è tornato alla mente uno sketch di Checco Zalone che una volta a Zelig con Stefano Bollani improvvisò un duetto basato sulla storia di un pianista romantico "russo meridionale" chiamato Gigi van Dalenskij, il quale aveva scritto i famosi "Notturni per la sola mano sinistra" ispirati al suo amore non corrisposto per Anna Tatanjalov, la quale gli aveva invece preferito Puposkij... Tutto torna, allora, in Russia, alla barzelletta, ai notturni per mano sola. Alla maschera di Pupo ovvero Puposkij. È inutile, Ruzante ce lo insegna, forse per la loro stessa storia gli italiani quando parlano di pace riescono solo a fare la commedia all'italiana. Fanno ridere con l'amaro in bocca.
domenica 5 novembre 2023
risolvere il problema alla radice
Chissà perché, mi chiedevo oggi guardando il Tg, quando un cretino di ultradestra vuole risolvere un problema alla radice o dare una prova di forza muscolare quanto inutile, la prima cosa che gli viene in mente di dire è "mo lanciamo una bomba nucleare", gonfiando il petto come un tacchino. Non si capisce più se è coglionaggine del singolo individuo o cultura del pisello duro multifunzionale, visto che queste persone devono di sicuro essere convinte che il loro pisello abbia anche un aspirapolvere incorporato, perché lo sanno tutti che se lanci una bomba nucleare poi di polvere e macerie ne fai un sacco, e qualcuno la dovrà anche pulire un giorno quella polvere, decontaminare, altrimenti non serve più a nessuno: vedi quei poveracci in divisa che si sono avvelenati l'anno scorso a Chernobyl e fatti venire tutti un tumore perché nessuno ha spiegato loro che se un terreno è contaminato dalle radiazioni dopo non può andarci a vivere più nessuno, che sia israeliano o russo, o arabo o americano o coreano o qualsiasi altra razza ti venga in mente di dire: si ammalano tutti allo stesso modo in quanto umani. Di fatto, io a una donna, persino di ultradestra, "mo lanciamo una bomba nucleare e risolviamo il problema alla radice" non l'ho mai sentito dire.
martedì 8 agosto 2023
vietare la poesia
Leggevo ieri un articolo satirico di Flaiano, del 1956, in cui si dice: “Volete eliminare il Comunismo dal cuore delle persone? Allora fatelo studiare a scuola, perché se la gente a scuola cominciasse realmente a studiare il Comunismo lo prenderebbe in odio, oppure a noia, come fa adesso con Manzoni e con la matematica. Nessuno si allontana maggiormente dalle cose di chi deve studiarle alla scuola dell’obbligo!”. Ed ecco allora che pensavo stamattina che forse sbagliavamo quando si diceva che la poesia dovrebbe essere meglio studiata a scuola per essere più amata. No, la poesia per essere amata deve essere vietata, censurata, resa clandestina. Provate a dire che la parola poesia è bandita da ogni istituzione, che chi la pronuncia a scuola viene aspramente rimproverato, punito chi pronuncia Dante e bocciato chi ci aggiunge Ariosto, che a chi viene scoperto con un libro di Leopardi in tasca verrà fatto un richiamo scritto ai genitori come ora si fa per i vestiti, abbassata la media se reciti un verso di Ungaretti o di Montale anche per scherzo. Vedrete che il numero dei lettori di poesia aumenterà esponenzialmente e rimarranno lettori anche dopo, come adesso vedo miei coetanei che ancora ascoltano i Led Zeppelin senza vergognarsi. Poesia come ribellione allora, al potere, allo stato e alla scuola che lo rappresenta. Del resto ce lo insegnava già Limonov che la poesia attecchisce meglio dove non si può fare. Nella Russia sovietica la poesia girava clandestina in ciclostilati stampati in cucina, consegnati a mano col passaparola e guai ad essere fermati: se ti coglievano in flagrante, come con Brodskij, ti spedivano in Siberia, se scrivevi versi irrisori contro Stalin, come Mandel'štam, ti spedivano in Siberia. Eppure la poesia resisteva ed era ostinatamente felice.
domenica 25 giugno 2023
siberia
La scommessa di ieri era capire se i Wagner fossero delle cellule impazzite che si rivoltavano contro il padrone, ovvero pagati dagli americani come pure ho letto, ovvero in combutta con lo stesso Putin. Su quest’ultima teoria ho letto stamattina il post di una persona che odia l’Ucraina perché dice hanno i nazisti in Donbass, e tifava quindi per i Wagner – che poi sono altri nazisti – perché secondo lei è tutto un piano organizzato con Putin per scovare i traditori della patria che verranno fuori dalle loro tane come topi attirati dal formaggio e ora che li avranno scoperti questi traditori finiranno tutti in Siberia come si faceva una volta, ai bei tempi. A una persona così, ho pensato leggendo, Iosif Brodskij o Osip Mandel'štam, ma anche Dostoevskij che era più sportivo, ai bei tempi avrebbero, credo, sputato in faccia.
venerdì 25 novembre 2022
umiliati e no
Ieri, non so come hanno fatto, in Russia, dove si fanno le cose in grande, sono stati capaci da una parte di bombardare Cherson, in Ucraina, uccidendo 4 persone e ferendone 10 perché l’Ucraina “non vuole la pace”, che detta così mi ricorda sempre quella scritta nei negozi “per colpa di qualcuno [Zelensky] non si fa credito a nessuno” e dall’altra di emettere una nuova legge interna, che puzza di estremismo religioso, che amplifica il campo punitivo contro la comunità LGBT vietando di fatto la “promozione di relazione sessuali non tradizionali” in qualsiasi ambito, dall’arte alla letteratura fino all’informazione, a internet e alla pubblicità, perché se non se ne parla l’omosessualità non esiste – ma se anche esistesse e decidessi di eliminare un problema di cui non si può parlare, allora non esisterebbe nemmeno un’opinione pubblica, né una punizione adeguata per chi lo elimina. Nessuna umiliazione, insomma, per usare una infelice espressione nata sempre ieri. Nello stesso giorno, dall’altra parte del mondo, Twitter ha ridato la parola a Donald Trump che rimane uno degli stronzi più pericolosi del pianeta, e intanto che il nostro ministro dell’istruzione rimarcava l’importanza di suddetta umiliazione nella scuola, in Iran un popolo umiliato dal potere dell’estremismo religioso fa la rivoluzione e fra le vittime (416 in tutto) si contano ben 51 minorenni. Non abbastanza umiliati.
domenica 6 novembre 2022
perché si scende in piazza?
Ho letto poco fa il commento di una donna a un post sull’Ucraina il cui la donna, a favore della pace, diceva sostanzialmente che noi occidentali siamo talmente imbevuti di propaganda da credere, fra le altre, alle storie di stupri delle truppe russe sui civili ucraini, e che “non ci sono prove degli stupri” diceva. Ci sono rimasto. Primo perché, da che mondo è mondo, la prima cosa che fa qualsiasi esercito in una guerra è stuprare i civili; lo fanno tutti, non solo i russi (che conoscono bene questa pratica: basta informarsi su cosa hanno fatto in Germania durante la seconda guerra mondiale), ma anche gli italiani in Grecia e in Africa (Montanelli non era l’eccezione, era la regola), gli americani in Asia, i francesi di Napoleone, gli spagnoli in America, lo facevano gli antichi romani e i greci alla base della nostra cultura, e andando a ritroso nel tempo dubito si possa trovare una qualsiasi civiltà che non abbia avvalorato “l’efficacia” dello stupro in guerra. E mi fa specie, in secondo luogo, che lo dica proprio una donna e proprio in nome della pace, con tutta la cultura dello stupro che si respira oggi nel mondo e con tutte le lotte in corso per la difesa di diritti fondamentali legati alla dignità della donna (vedi l’Iran). Una donna che scrive “non ci sono prove degli stupri” di soldati ecco, a pelle mi sembra quasi un controsenso. Tutto si può dire su Russia e Ucraina secondo me, e io non pretendo di avere ragione in merito, tranne che in una guerra non ci sono stupri a decine, ed è innanzitutto per questo che si dovrebbe lavorare per la pace, non pro questo o contro quello, ma per evitare che un qualsiasi soldato si senta in diritto di stuprare, rapinare o uccidere un altro essere umano. Se non lo si fa per questo, perché si dovrebbe scendere in piazza? A volte, invece, da certe cose che leggo, mi sembra davvero che si vada a dimostrare per idee di civiltà così alte che ci si scorda proprio le persone.
lunedì 10 ottobre 2022
ringraziate che sia in russia
mercoledì 28 settembre 2022
ordine
giovedì 1 settembre 2022
casualità
Quando cerchi su Google le parole chiave: Russia+caduto dalla finestra per informarti meglio sulla notizia del giorno e ti esce fra gli altri un articolo di primavera 2020 in cui si lamenta la caduta dalla finestra del terzo medico russo in due settimane per aver diffuso fake news sul coronavirus, ovvero aver sottoscritto un documento in cui si afferma che il coronavirus esiste.
venerdì 5 agosto 2022
caso
Brittney Griner, donna, nera, lesbica, condannata a nove anni di carcere in Russia perché si fa le canne (condanna equanime per gli standard russi). C’è quasi da stare allegri che sia intervenuta la politica. Perché se fosse intervenuto Kirill come minimo la lapidavano in piazza in quanto immonda. Mentre se le fosse capitato in America come minino la strangolava un poliziotto per strada durante un arresto pretestuoso. Invece l’hanno beccata all'areoporto, così il suo caso è diventato un affare internazionale, Biden si sta muovendo per salvarla e dunque, in cambio della sua liberazione offre il rilascio di un pericoloso mercante d’armi russo, che in un altro mondo dovrebbe marcire in carcere a vita, ma che invece così torna libero e contribuisce alla causa della guerra nel mondo.
lunedì 4 aprile 2022
una vecchia
Le immagini di Bucha sono state tremende, né mi va di commentarle, ma ce n’è un’altra che mi ha colpito negli ultimi giorni ed è quella di una vecchia ucraina che ho visto in un servizio al Tg, una donna tozza, coi capelli bianchi, le gambe gonfie, il volto duro da contadina, che mi ha ricordato mia nonna. I russi le hanno bombardato la casa e la TV l’ha ripresa in un centro di accoglienza di Leopoli. Quella vecchia è un cadavere che cammina, perché è troppo vecchia sia per andare altrove a rifarsi una vita sia per ricostruirsi la casa. Quella vecchia è finita per sempre, anche se ancora respira, e forse un infarto sarebbe meglio di tutto ciò che la aspetta. In una situazione così io mi sarei già ammazzato. Lei invece, seduta pesantemente su un letto di fortuna, guardava dritta in macchina con lo sguardo duro e la bocca chiusa e piegata in basso. Forse crede in Dio e aspetta un segno, forse non si rassegna. Fatto sta che noi per quella vecchia non potremo fare nulla, tranne continuare a blaterare che Putin o che Zelensky o che la Nato o che l’Europa blablabla e ribadire l’ovvietà che la guerra è brutta, perché nel nostro piano delle cose quella vecchia contadina è l’ultimo dei problemi da affrontare. E la realtà è proprio questa.
giovedì 17 marzo 2022
nowhere land
In posta incontro un vecchio amico. È allo sportello accanto e si sta lamentando per un ammanco sul suo conto. Conoscendo le sue idee in merito comincio a sfotterlo: “Quelli sono i russi di Putin che ti hanno prosciugato il conto!”. Lui mi guarda di sbieco e mi ribatte: “Quelli i nazifascisti ucraini sono stati!” Io ridacchio: “Beh, qualcuno è stato!”. Interviene un vecchietto da dietro: “Chire i martenìse purce so stète, razze de latre! Facce de cantre!” (trad: “Quelli i martinesi porci sono stati, razza di ladri! Facce di pitali!). Rivanga così antichi dissidi irrisolti fra i nostri due paesi, che porteranno prima o poi alla quarta guerra mondiale.
sabato 12 marzo 2022
la guerra e la macchina
E me lo gridano in faccia: Coglione, io non voglio la guerra!
In verità sono stressati. Io vado oltre
E dico loro che non voglio la Macchina.
Tutti che mi gridano: Coglione, la Macchina ci serve!
Ma tu pensa che pace
Se non ci fossero le auto per estendere il dominio
Della corsa. Immagina se ti chiamassero: È la guerra mondiale!
Dobbiamo andare in Russia ma a piedi.
La guerra sarebbe già finita prima ancora di arrivare.
Immagina i Russi che entrano a Kiev senza i loro mezzi corazzati
Senza carri armati – non esistono! – con le suole consumate
Da una marcia di 850 chilometri con lo zaino in spalla
E i carri lasciati indietro coi cavalli, arenati in un pantano.
E prendono una boccata d’aria perché sentono
Che finalmente sono arrivati
E hanno appetito perché 850 chilometri a piedi
Mettono fame. E prendono una boccata d’aria
Perché senza le Macchine l’aria è pulita
Il mondo più chiaro, le strade non hanno cadaveri
Sui bordi. Chi vuol farla più una guerra
A questo punto? Uno
Dopo 850 chilometri è stanco morto.
Cade sull’erba e si addormenta.


