Ciascuno ha la sua storia particolare di scoperta del desiderio di scrivere, alcune meno facili della mia. Ma rifacendomi a una cosa che scriveva Cristina Simoncini sul fatto che le fa strano che si possa desiderare di scrivere senza aver desiderato prima di leggere, io sono convinto – da ciò che mi ricordo della mia stessa storia – di fare ciò che faccio perché mio padre, ferroviere, da bambino mi regalava dei libri. Ho ancora uno scaffale a casa con tutti quei volumi, ma fra gli altri, il primo ad avermi turbato al punto da farmi piangere su un libro, è stato ‘Il principe felice’ di Oscar Wilde, che forse era un po’ troppo intenso per un bambino, ma mi mise una spina nel cuore, come la rosa all’usignolo, che lì si è conficcata ed è rimasta. Era già un mood poetico, senza che lo sapessi, ma mi sono innamorato della poesia – ho proprio capito che fosse – alle medie, mentre sfogliavo l’antologia di italiano durante una spiegazione di matematica che mi annoiava. La prima poesia di cui ho sentito risuonarmi dentro i versi, uno per uno, è stata ‘I fiumi’ di Ungaretti, li ho imparati a memoria senza che nessuno me lo imponesse (“ho tirato su le mie quattr’ossa”, “stamattina mi sono disteso in una tomba d’acqua”, ecc.) e quei versi scabri e poi altri ancora che ho cercato sono cresciuti come funghi, attecchendo all’albero tutto intorno alle radici. Il primo poeta che ho amato non è stato Ungaretti, ma Federico Garcìa Lorca, che ho incontrato l’anno dopo, quando un giorno ci entrò in classe la nuova insegnante di italiano – una tipa a suo modo buffa, dall’aria disordinata, sempre di corsa, con gli occhiali spessi e l’alito pesante, l’entusiasmo di chi fa ciò che le piace – ed entrando ci chiese “vi va se adesso scriviamo delle poesie?”. Io giuro mi sono sentito battere così forte il cuore, di quel tipo di smania incontenibile che può prendere alla pancia solo i ragazzini, come avere le farfalle, come una gran fame che risale e ti si annoda in gola, io volevo esserci, volevo esserci dentro, in tutta quella roba. I miei compagni volevano essere nella squadra di calcio o pallacanestro, io volevo essere lì dove si scrivevano versi come “fu Marcel ma non era francese, e non sapeva sciogliere il canto del suo abbandono”. Infatti scrissi una poesia, poi un’altra, e un’altra ancora, e le portai alla prof che mi disse: “Belle, ma si può fare di meglio. Hai mai letto 'Il maleficio della farfalla’?” perché la mia prof aveva quella cosa lì (socratica) di rilanciare ogni volta il discorso con una domanda. E di nuovo ricominciava a battermi il cuore! È stato allora che ha cominciato a battermi e da allora non ha più smesso. Lo volevo leggere sì “Il maleficio della farfalla”! Così un poco me li passava lei, un poco me li comprava mio padre spedito in libreria a ordinare libri di autori di cui non conosceva neanche il nome – mi ricordo nei primi anni del liceo un 'Tre pezzi d'occasione' di Beckett, tradotto da Fruttero e Lucentini, che pure mi influenzò parecchio –, e mai una volta che mio padre mi dicesse questo è troppo. “Questo qui, diceva sempre a mia madre orgoglioso, ci diventa architetto!”. Le cose poi, come si sa, sono andate in un’altra direzione.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
giovedì 30 gennaio 2025
martedì 24 dicembre 2024
nella dedica
A me, caro editore, in un certo senso mi ha salvato mia moglie, una che ancora non ce la faccio a chiamarla ex, quando mi ha lasciato per quell’altro, io è stato un mese che mi volevo ammazzare, ma poi mi ha preso una bile a pensare che una così manco ci viene al mio funerale, solo per farmi dispetto, che ce ne siamo fatti tanti, una che poi mi sono detto No caro, qui bisogna reagire, io a quella lì non gliela dò la soddisfazione di vedermi morire per un altro, così mi sono rimesso in piedi, e ho cominciato a scrivere un libro, uno solo per dire quanto è stronza, e che se vivo è nel bene o nel male solo per lei. Questo l’ho messo nella dedica.
martedì 10 dicembre 2024
amori in corso
Autrice mi chiama periodicamente per consigli di cuore e sulle sue poesie. Sulle poesie mi ascolta quasi sempre, per il cuore no, del resto lei ha più esperienza di me. Lesbica, dice che vuole una relazione stabile con cui mettere la testa a posto, però esce tutte le sere con donne più giovani conosciute su Tinder o Bumble che se la portano a letto e la scaricano il giorno dopo. – Mi dà così fastidio come mi trattano, sono diventata una milf senza nemmeno aver avuto dei figli, si lamenta, ma intanto per farmi rosicare mi manda le foto delle sue ragazze in tiro. Tu non mi credi, lo so, ma io soffro terribilmente per come mi vanno le cose. Forse sono malata di sesso, forse dovrei andare in cura. – Finiscila! Fai praticamente la vita che vorrebbe fare la maggior parte dei maschi di mezza età che conosco. – Ma io mica lo faccio apposta, io le vedo tutte come Madonne! E dopo che mi accorgo dell’errore! – È bello così, quando ti accorgi dell’errore dopo che ci hai scopato. – Lillo, cosa ti credi? Gestire tutto questo non è mica facile! Non hai idea di quanto mi fa male il cuore! – Certo che ce l’ho un’idea, mi hai mandato quattro raccolte di poesie in un anno! Più di me non lo sa nessuno, guarda.
domenica 10 novembre 2024
se mi vuoi bene
venerdì 18 ottobre 2024
topa
A
pranzo con amica commentiamo il processo a Salvini. A un certo punto
amica, che è lesbica, mi confessa che l’avvocato Giulia Bongiorno le fa
sangue. – Ma veramente? Con tutto quello che offre la natura... – Mi
piace, che ci posso fare? Ho un debole per le persone autoritarie… – Sì,
questo lo so, ma qui si va oltre l’autorità… – Non solo le piace la
Bongiorno, ma a questo punto si sbottona e mi confessa che pure Giorgia
le piace, come donna. – Io non le voglio credere. Ma quella
Giorgia lì, dici, o Giorgia la cantante? – Ma va, Giorgia la cantante è
simpatica, ma non è autoritaria, non è una che ti sculaccia… – Ma che
fantasie c’hai? – Oh, mi piace così. Mica vengo a discutere le tue
fantasie, io! Secondo me Giorgia è una gran topa! – Ma sei seria?
Giorgia, quella della famiglia tradizionale? – Ma niente da fare, non la
smuovo dalle sue convinzioni. Anzi, ne è così convinta che ha chiamato
Giorgia pure il suo criceto… – Povero criceto, penso. E povera anche
Giorgia. Come si vede la vita è una cosa beffarda, puoi essere il capo
di un governo, eppure da “sono una donna” a “sono un criceto” è
veramente un attimo.
giovedì 17 ottobre 2024
ammore
Giovanissima autrice partenopea mi contatta su whatsapp per dirmi che vuole pubblicare la sua prima raccolta e vuole sapere come facciamo. – Tu mandami le tue poesie corredate da bio e sinossi, io le leggo, e se mi piacciono le pubblico, se non mi piacciono cercherai un altro editore. – Va bene, ho già tutto pronto, e mi manda la raccolta su whatsapp. –Sono 100 poesie d’amore, mi dice da vera imprenditrice, perché le poesie d’amore si vendono, ma per ora ne ho scritto solo la metà, così ti fai un’idea. Visto che sono molto creativa la copertina l’ho disegnata io e usiamo quella, non si discute! – Apposto. – Apro la raccolta. La prima poesia in rima baciata, che mutua chiaramente il linguaggio della trap, parla dell’avvistamento di un ragazzo che le toglie il fiato, ma se riuscisse a parlare gli direbbe più o meno così: Quando ti vedo io mi bagno tutta, sei più bono di Damiano dei Måneskin, giuro se il coraggio lo trovo che ti prendo e ti rifaccio nuovo.
martedì 1 ottobre 2024
made in heaven
MADE IN HEAVEN (1987) di Adam Rudolph, con Timothy Hutton e Kelly McGillis è uno di quei film adorabili, romanticamente e disperatamente anni 80 – con una colonna sonora tutta fiati e sintetizzatori guidata da un pezzo rock malinconico scritto appositamente da Neil Young, “We never danced” – che tanti di noi cresciuti negli anni 90, quando ancora lo replicavano in TV a orari improponibili hanno amato. Di cosa parla? Di due anime, lui appena morto e lei in procinto di nascere, che si incontrano, si innamorano e si sposano in Paradiso. Quando lei lo lascia per seguire il proprio destino, lui disperato fa un patto con un angelo e la insegue sulla Terra rinascendo a sua volta. La loro vicenda diventa allora quella di due anime gemelle che, senza più avere memoria di quel legame celeste, non fanno che rincorrersi per tutta la vita perché solo ritrovandosi l’un l’altra potranno essere completi e felici. Mi diceva Paolo Vites che come me adora quel film, che in origine i due non avrebbero dovuto incontrarsi condannandosi all’infelicità. Invece, per una volta con ragione, la produzione si impose e si decise di dare loro una possibilità quando, in una scena splendida che recupera e ribalta il mito eterno di Orfeo ed Euridice, lei lo rincorre nel traffico, lui si volta, ma per una volta fissandola non la perde, “Va tutto bene – dice la voce del suo angelo – ti ha trovato lei”.
domenica 15 settembre 2024
la donna riccio
Nel sogno mi innamoro di una donna. È una scrittrice accompagnata da due corvi che parlano per lei, col viso gentile di una donna e la capacità ogni volta che mi avvicino di trasformarsi in riccio e richiudersi in se stessa sollevando gli aculei. Riesco appena ad afferrarle la caviglia, ma non c’è altro contatto fra noi che vada oltre quei rari momenti in cui ci fissiamo intensamente e io le faccio il solletico sulla pianta delicata del piede. Lei allora ride di gioia e si richiude in se stessa e nelle spine. Eppure, nonostante il nostro solo toccarci attraverso la mia mano sul suo piede, in maniera abbastanza naturale io resto incinta di lei e lei resta incinta di me. Il medico chiamato dai corvi viene a visitarci e, dopo averci fatto stendere per terra sul pavimento di una grande biblioteca, ci preannuncia cinque giorni di doglie a testa, in cui non faremo altro che lamentarci e incolparci l’un l’altro delle nostre sofferenze, alla fine dei quali vedremo se oltre a essere genitori saremo ancora una vera coppia. Dovendo soffrire così tanto propongo, per distrarci, di non restare chiusi in casa ma organizzare un incontro con la mia famiglia per avvisarli dell’evento. Ma ci viene proposto come luogo dell’appuntamento una piccola terrazza nascosta fra i tetti del paese, in un luogo difficilissimo da raggiungere perché senza scale, né porte o finestre, dove si può arrivare soltanto arrampicandosi come i ladri, dall’esterno, e senza contare lo sforzo di doversi aggrappare ai muri con le doglie! Ne vale la pena, mi dico, solo per vedere, al loro arrivo, le facce imbarazzate dei parenti quando comunichiamo la notizia. Il più stranito di tutti, all’idea che io sia incinta, è mio zio, che non avendo capito nulla di com’è andata la faccenda mi chiede se al dunque non c’è stata una ostruzione dei tubi.
giovedì 12 settembre 2024
ma che ci avrà?
Autrice con cui ogni tanto mi sento viene mollata dalla sua compagna «troia» (come la definisce) che dopo trent’anni di vita da lesbica l’ha lasciata per un uomo, inutile e abietto come tutti gli uomini per cui si perde all’improvviso la testa sfasciando solide relazioni di coppia. È, insomma, una sconfitta su tutti i fronti, sentimentale e di genere. A peggiorare le cose, la mia amica ha scelto di parlarne con me. Provo a consolarla come posso, ma non sono molto bravo in questo caso. Ogni volta che, cercando di darsi dei motivi, se n’esce con frasi del tipo: «Ma che ci avrà lui che manca a me?» mi parte un sorrisetto cretino che la fa incazzare doppio. – Lillo, prova a dire quella cosa, prova solamente a dirla e giuro che ti carico di mazzate! Lillo, statti accorto! – E io ci provo a contenermi, ma niente, è più forte di me: alla terza volta che se lo chiede, finisco per prendermi io le mazzate destinate a lui.
lunedì 9 settembre 2024
io lei e woody
Tutti hanno, fra i propri amici, quelli che sono particolarmente facili all’innamoramento, specie se dall’altra parte c’è la persona sbagliata. Io, ad esempio, ho questa mia amica che tende a innamorarsi con una facilità estremamente invidiabile di qualsiasi stronzo le capiti a tiro, basta che sia anche solo minimamente stronzo allora lei se lo piglia. Ma fin qui siamo nella norma delle comuni amicizie. La vera particolarità di questa mia amica è che lei ha trovato un rimedio infallibile per ogni paturnia del cuore, e quando mi cerca per farsi consolare, a parte piangere e lamentarsi o farsi abbracciare, la prima cosa che mi propone è che ci guardiamo insieme un qualche film di Woody Allen. A me la scelta del titolo, tanto a lei piacciono tutti allo stesso modo. Lo dice, ma la verità è che sappiamo bene cosa succederà, che ogni volta che metto un suo film non arriviamo nemmeno a metà che lei si è già addormentata. Così finisce sempre che mentre lei soffre e smaltisce la sbornia di dolore sonnecchiando sul divano, io resto lì da solo a guardarmi Woody Allen per tutti e due. Addirittura sospetto che alcuni film che lei dice di amare in modo particolare, vedi Manhattan ad esempio, li conosca così bene solo perché glieli ho raccontati io: infatti secondo me, ma lei smentisce, non arriva mai alla fine dei film solo per il piacere di farseli raccontare da me.
giovedì 5 settembre 2024
i cornuti
Ripensavo al caso Sangiuliano che chiede scusa alla moglie e non so perché lo metto in relazione con delle statistiche che leggevo negli ultimi giorni, ovvero che 1) il 60% degli italiani ammette di aver tradito almeno una volta nella vita durante una relazione, e ancora che 2) il 48% della popolazione ha un tatuaggio, facendo oggi del nostro il paese con più tatuati del mondo. In pratica, nel nostro paese che ha il record mondiale di tatuati, ci sono più cornuti che tatuati, o almeno, facendo un tanto al chilo, per ogni tatuato che incontri c'è sempre lì intorno un tradito, o tradita, che si porta dietro un pezzetto di avanzo dell'altro. Sta cosa mi sconvolge, anche perché per quanto ce ne crediamo immuni, con una percentuale così alta quasi nessuno ne scampa, c'è solo da chiedersi: e io cosa sono? Sono più traditore o tradito? Oppure sono stato, com'è logico che sia, entrambi? E quando? E ora? E con chi?
mercoledì 4 settembre 2024
i "nostri" rapporti
Autore che vuole pubblicare con me, non accettando i miei rifiuti fatti con gentilezza, comincia a stalkerizzarmi chiamandomi di continuo al telefono, oppure, quando non gli rispondo, mandandomi dei lunghissimi messaggi su whatsapp e controllando cosa scrivo su Facebook attraverso la sua ragazza, perché lui non è sui social, ma lei sì! A un certo punto, visto che non ci sente proprio da quell’orecchio, anzi più lo rifiuto e più si fa insistente, faccio il tentativo ultimo di scrivere a lei per chiederle se può convincerlo a lasciarmi in pace. La ragazza, però, mi risponde offesa che sono l’ennesima persona che ha “frainteso” il suo fidanzato, e dopo avermi mollato un paio di insulti perché secondo lei sono un cinico che si diverte a giocare con gli autori, mi toglie l’amicizia e mi blocca. Così per qualche giorno non si fa più vivo e penso che forse il problema è risolto. Finché lui non mi chiama per scusarsi del “comportamento” della ragazza, aggiungendo che non vorrebbe che col suo scatto d’ira lei possa rovinare i “nostri” rapporti editoriali. – Ma quali cazzo di rapporti editoriali? comincio ad agitarmi al telefono, costringendolo a chiudere la telefonata. – Ecco, io sinceramente uno così, capace di vendersi anche la zita per raggiungere i propri scopi, non lo pubblicherei nemmeno se mi pagasse. Lo scrivo qui, anche se tanto quell’altra che lo segue a ruota non mi legge più, perché mi verrebbe da dire che due così Dio li fa e poi li accoppia, però un po’ mi dispiace per lei, perché prima o poi si prenderà un bel calcio nel culo e magari non capisce neppure da dove le arriva.
sabato 10 agosto 2024
e questo mio amore non finirà mai
Ho letto adesso che ieri è venuta a mancare Giuliana Orefice, moglie e musa di quel genio di Enzo Jannacci. Io la ringrazio per le tante belle canzoni che gli ha ispirato, in particolare questa che mi porto sempre nel cuore.
martedì 23 luglio 2024
ti prego!
Ragazzino mi contatta perché vuole pubblicare un libro di poesie d’amore. Dice che la poesia come genere gli fa abbastanza schifo e nemmeno leggere gli piace, però c’è un però, si è innamorato di una. Da quando la ama le poesie gli vengono fuori da sole, maleducate, senza permesso. Il guaio è che pensa sempre a lei, per cui ne ha scritte tante, così ha pensato di fare un libro, così magari con un gesto eclatante riesce a conquistarla. Siccome non mi vede molto convinto, fa leva sulla mia complicità di maschio. Ti prego, se sei stato innamorato, mi devi aiutare. – Scusa, ma chi te lo paga il libro? – Ho già chiesto a papà, me li dà lui i soldi. – E se poi lei non ti vuole? – Ti prego. Me la sogno sempre ormai, non vedo l’ora di andarci a letto.
giovedì 30 maggio 2024
folle amore
venerdì 10 maggio 2024
coppia
Una coppia inglese, un po' in là con gli anni e alquanto voluminosa, è seduta accanto a me in treno e da mezz'ora fa colazione ingozzandosi di M&M e gommose alla frutta. Me ne offrono una, mi dicono che per perdere peso stanno facendo una dieta a base di caramelle. Sgranocchiano quelle per togliere la fame e poi non pranzano. Una cosa da pazzi, anche perché di caramelle finora ne hanno mangiate un sacco. E i denti? Tanto sono finti, mi dice lui facendo il gesto di togliersi la dentiera per farmela vedere, ma lo fermo in tempo. Mi decanta le meraviglie di non avere più denti veri che prima gli davano il tormento. Certo se mangi solo caramelle la vita non dev'essere facile... Lei intanto, senza staccare un minuto lo sguardo dallo schermo del telefono, si toglie le scarpe e allunga le gambe cicciotte fino a poggiare entrambi piedi sul pacco di lui che le accarezza dolcemente le caviglie con gli occhi ancora pieni di appetito. Tutto sommato mi sembra un matrimonio felice.
venerdì 15 marzo 2024
amica al telefono
Amica che non si fa sentire mai, se non quando si lascia con qualcuno per farsi consolare, mi chiama all’improvviso dopo mesi. – Oddio, ti sei lasciata! – Ma perché pensi sempre questo di me, sempre questi luoghi comuni! Siamo amici o no? E se una persona è tua amica non può volerti chiamare solo per salutarti e sapere come stai? Basta Lì, sempre con questo tono giudicante, mi offendi! – Ok. Scusami, scusami… Allora va bene, come stai? Come va? – Oddio Lì, va tutto male, mi sto lasciando! E io vengo da te perché ho bisogno delle parole di un amico, e tu mi fai capire che sono prevedibile e scontata! Invece di consolarmi peggiori la situazione! – Adesso non esageriamo, non ho mai usato la parola “scontata”. Va be’, c’è qualcosa che posso fare per non peggiorare la situazione? – Basta che adesso non mi fai una battuta sulle tette o mi chiedi se ho il ciclo, non lo sopporterei! – Ma perché, ce l’hai? – Oddio, Lì. Sbuffa. Chiude il telefono.
venerdì 8 marzo 2024
lacrime di rimmel
sabato 27 gennaio 2024
l'amore spiegato ai bambini
Oggi coi bambini si è parlato di amore. Chi ama chi e come ci si dichiara. L'idea di fondo dei dodicenni d'oggi è che la dichiarazione più fica è quella tipo video, con la complicità e coreografia dell'intera classe che partecipa alla confesisone e registra il tutto trasformando l'esperienza in una storia da postare sui social. Solo una bambina ha accennato al fatto che se qualcuno si dichiarasse vorrebbe qualcosa di più intimo, a tu per tu, perché magari lui non ti piace davvero e dirgli di no davanti agli altri è una cosa brutta così come dire sì per far venire bene il video. Ma se togli il video, ha chiesto un'altra bambina, poi cosa resta? Qui siamo già alle prime domande esistenziali. I maschi invece, in piena età preormonale, hanno già scoperto l'esistenza di Valentina Nappi e Mia Khalifa. Mi hanno chiesto se le conoscevo anch'io. Quando ho detto di sì mi hanno guardato con un rispetto mai visto prima ("professore, sei malizioso", mi ha detto uno). Ho provato a surclassare ma si sono infervorati e mi hanno chiesto di fare una lezione su come si fa a visitare certi siti senza farsi sgamare dai genitori (che controllano la cronologia dei telefoni). Seeee, troppo facile così, ho risposto, dovete scoprirlo da soli come si fa, è così che si diventa grandi! Uno mi ha detto che se diventa grande vuole farsi venire la barba lunga come la mia (ma non la pelata). "Con una barba così spacco il mondo come un verso selvaggio!" Mah.
mercoledì 17 gennaio 2024
i nomi
La mia memoria, con tutto che la tengo allenata, comincia fare cilecca. Stamattina cercavo il profilo di una ragazza a cui la settimana scorsa ho scritto “mi posso innamorare di te?” e non mi ricordavo il nome. Sempre meglio, però, di quella volta in cui ero a letto con una conosciuta da poco e l’ho chiamata per tutto il tempo col nome di un’altra. Quando me ne sono accorto ho provato a scusarmi, ma lei “non ti preoccupare, tanto quando ci rivediamo noi due?”. Da dimenticante a dimenticato il passo è breve.





