Visualizzazione post con etichetta bambini. Mostra tutti i post
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venerdì 6 dicembre 2024

i papponi

Oggi il servizio al Tg dice che, mentre mancano le figure tecniche e professionali nelle aziende e si teme che l’avvento dell’AI e della manodopera straniera porterà a una crisi senza pari del lavoro, in Italia si abbassa sempre più il livello culturale della popolazione e le scuole fanno sempre più fatica a formare le nuove generazioni. Un amico insegnante mi racconta di un colloquio con una madre, anch’essa insegnante, che di fronte ai voti bassissimi e al disinteresse dei due figli (uno in prima e uno in terza) si giustifica dicendo che tanto il loro è un problema generazionale, non ci si può fare niente, al che il mio amico infastidito le ha risposto: “E noi che vogliamo fare, ci vogliamo arrendere?”. Ma la situazione è comune a moltissimi genitori, che più sono giovani e meno stanno dietro ai figli. Il futuro per questi ragazzi, continua il servizio al Tg, si prospetta sempre più nero. L’altro giorno una bambina in una classe delle medie ha detto che da grande vuole fare la maestra perché “le maestre mangiano e dormono tutto il tempo e non fanno niente”, il sogno di questi bambini infatti è fare il meno possibile; un’altra bambina vuole fare il carabiniere perché le piace l’idea di portare una divisa e picchiare in testa la gente; mentre sta diventando una moda fra i maschietti (a quanto pare introdotta da TikTok) dire che da grande faranno “i mantenuti”. In che senso mantenuti? “Che mi cerco una ragazza più grande che lavora e mi faccio mantenere da lei”. Niente di nuovo, insomma, ai tempi di Pasolini quelli così si chiamavano papponi.

martedì 22 ottobre 2024

bambini

Da quando abbiamo aperto la collana per bambini mi arrivano un sacco di proposte, la maggior parte delle quali non sono altro che raccolte di poesie in rima baciata che rivelano la totale mancanza di dimestichezza col mondo dell'infanzia. Ora, io non so se questo capita per ingenuità dell'autore su quel particolare tipo di letteratura o perché sottovaluta quel mondo (è pieno di manuali in giro, se uno volesse approfondire il campo), né io mi ritengo particolarmente preparato in merito, ma la vedo la differenza fra uno che vuole rivolgersi ai bambini e uno che fa l'imitazione di Rodari. E vi assicuro che se vai in una classe con una storia che non gli parla, i bambini ti mandano a cagare in tanti sottilissimi modi che nemmeno immaginate.

sabato 2 marzo 2024

tenerezza

La tenerezza è sentirsi chiamare dall'altra parte della piazza da un bambino che ti saluta e poi si gira orgoglioso verso suo padre e gli dice: Quello è il maestro mio!

sabato 3 febbraio 2024

sogno del vecchio

C’è un sogno che continuo a fare in queste notti, dove cammino sul bordo di un lungo tratto di strada, non ha marciapiede, ma lo devo assolutamente percorrere per recuperare un quadro che mi hanno rubato da casa. Le auto mi sfrecciano accanto a una velocità paurosa e io vorrei sbrigarmi, mettermi al riparo, ma ho un problema alla gamba, è come intorpidita, per cui zoppico vistosamente, sono lento e impacciato. Dall’altra parte della strada mi accorgo di un vecchio che viene aggredito e derubato da alcuni bambini, urlano divertiti mentre lo strattonano per le orecchie e gli danno calci sulle costole. Lo sento urlare di dolore, vorrei aiutarlo, ma con le auto in corsa e quella mia gamba fessa non sono in grado di attraversare. Così mi rassegno e sto lì a guardarlo a lungo mentre viene picchiato con brutalità, ridicolizzato e spogliato di tutto. Li vedo anche fissarmi di rimando e ho paura per me, ma mi sento tranquillizzato dal fatto che con tutto quel traffico a separarmi da loro non verranno mai a prendermi. Così mi volto e faccio finta di non sentire le grida disperate del vecchio che piano piano si spengono mentre cerco di arrivare al quadro prima che sparisca del tutto.

sabato 27 gennaio 2024

l'amore spiegato ai bambini

Oggi coi bambini si è parlato di amore. Chi ama chi e come ci si dichiara. L'idea di fondo dei dodicenni d'oggi è che la dichiarazione più fica è quella tipo video, con la complicità e coreografia dell'intera classe che partecipa alla confesisone e registra il tutto trasformando l'esperienza in una storia da postare sui social. Solo una bambina ha accennato al fatto che se qualcuno si dichiarasse vorrebbe qualcosa di più intimo, a tu per tu, perché magari lui non ti piace davvero e dirgli di no davanti agli altri è una cosa brutta così come dire sì per far venire bene il video. Ma se togli il video, ha chiesto un'altra bambina, poi cosa resta? Qui siamo già alle prime domande esistenziali. I maschi invece, in piena età preormonale, hanno già scoperto l'esistenza di Valentina Nappi e Mia Khalifa. Mi hanno chiesto se le conoscevo anch'io. Quando ho detto di sì mi hanno guardato con un rispetto mai visto prima ("professore, sei malizioso", mi ha detto uno). Ho provato a surclassare ma si sono infervorati e mi hanno chiesto di fare una lezione su come si fa a visitare certi siti senza farsi sgamare dai genitori (che controllano la cronologia dei telefoni). Seeee, troppo facile così, ho risposto, dovete scoprirlo da soli come si fa, è così che si diventa grandi! Uno mi ha detto che se diventa grande vuole farsi venire la barba lunga come la mia (ma non la pelata). "Con una barba così spacco il mondo come un verso selvaggio!" Mah.

giovedì 25 gennaio 2024

i migliori amici

Pensavo di essere completamente negato, invece oggi in classe ho chiesto di scrivere un testo sugli amici e una bambina mi ha inserito fra i tre suoi migliori amici, anche se nel disegnino allegato sembro una una cosa a metà fra un barboncino e Chewbecca di Guerre stellari. Un altro bambino ha scritto una poesia perché gli piace quando inventiamo le rime al volo con le parole che si dicono in classe, perché dice che "con le rime" il mondo gli sembra "subilme".

sabato 20 gennaio 2024

bro

Bambina di 12 anni che mi chiede se ho per caso un figlio di 14-15 anni che mi assomiglia ma un poco più curato di me nell’aspetto. – Un figlio in che senso? – Un bro come sei tu, ma giovane e bello. – Io le dico che non sono nemmeno sposato e lei sbuffa. – Ecco, tutte così le storie della mia vita! (E aggiunge sottovoce: Non che la mia vita da single mi dispiacesse…)

giovedì 18 gennaio 2024

l'orco

Oggi ho chiesto ai bambini di una classe di mettermi il voto. Me ne hanno messo uno bassissimo. Dicono che non mi faccio rispettare e questo di me li infastidisce. Ho chiesto che dovrei fare per farmi rispettare. Alzare la voce quando fanno casino mi rispondono, e poi man mano, esagerando, lanciare per aria le sedie, rovesciare i banchi, battere i pugni come un pazzo sulla cattedra sbavando. Cioè voi per rispettarmi avete bisogno che vi tratti male? E a voi piace farvi trattare male? Non rispondevano, così abbiamo letto un racconto che parlava di un orco, una pagina per uno, ma quando è toccato a una bambina le hanno fatto un dispetto, ogni volta che la bambina provava a leggere tutti alzavano la voce per zittirla. La bambina è scoppiata a piangere. Ho chiesto perché lo stessero facendo e mi hanno risposto che a loro quella bambina dà fastidio perché lei è più brava a leggere e vuole mettersi in mostra. Cioè voi ve la prendete con una vostra compagna perché sa fare una cosa meglio di voi? E non vi sentite in colpa a farla piangere? – No, perché è una cosa che ci viene naturale. – E allora perché a me chiedete di essere cattivo, se per mia natura non lo sono, e a voi invece deve essere concesso di seguire la vostra natura, anche se fa male agli altri, invece di darvi una regolata? Ma nessuno mi ha saputo rispondere e un bambino guardandomi è scoppiato a ridere perché diceva che nemmeno impegnandomi ero capace di assomigliare a un orco.

sabato 13 gennaio 2024

il bastone

Ogni giorno che entro in una classe mi incanto di fronte alla bellezza dei bambini e mi dispiace di non essere adeguato al mio ruolo. Di sicuro preferisco sedermi con loro e osservarli dai banchi che stargli di fronte a insegnare, ma questo non sempre va bene e sempre più ho rispetto per chi sceglie di fare l’educatore con tutte le difficoltà di ogni giorno. Infatti, si può essere brave persone e pessimi maestri e io spero di essere una brava persona, ma di sicuro non sono bravo come maestro. L’esperienza di questi mesi me lo ha insegnato. C’è di buono che sto toccando con mano un mondo che, non avendo figli, mi stavo dimenticando. Si fa presto a dire, come ho fatto, apriamo una collana di libri per bambini, ma poi devi anche sapere a chi li proponi questi libri, e con quale linguaggio, e con che approccio. Per arrivare dove. Ad esempio, mi resterà sempre nel cuore una discussione che ho avuto in una quarta elementare l’altro giorno, a partire da una fiaba di Giambattista Basile nella quale un bastone magico si animava per picchiare sul groppone chiunque gli capitasse a tiro e senza fare discriminazioni: io pensavo che si sarebbero divertiti, mentre i bambini si sono scandalizzati per la gravità di fare violenza a una persona senza motivo, non c’era nulla da ridere in questa storia, la trovavano una cosa orribile, nemmeno da pensarci! E c’era da chiedersi, guardandoli, quand’è che un bambino smette di credere che la violenza sia una cosa orribile, nemmeno da pensarci, e diventa adulto.

venerdì 12 gennaio 2024

i bambini animali

In classe chiedo ai bambini quale animale si sentono e perché. Sono tutti, indistintamente, ghepardi, leopardi, pantere, puma, lupi, animali velocissimi e selvaggi, pronti a sgranocchiarsi la vita fino all’osso, i più paciocconi si sentono insieme ghepardi e koala, velocissimi sì ma sempre pronti all’abbraccio. Una si sente un cervo libero (libero e maestoso, puntualizza, ma che non morde nessuno), un altro si sente un orso ballerino e una bambina più spiritosa si vede come una sardina in scatola, perché è salata. Più miti e realistici (perché vivono in campagna e parlano di ciò che sanno) ci sono un bambino capra e una bambina coniglio. Sono tutti animali coi piedi per terra. L’unica, in tutta la classe, che si mette le ali è la più timida, la più pallida, la più minuta, la più imbranata, quella che le cadono sempre le matite per terra e non parla mai, e quando parla ha la voce così sommessa che non arriva nemmeno alla compagna di banco, e mi dice: Io mi sento un pettirosso, perché sono pronta a dare il mio messaggio, ma quando ci provo mi fa male il cuore.

giovedì 11 gennaio 2024

una parola che hai scritto

La mia perla di oggi è stata un bambino che si avvicina per chiedermi di piegargli il foglio con la mappa del mondo lungo la linea equatoriale, e per giustificarsi mi dice: "È che io non so piegare niente. Sono storto di testa". Poi mi guarda la barba mentre piego il foglio e fa: "Secondo me ciascuno dei peli che ti cresce in faccia è una parola che hai scritto". Io sono sicuro che da grande tu sarai un poeta, gli dico, e lui si mette a ridere perché pensa che lo sto prendendo in giro.

martedì 9 gennaio 2024

equilibrio

La psicologa che mi dice Antò il tuo problema è che a un certo momento della tua infanzia tu hai scelto di essere il bambino buono, e da quel momento vai in loop, ogni volta che si presenta un problema riemerge il bambino buono che si carica dei problemi di tutti. Ma non va bene così, ogni tanto serve anche far emergere il bambino cattivo che risponde male e alza le mani se qualcuno si approfitta. Non è facile, ma solo così si crea un equilibrio.

giovedì 28 dicembre 2023

pensiero estemporaneo

Faccio un pensiero estemporaneo. Certi giorni di fronte ai mali del mondo mi sento come quando sono a scuola, incapace per natura di farmi considerare dai bambini una figura autoritaria, tanto che quando cominciano a fare casino e grido State buoni mi guardano incuriositi e continuano eccitati e indifferenti a fare chiasso. Si calmano solo quando qualcuno mette loro paura, in genere la maestra o il bidello. Così io vi vedo, voi che vi agitate ogni giorno per le guerre in corso, e penso che siete come me in classe, magari riuscite a farvi guardare, magari riuscite ad alzare la voce fino a farvi sentire, ma poiché non avete l'autorità necessaria a zittire nemmeno il più piccolo di loro, non siete in grado di fermare un bel niente, nemmeno tutti insieme, nemmeno uniti come un corpo solo, a meno che non scendiate in piazza e cominciate a dare fuoco alle auto o pestarvi con la polizia come fanno in altri paesi, creando disordine che coinvolga anche gli altri. E questo perché il paradosso di dire che Io sono contro la guerra si scontra spesso con l'evidenza che una guerra, che è fatta di violenza e di paura, non si ferma col desiderio di pace, ma soltanto con una forza oppositiva soverchiante, con la minaccia di una violenza più forte, o sul piano economico o su quello militare, che ti può schiacciare, proprio come a scuola quando parte il casino incontrollato e tu, volente o no, devi alzare la voce e inchiodarli alle sedie.

mercoledì 27 dicembre 2023

il tavolo

Un esercizio che ho fatto fare ai bambini poco prima delle vacanze: disegna una mappa di casa tua ed evidenzia coi colori l’angolo di casa che preferisci e dimmi perché. Fra gli altri, che in genere hanno scelto la propria stanza, una bambina ha colorato il tavolo della cucina, perché mi spiega che i genitori lavorano entrambi e l’unico momento in cui stanno tutti insieme è quando mangiano. Quello è il suo momento preferito della giornata e per questo ha voluto dargli il colore azzurro del cielo.

sabato 16 dicembre 2023

come finiscono le storie

 Siccome adorano le storie, racconto una storia ai bambini. Nella storia, un uomo molto povero decide di cambiare il suo destino, così sale a cavallo e si mette in viaggio per fare fortuna. – Un bambino subito mi riprende: Maestro, così non va, si deve impegnare di più! – In che senso? – Se l’uomo è molto povero, cosa gli fa mangiare al cavallo? – Hai ragione! Voi come fareste? – Io venderei il cavallo e mi comprerei la macchina! – Ma anche la macchina ha bisogno di benzina per muoversi! – Ma la macchina è più veloce del cavallo, ride un altro, arriva prima che finisce la benzina! – Io con papà andiamo a 300 km orari e siamo velocissimi! Vrooommmm! – Io, dice un altro bambino, se avevo tanta tanta fame come quell’uomo, non lo vendevo, mi mangiavo il cavallo. – Povero cavallino, però! Te lo mangiavi davvero? – Sì, però lo facevo ammazzare a nonno.

venerdì 15 dicembre 2023

il mondo al contrario

Il guaio degli zainetti di oggi, mi diceva ieri un bambino, è che sono impermeabili da dentro come da fuori, e così, quando ci versi dentro una bottiglietta d’acqua, l’acqua non può scivolare fuori. È per questo che i libri dentro si rovinano, è per colpa dei materiali con cui fanno le cose. Se facevano i libri di stoffa impermeabile e gli zaini di carta, il mondo andrebbe certamente meglio.

sabato 9 dicembre 2023

uno scherzo ben riuscito

Oggi in classe i ragazzi per fare uno scherzo si sono coalizzati contro una loro compagna, infilando nei propri temi una serie di riferimenti offensivi che letti uno dopo l’altro l’hanno fatta piangere. Io, che sulle prime non avevo capito il loro gioco, mi sono molto arrabbiato, ma ho cercato di parlare con loro per spiegargli che ciò che hanno fatto è sbagliato. Forse lo hanno capito, lo spero, ma il fatto che mi ha dato da pensare è come alcuni mi abbiano risposto di averlo fatto per “spronarla”, perché essendo lei troppo sensibile li irrita, e se non impara a “stare agli scherzi” il peggio è suo. Questi ragazzi che mi hanno detto di avere paura sopra ogni altra cosa di non piacere agli altri, proprio per questo non ammettono la diversità all’interno del proprio gruppo. Ho capito allora che, se sul piano estetico prevale ormai un modello “femminile” (parlano tutti di vestiti e scarpe che costano quanto mezzo stipendio, di addominali scolpiti, di depilarsi le sopracciglia!) il problema maggiore sta nel fatto che le loro dinamiche relazionali si basano invece sulla violenza che, sottile o grossolana, è presente nel loro vocabolario da quando hanno ricordi, a qualsiasi livello: verbale, fisico, narrativo. Ho chiesto loro di elencarmi una serie di canzoni, film, videogiochi che ritengono “fondamentali”, e sono quasi tutti ultra-violenti, pieni di sangue e di mazzate senza fine, parolacce, figure femminili ipersessualizzate, dove il dolore è ostentato e chiunque può morire nella maniera più truce, ma non fa nulla perché è in grado di rinascere alla prossima puntata. La sensibilità allora non è ammessa, perché non ha scopo, e le uniche conseguenze sono per il malvagio di turno che verrà crepato di mazzate. Il problema, allora, non è di genere ma di prodotti di consumo che una certa industria dà loro in pasto per intrattenerli. Prodotti che diventeranno la loro “letteratura di formazione” a cui possono accedere senza filtri dai loro telefoni. Tutte opere che, mi assicurano i ragazzi, spesso i genitori non solo conoscono ma consumano con gioia insieme a loro, a cominciare dai cartoni animati giapponesi con cui siamo cresciuti anche noi.

domenica 3 dicembre 2023

il leader

Siccome non faccio quasi mai corsi di scrittura coi bambini tendo sempre a scordarmi quanto sono rivelatori i loro rapporti di quello che succede a noi adulti in chiave sociale, o politica. Ad esempio ieri, mentre facevo un esercizio con le caramelle, ho fatto l’errore di mettere le caramelle al centro del tavolo perché ognuno scegliesse quella del suo colore preferito, e il leader del gruppo si è fiondato in avanti e ha preso tutte le caramelle pretendendo di distribuirle lui agli altri, ovviamente quelle che a lui piacevano di meno o in base al suo grado di amicizia o simpatia coi compagni. Non sono tue le caramelle, gli ho detto. Invece sì, mi ha risposto, perché io sono stato più veloce a prenderle. È interessante notare come il leader ogni volta che legge il suo tema, pieno di battute brillanti ma sempre al limite della volgarità, pretenda l’attenzione incondizionata e divertita di tutti, guai se non ridono delle sue battutine, ma se leggono gli altri non solo non è interessato, ma non mostra nemmeno rispetto verso i suoi stessi amici e si mette a fare il buffone per attirare l’attenzione su di sé. Se lo riprendo solleva il braccio in alto nel saluto nazista (che sarei io), se provo a incoraggiarlo mi fa un sorrisetto ironico di compatimento. Gli altri maschietti che presi uno per uno in genere sono buonissimi, quando c’è lui in classe tendono ovviamente ad aggregarsi al leader e a fare casino. Niente di strano in questo, se non fosse che quando assegno un tema, lui che è più sveglio degli altri riesce a far casino e a scrivere il suo, gli altri no. Così quando leggiamo i componimenti di tutti, gli altri si trovano presi in mezzo fra le ragazzine che sono tutte un passo avanti ai maschi, e il leader, che legge ed è brillantissimo. Loro invece non hanno scritto niente, appena due righe distratte, così che alla fine rifiutano di leggere perché si vergognano e mi dicono che “non sono capaci” o “non hanno nulla di interessante da dire”. Non è che non siete capaci, provo a spiegare loro, è che seguite la persona sbagliata. Quella stessa persona che quando sarà il momento vi mollerà senza nemmeno un grazie o un rimorso. Ma mentre lo dico il leader si mette a ballare come una scimmia e i suoi follower ne sono deliziati.

giovedì 30 novembre 2023

ricordo speciale

Una bambina di 11 anni che quando le chiedo se ha qualche ricordo speciale della sua infanzia mi risponde: "Mamma che quando ero piccola mi diceva tu sei bellissima, poi mamma è morta e io sono diventata grande".