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sabato 8 febbraio 2025

insegnamento

Io poi mi chiedo, che senso ancora abbia
andare ad insegnare alle caprette
quando c’è l’Intelligenza Artificiale
che fa meglio e nel c*lo gliela mette.
Incaprettate, appunto, è quello
a cui sono destinate. “Chi lo sa
non glielo dice e chi lo dice non sa più
che cosa dice e a chi” (Lao Tzu).

domenica 26 gennaio 2025

michele passato e michele futuro

Una poesia di Michele Trizio da Cenere del risveglio (Marco Saya, 2024). Per ragioni editoriali, oltre che di amicizia, di Michele ho letto prima le sue ultime proposte poetiche, che più vanno e più si fanno impalpabili e sperimentali, in cui vuoti, tagli e omissioni dicono quanto e più delle parole scritte; e poi questa sua prima raccolta pubblicata, che cronologicamente viene prima delle altre, e infatti ha un taglio più classico, descrittivo, colto, permeato di scorci e umori spesso crepuscolari (“Non c’è più spazio per concluderci” dice uno dei miei versi preferiti) per quanto già perfettamente organizzato secondo schemi che sono assolutamente suoi (Spazio, Tempo, Linguaggio, Lascito). Ne è derivato, almeno in me, un lieve straniamento per cui ogni tanto mi trovavo a chiedermi dove fosse nascosto il Michele Trizio che già conoscevo dai suoi inediti, il Michele del futuro insomma. Poi mentre leggevo, a pagina 41 è saltata fuori questa poesia che condivido, ed è una di quelle poesie che fanno da “ponte”, che stanno cioè perfettamente nel cuore dell’opera in corso, ma con la testa sono già lanciate verso quello che verrà. E qui mi sono illuminato.

 

 

venerdì 6 dicembre 2024

i papponi

Oggi il servizio al Tg dice che, mentre mancano le figure tecniche e professionali nelle aziende e si teme che l’avvento dell’AI e della manodopera straniera porterà a una crisi senza pari del lavoro, in Italia si abbassa sempre più il livello culturale della popolazione e le scuole fanno sempre più fatica a formare le nuove generazioni. Un amico insegnante mi racconta di un colloquio con una madre, anch’essa insegnante, che di fronte ai voti bassissimi e al disinteresse dei due figli (uno in prima e uno in terza) si giustifica dicendo che tanto il loro è un problema generazionale, non ci si può fare niente, al che il mio amico infastidito le ha risposto: “E noi che vogliamo fare, ci vogliamo arrendere?”. Ma la situazione è comune a moltissimi genitori, che più sono giovani e meno stanno dietro ai figli. Il futuro per questi ragazzi, continua il servizio al Tg, si prospetta sempre più nero. L’altro giorno una bambina in una classe delle medie ha detto che da grande vuole fare la maestra perché “le maestre mangiano e dormono tutto il tempo e non fanno niente”, il sogno di questi bambini infatti è fare il meno possibile; un’altra bambina vuole fare il carabiniere perché le piace l’idea di portare una divisa e picchiare in testa la gente; mentre sta diventando una moda fra i maschietti (a quanto pare introdotta da TikTok) dire che da grande faranno “i mantenuti”. In che senso mantenuti? “Che mi cerco una ragazza più grande che lavora e mi faccio mantenere da lei”. Niente di nuovo, insomma, ai tempi di Pasolini quelli così si chiamavano papponi.

sabato 6 aprile 2024

sempre meno lettori

Siccome mi voglio aggiungere al coro dei commenti, ho visto anche io lo specchietto coi numeri delle copie vendute dai finalisti del premio Strega, ma l'ho visto purtroppo mentre il Tg diceva che il servizio sanitario nazionale è al collasso e fra un 20-30 anni più della metà degli italiani sarà formata da vecchi con pensioni da fame che saranno costretti a spendere tutto ciò che hanno per curarsi nelle nuove cliniche a pagamento, altro che comprare libri. I più fortunati fra i nostri giovani, ovvero quelli con un minimo di possibilità economiche ed educazione, emigreranno in massa, come già fanno del resto. Mentre per chi arriva abbiamo un governo che invece di accogliere nuove forze fa dei distinguo su chi è italiano e chi no e chi può stare in classe e chi no, intanto che, ci dicono altri studi, regioni come la Calabria, la Basilicata e il Molise a breve non esisteranno più, saranno del tutto abbandonate. Desertificandosi. Quindi è vero che oggi ci sono pochi e sempre meno lettori, ma è anche vero che quello è un problema relativo, perché presto i libri non ci sarà più nessuno per comprarli. E questa purtroppo non è fantapolitica.

venerdì 8 dicembre 2023

felicità

Una delle tradizioni più antiche per cui ti accorgi che siamo entrati nel periodo natalizio è quando vai a fare la spesa e tutti vogliono regalarti il calendario del prossimo anno. E tu ne collezioni a decine. Stamattina, citando il buon Giacomino, faccio al commerciante di turno: – Credete che sarà felice quest’anno nuovo? – Lui mi risponde: Ma manco al cazzo, è già tanto che non chiudo, che qui mica vale più la pena lavorare! Ma poi mi dico, e chi la manda all’università quella cacacazzo di mia figlia?

sabato 24 giugno 2023

meme

A volte ho la sensazione che questa cosa della guerra sia diventata una sorta di meme utilizzabile come risposta buona per ogni occasione, contro propaganda insomma. Tipo tagliano risorse alla sanità e allora dicono: la potrebbero smettere di mandare le armi in Ucraina e usare quei soldi per… Le strade in Italia fanno schifo: la potrebbero smettere di mandare le armi in Ucraina e usare quei soldi per… (Anche se entrambi sono problemi legati alla sfera del lavoro). Il colmo credo di averlo visto ieri durante una trasmissione in cui si parlava del ragazzino che ha sparato alla sua professoressa, non si è pentito, non ha chiesto scusa, ed è uscito col 9 in condotta perché a scuola non volevano rovinargli la media: tutte premesse per fare di lui e di tanti altri come lui futuri cittadini esemplari di quelli che infrangono la legge e non rispettano le persone perché tanto l’esperienza ha insegnato loro che comunque resteranno impuniti. Insomma, si parlava di questo e del problema educativo legato ai deficit sociali di questi ragazzi che da una parte vengono massacrati dall’altra vengono giustificati in tutto (almeno fino a che non ne fanno una di troppo), e l’intervistato rispondeva: La colpa è della politica, se la smettessero di mandare le armi in Ucraina… che veramente non c’entrava un casso e a me sembrava solo un altro modo per non affrontare il problema in casa nostra. Poi certo, se un giorno scoppiasse una guerra, il ragazzino che spara senza problemi all’insegnante, o quell’altro che la accoltella, potrebbero essere inviati lì così gli diamo un lavoro che in Italia manca e magari fanno carriera nel campo che meglio gli compete. Del resto se la scuola è in crisi, di guerre nel mondo ce ne sono quante ne vogliamo. Solo che delle altre non parla mai nessuno, nemmeno quelli che non manderebbero le armi in Ucraina.

domenica 11 giugno 2023

a che serve?

Poco fa ho visto un video di Andrea Temporelli sul senso delle agenzie letterarie, che partiva dalla classica domanda: servono? Come i corsi di scrittura. Un’altra domanda che vedo girare sui social da un po’ è: a che servono gli editori? Questo me lo chiedo anch’io. Specie ora che sempre più si sta imponendo il print on demand su larga scala, dove tu ordini una copia di un libro e quelli te la stampano e spediscono a casa a basso costo apposta per te. Ma se questo è il futuro che ci aspetta, le librerie a che servono? A nulla, rispetto ad Amazon. E se ormai c’è l’AI che può soddisfare il bisogno infinito di storie secondo canovacci che piacciono al pubblico pagante, scrivendole in tempo reale senza refusi o bisogno di editing, nella lingua che preferisci e col grado di difficoltà che preferisci, quindi senza i limiti imposti da lingua e stile – né pretendono i diritti! – a che servono gli scrittori? E gli editor? E i traduttori? E i blog degli addetti ai lavori? AIE o ADEI? A che servono? Per il mercato editoriale che verrà, certamente a niente. Se poi uno vuole proprio scrivere può farlo e poi comprarsi le copie del suo libro auto-pubblicato dalla rete, per regalarlo agli amici. Proprio come fa ora. Ma senza più lo status di “scrittore”, perduto. A stretto giro, se parliamo di mercato editoriale, resteranno soltanto le anonime piattaforme di vendita online e il pubblico pagante con un clic. Come nel mercato del porno, dove non conta tanto la profondità dell’esperienza estetica con tutti i suoi riti di avvicinamento e corteggiamento, ma la semplice possibilità di farsi una sega. Ma se tutto si riduce a una sega, a quel punto la domanda sarà: la scrittura serve?

giovedì 13 aprile 2023

due anziani

Stamattina ho ascoltato la conversazione di due anziani che stavano cercando di prenotare una visita medica per lui, che comincia ad avere dei problemi di demenza senile. Lei lo teneva per mano e parlava con l'impiegato allo sportello che le indicava varie possibilità di visita, molte irraggiugibili perché lei non guida e non ci sono collegamenti ferroviari, e alla fine si è prenotata una visita a Bari fra due mesi ("la prima disponibile e devi dire grazie!") dove possono andare in treno, ovviamente con la Sud Est, sono circa 5 ore di corsa fra andata e ritorno (per 70 km di distanza!), con questa signora piccolissima ma dallo sguardo stanco e deciso che mi dice di avere anche paura perché non è mai stata a Bari e non sa dove andare. – E i figli? – I figli non scendono, mi dice, cume fascene pa fatigghie (come fanno col lavoro)? – Così le ho consigliato di pagare qualcuno per farsi accompagnare in auto, ma non l'ho vista convinta, forse ha paura di dover sborsare troppi soldi che non ha. Mi dice che chiederà il favore a un vicino. E più o meno, osservandoli, direi che è tutto qui il nostro futuro: i figli lontani, il lavoro che non c'è, la pensione minima, i vecchi lasciati da soli a sbrigarsela da soli in un paese sempre più lento, più difficile da capire, che non ha abbastanza ospedali, né mezzi, che non ha mai avuto treni per chi magari non può guidare, e guardacaso a non guidare sono sempre i più deboli o i malati. Quelli che, se sono fortunati, finiranno all'ospizio.

domenica 23 gennaio 2022

dalle parole ai fatti

A voi spetta trasformare l'Italia, diceva Mario Draghi a ottobre. Non fermatevi, non scoraggiatevi, prendete il futuro, aggiungeva Mattarella a capodanno. Poi i ragazzi vanno in piazza a manifestare per uno di loro morto durante l'alternanza scuola-lavoro, e la polizia li carica.

domenica 30 agosto 2020

tg domenicale

Quando eravamo giovani noi – dice mio padre mentre guardiamo il Tg – il mondo andava a fuoco proprio come adesso, non è cambiato nulla, ma tu sapevi che se ti impegnavi potevi aggiustare le cose. Adesso il mondo continua ad andare a fuoco, ma l’unica maniera di aggiustare le cose è spararsi un colpo in fronte.

(E non ha letto nemmeno Majakovskij).

giovedì 23 luglio 2020

questi che noi veggián pittori

...questi che noi veggián pittori, e quelli
che giá mille e mill’anni in pregio furo,
le cose che son state, coi pennelli
fatt’hanno, altri su l’asse, altri sul muro.
Non però udiste antiqui, né novelli
vedeste mai dipingere il futuro:
e pur si sono istorie anco trovate,
che son dipinte inanzi che sian state.

(Ariosto, Orlando furioso, canto XXXIII)

martedì 7 aprile 2020

standard

Stanotte ho sognato di farmi una lunga chiacchierata con Raimondo Vianello e Sandra Mondaini. Loro stavano in un letto matrimoniale accanto al mio, ammantato da una trapunta gialla. La Mondaini mi consigliava di ascoltare un bellissimo standard chiamato So Close to the Future, che io non conoscevo (ne mi pare esista, o mi sbaglio?). Quando le chiedevo come fa, mi rispondeva: Suona come Sammy Davis Jr.

domenica 1 marzo 2020

post

Oggi ero in chiesa, in una delle chiese più fredde d'Italia, e avvolto in tutto quel freddo da cella frigorifera, nella mia rigidità pre-mortem, mi sono immaginato come sarà dopo, quando non ci sarò più, cioè tutto uguale a prima, e ho pensato che vorrei finire almeno come Giorgio Caproni, poeta che in vita se lo sono filato in nove-dieci lettori, ma dopo morto è diventato un classico a sua insaputa. Spero cioè di non restare solo uno da nove-dieci lettori in vita e basta. Se mi riesce chiederò al comune di dare il mio nome a una delle strade intorno a casa mia, al posto di via Evola o Almirante (ma ce ne sono tante fra cui scegliere); così almeno diamo a una nostra strada il nome di uno che non ha mai fatto male a nessuno, o al massimo a nove-dieci persone.

venerdì 30 agosto 2019

tarocchi

A riprova di quanto ho già scritto più volte, ieri Pierpaolo Miccolis mi ha letto i tarocchi. Prima mi avverte: Più chiara è la domanda più precisa è la risposta. Gli chiedo precisamente: Farò mai i soldi col mio lavoro da editore? Pier legge le carte e mi dice: Migliorerai ancora, presto vivrai un grande cambiamento da cui scaturiranno enormi soddisfazioni in campo culturale e come prestigio personale, ma di soldi no, non se ne vedono. Le carte non mentono mai. Pier allora mi dice: Hai una domanda di riserva? Gli chiedo: Mi sposerò mai? Pier si mette a ridere e ripone le carte.

giovedì 22 agosto 2019

bolsonaro

BOLSONARO sono quasi sicuro che presto diventerà un aggettivo, qualcosa di molto spregiativo con cui verrà indicato un nuovo tipo di delinquente, l’assassino ambientale su scala planetaria, uno che se gli dici di pensare al benessere o al futuro del pianeta ti ride in faccia perché sono concetti troppo fumosi per uno come lui, oppure ti risponde dandoti del bugiardo. Quando incontrerai una persona così, da domani potrai dirgli che è un “bolsonaro” come pochi. E poi sputagli in faccia anche da parte mia.

martedì 6 novembre 2018

dopo la fiera

Mi pare, ma ogni fiera ormai me lo conferma, che si stia diffondendo il grosso equivoco che NO EAP sia, a prescindere, sinonimo di qualità. Che il fatto che l'autore venga garantito in fase contrattutale dia al libro una sorta di bollino blu di garanzia per il lettore. Non è così. E con questo non sto difendendo l'editoria a pagamento, però, va detto a onor del vero, che ho visto libri di editori che sono dichiaratamente a pagamento, che sono belli, fatti bene, libri che, diciamolo chiaramente, spesso ne stampi 200 copie e se ti va bene ne vendi 15; e, di contro, ho visto libri di fieri editori NO EAP che, per dire pane al pane, fanno cagare, per come sono fatti i libri (e qualsiasi cosa se ne dica grafica, font, impaginazione, copertina, qualità della carta FANNO il libro, se ti piace il libro, altrimenti non si capisce perché non ti scarichi un ebook) ma anche perché propongono autori che letteralmente non andrebbero pubblicati, ma lo sono 'anche' perché, pur essendo pessimi scrittori, sono ottimi rivenditori di carta igienica e l'editore (qualsiasi cosa se ne dica) dovrà pur mangiare, oltre a pagare quelle cose insulse e altamente anticulturali che sono le bollette, gli stipendi. Non ci prendiamo in giro, questo è il sistema delle Major, delle grosse case editrici che pubblicano 5000 porcate e 20 buoni libri per pagare gli stipendi di tutti. E io non so dire se è giusto o sbagliato, non ho una soluzione per questa cosa, non sono nessuno per parlare agli altri né per dare loro delle lezioni morali; ancora di più, io pubblico poesia: ciò significa che non ho nemmeno una seria competenza, una visione del mercato editoriale, come ogni fiera dolorosamente mi conferma, e che ho scelto il fronte sbagliato su cui lottare, quello dove non c'è lieto fine e sai già che morirai lottando (la legge Bacchelli in questi giorni invocata per Beppe Costa un giorno, se mi andrà bene, toccherà richiederla anche per me). Però mi chiedo, e questo lo domando anche al lettore, che è COMPLICE di questo sistema, e non può fare finta di nulla, non assumersi le proprie responsabilità: quanto è etico "non far pagare l'autore" per poi diffondere della pessima letteratura? Quanto è etico sollevare un libro dal tavolo, sfogliarlo, rendersi conto che è buono e poi rimetterlo sul tavolo per passare a qualcosa di più facile, senza mettere nemmeno in discussione il fatto che così si contribuisce allo sfacelo?

martedì 10 luglio 2018

futuro

Oggi per una intervista mi hanno chiesto come vedo il mio futuro da editore DEL SUD in proiezione nei prossimi dieci anni. Ho risposto così: mandando questa immagine assai esplicativa di cosa voglio. Mi hanno risposto: "Su Lillo, fai la persona seria!" E mi hanno cestinato l'immagine, cancellando di fatto il mio futuro in stile rolex d'oro e tette al vento.

martedì 26 dicembre 2017

abiura

Spiace ammettere, dopo anni di speranze deluse sfociate nell’astensionismo elettorale, che oggi molte delle battaglie sociali che ritengo fondamentali per la creazione di una nuova Europa non sono più appannaggio, se non a chiacchiere o slogan, di alcun partito politico italiano. Lì dove c’è ingiustizia, dove c’è dolore, l’unico vero schieramento che ho visto scendere in prima linea accanto ai più deboli è stata la Chiesa, intesa come comunità di fedeli, come Caritas, come parrocchia, spesso come singole voci contro. Lo dico con la consapevolezza che tutto questo non debba confondersi con certi ambienti del potere vaticano. Eppure, nonostante quel marciume vescovile, le uniche prese di posizione concrete che ho visto sollevarsi in Italia e a livello internazionale su questioni fondamentali come il rispetto della persona, l’accoglienza dei migranti, lo strapotere degli ambienti finanziari e mafiosi, la politica imperialista americana e quella vergognosa in Terrasanta, fino ad argomenti delicatissimi come la morte assistita (dove il suo intervento è stato determinante nello sciogliere le riserve del Senato) le ha prese papa Francesco. Giuste o sbagliate che si ritengano le sue parole, lui le ha pronunciate. «Di’ qualcosa di sinistra» rimproverava Moretti a D’Alema in Aprile. Papa Francesco quella parola di sinistra a me l’ha data. Gli altri hanno taciuto o tergiversato o menato il can per l’aia per troppo tempo e con troppi calcoli per risultare ancora sinceri. Ragion per cui, pur restando ateo su questioni di fede, faccio atto di abiura politica e dico che se domani ambienti legati alla Chiesa scendessero in campo proponendo di rifondare un partito democristiano in linea con le posizioni esposte oggi dal papa e in linea dunque con le mie stesse posizioni, non esiterei un solo attimo a tornare a votare, e voterei immediatamente DC.