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martedì 28 maggio 2024

frociaggine

Ovviamente mettendo il tutto su un altro piano di importanza, l'ultima uscita del Papa mi ha fatto ricordare una cosa detta da Paolo Villaggio durante la commemorazione funebre di Mario Monicelli, anno 2010. Villaggio prende il microfono e fa un discorso a braccio di circa 15 minuti accanto alla bara di Monicelli, parlando dei molti film che hanno fatto insieme: «Gassman, Scola se lo ricorda, era un bell’uomo, era veramente un bell’uomo. Eravamo in Algeria e lì c’erano molti marchettari a quei tempi, ci sono anche adesso penso, e gironzolavano intorno a Gassman nella speranza, non lo so, di farselo… e lui era molto lusingato! Monicelli a un certo punto fa: Stop! Un momento, dice, qui finisce che cambiamo il titolo del film, lo chiamiamo Brancaleone alle Frociate!». Non so se l’aneddoto è stato un’invenzione di Villaggio, che ne inventava tanti, oppure è tutto vero visto il carattere di Monicelli, ma quando Villaggio lo racconta scoppia ugualmente la risata del pubblico, tutto composto da gente del mondo della cultura o dello spettacolo, gente come Giuliano Montaldo (Sacco e Vanzetti) o Ettore Scola (C’eravamo tanto amati), insomma il meglio della cultura e sensibilità italiana che non è esente da imperfezioni.

mercoledì 22 maggio 2024

sogno del papa

Stanotte ho sognato che il papa leggeva in diretta streaming un mio discorso sulla letteratura di cui però non ricordo più il contenuto ma di cui le persone si segnavano i passaggi più importanti sulle agendine, attribuendoli però al papa; era una cosa che mi rendeva molto fiero. La preparazione invece era particolarmente faticosa perché prima della lettura il papa mi faceva fare un lungo giro per il suo palazzo pieno di scale dove lui andava in carrozzina e io a piedi. Lui per giustificarsi mi diceva una cosa molto bella, che faceva quel percorso perché così si ricordava sempre quanto è piccolo e tutte le difficoltà che deve affrontare quotidianamente per arrivare a Dio e agli altri. Io, però, nel sogno gli avevo detto di essere malato di Sla e dopo un po' di rampe, stanco morto e senza più forza nelle gambe, cominciavo a sospettare che ce l'avesse con me. Va bene la mortificazione della carne, gli dicevo, ma avevo capito già al secondo gradino.

mercoledì 4 maggio 2022

un vero falso

Devo dire che un po' mi fa sorridere vedere persone che fino a due mesi si indignavano contro di lui e dicevano a voce alta che papa Francesco era un ipocrita e tutti i preti dei pedofili incalliti, che ora condividono i post-santini del papa in cui parla della pace e dicono papa Francesco ha ragione! Qualcuno un po' si vergogna e chiarisce: Se persino uno (falso) come Francesco lo dice, allora deve essere proprio vero!

sabato 19 marzo 2022

quando l’ignoranza regna somara

“Ma se l’Ucraina è così tanto democratica – mi scrive uno molto furbo – perché hanno vietato il Partito Comunista?” Gli rispondo che anche Brodskij, che era russo, odiava i Comunisti perché da loro era stato perseguitato ed esiliato, anzi se c’era una cosa che trovava rivoltante del nostro Paese – lui che lo amava tanto – è proprio che l’Italia avesse un Partito Comunista fra i più attivi d’Europa. Non riusciva ad accettare quella che ai suoi occhi era una contraddizione fra bellezza e barbarie. “Ma sei sicuro – mi chiede il molto furbo – che non sia una fake news? Che ne sai tu di chi c’è dietro a questo Brodskij?” Ecco, questo è il punto in cui non ce la posso fare, non so più che rispondere. Come glielo spieghi a uno che non ha mai letto un libro chi era Iosif Brodskij, poeta, morto nel 1996 e sepolto a Venezia? Come glielo fai capire se nemmeno gli interessa saperlo perso com’è nelle sue trame geopolitiche? Circa un mese fa, quando è scoppiato questo conflitto c’era gente benintenzionata che scriveva: “Prima di sparare a zero su tutto, informatevi”. Ma a chi lo dicevano? Al popolo più analfabeta d’Europa, quello che nelle classifiche dei lettori è all’ultimo posto del continente e al primo fra i consumatori di telefonia mobile? Ci lamentiamo della propaganda russa o americana e non ci accorgiamo che noi siamo le vittime perfette di qualsiasi propaganda, perché abbiamo un solo canale di conoscenza del mondo: lo smartphone, e chi controlla i social controlla tutti. Tolti quelli, nel paese tanto amato da Brodskij, resta il nulla, il medioevo, il Vaticano (con buona pace di Papa Francesco che a modo suo ci prova a rinnovarlo ma è una partita persa in partenza perché il Vaticano siamo noi che pontifichiamo su tutto, dall’alto della nostra superiorità cacata dal Cielo).

martedì 7 aprile 2020

la parola e la bestia


Qui è dove Giovanni Turi mi ha chiesto di scrivere per Vita da editor alcune mie considerazioni in merito a questo periodo e come poterlo raccontare, e io mi sono ricordato che da qualche parte, in un'altra vita, ero laureato in sociologia dell'arte. Dovrei ringraziarlo io solo per questo. Invece mi ha ringraziato lui. Siccome è un pezzo molto lungo spero che qualcuno lo leggerà, così Giovanni non si pente. E proprio perché è lungo è stato diviso in due parti, qui c'è la prima parte (che va da Bob Dylan a Carlo Bordini) e giovedì esce la seconda parte (che da Bordini arriva a Papa Francesco e spiega anche il titolo)... In mezzo ovviamente ci sta dell'altro.

Qui invece la seconda parte.

venerdì 27 marzo 2020

analogia

Ho letto adesso che questa mattina è morto il poeta Mario Benedetti e ho trovato un'assurda analogia fra questa notizia arrivata nel silenzio quasi totale (ho cercato notizie in rete e non se ne fa un cenno) e l'immagine del papa che questo pomeriggio pregava all'imbrunire in una piazza vuota e avvolta dalla pioggia. Come se la parola ormai non servisse più a nulla.

mercoledì 18 marzo 2020

pensiero sui poveri

Continuo a leggere post, anche parecchio sarcastici, su come “Il papa ha dato i soldi a se stesso!” in merito alle donazioni fatte alla Caritas (anche se forse “donazione” non è la parola più esatta in questo caso) e mi fanno specie non tanto per il disprezzo e l’ostilità mostrate verso la Chiesa (ostilità e disprezzo che la Chiesa si è attirata da sé coi propri errori) ma per il fatto che commenti del genere evidenzino spesso la più totale mancanza di conoscenza di come funziona la Caritas, che non è una banca in cui depositi o investi denaro, ma usa quei soldi per distribuire beni di prima necessità a famiglie povere o indigenti, attraverso mense, dormitori, centri di accoglienza, che hanno dei costi. La Caritas ovviamente non è perfetta, anzi, ma non la fa il papa, la fanno le parrocchie ed è una delle poche realtà a sostegno delle fasce sociali più deboli che funziona in Italia, assai più dello Stato. Quindi, sinceramente, o si pensa che quei soldi destinati ai poveri non arriveranno mai a destinazione (com’è successo con le raccolte fondi per i terremotati), oppure chi ci sputa sopra lo fa perché la sua antipatia per il papa è più forte della sua pietà per i poveri. La cosa tristemente ironica in tutto questo è che ci lamentiamo dalla mattina alla sera di non lavorare e ci chiediamo dove andremo a finire se questa stasi economica continuerà, ma quelli che trovano sbagliato donare soldi alla Caritas dicendo: “Il papa dia quei soldi a chi davvero ha bisogno” non hanno ancora capito come, se questa crisi degenera, quando i risparmi finiranno alla Caritas potrebbero andarci anche loro.

lunedì 16 marzo 2020

non riconosce più nulla

La foto del papa che cammina per le strade di Roma in preghiera e fa esattamente quello che, stando al suo ruolo e alla sua fede, dovrebbe fare un papa in questo momento: ovvero pregare per tutti restando "in mezzo agli uomini" anche lì dove c'è pericolo di contagio (per lui per primo, vista l'età); e i commenti a quella foto di chi gli risponde piccato: "Ok, mi sei anche simpatico, ma dovresti stare a casa (proprio come faccio io!) e dare il buono esempio, tu per primo", mi fanno davvero pensare che il senso del religioso, persino di fronte alla malattia e all'incertezza, è davvero finito; non serve più nemmeno a confortare chi ha paura, ma non riconosce più nulla alla chiesa, nemmeno la possibilità di un esempio che possa convivere col laico.

giovedì 2 gennaio 2020

una donna

A me in tutta questa storia dello schiaffo del papa alla fedele, dispiace soprattutto per la signora asiatica che lo ha strattonato. Siccome in noi non c'è più fede, guardiamo al lato pratico della faccenda: un uomo anziano malmenato ha fatto bene o no a adirarsi? Però, d'altro canto, si parla anche di una semplice donna di fede che si avvicina a un suo mito, al suo punto di riferimento spirituale e per questo sbaglia, eccede nei modi per troppo entusiasmo e così il giorno dopo si ritrova non solo punita dallo stesso papa (cosa per cui non ci avrà dormito la notte) ma persino additata su tutti i giornali del mondo come la stronza maleducata del 2020, oppure come la straniera incivile da cacciare via da questo paese che invece, si sa, è pieno di signori educatissimi. E ho pensato che magari vorrebbe scusarsi anche lei, proprio come ha fatto lui, ma non ne ha la possibilità perché la verità è che di quel che pensa lei, che non è papa, non gliene frega niente a nessuno.

martedì 26 dicembre 2017

abiura

Spiace ammettere, dopo anni di speranze deluse sfociate nell’astensionismo elettorale, che oggi molte delle battaglie sociali che ritengo fondamentali per la creazione di una nuova Europa non sono più appannaggio, se non a chiacchiere o slogan, di alcun partito politico italiano. Lì dove c’è ingiustizia, dove c’è dolore, l’unico vero schieramento che ho visto scendere in prima linea accanto ai più deboli è stata la Chiesa, intesa come comunità di fedeli, come Caritas, come parrocchia, spesso come singole voci contro. Lo dico con la consapevolezza che tutto questo non debba confondersi con certi ambienti del potere vaticano. Eppure, nonostante quel marciume vescovile, le uniche prese di posizione concrete che ho visto sollevarsi in Italia e a livello internazionale su questioni fondamentali come il rispetto della persona, l’accoglienza dei migranti, lo strapotere degli ambienti finanziari e mafiosi, la politica imperialista americana e quella vergognosa in Terrasanta, fino ad argomenti delicatissimi come la morte assistita (dove il suo intervento è stato determinante nello sciogliere le riserve del Senato) le ha prese papa Francesco. Giuste o sbagliate che si ritengano le sue parole, lui le ha pronunciate. «Di’ qualcosa di sinistra» rimproverava Moretti a D’Alema in Aprile. Papa Francesco quella parola di sinistra a me l’ha data. Gli altri hanno taciuto o tergiversato o menato il can per l’aia per troppo tempo e con troppi calcoli per risultare ancora sinceri. Ragion per cui, pur restando ateo su questioni di fede, faccio atto di abiura politica e dico che se domani ambienti legati alla Chiesa scendessero in campo proponendo di rifondare un partito democristiano in linea con le posizioni esposte oggi dal papa e in linea dunque con le mie stesse posizioni, non esiterei un solo attimo a tornare a votare, e voterei immediatamente DC.

venerdì 19 febbraio 2016

modelli

Secondo mio padre i miei problemi derivano dal fatto che mi scelgo sempre degli eroi di merda per rapportarmi col mondo. «Prendi quella foto dove sembri Van Gogh. Uno che si è tagliato l’orecchio! Chi cazzo si sceglie come modello Van Gogh?! È negativo. Ti serve un modello positivo per cambiare le cose». Io gli dico, secondo te a chi dovrei assomigliare? «Papa Francesco!» Me lo dovevo aspettare.

lunedì 8 febbraio 2016

di che stiamo parlando?

Leggo la classifica dei libri più letti secondo l’inserto domenicale del Corriere della Sera. Nei primi cinque posti, alla data di ieri, ci sono la biografia di Papa Francesco (1), un giallo dell’immancabile Camilleri (2), un thriller romantico dell’americano Nicholas Sparks (3), l’immancabile Fabio Volo (4), e tale Alberico De Giglio, ragazzino-prodotto per ragazzini da Mondazzoli (5). Una classifica talmente prevedibile che se ve li chiedevo per scommessa ne indovinate tre a occhi chiusi. Questi sono i libri che compra, in massa, il 70% degli italiani, quelli che secondo i dati ISTAT leggono nel nostro Paese (con le debite eccezioni minoritarie). Poi c’è un grande vuoto di non lettori, e si scopre che una famiglia su 10 non ha nemmeno un libro in casa (e per nemmeno un libro si intende nemmeno un libro di scuola, nemmeno un libro di ricette, niente di niente). In Puglia il 18% delle famiglie rientra in questa fascia (il 18% significa una famiglia su 5). Noi oggi chiediamo a tutta questa gente, gente che ai propri figli non ha mai regalato o desiderato di regalare un libro, oppure gente che se deve andare a comprarne uno il primo libro a cui pensa (con tutto il rispetto) è la biografia di Papa Francesco, a tutta questa gente noi oggi chiediamo di prendere una posizione netta, moderna e di pronunciarsi sul senso più profondo della famiglia attraverso i propri rappresentanti politici che altri sondaggi hanno già dimostrato rientrare per la maggior parte in quel 30% di italiani che non legge mai nulla (meno di un libro all’anno). Così, ci sono momenti come questo che mi sento sconfortato, e inutile, e mi passa la voglia di scrivere e di fare libri, e tutto quello che riesco a pensare è: ma di che stiamo parlando? E, soprattutto, a chi?

mercoledì 15 luglio 2015

milano liberata

Stanotte ho sognato che Isis invadeva l'Europa entrando dalla Grecia. I greci che non si convertivano a Isis attraversavano il mare e venivano in Puglia. I meridionali allora risalivano l'Italia formando un esercito coi greci e con gli africani arrivati sui gommoni e, guidati da Papa Francesco come in una sorta di Crociata al contrario, riconquistavano Milano. Isis si mangiava intanto i Balcani e attaccava la Germania e il Nordeuropa. In tutto questo gli Stati Uniti si dichiaravano neutrali, mentre continuavano a vendere armi a Isis, e la Russia di Putin prendeva accordi con tutti senza aiutare nessuno. Cominciava così la terza guerra mondiale, che vedeva schierate tre forze: Isis, Germania e Papa Francesco col suo esercito di meridionali. I più furbi emigravano in Groenlandia. Altri ancora in Palestina.

domenica 12 gennaio 2014

guardando il telegiornale: due pensieri

1. Pensando a quanto successo in questi ultimi anni a L'Aquila, a ciò che succede in queste ore, a Cialente che lascia benché si dichiari sconfitto ma innocente di colpe di altri, a me viene in mente solo una frase del filosofo marxista Diego Fusaro, che mi sembra perfetta per questa e anche per altre simili situazioni (pure troppe):
"Nel momento in cui la sinistra smette di interessarsi a Marx, occorre smettere di interessarsi alla sinistra: il paradosso sta nel fatto che essa, che è il problema, continui ad autointerpretarsi come la soluzione."

2. Possibile che a me che sono ateo le uniche serie novità sotto il profilo civile e politico me le debba dare il papa?

lunedì 18 marzo 2013

detrattori e riformatori

Mi par di capire, da ciò che leggo in giro, che i maggiori detrattori di papa Francesco siano in fondo quelli che alla fin fine detraggono, da sempre, anche la Chiesa nel suo insieme. E cioè, credo, non è il papa in sé il problema: poteva essere questo o un altro ed era comunque sbagliato, a meno che il papa non fosse stato esattamente un riformatore alla loro maniera, cioè a immagine di chi comunque la Chiesa non la vive, né in molti casi la vivrebbe, anche se fosse diversa. Io per me non sono convinto che la Chiesa possa cambiare, non da un giorno all'altro almeno. Può migliorarsi ma non rivoltarsi come un calzino fino al punto di annullare, in un paio di giorni di conclave, duemila anni di storia e tradizioni. E quanto ai papi riformatori ho sempre creduto che Giovanni XXIII fosse l'eccezione e non la regola.