Visualizzazione post con etichetta ignoranza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ignoranza. Mostra tutti i post

venerdì 21 ottobre 2022

ignoranza

La massima del giorno, sentita oggi al mercato, mentre si parlava del futuro del paese: "L'ignorante, quando vince l'ignoranza, è felice".

sabato 19 marzo 2022

quando l’ignoranza regna somara

“Ma se l’Ucraina è così tanto democratica – mi scrive uno molto furbo – perché hanno vietato il Partito Comunista?” Gli rispondo che anche Brodskij, che era russo, odiava i Comunisti perché da loro era stato perseguitato ed esiliato, anzi se c’era una cosa che trovava rivoltante del nostro Paese – lui che lo amava tanto – è proprio che l’Italia avesse un Partito Comunista fra i più attivi d’Europa. Non riusciva ad accettare quella che ai suoi occhi era una contraddizione fra bellezza e barbarie. “Ma sei sicuro – mi chiede il molto furbo – che non sia una fake news? Che ne sai tu di chi c’è dietro a questo Brodskij?” Ecco, questo è il punto in cui non ce la posso fare, non so più che rispondere. Come glielo spieghi a uno che non ha mai letto un libro chi era Iosif Brodskij, poeta, morto nel 1996 e sepolto a Venezia? Come glielo fai capire se nemmeno gli interessa saperlo perso com’è nelle sue trame geopolitiche? Circa un mese fa, quando è scoppiato questo conflitto c’era gente benintenzionata che scriveva: “Prima di sparare a zero su tutto, informatevi”. Ma a chi lo dicevano? Al popolo più analfabeta d’Europa, quello che nelle classifiche dei lettori è all’ultimo posto del continente e al primo fra i consumatori di telefonia mobile? Ci lamentiamo della propaganda russa o americana e non ci accorgiamo che noi siamo le vittime perfette di qualsiasi propaganda, perché abbiamo un solo canale di conoscenza del mondo: lo smartphone, e chi controlla i social controlla tutti. Tolti quelli, nel paese tanto amato da Brodskij, resta il nulla, il medioevo, il Vaticano (con buona pace di Papa Francesco che a modo suo ci prova a rinnovarlo ma è una partita persa in partenza perché il Vaticano siamo noi che pontifichiamo su tutto, dall’alto della nostra superiorità cacata dal Cielo).

venerdì 10 dicembre 2021

i giovini

Stupefacente come tutti sottolineino la lungimiranza di Draghi che pensa ai giovani e intanto i prof vanno in sciopero perché si investe poco e male nella Scuola (che è evidentemente incapace di affrontare la situazione storica e fa ricadere tutto il peso delle sue falle proprio sugli insegnanti) e l'età pensionabile per chi entra nel mercato del lavoro è fra le più alte d'Europa. Insomma nell'Italia di Draghi sarà impossibile diventare vecchi e chi ci proverà morirà nel tentativo, ma siccome sarà anche ignorante perlomeno morirà felice.

mercoledì 25 ottobre 2017

tifoserie

A me, certi giorni, questa società dei sensi di colpa postumi rompe le scatole. Non chi sbaglia, ma chi se la prende cascando dal pero. Prima ci si fa un mazzo così, come società "civile", per dimostrare che la cultura non si mangia, la scuola è una merda, gli insegnanti degli scoppiati repressi, e il sapere non è potere ma è da sfigati, poi dei fessi fanno gli striscioni allo stadio con Anna Frank e tutti si scandalizzano per l'offesa alla memoria, ma la memoria di chi? E tutti a citare un libro che quasi nessuno ha letto, in un paese dove non si legge manco la lista della spesa. Un paese che, come diceva Montanelli, è fatto di "contemporanei", gente senza passato e senza futuro. Finché non ti accorgi che quella offesa non è la memoria storica di una bambina vittima del razzismo (figurarsi, il razzismo allo stadio ci sta come la nutella sul pane), ma l'onore dei tifosi di quel sano sport tutto italiano che è il calcio (non per nulla continuo ricettacolo di soldi sporchi e mafie varie, mica come la scuola, abbandonata a se stessa nell'immaginazione pubblica dai tempi di Lino Banfi e Gloria Guida). E se sei tifoso, cioè italiano, non vuoi certo mischiarti con l'ignoranza di certa gente.

giovedì 8 settembre 2016

fred


Da alcuni anni ho una grande ammirazione per l’ignoranza. Ma non per l’ignoranza di chi dovrebbe essere preparato e che cerca a tutti i costi di nascondere queste sue oscurità. L’ignoranza autentica, direi primitiva, vera, e simile alla terra, alla melma che non contiene i semi di un qualsiasi arbusto o fiore, l’ignoranza che può creare dei gesti favolosi o anche delle illuminazioni che possiamo ricevere spesso dai matti o dall’infanzia. Fellini aveva dei lunghi legami con gente già ai margini […] Ne ho conosciuti due: Fred, un ex ballerino vincitore di una gara di resistenza e un ex pugile suonato. Aspettavano sotto casa per poi salire e svuotare il frigidaire. Regalavano un ascolto attento e misterioso. Federico lasciava cadere le sue parole dentro questi silenzi ammaccati e raccoglieva con finta indifferenza i loro problemi fino a quando decideva in qualche modo di risolverli. […] Riuscì a consegnare Fred a Mastroianni che lo tenne per lunghissimi anni fino a quando come i gatti morì lontano da casa. Io più degli altri, continuo a domandarmi quale tipo di nutrimento sia Federico che Mastroianni riuscivano ad avere da questi angeli custodi sconfitti. 

[Tonino Guerra, Piove sul diluvio]

mercoledì 27 gennaio 2016

la cultura di chi?

Ho visto adesso adesso la notizia della copertura dei nudi capitolini per il passaggio di Rohani. Si parla di cultura negata e di orgoglio ferito, ma in tutta onestà mi viene da chiedermi: quale orgoglio per quale cultura? Gli italiani sono per loro stessa ammissione degli ignoranti senza pudore (gente che ti dice, candidamente: "non lo so, ma tanto non è grave", oppure: "non lo so, forse è grave, ma dai non sono io il problema", e tira dritto). Non bastano cinquant'anni di abusi edilizi a dimostrarlo? Non le risatine ironiche quando parli di poesia nella terra di Dante? Ma Dante lo sanno tutti che è il più grande di tutti, perché gliel'ha spiegato Benigni... Per qualcuno la parola "cultura" è appunto solo una parola che serve a tirarsela, ma poi gli chiedi di scegliere fra una mostra d'arte e una gara di rutti per passare la serata, e vedrai che molti preferiranno la gara di rutti, perché la cultura sì è importante, ma insomma la vita è una sola. Quindi di che stiamo parlando? Di quale particolare orgoglio? E per difendere cosa? L'identità culturale di chi? Dei ruttofili? Preferisco difendere Rohani a questo punto, almeno lui a quelle statue dà un valore, magari negativo, ma almeno lui le considera. Le vede.

mercoledì 9 dicembre 2015

la fattoria degli italiani

Per come la vedo io la politica italiana degli ultimi trent’anni si può riassumere in questa formula: una massa di ignoranti ha votato deliberatamente un branco di ignoranti per farsi rappresentare democraticamente, in modo da permettere al branco di ignoranti di facilitarli a restare nel fango dell’ignoranza irresponsabile in cui sguazzano dalla nascita. Questo all’inizio con grandissimo godimento, poi man mano sempre meno fin all’odierno sconforto disgusto o terrore, quando dall’età dell’ingrasso ci si avvicina a quella del macello e ci si chiede perché.