Ho grande orgoglio per il mio essere meridionale, tranne quando vedo Raffaele Fitto in Tv che va a rappresentarmi in Europa appoggiato dai neonazisti ma con l'animo e la storia del tipico trasformista democristiano, uno che non ha un ideale che non sia se stesso, che non tiene a niente e a nessuno al di fuori di se stesso, uno capace di votare una cosa e domani rimangiarserla dicendo che ha "cambiato idea" per il semplice fatto che non crede in niente oltre il proprio tornaconto, peggio ancora uno che glielo si legge in faccia, nella piega della bocca, che non sa cosa sia la gentilezza di una parola. Uno di quei tipi che qui da noi si dicono "amari". Ecco, io quando vedo Raffaele Fitto in Tv mi vergogno sempre un po' del suo essere meridionale come me, e non perché sia nero o bianco, ma perché quel trasformismo lì che veste così bene non è soltanto suo, l'ha ereditato, e infatti io qui lo respiro ogni giorno in questo nostro Sud dove vivo, che poteva salvarsi da se stesso invece ha scelto di dare fiducia a gentaccia così, e nonostante l'abbia presa in c*lo tante volte non impara mai dai propri errori.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
martedì 12 novembre 2024
lunedì 27 giugno 2022
orgoglio
Mio padre e mio zio sono quindici anni che non si parlano. Persino al funerale di mio nonno, mio zio si mise fuori dalla porta e restò in piedi per tutta la veglia sul marciapiede di fronte. Stanotte l’ho sognato, ho sognato che mio zio veniva a cercare mio padre per scusarsi e stringergli la mano, ma mio padre per orgoglio prima cincischiava e poi rifiutava di dargliela. L’orgoglio in famiglia ci ha sempre fregati tutti, anche quando ne sembriamo immuni. Mio fratello ad esempio è molto più orgoglioso di me, al punto da mandare al diavolo due o tre lavori piuttosto che sottomettersi a delle regole. Ma anche io, che in famiglia sono il più mite, non scherzo, e i più grandi errori della mia vita li ho fatti tutti per orgoglio, lo so, li riconosco ma non sono capace di rimediarmi. Come questo della casa editrice che sono dieci anni che va avanti anche se non ci guadagno nulla, e tutti pensano che lo faccio per amore, e invece no è solamente orgoglio.
martedì 7 luglio 2020
leggendo le più intransigenti considerazioni di poveri cristi che scrivono poesie...
domenica 26 gennaio 2020
aneddoto
lunedì 25 novembre 2019
un segnale forte
giovedì 22 settembre 2016
il venditore di rose
mercoledì 27 gennaio 2016
la cultura di chi?
venerdì 16 gennaio 2015
cose brutte da sentire
mercoledì 13 febbraio 2013
l'orgoglio
che sta dentro a gente di merda
come uno stronzo troppo duro.
Tirarlo fuori vi fa sanguinare il culo.
martedì 5 febbraio 2013
poeti che come bambini...
pronti al dispetto e all’offesa a parlar
d’integrità intellettuale
per scansare l’annoso dilemma
del conto in banca rosso
fate il favore prendetevi meno sul serio
nessuno bene che vada
v’imputerà mai la truffa
d’aver dato potere a un salario
di rendere gli uomini giusti e degni d’assurgere al Cielo.
Siate voi stessi a cuore aperto
povere voci nel deserto.
martedì 3 luglio 2012
la vigna
domenica 12 febbraio 2012
alcuni aforismi di santiago lópez petit

Il silenzio abita il centro oscuro del rumore.
La vita è una parola. Il voler vivere un grido.
Dobbiamo intraprendere un doppio lavoro: essere ciò che non siamo per vivere quello che siamo.
Ogni alibi è l’inizio di una rinuncia.
Vivere è coniugare il verbo voler vivere.
Una vita politica deve essere una vita piena di rabbia.
Avere una vita politicizzata o non averla: questo è il problema.
Avere una vita politicizzata è, molte volte, avere una vita spezzata.
Fare della propria vita un’opera d’arte è un privilegio che l’uomo anonimo, cioè, ognuno di noi, non può permettersi.
Il sogno di “vivere tutte le vite” è la proposta commerciale che realizza questa società del consumo. Niente a che vedere con amare e pensare.
La vita si vendica con la vita di essere vissuta.
Fa male la distanza che il dolore produce.
I nostri pensieri sono mediocri per gli adattati. I nostri amori sono tristi per gli infelici.
La solitudine è una superficie senza confine.
L’amore è assoluto o non è. Per questo è disperato.
L’amore, come la notte, divora instancabilmente il suo stesso cuore.
L’amore è più forte del voler vivere. A volte, si ama contro il proprio voler vivere.
Il voler vivere, in un certo senso, schiva la finitezza. L’amore no. So che morirò perché un giorno sarò lontano da te. Si ama per conquistare un po’ di eternità.
La felicità che produce l’amore gira sempre intorno a un centro di dolore.
Si ama dalla solitudine. Si ama sempre un estraneo. Questo estraneo che è entrato nella propria vita.
Ti amo come non ho mai amato. Quante volte lo hai già detto?
Ti amo al margine delle lacrime.
L’amore è essenzialmente ingiusto.
Artaud espresse bene questo dramma: mi metto in condizione di pensare, e non mi viene in mente nulla.
I buchi del pensiero dove vanno a finire?
Se, quando pensiamo, pensiamo tutti la stessa cosa, pensare deve essere un abbraccio.
Pensare e amare. Colpiscono colpendo. Insanguinati, si estendono per la pianura stellata. Da qualsiasi parte. In nessun luogo.
Amare vuole l’eternità. Pensare, l’istante.
L’amore ha memoria dei gesti. Il pensare, delle parole.
Amare è pensare non hanno niente a che vedere con la felicità.
Si ama perché si ama. Si pensa perché si pensa. Uno stesso sentimento accompagna l’amare e il pensare. Questo sentimento provoca in noi l’idea del vuoto.
Il pensare divora se stesso. L’amore è famelico.
La vita non ci dà l’amore e il pensare. L’amore ce li riserva. Non si passa incolumi per l’amore. Nemmeno per il pensare.
La Grecia antica inventò l’eroe. La Cina, lo stratega. L’ero è quello che ama ma non pensa. Lo stratega è quello che pensa ma non ama.
Amare e pensare: avventure senza consolazione.
La modestia è il tipo di orgoglio che conviene al pensare. All’amore conviene invece, un orgoglio senza modestia.
In tempi di tradimento amare e pensare sono splendidi…
Una stessa emozione è quella che avvicina il pensare all’amare. Questa emozione è l’inquietudine. L’inquietudine di una notte in bianco. Sperando.
L’amare e il pensare sono assoluti ma nient’affatto puri.
Una vita d’amore vincerà sempre rispetto a una vita di pensiero. “In questa vita non ho fatto che amare”. Questa frase non può dirsi nello stesso modo se sostituiamo amare con pensare.
Poche passioni. Poche idee.
Grazie a Linda per avermelo fatto leggere.