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sabato 4 marzo 2023

ossessione ecologica

L’altro giorno ho letto un post di Aldo Nove in cui sostanzialmente metteva in guardia dall’ossessione ecologica che estremizzata può diventare una forma di religione e quindi di potere che limita le nostre libertà individuali. In buona parte ha ragione ma mi verrebbe da dire che anche i social, attraverso cui lo seguo, sono una forma di dominio e limitazione delle libertà individuali, ma i social li usiamo senza farci così tante fisime come ogni volta facciamo per l’ambiente. Così come, per certi versi, anche la difesa a oltranza della libertà individuale può essere una forma di religione di stampo neoliberista (o novecentista) che io in parte non mi aspetterei da uno che dice di essere affascinato da un certo tipo di spiritualità orientale e un po’ rimpiange la vecchia sinistra compagna che faceva le lotte di classe per il lavoro. Boh, io non sempre lo capisco Nove sinceramente, ma tutte queste contraddizioni (a me, almeno, sembrano contraddizioni) fanno anche parte del suo fascino. Quindi provo a esprimere i dubbi che mi vengono leggendo il suo post scrivendoci sopra una storiella nello stile del vecchio Aldo Nove, quello di Superwoobinda, che più o meno fa così:
“C’è un uomo che chiameremo Aldo e che sta in una stanza affollata e senza finestre. La sera prima ha mangiato fagioli e ha la pancia piena di gas, vuole mollare una scorreggia pestilenziale nella stanza ma per correttezza prima lo dichiara pubblicamente e ne rivendica il diritto in nome della sua libertà individuale a scorreggiare. Gli altri nella stanza, in nome della loro libertà a non respirare la sua puzza, decidono di fermarlo prima insultandolo pesantemente e poi con le cattive, e lui mentre viene pestato comincia a gridare che loro sono dei servi del potere e dei bigotti della scorreggia libera venuti a censurarlo, e dal suo punto di vista probabilmente è vero. Ci scrive un post e prende 300 like perché è molto famoso e il suo pensiero è condiviso”.

mercoledì 19 aprile 2017

dove comincia l'odio?

La settimana scorsa, alla presentazione di Storia e Trascendenza, l'ultimo libro che abbiamo pubblicato con Angelo Panarese, un signore presente, molto preparato, ha fatto un commento assai preciso sulle colpe della religione cattolica nello svilimento dell'identità sessuale femminile fino al vero e proprio annientamento ai suoi peggiori estremi. Tutte cose adesso superate (ma davvero? e dove?), che ritroviamo e ci inorridiscono in alcuni fondamentalismi islamici. Eppure, leggevo ieri una biografia di Montanelli in cui parlava del suo matrimonio con la ragazzina eritrea che tanto scandalo gli è costato, e nelle sue memorie lui diceva di aver avuto parecchie difficoltà ad avere rapporti sessuali con lei perché la ragazza era infibulata. E l'infibulazione è pratica ancestrale che nulla c'entra con la religione cattolica, viene molto prima. Per cui adesso mi chiedo: dove comincia tutto quest'odio, e perché? A che punto della nostra storia di umani si comincia a considerare la donna una tale fonte di male da meritarsi una simile vendetta? E quando finisce il male, se non basta eliminare una qualsiasi religione per chiudere la storia (perché l'odio comincia molto prima, dove nessuno più si ricorda)?

giovedì 22 settembre 2016

il venditore di rose

Sono appena stato derubato da un abile venditore di rose, che parlandomi a voce bassa e svelta, senza che capissi una sola parola di quanto mi diceva, mi ha convinto a cedergli una preziosissima medaglia di Ganesha che tenevo appesa al collo come ornamento, per regalarla al figlio che stava al suo fianco, nel silenzio orgoglioso degli ostinati ma con lo sguardo di chi non possa desiderare altro al mondo. Il figlio con la pelle olivastra che non mi ha dato niente in cambio, né un grazie e nemmeno una rosa. Quando un prete corre fuori da un albergo urlando: Gesù è scappato! Gesù è scappato! All’improvviso il venditore di rose lancia un grido anche lui, rannicchiandosi su se stesso e tenendosi il piede con forza, come se fosse ferito. Ha appena spiaccicato Gesù, che per scappare si era fatto piccolo piccolo come una formica.

venerdì 16 settembre 2016

guai

Sono stato alla presentazione di questo libro, Contro le donne, di Paolo Ercolani, edito da Marsilio, una sorta di storia della misoginia. A un certo punto l’autore ha detto che se c’è una cosa che accomuna, nella storia, tutte le culture e religioni del globo, è la convinzione che la donna sia un potentissimo generatore di guai. E a me, mentre lo diceva, è venuto da pensare che forse, se tutte le culture del mondo in ogni tempo e luogo dicono questo, magari è vero.

venerdì 5 giugno 2015

qualcosa in comune

"I sodomiti devono essere fatti precipitare dal punto più alto della città, e poi lapidati fino alla morte" ha detto ieri un tribunale jihadista a un pover'uomo condannato a morte perché omosessuale. L'uomo è stato, per l'appunto, gettato da un palazzo e poi lapidato, poi fotografato come esempio. Questo perché ai Jihad manca il dono dell'astrazione, e se nel Corano ci fosse scritto che sulla Luna ci pascolano le mucche viola, loro crederebbero per davvero che un giorno saliranno sulla luna a bersi il latte viola della Milka. Ecco perché nei paesi fondamentalisti la lettura di quasi tutti i libri è sempre osteggiata, perché leggere tanto porta inevitabilmente alla capacità di astrarne i contenuti, di coglierne le sfumature, l'intima poesia, il senso nascosto. Invece, il problema delle religioni, di tutte le religioni, non sono le regole scritte da chi le ha sognate con le migliori intenzioni, né i libri sacri in cui tali parole sono contenute, e nemmeno chi le cerca perché sente un vuoto nella vita da colmare, ma la mancanza di fantasia di chi le interpreta (anche per te) senza metterci un briciolo di cuore, solo con gli occhi, chi legge CASA e pensa a un EDIFICIO senza riuscire nemmeno a immaginare una FAMIGLIA che la abita. Quelle persone lì qualcuno le chiama integralisti, qualcun altro bigotti. I bigotti sono dovunque, tutti uguali, di qualsiasi religione o paese siano. Jihad ha i suoi bigotti senza nome, noi abbiamo i nostri Giovanardi, Salvini, Meloni, Santanché. Abbiamo qualcosa in comune, dunque, con l'Isis. Non leggiamo i libri, non diamo peso alle parole. Discriminiamo con rabbia chi non vive o pensa come noi, come se fosse il Male. E quanto agli omosessuali, beh, noi non li buttiamo giù dal tetto, li lapidiamo e basta. Non servono nemmeno le pietre per questo, basta uno sputo.

mercoledì 7 gennaio 2015

io sto con charlie hedbo

Io sto con Charlie Hedbo, come tutti, e sto con la satira e con la libertà di espressione, e con il potere della parola. Eppure mi dico attenzione. Fai attenzione a non farla diventare una battaglia di civiltà, dei buoni contro i cattivi, la guerra santa della moderna Europa contro l’Islam feroce e arretrato. Fai attenzione a non cadere in quella trappola che i giornali già ti stanno preparando, attenzione non rituffarti in un nuovo Medioevo così utile al loro scopo, e in cui non si discutono più i motivi, ma solamente si affilano i coltelli sordamente, con animo di rivalsa. La Francia è grande, così grande che vive di contraddizioni, pratica la libertà d’espressione però vive in uno stato multirazziale e pieno di contrasti irrisolti, di razzismo, è stata una sanguinaria potenza coloniale ma sostiene ancora la chiusura del Mediterraneo agli immigrati africani. Non è una terra di libertà a tutti i costi più di quanto lo siano stati altri moderni stati islamici. Il fanatismo avanza, questo è vero, ma perché? Dove si origina quest’odio? Su quale terra di confine? A vantaggio di chi? Così mi dico stai attento, a non confondere la libertà d’espressione col vessillo di un sistema di vita più giusto, migliore, perché l’Europa che oggi piange è tutt’altro che giusta, ed è in quell’ingiustizia che si genera l’odio, è lì che vanno cercati i motivi del gesto, e non solo nel fanatismo di una religiosità bigotta. Resisti alla tentazione, non puntare il dito, tieni gli occhi aperti. Scrivi ciò che vedi e non ciò che senti. Resta umano.