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domenica 22 giugno 2025

le mani dell'altro

Visto che è una vita che mi dicono tutti basta con le poesie che non le legge nessuno, dovresti scrivere un romanzo, alla fine ho preso e ho scritto un romanzo: Le mani dell'altro, pubblicato da Les Flaneurs edizioni. Non è una altissima prova di narrativa esistenziale, ma un romanzetto grottesco di genere horror-noir (come quelli che adoravo da ragazzo, insomma un omaggio alla mia sanguinosa infanzia), tutto basato su alcuni miei sogni e pieno zeppo di citazioni letterarie e cinematografiche (il titolo, per dire, rimanda a un vecchio film di Robert Wiene). Praticamente quello che in genere già scrivo solo su una misura un po' più lunga del solito. La foto di copertina è mia. L'editore, anzi gli editori sono i due Les Flaneurs Alessio Rega e Annachiara Biancardino, in questo caso "le mani dell'altro" sono anche le loro.

Eccomi qui, infine, con la mia copia del libro, rigorosamente macchiato di sangue. Mi dice l'editore che se lo comprate tutti subito mi risparmierete l'immane fatica di andare in giro a presentarlo. Io, lo confesso, odio fare le presentazioni, anzi per me i libri dovrebbero essere una buona scusa per nascondersi, non per andare in giro a mostrarsi e raccontarsi in giro. Se volevo raccontarmi andavo dallo psicologo, mica scrivevo un libro. In ogni caso è anche vero che se non mi aiutano i lettori è difficile uscire dal giro degli incontri. Vi prego, fatemi fare la fine di Salinger, lontano dal mondo, chiuso a morire in casa per i prossimi 40 anni!


 Il libro esce ufficialmente il 27 giugno ed è acquistabile in libreria, sugli store online, oppure su Amazon, e sempre sul sito dell'editore, cioè CLICCA QUI.

venerdì 14 marzo 2025

fortuna

Autore mi chiama al telefono e si presenta osservando che è così raro trovare un editore che mette il suo numero sul sito che non credeva gli avrebbe risposto nessuno. Mi dice, senza nessun imbarazzo, che gli sarebbe piaciuto propormi una raccolta, ma è malato, ha una malattia neurodegenerativa e non sa se ce la farebbe a vederla pubblicata, per cui mi chiede se mi va almeno di ascoltare le sue poesie al telefono, solo per sapere se valgono qualcosa e se, con un po’ più di quella fortuna che gli manca, gliele avrei pubblicate. – Ma io adesso come faccio a dirglielo se mi sembrano brutte? – Mi aspetto un certo grado di onestà da uno che mette il suo numero sul sito. – Così mi siedo, e ascolto al telefono quest’uomo che, con la voce così roca e stanca che dopo un po’ fa male, mi legge una dietro l’altra una decina di poesie dedicate a sua figlia, in cui le chiede scusa di qualcosa. – È tutto ciò che si salva della mia vita. – Sono belle, gli dico. – Dice che sono belle? – Io dico di sì. – Questo mi basta, non la disturbo oltre. Posso salvare il suo numero? Così posso dire a mia figlia che un editore mi ha detto che le mie poesie sono belle, e se non mi crede le dirò di chiamarla. – Va bene, faccia pure. – Sa che lei è stato il primo editore che mi ha risposto? – Perché, finora quanti ne ha chiamati? – Lei è stato il primo. – Vede, poi dice che non è fortunato. (Ride).

martedì 11 marzo 2025

fake news

C’è un post che gira da qualche giorno col copia-incolla, che mi fa ridere per il suo attacco, infatti leggo l’attacco e poi non riesco ad andare avanti. Dice che a Putin è stato “concesso” dal canale 4 della tv croata di dire qualcosa, e questo mi basta. Ma veramente al presidente di uno degli stati più grandi del mondo può essere “concesso” di parlare? E chi glielo impedisce? E poi sul canale 4 della tv croata? Se Putin oggi dicesse che gli va di fare una intervista in esclusiva con uno dei più importanti canali televisivi del mondo correrebbero in massa da lui, perché quello in gergo televisivo si chiama scoop e di fronte a uno scoop non c’è guerra che tenga. Che se ne fa del canale 4 della Crozia? Mosca è quattro volte più grande dell’intera Croazia, ha il quadruplo della sua popolazione. Se fa una intervista alla radio della parrocchia dietro casa, raggiunge più persone. Infatti questo video alla tv croata di preciso chi lo ha visto coi suoi occhi? Ci sono fake news molto più elaborate di così, scritte da persone veramente in gamba, almeno date retta a quelle, è un modo di dare riconoscimento al loro talento creativo, altrimenti finisce come nel mondo dell’editoria che non si riesce più a distinguere il grano dalla crusca, e la colpa principale non è delle case editrici, ma dei lettori.

lunedì 10 marzo 2025

corna

Autrice mi chiama: Anche io ero di quelli che pensava che l’unico editore buono è quello morto. Poi ho visto i vostri libri e dopo anni di autopubblicazione mi è venuta voglia di pubblicare con voi. Non mi deludete per favore! – Altrimenti ci ripensi e ci auguri la morte? – (Ride). Meglio se non vi auguro nulla, già mi dicono che porto sfiga. – (Io che faccio le corna).

domenica 9 marzo 2025

e?

Autore che nel manoscritto che mi invia sbaglia tutta la punteggiatura possibile con sciatteria inarrivabile – in particolare mostrando una particolare avversione per le 𝘦 accentate di cui cambia di continuo la grafia: 𝘌’ 𝘦̀ 𝘦 𝘦́, 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦, 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́, 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦̀ – quando gli chiedo se c'è un motivo (che forse non ho capito) per cui lo fa, mi risponde che l'arte si prende come viene, non si discute. Amen.

mercoledì 26 febbraio 2025

affinità

A volte penso che autori ed editori si scelgano non solo perché seguono una ipotetica linea editoriale, ma anche per affinità elettive. La settimana scorsa, ad esempio, ho proposto a un’autrice di andare a leggere le sue poesie a un festival, mi ha risposto: Scusami, non è nelle mie corde. Ieri, poi, chiedevo a un altro autore se voleva essere iscritto col suo libro al premio Strega Poesia, mi ha risposto: non ci tengo allo Strega, a meno che non siano loro a chiamarmi. Che, lo confesso, è ciò che avrei risposto anche io al posto loro. Non mi interessa, meglio di no. “I would prefer not to”. I miei autori e io siamo una casa editrice anche per questo.

lunedì 24 febbraio 2025

foto

A forza di pregare perché accadesse, un'autrice mi prende in parola e invece della solita Bio mi manda una foto in costume da bagno, riaffermando la giustezza del detto che del poeta non si butta via nulla.

domenica 23 febbraio 2025

ma è vero che non chiedete soldi?

Capita, nell'80%, forse 90% dei casi, che quando chiedo a un autore che mi propone un suo libro come è arrivato fino a me, l'autore non mi risponde "Vi seguo e mi piace la vostra linea editoriale" oppure "Vi conosco poco, ma mi sembrate adatti al tipo di libro che voglio fare", ma piuttosto "Ho cercato su internet quali sono gli editori che non chiedono un contributo e ho scritto a tutti quelli che ho trovato". Un po' come si fa con l'indifferenziata. – Quindi non ci conosce? – No. – Quindi non sa nulla di cosa facciamo? Ha visto il nostro sito? – No. Ma è vero che non chiedete soldi? domandano sempre tutti una seconda volta per stare sicuri. – L'altro giorno una ragazza mi ha chiamato perché cercava un editore senza contributo che le pubblicasse il libro, ma per il 15 marzo, perché per lei quella data è molto importante. Quando le ho spiegato che la cosa era impossibile, mi ha risposto "Va bene, ho capito, e se ti pago?" come se ciò che le avevo detto prima fosse una tattica per contrattare un prezzo più alto. – Ma è questa l'immagine che do? – Io mi chiedo chi me lo fa fare di perdere tanto tempo a barcamenarmi, quando potrei semplicemente chiedere 1000 euro a libro per chiunque mi chiami e se non ti sta bene quella è la porta. Mi toglierei di torno un sacco di scocciatori, pubblicherei qualche titolo in più, e sarebbe anche la volta che posso assumere qualcuna delle decine di ragazz* che mi scrivono in cerca di lavoro, e io non so mai come rispondergli che vorrei, di una mano avrei bisogno, ma non so come pagarli. Di loro mi dispiace più di tutti.

giovedì 20 febbraio 2025

regalare

Molti anni fa, avevo appena aperto la casa editrice, un amico imprenditore mi diede un consiglio che non ho mai scordato. Mi disse: regala i tuoi libri solo a chi non ti conosce, per dargli modo di vedere la qualità del tuo lavoro. A chi ti conosce non regalare nulla. Se ti conosce, allora sa la qualità del tuo lavoro e investirà nel tuo progetto. Se non investe nel tuo lavoro, se non compra i tuoi libri, significa che non crede abbastanza nel tuo progetto.

lunedì 17 febbraio 2025

sole24ore

Qui Maurizio Ceccato scrive per la rubrica Coverstory uscita ieri sul domenicale del Sole 24 ore questa nota alla copertina di Contrattempi di Ezio Sinigaglia, illustrato da Anna Salmoni, in cui delinea un po' qual è la linea grafica di Pietre Vive Editore. A parte farmi il complimento che sono giovane fa il paragone assai lusinghiero, per me, di paragonarci all'editore Frassinelli. Di questo gli sono molto grato.


 

certificato

Autrice che mi manda la sua raccolta di poesie brevi e per ciascuna aggiunge una dedica in rima baciata, persino quando la poesia è dedicata al mare o alla pace, quindi per ogni pagina ci sono sempre due poesie, quella che parla della pace e la dedica alla pace, e in calce ci mette il suo nome e il certificato di autenticità dell'opera, anche quando la dedica è praticamente uguale alla poesia, quindi l'autrice copia da se stessa.

domenica 16 febbraio 2025

promosso

Autore che mi scrive: "Buongiorno, vorrei proporle un testo che, credo, sia coerente con la Sua idea della funzione della poesia: chiarezza e pulizia del dettato, coniugata ad impegno sul piano sociale e storico." E io penso, Finalmente! Infatti lo apro e leggo un'opera che dice, a me, quello che io voglio trasmettere con la mia idea di linea editoriale. Promosso.

giovedì 13 febbraio 2025

quando un distributore chiude...

Quando un distributore chiude, lo dico perché ancora ieri ne parlavo con un altro editore che ha avuto un'esperienza simile, quando chiude e non ti paga ti brucia forte una rabbia in corpo, che io ci ho messo i mesi a farmela passare, e solo al pensiero di tutte quelle decine di libri prodotti a mie spese, venduti e mai pagati, fatturati anzi, così che alla beffa aggiungiamo il danno, mi sentivo risalire un nervoso che mi toglieva il sonno. Soprattutto li odio perché quando li chiamavo mentivano sempre, anche di fronte all'evidenza del fallimento, sarebbe bastato dire Siamo nei guai, o Troviamo una soluzione insieme, e giuro sarebbe stato diverso, avrei persino lasciato perdere, accettato l'ammanco, invece niente, Va tutto bene mi dicevano, anzi Siete voi che state sbagliando tutto, mi dicevano, scaricando su di me la colpa, e siccome in quei mesi mi stava morendo un padre io stupido pensavo che forse era davvero colpa mia, che forse ero distratto, non ci stavo con la testa, e invece no, erano proprio loro in malafede e adesso mi resta questa sovrapposizione di una manica di ladri che senza una briciola di pudore, o pietà, metteva il dito nella mia piaga, si approfittava del mio dolore, e io cretino li lasciavo fare per sfinimento. La fregatura che ho preso non me la dimenticherò mai più.

martedì 11 febbraio 2025

note e anteprime

Io poi mi chiedo quand’è stato il momento che abbiamo trasformato le note di lettura in anteprime editoriali dove tutto lo sforzo redazionale è copia-incollare qualche testo dal libro e dire eccoci qua. Che poi non parlo nemmeno di fare una recensione critica con tutti i crismi, che fra l’altro ormai, così come nessuno la scrive, nessuno la legge, o meglio ancora, spesso chi scrive non è capace a leggerla, gli mancano i mezzi. Ma mettere almeno in calce un commento, una frase, un giudizio. “Questo mi è piaciuto perché” oppure no, non sposta il mondo, ma un po’ di differenza secondo me la fa, come quella volta che un ragazzo mi disse “Mo, a leggere quel libro mi sono cacato sotto”, non vale più di tutte le anteprime editoriali?

giovedì 6 febbraio 2025

chi li leggerà?

Uno fa il meccanico, mi manda delle poesie lunghissime sull’officina in cui si perde fra i bulloni e le chiavi come Chaplin nella catena di montaggio. Un altro lavora la terra, mi manda delle poesie d’amore dedicate ai pompelmi che gonfiano il petto e guardano fiduciosi al futuro. Una ragazza studia medicina e scrive poesie per dirmi che di fronte al dolore degli altri si sente vulnerabile e sola, ma si chiede con ansia quando si formerà quella corazza professionale che la distaccherà da loro. Un altro, disoccupato, vola alto e mi manda un poema ucronico sulla fine del mondo dove mi mette in mezzo “l’editore Lillo ha detto” nemmeno fossi un personaggio da operetta buffa. Nessuno di loro ha più di trent’anni, tre non hanno proseguito gli studi, nessuno frequenta circoli letterari o combriccole da poeti estinti. Eppure scrivono, più o meno bene, prima o dopo il lavoro, hanno idee strambe e stimolanti. Mi chiedo sempre chi li legge, a parte me, e cosa ne pensa, e chi li leggerà se verranno pubblicati. I dati di mercato ci dicono nessuno, o quasi. Queste storie di giovinezza artistica entusiasmano tutti, poi però si deve mettere mano al portafogli e lì cominciano i problemi. Eppure, aggiungo, quanto ci fa bene sapere che da qualche parte ci sono nascoste delle persone così, fuori dagli schemi, che ci apparecchiano così grandi entusiasmi in virtù dei loro sogni in versi. Se la poesia è viva, oggi, lo dobbiamo anche un po’ a loro.

mercoledì 5 febbraio 2025

sopravvalutare

A volte penso che il vero nostro problema non è che si sopravvalutano alcuni scrittori, ma che si sopravvaluta la maggior parte dei Lettori. Chi non li sopravvaluta e li tratta per quello che sono in effetti vince.

martedì 4 febbraio 2025

maritmie

Mi segnalano l’uscita della raccolta di poesie di una signora. Questa raccolta si intitola MARITMIE, proprio come quella di Giovanni Laera pubblicata con Marco Saya due anni fa. I più curiosi possono cercarla in rete: è vero che è una coincidenza particolare, ma non sappiamo e non possiamo dire se ci sia stato un calco, anche indiretto, o sia il frutto di un caso. Per quanto mi riguarda, il dato più interessante è questo: il libro, 104 pagine, pubblicato con Youcanprint (marchio con cui oggi ci si può candidare anche allo Strega Poesia), viene venduto sul mercato al prezzo di 37,50 euro. Come mai, si chiederà il lettore meno avveduto, costa così tanto? Per il semplice motivo che piattaforme come questa e altre simili, non sono democratiche oasi di libertà autorale come qualcuno vorrebbe farle passare, ma piuttosto macchine mungitrici create apposta per spennare gli autori più ingenui o meno preparati, attraverso servizi a pagamento che offrono loro. Non hai nessuno che ti fa l’editing? Te lo facciamo noi! Nessuno che ti fa l’impaginazione? Ma ci siamo noi! Chi ti disegna la copertina? Se vuoi il nostro team grafico è a tua disposizione! Tutto accuratamente fatturato con iva al 22%. Così accumulando questi ai mai dimenticati costi di stampa (la carta!) e distribuzione (su tutti i canali online con le debite percentuali di sconto, che vanno dal 35 al 60% del prezzo di copertina!) un libro autoprodotto può arrivare a costare all’autore fino a 20-25 euro al pezzo. Come fai a non rivenderlo a 37 euro a quel punto? Devi, per rifarti almeno di una parte delle spese! Ecco, questo è il capitalismo più puro applicato all’editoria, dove il sogno di pubblicare viene smontato e rivenduto pezzo per pezzo alla catena di montaggio, dove l’acquirente finale rimane unicamente l’autore. Perché, a quel prezzo, quanti compreranno il libro? E chi lo leggerà? Che differenza passa allora fra un editore fraudolento che ti spenna e una piattaforma legale che ti spenna? E scrivo questo non perché sono contrario all’autopubblicazione, ma perché credo che serva a tutti maggiore consapevolezza di cos’è il male dell’editoria. Aggiungo, per tornare alla signora di cui non so nulla, che un editore serio dopo una breve ricerca le avrebbe detto che forse non era il caso di usare come titolo qualcosa di così connotato con l’opera di un altro: non è etico, né elegante, e nemmeno troppo furbo. Ma nel mercato del selfpublishing, vera terra della cuccagna di chi non sa, nessuno ti può impedire nulla perché tutto è lecito se paghi il giusto.

lunedì 3 febbraio 2025

metri quadri

Oggi parlando con un amico editore è venuta fuori questa verità, che mettendo insieme tutti i metri quadri degli stand affittati nelle diverse fiere del libro degli ultimi anni – i cui prezzi affiancano ormai quelli degli immobili: dai 166 euro in su a metro quadro per le fiere più blasonate – mettendo insieme tutto questo, da qualche altra parte nel mondo uno più furbo di noi si sta comprando una casa.

venerdì 31 gennaio 2025

mercoledì 29 gennaio 2025

la citazione

Giovane autrice che spasima per pubblicare mi scrive di essere turbata dalle complessità del mondo editoriale. Le faccio leggere per rincuorarla la famosa poesia di Fortini che dice "Nulla è sicuro, ma scrivi". – Mica male questo Fortini, mi dice. Chi è? È uno che dovrei leggere? Me lo segno! – Poi fa una storia su IG dove si mette in posa da scrittrice, ma sbaglia a trascrivere il verso: "Nulla è certo, ma scrivi!". Apposto.