Capita, nell'80%, forse 90% dei casi, che quando chiedo a un autore che mi propone un suo libro come è arrivato fino a me, l'autore non mi risponde "Vi seguo e mi piace la vostra linea editoriale" oppure "Vi conosco poco, ma mi sembrate adatti al tipo di libro che voglio fare", ma piuttosto "Ho cercato su internet quali sono gli editori che non chiedono un contributo e ho scritto a tutti quelli che ho trovato". Un po' come si fa con l'indifferenziata. – Quindi non ci conosce? – No. – Quindi non sa nulla di cosa facciamo? Ha visto il nostro sito? – No. Ma è vero che non chiedete soldi? domandano sempre tutti una seconda volta per stare sicuri. – L'altro giorno una ragazza mi ha chiamato perché cercava un editore senza contributo che le pubblicasse il libro, ma per il 15 marzo, perché per lei quella data è molto importante. Quando le ho spiegato che la cosa era impossibile, mi ha risposto "Va bene, ho capito, e se ti pago?" come se ciò che le avevo detto prima fosse una tattica per contrattare un prezzo più alto. – Ma è questa l'immagine che do? – Io mi chiedo chi me lo fa fare di perdere tanto tempo a barcamenarmi, quando potrei semplicemente chiedere 1000 euro a libro per chiunque mi chiami e se non ti sta bene quella è la porta. Mi toglierei di torno un sacco di scocciatori, pubblicherei qualche titolo in più, e sarebbe anche la volta che posso assumere qualcuna delle decine di ragazz* che mi scrivono in cerca di lavoro, e io non so mai come rispondergli che vorrei, di una mano avrei bisogno, ma non so come pagarli. Di loro mi dispiace più di tutti.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
domenica 23 febbraio 2025
giovedì 20 giugno 2024
il 10%
Autore mi chiama al telefono. – Senta, ho pronto un libro di 15 poesie, glielo mando? – 15 poesie? – Sì, per ora 15, poi se ingrana ne facciamo un altro. Senta, come funziona con voi? – In che senso? – Chi paga? Pago io o pagate voi? – Per un libro di 15 poesie? Non lo so, sinceramente, non ne ho mai fatti di così piccoli. Dovrei leggerlo per capire come comportarmi. – Senta, che prezzo di copertina può fare un libro di 15 poesie? – Non lo so, non ho mai fatto plaquette, dipende da quanto sono lunghe le poesie. – Non sono lunghe, sono brevissime, le cose troppo lunghe non mi piacciono. Lei che prezzo farebbe? –Verrebbe un libro di 15 paginette scarse. 3-4 euro? – Ma c’è qualcuno che lo comprerebbe secondo lei? – Guardi, non so che dirle, prima le dovrei leggere. – Senta, non so se le posso mandare le poesie, non le ho ancora registrate. – E perché mi ha chiamato allora? – Perché voglio capire come funziona. Senta, ma le vendete voi le poesie? O le devo vendere io? – O madonna! – E le se le vendete voi, quanto me ne viene? – In genere una percentuale sul prezzo di copertina che varia dal 7 al 10 per certo. – Ah, ma è proprio poco il 10% a libro! Lei così non mi incoraggia a pubblicare con voi. – Guardi, non so proprio che farci. – Senta, non potremmo fare che mi dà il 10% a poesia? – Chiudo il telefono.
venerdì 14 aprile 2023
presenza scenica
Quando ciò che resta a uno scrittore per vendere due copie non è più la sua scrittura (in un paese che legge sempre meno) ma la presenza scenica, il carisma, quella cosa è ancora scrittura oppure è già qualcos’altro che per carità magari serve, ma non è detto che sia tutto? Il pubblico chiede il personaggio, ma il personaggio non è detto che sia il libro, e non è nemmeno detto che sia vero, come mi diceva ieri una mia amica attrice: "la cosa terribile è che siamo molto peggio delle nostre falsificazioni, quindi non possiamo che continuare così". Me lo chiedevo oggi pensando ad Anna Correale, che è una nostra autrice, e che in pubblico è spesso molto timida, non rende al 100% tutto il suo potenziale (ma solo in pubblico, se poi ti fa i discorsi al bar è un'altra cosa, infatti con lei le presentazioni andrebbero fatte da Poldo). Poi Anna la leggi e per talento, profondità e cultura si mangerebbe tranquillamente col pane metà di quelli che oggi vedi in giro per festival letterari. Solo che per accorgertene davvero, per farti toccare da lei, devi leggere i suoi libri, come si faceva una volta quando tutto girava intorno all'opera. E penso che come Anna ce ne sono di scrittori bravissimi che magari non hanno la faccia di culo che ho io, che in pubblico non mi vergogno quasi mai, al massimo mi scoccio di starci, ma non è che per forza questo è un demerito o una discriminante dello scrittore. O almeno non dovrebbe esserlo.
sabato 8 aprile 2023
un complimento
Autore che mi scrive: “Tu non sei perfetto né come editore né come persona, però uno che ha pubblicato con te lo può dire a tutti senza vergognarsi.” A modo suo è un complimento.
lunedì 27 marzo 2023
messaggio da un autore
«Buonasera, vorrei proporvi la mia raccolta poetica, selezionata come finalista in diversi premi senza mai vincerne uno, sono un autore isolano e isolato, abbastanza fallito da avere zero case editrici interessate ai miei progetti e abbastanza solo da inviare questo messaggio di sabato sera».
lunedì 20 marzo 2023
ambizione
Oggi durante un corso in una scuola un professore pieno di entusiasmo mi si avvicina e mi dice: Dr. Lillo, approfitto di lei, io sono tanto ambizioso e sogno di diventare il nuovo Stephen King italiano, mi dica lei che è del mestiere, come posso fare? Da dove comincio? — Ti capisco, trovare un editore non è mai facile all'inizio, però non ti arrendere. Cos'hai scritto, un romanzo, dei racconti? — Ancora nulla. Però sono pieno di idee! — Ecco, io magari al posto tuo comincerei a scrivere...
mercoledì 8 marzo 2023
cernita
Autore che mi manda una email di proposta con allegati 115 file con 115 poesie, una per file, e mi scrive: Gentile editore, voglio fare un libro perfetto composto da 100 poesie, ma come tanti prima di me non sono capace di scegliere fra le mie creature. Ho bisogno dello sguardo imparziale di un altro che legga e scarti le 15 poesie meno valide. – Va bene, gli dico, ma non poteva metterle tutte su un unico file? – Risposta: Ma poi come avrebbe fatto a separare le meno valide dalle altre?
martedì 22 febbraio 2022
nomen omen
lunedì 26 ottobre 2020
chi si ferma è perduto
Penso anche che non solo non darete una sola occhiata alle mie poesie, ma non leggerete nemmeno questa email, ma io ve la mando lo stesso.
Perché chi si ferma è perduto.
Gentile autore, mi sei piaciuto e quindi ti leggerò.
sabato 3 ottobre 2020
suggerimenti
Salvo poche eccezioni in Italia non abbiamo una tradizione di grandi romanzieri perché i nostri narratori “in potenza” sono passati direttamente dalla novella, racconto o prosa d’arte (genere prettamente italiano, diceva Calvino) alla macchina da presa, trasponendo nel cinema tutte le istanze estetiche e sociali che il romanzo aveva già espresso all’estero a partire dal ‘600 (Don Chisciotte). Tutto questo è successo un po’ per un ritardo nostro nel processo di scolarizzazione, nell’apprendimento della lettura e della scrittura, e quindi nella diffusione di libri e giornali; un po’ per una diversa tradizione che prediligeva (proprio perché non si sapeva leggere!) altre forme espressive a diffusione orale e visiva: la poesia (quando ancora si recitava a memoria), il teatro, l’opera. Fatto sta che, per quell’appuntamento mancato, sono pochissimi i romanzieri e romanzi italiani del secolo scorso che possano rivaleggiare, per fascino e potenza espressiva o affabulatoria, con quanto prodotto dal cinema: Rossellini e tutto quanto il neorealismo, Visconti, De Sica, Antonioni, Fellini, Petri, Germi, Scola, Pasolini, che è sempre meglio come regista che come romanziere, ecc. ecc. Mengaldo, addirittura, dice che in tutto il ‘900 non c’è un solo romanziere all’altezza della coeva letteratura europea, nemmeno Svevo, Gadda, Moravia o Fenoglio. Io, come Kundera, salvo almeno Malaparte, e forse la Morante. Ma anche oggi, che è in crisi persino il cinema (superato nei gusti dalla fiction), non ne vedo tanti di romanzieri e romanzi italiani che possano dirsi belli o potenti o spregiudicati o semplicemente ambiziosi “quanto” un film d’autore del ‘900. In verità, e so di far peccato, non me ne viene in mente nessuno/a. E allora chiedo, avete suggerimenti?
giovedì 3 settembre 2020
telegramma d'autore
Autore mi scrive (via mail): Saputo che siete editore non a pagamento. Prego confermarmi veridicità della notizia. Se realmente così, farò presto invio di mia proposta editoriale. Vi saluto cordialmente,
Gli rispondo che abbiamo la programmazione stabilita fino al 2023. Mi ha scritto: Prego ricontattarmi appena liberati. Cordialmente,
domenica 12 gennaio 2020
morte per mano dell’autore
venerdì 21 dicembre 2018
l'autore e il suo doppio
venerdì 16 novembre 2018
autore in cerca di editore
giovedì 6 settembre 2018
se giovanni è morto
(A parte questo, però, trovo che se ognuno ha il diritto di difendersi con le unghie e coi denti se si sente minacciato, non si può, prima ancora che venga diffuso un comunicato ufficiale che puntualizzi i motivi della decisione, partire in quarta con una campagna mediatica in cui, basandosi praticamente sul nulla (parole riferite di una telefonata), si aizzano delle persone contro l’associazione del premio (i cui dubbi erano legittimi), e trasformandola in una battaglia per i diritti dei transgender. Da qualsiasi punto di vista la si guardi, è una mossa impulsiva e poco elegante, perché si scherma dietro i problemi di chi subisce discriminazioni costanti e non ha alcun libro di successo da promuovere, né la consolazione di un premio alla fine della querelle. A meno che ovviamente non ho capito io, e in quanto loro portavoce, l'autrice devolve i premi alla comunità LGBD italiana).
