La poesia più brutta che credo di avere mai letto, di un cattivo gusto come pochi, l'ha pubblicata oggi un signore italiano, ed è una cacatina in settenari in rima baciata, che ricorda nel ritmo i fumetti di inizio Novecento del Corriere dei Piccoli, sul modello di Bilbolbul, che chi non lo ricorderà era un fumetto di taglio coloniale che raccontava le avventure africane di un piccolo "negretto" che quando si emozionava cambiava colore della pelle, una cosa oggi improponibile. Questo signore, ispirato dall'editoriale di oggi di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano, si augurava nei suoi versi che dopo la "sgridata" di Trump che ha svelato la sudditanza di Zelensky alla Nato, gli ucraini rinsaviti, in questo "lieto giorno" facciano fare a lui e a quel "bel soggetto" di sua moglie la stessa fine di Mussolini (sottinteso: appesi per i piedi in piazza). Il fascismo, nelle intenzioni dell'autore, combattuto con lo stesso linguaggio irridente, fanatico e violento del fascismo, in cui si celebra con gioia la soppressione fisica del proprio nemico. Io l'ho trovata una cosa aberrante, una sorta di transfert in cui non c'è più differenza, né distanza, fra vittima assassino e spettatore, sono tutti malati di sangue. E leggendo la sua poesia, mi sono vergognato di scrivere in versi anch'io.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
sabato 1 marzo 2025
mercoledì 4 dicembre 2024
dignità di padri
Le cose più intense e ammirevoli dei Tg di questi giorni, pur nella tragedia da cui sono scaturite, sono state le reazioni così composte e piene di dignità e di pensiero sì di Gino Cecchettin, ma anche di Yehia Elgaml – che per la stampa pare non avere altro nome che “padre di Ramy”, ma che meriterebbe altrettanta attenzione. Sono due persone diversissime per provenienza e cultura, accomunate dalla perdita dei rispettivi figli per cause violente, eppure non una sola parola di vendetta è venuta da loro, non una di rabbia. Spesso gli esempi di più alta civiltà vengono dai parenti delle vittime e ogni volta ci si stupisce di come fanno, ci si interroga su cosa faresti tu al loro posto. Guardandoli, viene da chiedersi se siano l’eccezione che conferma la regola nella generale barbarie che avanza, oppure sperare che non siano soli, e che rappresentano ancora il meglio di questa società, la parte invisibile e civile che non si arrende ai peggiori istinti (quelli che darebbero fuoco alla città per rappresaglia), ma che proprio per questo non fa notizia e non finisce in Tv finché non viene macchiata dal sangue.
giovedì 19 ottobre 2023
sangue sulle poesie
Ieri
mi è capitato di leggere, per amicizia, alcune poesie d’amore da due
persone diverse. Le prime, che verranno pubblicate da un altro editore,
di un uomo un po’ più grande di me, scritte con tutta l’esperienza di
chi ne ha viste tante e il mestiere di chi sa gestire il suo vissuto in
versi che per quanto leggeri hanno sempre quel tono un po' assoluto di
chi in fondo l’amore conosce bene in tutti i suoi risvolti; e le seconde
imperfette, a tratti goffe, ma traboccanti di sentimento,
da parte una ragazzina che sta soffrendo per amore che per lei è
qualcosa di totalmente nuovo, ne è sopraffatta. Io le avevo consigliato
di scrivere perché quando scrivi, quando riesci a dare un nome alle
cose, comunque stai meglio, e lei mi ha girato le sue poesie dicendomi
che non la fanno stare meglio, le sue poesie sanguinano! E mentre
leggevo lei pensavo ai versi del primo, che nemmeno volendo potrebbe più
tornare a quel grado di intensità, ma in alcuni testi ammette con
rimpianto che gli piacerebbe sanguinare un’ultima volta per amore come
quando aveva vent’anni; e allo stesso modo pensavo a lui mentre leggevo
le poesie di lei che continuamente si chiede quando finirà questo
dolore, questo suo sanguinare per amore, e non sa ancora che un giorno
potrebbe addirittura rimpiangerlo.
giovedì 31 marzo 2022
pacco
Credo di essere l'unico editore al mondo che riesce a tagliarsi le dita ogni volta che fa un pacco. Risultato: comincio a sgocciolare sangue intorno come una fontanella. E ogni volta mi chiedo perché continuo a fare le copertine dei miei libri bianche...
domenica 10 gennaio 2021
sangue
giovedì 25 giugno 2020
paese che vai...
sabato 2 marzo 2019
il canto
di fuori. Ho in cuore di una vita il canto,
dove il sangue fu sangue, il pianto pianto.
Italia l’avvertiva appena. Antico
resiste, come quercia, allo sfacelo.
(Umberto Saba, Il canzoniere, Einaudi, 2014)
martedì 4 settembre 2018
sangue sulle parole
domenica 17 giugno 2018
il sague amaro
Io mi strappo il sesso piuttosto che sbavarti dietro per un buco.
C’è chi fa il sangue amaro.
Io mi strappo la lingua piuttosto che leccarti il culo per un bravo.
C’è chi fa il sangue amaro.
Io mi strappo la mano piuttosto che scrivere per pochi, poco interessati, come sei tu, buco di culo.
C’è chi, come Magrelli, si fa il sangue amaro.
Io sono troppo orgoglioso e piuttosto che darla vinta a qualcuno
M’infilo in una tagliola e dico che se c’è una ferita non è a causa tua.
giovedì 29 marzo 2018
le mani sono un campo seminato a sangue...
che affiora in filari d’amore e cicatrici
mentre vi trascini l’unghia offesa
a dissodare o punire il mio cuore di gattaro.
mercoledì 7 febbraio 2018
appunto
sabato 22 aprile 2017
sputare sangue
sabato 23 luglio 2016
mi stringe in gola il sangue...
Mi sanguina dal cuore.
Ogni tua cellula perduta si fa
goccia che risale. Sale e soffoca
dal cuore ma non passa.
Ristagna e secca
negli occhi senza pianto.
E brilla il mio rimorso.
Mi bagna il canto. Perché ti perdo?
Perché non ti ritrovo?
domenica 14 febbraio 2016
san valentino agli scemi
lunedì 16 novembre 2015
ora citano neruda i pacifisti
sabato 19 settembre 2015
sangue
lunedì 13 luglio 2015
u scinke
i acchianke u díscete affeléte jínte a carne.
Se pigghje a pezzechéte u jaretídde
ca jí mange
i jídde none – a dieta!
roseche sckitte l’ossere d’i virme.
Belle jídde cante ínt’a vetrine – jí stòche riète
nu scínke de passione ca stè scrive
a vite nostre i cume vòne i fattere
pu cuore
ca vè sculanne sanghe mméne a Críste.
Dè stòche jí –
campanne senza cuore sópe u cippe.
Traduzione dal curdunnese.
IL VITELLO
Il vitello! – mi chiama mio fratello
e spinge il dito affilato nella carne.
Si prende la pizzicata il galletto
ché io mangio
e lui no – a dieta!
rosica solo le ossa dei vermi.
Bello lui canta in vetrina – io sto dietro
vitello di passione che scrive
la vita nostra e come vanno i fatti
col cuore
che va scolando sangue in mano a Cristo.
Lì sto io –
campando senza cuore sopra il ceppo.
lunedì 21 aprile 2014
la pasqua
resuscitato nel mattino di Pasqua del 2014
e alto non più di un bambino
venirmi a trovare in sogno.
È entrato in casa timoroso
e io preso da altro ci ho messo un poco
a riconoscerlo e abbracciarlo.
Mio padre seduto fuori sul parapetto
guardava il vento e mio nonno
in mancanza di lui si è stretto a me
suo padre diretto in linea di sangue.
Mi ha detto di non riuscire a dormire
e per questo è scappato di là. Già in pigiama
si è messo a cercare inutilmente
le sue coperte di lana e il letto
poi si è steso nella cenere del caminetto
ancora calda, ma nulla
era buono abbastanza. Allora
ha preso coraggio e mi è venuto in braccio
il mio nonno bambino
ha poggiato la testa sul mio petto
e si è lasciato cullare a lungo
fino a russare lievemente e farsi così finalmente
la prima dormita della sua morte
da un anno a questa parte.
domenica 16 febbraio 2014
trasparente
sabato 18 gennaio 2014
lettera da parigi
oltre come sei la mia portata una menzogna a ciel sereno
una biscia che s’agita nel fango e non più la fiera anguilla
penetratami nel cuore con la forma di un capello
a bermi nel sangue a battere nel mio battere
mentre cercava le parole giuste per stupirmi e ora
mi strozza in gola come un osso un fermaglio mal digerito
m’impedisce il pianto e mi ferisce avvelenando
la memoria col sale povero sale da cucina
dove un tempo si stendevano perfette pianure di ghiaccio
solitarie e tristi ma accecanti nel sole e non silenziose
avvilite com’è ora il mio cuore in un lavello
umiliato sotto il gettito d’acqua e lavato senza cura
ormai da mani esperte a estirpare il male del ricordo
conficcato nel profondo e rigido come uno spillo
un cadavere come un altro con un suo peso un suo volto.
