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sabato 13 aprile 2024

sonno

Credevo stesse dormendo, invece era morta. Ho pensato che non dev'esserci sogno più bello per un'ape che morire dentro un fiore.


lunedì 11 luglio 2022

siesta

Quel momento in cui ti cala il sonno della ragione e ti abbiocchi sul divano senza generare mostri.

martedì 10 maggio 2022

sonno

Ultimamente mi è cambiato il sonno. Prima facevo tutta una tirata e mi svegliavo presto, usando le prime ore del mattino per leggere. Adesso mi sveglio nel cuore della notte per attacchi di panico che mi tolgono il sonno e mi consegnano al buio e alla paura, alla conta di ogni mio difetto per odiarmi meglio, e riprendo sonno soltanto quando cominciano a cantare gli uccelli, che hanno il potere tranquillizzante e miracoloso di rimettermi in pace con me stesso. Così mi è venuto da pensare a un mio amico falegname che aveva lo stesso problema e si era montato una enorme gabbia per uccelli in un soppalco sopra il letto, piena di esemplari che sollevavano un coro che si sentiva dalla strada. All'epoca mi era sembrata una follia. Ora mi pare di capirlo. Si deve attraversare una soglia di dolore per entrare nelle manie degli altri.

martedì 4 agosto 2020

stanchezza

Ieri sera ero talmente stanco che per la prima volta nella mia vita mi sono addormentato sul PC con la faccia contro la tastiera una macchia si saliva sui tasti e la pagina di word piena di
hhhhhhhhhhhhhhhhhhhhdydmdhyfddddddddd

martedì 21 gennaio 2020

una scusa

Lo dico sempre con tanto affetto, ma a me quelli che scrivono che non andranno a vedere Hammamet perché Craxi era un ladro, fanno un po' l'effetto di quello che non va a vedere Shakespeare perché Riccardo III era un pezzo di merda. Almeno trovatevi una scusa, tipo io ad esempio non ci vado perché a me il cinema fa venire sonno.

lunedì 2 dicembre 2019

risveglio

Ogni risveglio mi aspetto la chiamata
che riporti il mio ideale alla natura
notificando con tono dottorale
la morte dell’amata persona.
Non cambia negli anni quell’attesa
che come d’abitudine accompagna
il mio sonno. Mi spinge in avanti dalla fine
alla fine che mi aspetto ogni giorno.

sabato 14 settembre 2019

documentari

A 42 anni suonati devo ammettere (spero senza troppa vergogna) che il cinema mi annoia, guardare film mi annoia mortalmente e l'unica cosa che ormai mi pare interessante e degna di essere vista sono i documentari (per quanto la definizione sia limitante), meglio ancora se “immaginari” e dove “nessuna rappresentazione dei fatti o delle persone è reale”. Come in questo di Robert Frank sui Rolling Stones o l'ultimo, assai interessante, di Nicolás Lasnibat sul personaggio di Arturo Belano, appunto The Invented Biography.

venerdì 27 novembre 2015

prima del sonno

Ci osservano, tutte le sere dall’esterno attraverso la finestra che confonde i profili coi nostri riflessi mentre ceniamo, come se fossero qui con noi mentre sorseggiamo una tisana prima del sonno. 
Lo sono, ma in un modo speciale, dal punto preciso che hanno scelto per guardarci e non vorrebbero mai modificare nemmeno a un nostro invito, un punto alla perfetta distanza dal cuore, lì oltre la finestra nel primo freddo dell’inverno, liberatorio.

lunedì 25 maggio 2015

sollievo

Ierisera, prima di andare a dormire, ho saputo che il mio libro, Rivelazione, è tra i finalisti del prestigioso premio Carducci. Sono andato a dormire contento e mi sono svegliato un pochino più riposato. La vita è piena di problemi, ma la poesia è fonte di sollievo.

lunedì 21 aprile 2014

la pasqua

Ho visto mio nonno
resuscitato nel mattino di Pasqua del 2014
e alto non più di un bambino
venirmi a trovare in sogno.
È entrato in casa timoroso
e io preso da altro ci ho messo un poco
a riconoscerlo e abbracciarlo.
Mio padre seduto fuori sul parapetto
guardava il vento e mio nonno
in mancanza di lui si è stretto a me
suo padre diretto in linea di sangue.
Mi ha detto di non riuscire a dormire
e per questo è scappato di là. Già in pigiama
si è messo a cercare inutilmente
le sue coperte di lana e il letto
poi si è steso nella cenere del caminetto
ancora calda, ma nulla
era buono abbastanza. Allora
ha preso coraggio e mi è venuto in braccio
il mio nonno bambino
ha poggiato la testa sul mio petto
e si è lasciato cullare a lungo
fino a russare lievemente e farsi così finalmente
la prima dormita della sua morte
da un anno a questa parte.

mercoledì 5 marzo 2014

albergo

Il nostro albergo ha tre stanze
dove a turno passa il cameriere
per aprirle e liberare il cuore.

Ci si incontra durante l’ora d’aria
in giardino o sul balcone sognando
ancor prima del sonno solitario.

Dormiamo a lungo estranei al nostro letto
avventurosi ottocenteschi fermi qui
da secoli o persi nel gran tour

dei sentimenti alla ricerca dell’altro.
E quelli che a volte crediamo
appuntamenti mancati non sono

che lo scorrere sghembo del tempo
che confonde gli orari del rientro
col cielo che ci unisca ancora un poco

io te e noi due.

martedì 24 dicembre 2013

è tale la passione...

È tale la passione
che a un punto nel sonno
ti ho detto: amore
vado al risveglio
presto ci vediamo nel giorno.
E mai ti ho lasciato la mano.

mercoledì 25 settembre 2013

per cappello

Fratello, non so più che ci spinga alla vita
né riesco a inventarmi vie d’uscita
dal dubbio se il risveglio sia meglio
del sonno o solo un imbroglio protratto
un pochino più a lungo. E scrivo.
Ma non ho da opporre che un No
a questo gioco e No è poca cosa sul piatto
già quasi un assaggio di vuoto.

sabato 17 agosto 2013

pazzia

I canarini del falegname impazzirono tutti. Lui ancora si chiedeva come fosse possibile, quando gli raccontai la storia d’Orlando che, per eccesso d’amore, perse la ragione. Ne parve confortato, quasi lusingato. Impazzire per amore, ripeteva, che bello!
Da allora, ogni poche settimane, sostituisce il suo piccolo esercito canterino. È inevitabile. Non può farne a meno per dormire e li mette a cantare di notte, sconvolgendo i loro bioritmi, fino al punto di rubargli la ragione e poi la vita. Ma alle vittime del suo amore offre, invece del bidone della spazzatura, una piccola tomba scavata con lenti colpi di zappa in giardino, dietro le piante di cipolla. E nei giorni di luna, quasi per istinto, solleva il naso a cercare ippogrifi.


(Il raccontino fa riferimento a uno più vecchio, pubblicato qui).

martedì 11 giugno 2013

un uccellino che viene dal fiume azzurro

Dopo la Lunga Marcia fu fatta in Cina una grande battaglia contro gli uccelli che sterminavano il raccolto di riso nelle pianure del Fiume Azzurro. Studenti e soldati stettero giorni e notti nei campi dell’immensa regione a battere coi sassi contro latte e bidoni o anche strofinando canne di bambù in modo che il rumore e il fracasso impaurissero volatili grandi e piccoli così da non farli riposare a terra. La nuvola immensa di uccelli spaventati restò in aria sette giorni e poi caddero sfiniti nei dirupi o affogarono nell’acqua dei fiumi. Soltanto un piccolo uccello arrivò a Pechino ed entrò in una finestra aperta del monastero dove già da anni vivevano gli eunuchi relegati là dentro fino all’estinzione. Anche loro spazzati via dalla grande gabbia che era la casa imperiale. Adesso ne era rimasto uno solo nel convento. Il suo ultimo compagno era morto già da diversi anni. Vecchissimo perché aveva servito l’imperatrice madre Tseu-hi morta nel 1909. Erano quattrocento gli eunuchi ed era rimasto solo. Quell’uccellino viene a fermarsi proprio sul bordo della sua ciotola di riso. E allora lui che forse vede in queste piume la sua antica padrona torna a servire con gesti umili e riverenti. Apre il becco dell’uccello e gli mette dentro un chicco di riso. Così fino a quando capì che era sazio. E dopo dormirono lui sulla stuoia e l’uccellino accanto a lui perché erano stanchi morti.

(Tonino Guerra, da Il polverone)

martedì 21 maggio 2013

risvegli

Fabio, nonostante sua madre si impegni a rimboccargli ogni sera con forza le coperte, ha la pessima abitudine di tirarsele intorno per avvolgersi, fino a perdersi in esse e diventare un enorme bozzolo. La mattina dopo, di fronte al letto disfatto, sua madre lo rimprovera, ma lui le chiede scusa e si fa perdonare, pronto a rifarlo di nuovo. Forse spera che nel sonno gli spuntino le ali colorate per scappare via da quella casa piena di risvegli, oppure si immagina di diventare una bomba, un portentoso bimbo-esplosivo, per chiudere la storia con un BOOM!

lunedì 15 aprile 2013

questa casa popolata di cadaveri...

Questa casa popolata di cadaveri
dorme un sonno lungo e spezzato
quando si risvegliano
di rado i loro problemi migliorano
gli occhi annebbiati di sonno
non mettono a fuoco i problemi
non cambiano mai visione
tutte le certezze sognate
si affievoliscono piano come fa
la notte nel mattino
non reclamano vendetta né salute.

mercoledì 14 novembre 2012

i tuoi giorni regolati...

I tuoi giorni regolati dal cambio del catetere
dalle cadute sul pelo d’acqua del sonno
le cataratte confondono le ombre di là
oltre la luce bianchissima diffusa dal soffitto.