Ascoltando al Tg le parole di Delmastro pensavo a com'è breve il passo da "Aiutiamoli a casa loro" a "Rimandiamoli a casa loro". In ogni caso è sempre colpa loro, mai della nostra gestione vergognosa di quelle strutture. Tanto che Delmastro ha la faccia tosta di venirci a dire che se non venivano qui "loro" nelle carceri si stava proprio bene, c'era tanto spazio arieggiato e si poteva pure assumere nuovo personale. Ma che possiamo farci se ci sono "loro" che vengono qui a rubarci il lavoro, il futuro, persino in carcere? Nulla, quando se ne andranno "loro", allora tutto si aggiusterà da sé. Sarà, io di persone che sono state in carcere, ma non da oggi, da anni, ne ho conosciute un bel po', e non me ne ricordo una sola che mi abbia detto: Antò, ma come si stava bene in carcere, soprattutto d'estate era così bello che guarda, io non volevo più uscire! E penso che ci vuole talento per riuscire con una sola frase a sputare in faccia a così tante persone in difficoltà. Caro Delmastro, chapeau.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
mercoledì 24 luglio 2024
sabato 2 marzo 2024
il distributore
Parlando di problemi editoriali, negli ultimi quattro anni ho lavorato con un distributore che ora sto lasciando perché è più di un anno che non mi paga una fattura. I primi due anni tutto è andato bene, il terzo ho cominciato ad avere problemi, il quarto anno è stato un disastro. A questo distributore sono arrivato dopo aver chiesto referenze ad altri editori che mi hanno assicurato che con loro si era comportato benissimo e quindi mi ci sono avvicinato con fiducia. Né sono stato l’unico, se tale distributore si pregia di avere un quantitativo di clienti, fra piccoli editori indipendenti, molto alto. Quindi non so a da cosa derivi questo comportamento, se sia stato un problema solamente mio o riscontrato anche da altri, fatto sta che – parlo per me – è da dicembre 2022 che tale distributore continua a rendicontarmi (con rendiconti a mio avviso poco chiari specie sulle voci di sovrasconto) libri venduti che io puntualmente fatturo, ma quando invio la fattura non mi viene bonificata. All’inizio mi sono lamentato, poi ho cominciato a innervosirmi. Ma ogni volta che sollecito il pagamento o non mi rispondono affatto, o se n’escono con qualche giustificazione (dove alla fine pare quasi sempre essere colpa mia per un motivo o per l’altro), oppure se m’incazzo se n’escono con la solita frase lapidaria “giriamo in amministrazione” con l'amministrazione che non mi ricontatta mai, nemmeno alle PEC, e così rimpallano di mese in mese i miei solleciti. Insomma, per ogni libro di Pietre Vive che siete andati a ordinare in una libreria di catena o avete acquistato su IBS negli ultimi mesi io ad oggi non ho recuperato nemmeno le spese di spedizione. È come aver preso decine di libri stampati a tue spese e averli regalati a uno più ricco di te, la sensazione è quella. In particolare questo mi è capitato con un titolo, “Agostino” di Michele Paoletti, dove a me risultavano vendute in libreria, durante una presentazione dell’autore (estate 2022), un’ottantina di copie che il distributore non mi aveva mai rendicontato. Quando l’ho redarguito, quasi otto mesi dopo la presentazione il distributore ha fatto un controllo, mi ha detto che avevo ragione (guarda un po’), mi ha fatto fatturare le copie vendute (nel 2023!) e non me le hai mai pagate. Quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Per cui sto chiudendo il rapporto, con tutte le lentezze del caso sui resi, ma ancora non so quando, come e se recupererò le cifre che loro stessi definiscono “non elevate” (anche perché ricordiamoci che io vendo libri di poesia, mica bestsellers da migliaia di euro). E la fregatura è proprio questa, che per cifre simili non vale nemmeno la pena fargli causa. Né il danno è tale che possa rovinarmi, però brucia, quello sì. Ora il problema, si dice da più parti, è che serve spezzare il monopolio della grande distribuzione, perché la loro mission è monopolizzare il mercato strozzando i piccoli editori (lo ha spiegato benissimo Giulio Mozzi in un suo post), ma se cerchi di venire fuori dalle pastoie della grande distribuzione (in un mondo che ti chiede di continuo di essere distribuito) andando in direzione “ostinata e contraria”, ovvero attraverso canali laterali che sono più vicini alla tua visione delle cose, ti imbatti spesso in realtà che si dicono “alternative” ma che poi di alternativo non hanno proprio niente. E a questo punto mi tocca ammettere che ha ragione chi sostiene che per fortuna c’è Amazon. Sarà a suo modo disumana, ma forse proprio per questo ad oggi è l’unica che non mi ha dato grosse fregature e paga puntualmente ogni mese.
mercoledì 14 giugno 2023
metà dei problemi
Quando leggo alcuni autori che si lamentano degli editori penso ma perché non fate tutti come me? Io mi ero a tal punto scocciato che alla fine mi sono creato una casa editrice apposta per non dover più chiedere niente a nessuno. Ora non dico che sto bene, ma litigo soltanto con gli autori, così ho risolto metà dei miei problemi nel mondo editoriale.
giovedì 30 dicembre 2021
cercare guai
Stamattina ho chiamato in tipografia e come ogni volta che mi succede mi riempio di ansia per il futuro e mi rendo conto – toccando il problema con mano – di come stia terminando un’epoca della piccola editoria. Il meccanismo era già alla frutta da tempo, ma il periodo storico sta dando il colpo di grazia. Il costo della carta, come di tutte le materie prime, è in continuo aumento. Giorno per giorno. Non solo, sta diventando difficile trovarla. A Natale abbiamo rischiato di non fare uscire un libro perché non si trovava la carta per stamparlo. Io non so che succederà in altri campi della piccola editoria – narrativa, saggistica, fumetto: quelli che contano – ma per quello di cui mi occupo io, la poesia, che come tutti sanno non ha veri margini di guadagno e si mantiene in equilibrio precario e appassionato fra perdite ed entrate, potrebbe essere la fine di quel piccolissimo fronte di editoria NO EAP (come lo chiamano) che si era creato fra la fine del secolo scorso e l’inizio di questo e che già traballava prima ancora del Covid. Semplicemente, a un certo punto i costi di produzione surclasseranno i guadagni e non ce la si farà più a stare sul mercato. Si tornerà probabilmente tutti a pagare gli editori per pubblicare le proprie raccolte, o compartecipando alle spese come del resto già si fa, o si andrà avanti ad e-book oppure, come già stanno tentando alcuni editori e distributori, col print on demand: stampando i libri al risparmio (spesso su carte di cacca) su richiesta dei reali acquirenti e senza più costi di magazzino. Se ti chiedono cinque copie stamperai cinque copie. Se l’autore non ha soldi da spendere per l’editore e nessuno vuole leggere il suo libro con il print on demand non si stamperà nessuna copia. I più cocciuti andranno avanti a PDF che prenderanno il posto dei vecchi ciclostilati. Diventerà ancora più dura, per ogni autore che conti solo sul proprio talento, crearsi un percorso editoriale verso le grandi case editrici, già blindatissime. Del resto i corsi di editoria sono i primi a insegnartelo e scoraggiarti come possono: chi vuol fare l’editore si guardi bene dal pubblicare poesia! Se lo fa investa al massimo su di un titolo all’anno per assecondare il suo vizio. Con più di un titolo si metterà nei guai.
sabato 11 aprile 2020
dare soddisfazione al popolo
venerdì 9 agosto 2019
guai
martedì 9 aprile 2019
problema a monte
lunedì 12 febbraio 2018
la professionalità
domenica 3 maggio 2015
il problema
mercoledì 18 marzo 2015
il problema
giovedì 12 febbraio 2015
cercarsela
martedì 23 dicembre 2014
distanza
sabato 23 agosto 2014
l'ovvietà dell'acqua
mercoledì 19 febbraio 2014
preghiera della serenità
il coraggio di cambiare le cose che posso,
e la saggezza per riconoscerne la differenza.
Vivendo ogni singolo giorno,
gioendo di ogni singolo momento,
accettando le difficoltà come sentiero per la pace.
Prendendo questo mondo corrotto così com'è, non come vorrei che fosse.
Confidando che tutte le cose andranno a posto alla fine.
Che io posso essere ragionevolmente felice in questa vita.
giovedì 16 maggio 2013
luce a sud est
lunedì 15 aprile 2013
questa casa popolata di cadaveri...
dorme un sonno lungo e spezzato
quando si risvegliano
di rado i loro problemi migliorano
gli occhi annebbiati di sonno
non mettono a fuoco i problemi
non cambiano mai visione
tutte le certezze sognate
si affievoliscono piano come fa
la notte nel mattino
non reclamano vendetta né salute.
