Roberto R. Corsi mi faceva leggere poco fa un articolo uscito ieri su Domani in cui per sommi capi si dice quanto da molti già denunciato negli ultimi mesi. Siamo alla fine di un'epoca. Il costo della carta è aumentato e sta ancora aumentando, in alcuni casi anche del 70%. Non solo, alcune tipologie di carta stanno proprio sparendo dal mercato. E questo perché 1) la gente legge meno libri e giornali, ma soprattutto 2) la cartiere si stanno riconvertendo alla produzione di carta e cartoni da imballaggio per Amazon e altre piattaforme di vendita online che hanno preso il sopravvento con il Covid. Che significa? Che dovendo scegliere fra fare libri che si vendono sempre meno o fare imballaggi per elettrodomestici, si preferisce i secondi; e se anche per miracolo aumentassero i lettori non ci sarebbe più carta sufficiente per stampare tutti i libri che servirebbero. Si stamperà sempre meno, a prezzi più alti, e di ogni titolo si stamperanno meno copie con carta di merda. I primi a morire saranno i giornali. Poi verranno le librerie. Le piccole case editrici si convertiranno al digitale o al print on demand, presumibilmente a carico dello scrittore che vuole assolutamente il libro cartaceo che diventerà un reperto per collezionisti simile al vinile. Si stamperà presumibilmente dove costa meno, in Asia o in Africa, sfruttando come manodopera il sottoproletariato del mondo, e si venderà probabilmente dove comincia la filiera, ovvero su Amazon, di cui siamo vittime ma anche complici.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
lunedì 24 gennaio 2022
giovedì 30 dicembre 2021
cercare guai
Stamattina ho chiamato in tipografia e come ogni volta che mi succede mi riempio di ansia per il futuro e mi rendo conto – toccando il problema con mano – di come stia terminando un’epoca della piccola editoria. Il meccanismo era già alla frutta da tempo, ma il periodo storico sta dando il colpo di grazia. Il costo della carta, come di tutte le materie prime, è in continuo aumento. Giorno per giorno. Non solo, sta diventando difficile trovarla. A Natale abbiamo rischiato di non fare uscire un libro perché non si trovava la carta per stamparlo. Io non so che succederà in altri campi della piccola editoria – narrativa, saggistica, fumetto: quelli che contano – ma per quello di cui mi occupo io, la poesia, che come tutti sanno non ha veri margini di guadagno e si mantiene in equilibrio precario e appassionato fra perdite ed entrate, potrebbe essere la fine di quel piccolissimo fronte di editoria NO EAP (come lo chiamano) che si era creato fra la fine del secolo scorso e l’inizio di questo e che già traballava prima ancora del Covid. Semplicemente, a un certo punto i costi di produzione surclasseranno i guadagni e non ce la si farà più a stare sul mercato. Si tornerà probabilmente tutti a pagare gli editori per pubblicare le proprie raccolte, o compartecipando alle spese come del resto già si fa, o si andrà avanti ad e-book oppure, come già stanno tentando alcuni editori e distributori, col print on demand: stampando i libri al risparmio (spesso su carte di cacca) su richiesta dei reali acquirenti e senza più costi di magazzino. Se ti chiedono cinque copie stamperai cinque copie. Se l’autore non ha soldi da spendere per l’editore e nessuno vuole leggere il suo libro con il print on demand non si stamperà nessuna copia. I più cocciuti andranno avanti a PDF che prenderanno il posto dei vecchi ciclostilati. Diventerà ancora più dura, per ogni autore che conti solo sul proprio talento, crearsi un percorso editoriale verso le grandi case editrici, già blindatissime. Del resto i corsi di editoria sono i primi a insegnartelo e scoraggiarti come possono: chi vuol fare l’editore si guardi bene dal pubblicare poesia! Se lo fa investa al massimo su di un titolo all’anno per assecondare il suo vizio. Con più di un titolo si metterà nei guai.
venerdì 19 novembre 2021
carta
Il costo della carta sta aumentando. Una cosa è leggerlo sui blog, un'altra vedersi arrivare un preventivo quasi raddoppiato. È vero che il tempo della carta doveva finire prima o poi, ma questa cosa si trascinerà a lungo e non porterà nulla di buono. A cominciare da un ulteriore aumento dei prezzi di copertina (che per un lettore sono già pesanti). Poi uno mi dirà: Antonio, ma se uno vuole il tuo libro, se invece di 10 costa 15, lo comprerà uguale. Sarà. Io vedo il bicchiere mezzo vuoto. Se uno il mio libro non lo voleva già a 10, figurarsi a 15.