A
pranzo con amica commentiamo il processo a Salvini. A un certo punto
amica, che è lesbica, mi confessa che l’avvocato Giulia Bongiorno le fa
sangue. – Ma veramente? Con tutto quello che offre la natura... – Mi
piace, che ci posso fare? Ho un debole per le persone autoritarie… – Sì,
questo lo so, ma qui si va oltre l’autorità… – Non solo le piace la
Bongiorno, ma a questo punto si sbottona e mi confessa che pure Giorgia
le piace, come donna. – Io non le voglio credere. Ma quella
Giorgia lì, dici, o Giorgia la cantante? – Ma va, Giorgia la cantante è
simpatica, ma non è autoritaria, non è una che ti sculaccia… – Ma che
fantasie c’hai? – Oh, mi piace così. Mica vengo a discutere le tue
fantasie, io! Secondo me Giorgia è una gran topa! – Ma sei seria?
Giorgia, quella della famiglia tradizionale? – Ma niente da fare, non la
smuovo dalle sue convinzioni. Anzi, ne è così convinta che ha chiamato
Giorgia pure il suo criceto… – Povero criceto, penso. E povera anche
Giorgia. Come si vede la vita è una cosa beffarda, puoi essere il capo
di un governo, eppure da “sono una donna” a “sono un criceto” è
veramente un attimo.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
venerdì 18 ottobre 2024
topa
venerdì 19 luglio 2024
anche i nodi vengono al pettine
Che ci sia stata una incomprensione di fondo fra elettori di AVS ed elettori/follower di persone così fuori dagli schemi politici come Lucano o Salis, mi pare sia venuto fuori nelle ultime ore, con Lucano che ha detto apertamente di aver votato e di votare, anche contro l'indirizzo del suo stesso partito di riferimento, contro un certo tipo di Europa che non gli piace, ma in cui il partito pare invece, in parte, riconoscersi. Gli elettori di Lucano si stupiscono delle scelte del partito, che però è sempre stato coerente con una determinata linea, bastava leggersi i programmi; quindi chi ha votato per AVS guardando solo a Salis/Lucano ora si trova spaesato di fronte a un partito a cui chiede: ma voi siete con Lucano/Salis, sì o no? Mentre gli elettori di AVS guardano i loro nuovi acquisti e si chiedono dove andranno a parare, pur nel rispetto delle diverse posizioni, come battitori liberi. A me personalmente, pur nell'ammirazione che provo per Lucano, viene in mente una cosa che disse Travaglio della Meloni, ovvero: "una volta riconosciuto che sei afascista e che tu non credi nei valori costituzionali, trovo incostituzionale che tu faccia la presidente del consiglio perché non credi nei valori di questo stato". Io allora, facendo mio questo pensiero, mi chiedo: ha senso per una persona che non crede nell'Europa stare all'Europarlamento, provando ad agire su di esso attraverso dei metodi di gestione del potere in cui non crede? Certo, può dare fastidio, sputtanare alcuni meccanismi, ma (salvo ovviamente metterci una bomba) quanto può influire la presenza di due/tre illustri dissidenti su 700 deputati, senza nemmeno un partito dietro che sposa con convizione la loro posizione, ma che anzi ne ha, in certi frangenti, una chiaramente opposta?
giovedì 23 febbraio 2023
se me lo dicevi prima
Confesso che ci ripenso da giorni e mi fa impazzire questa cosa di Berlusconi, che Dahl definirebbe “vecchio porco”, che riesce a fare opposizione, da infiltrato – un piede dentro e uno fuori – al Governo Meloni. Va detto che quando toccò a lui fece guerra alla Libia del suo “amico” Gheddafi in nome della “libertà” come tutti gli altri in Europa, ma poi, da bravo capo del Governo scaricò ogni responsabilità su Napolitano, tanto è vero che poi sperava di prenderne il posto come presidente per far meglio. Non dovrei essere così negativo, lo so. Forse è vero che B., invecchiando, ha imparato dai propri errori, tanto da convincere persino insospettabili che qui mi scrivono che in fondo ha parlato bene, ma da bravo meridionale io sono della vecchia scuola in queste cose, penso sempre che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Per citare una frase usata per i sempiterni Rolling Stones: manderesti mai tua figlia a cena a casa di Berlusconi? Io no. Ma è vero anche che la condotta morale nel privato non c’entra nulla con la politica internazionale. Dico solo che a saperlo prima che la vera opposizione ai fascisti e guerrafondai in Italia l’avrebbe fatta Silvio, ecco a saperlo alle ultime elezioni votavo direttamente Cosa Nostra, invece di arrovellarmi per niente, né avrei perso tutti quegli anni a prendermela con la sinistra che non c’era, o se c’era era lì come una bella immagine da raccontare ai nipotini, edulcorando un poco le parole.
mercoledì 5 ottobre 2022
coscienza fiscale
Da quando hanno eletto la Meloni – che come mi ricordavano oggi in banca ha la mia stessa età con uno scarto di 10 giorni – mi sono messo a rileggere Il partigiano Johnny, chissà perché. Scrittura tostissima ma molto creativa, dialoghi bellissimi, squarci di ironia dirompente. Come quando (cap. 6) i partigiani, che sono cenciosi e banditeschi nell’aspetto, armati di fucile ma con la scabbia addosso, suscitando ammirazione e ribrezzo insieme, scendono a valle a requisire il cibo ai contadini. I quali provano a patteggiare perché se gli portano via tutto poi i tedeschi li accusano di collaborazionismo e quindi li puniscono. I contadini dicono loro: vi prego portateci via metà della roba, così l’altra metà la portano via i tedeschi e noi salviamo la pelle. I partigiani non ci stanno a dividersi la roba dei contadini coi tedeschi e si portano via tutto. Ma sono migliori dei tedeschi e quindi sono onesti: portando via un vitello per mangiarselo, al contadino lasciano un buono di requisizione, un pezzo di carta firmato in cui dicono che gli hanno preso un vitello. Dopo la guerra, quando avremo vinto, tu vai pure al primo comando che trovi, mostragli questo foglio e quelli in cambio del vitello ti daranno dei soldi. Perché noi partigiani siamo onesti. Il contadino li guarda così cenciosi e banditeschi, armati di fucile ma con la scabbia addosso, non gli crede e risponde a tono: questo pezzo di carta per me non vale nulla, mi ci pulisco il… Allora i partigiani lo afferrano, lo picchiano, e si portano via il vitello senza lasciargli nemmeno il buono. E Johnny, disgustato dal comportamento dei suoi stessi compagni si chiede: Era la lenta, forcipata nascita della coscienza fiscale in Italia?
lunedì 26 settembre 2022
dall'acquario
Oggi analisi in ospedale = lunedì perso. Pensavo di finire tutto in giornata, ma c’è da fare un altro esame stanotte, con un misuratore nel sonno, da chiudere domani, quindi anche martedì mattina è andato. Gli esiti me li daranno la settimana prossima quando perderò un’altra mattina per andare a prenderli, essendo l’ospedale a 70 km da casa. Mi sono lamentato dei tempi di attesa col medico, che è giovane e disponibile, e mi mostra una fila di pratiche aperte alta così prima della mia, e mi dice che è l’unico specialista nel suo campo in tutto l’ospedale. Ecco un problema. Giovedì pomeriggio ho un appuntamento per altra visita, la settimana prossima c’è da tornare alla farmacia ospedaliera perdendo un altro pomeriggio. E non ho nemmeno prenotato dal dentista (non ci vado dal 2019 e sarebbe ora prima che mi cada qualche dente). Ma quando torno a casa c’è da pensare all’orto, annaffiare il giardino, accudire gli animali, fare la spesa, banalmente nutrirsi, c’è da rispondere al telefono, alle email, fare le spedizioni, sorridere sempre, perché gli altri hanno i loro problemi e quindi non ha senso scaricargli addosso i tuoi; insomma quando torno a casa mi passa la voglia di fare qualsiasi altra cosa che non sia strettamente necessario, il tempo di lavoro si assottiglia, e mi pare sempre più una gruviera fra i cui buchi cerco di infilarmi come un topo. Resisto come posso al disordine e allo scazzo, lavoro al singhiozzo, con l’acqua alla gola, ma dalla mia ho sempre la speranza che succeda qualcosa, qualcosa di nuovo che venga a sconvolgere tutto. Ieri ha vinto la Meloni, ma preso da altro non me ne sono quasi accorto. Magari ci penso meglio domani, ma oggi in ospedale, circondato da persone con problemi così seri che a confronto dovrei saltare per la gioia di essere ancora in piedi, ecco oggi per quanto si possa pensar male della Meloni quello non è un vero cambiamento, non cambia davvero nulla rispetto a quello che c’era ieri, a meno che non si pensi che Berlusconi fosse un premier migliore di lei perché aveva contatti con la mafia invece che col fascio, ma questo mi accorgo posso dirlo da qui, perché un ospedale, proprio come un acquario, ti ridimensiona sempre un po’.
mercoledì 24 agosto 2022
le lingue
Io da ieri ho scoperto di essere un (quasi) hikikomori e manco lo sapevo. Pensa te, io usavo il termine misantropo, e invece era una cosa più moderna, giapponese. Mi serviva la Meloni per scoprirlo. Bisogna ricominciare dallo studio delle lingue, se no dai problemi non si esce.
martedì 16 agosto 2022
la violenza
Ieri un mio amico mi raccontava che è stato quasi messo sotto da un’auto mentre attraversava sulle strisce. Si è scansato facendo un gesto in cui mandava al diavolo il conducente. L’auto si è fermata per strada e il conducente è sceso per litigare, gridando in faccia al mio amico che a lui nessuno lo manda affanculo. L’altra settimana un altro mio amico in vacanza è stato picchiato davanti alla famiglia per essersi lamentato con uno che gli aveva bloccato l’auto nel parcheggio. Ieri ho letto la notizia di un ragazzo pestato in Calabria per aver guardato un minuto di troppo una ragazza del posto. Però oggi in Tv c’era la notizia di due rapper del nord che si riprendevano fieri mentre minacciavano un nero alla stazione coi coltelli e gli sfasciavano la bici. Pochi giorni fa c’è stato quell’uomo di colore ucciso in un comune del centro Italia mentre intorno riprendevano l’omicidio coi telefoni senza intervenire. E poche ore dopo si parlava della ragazza di colore picchiata dal suo capo per essersi lamentata di essere stata pagata meno del pattuito. Questo è successo soltanto nelle ultime due settimane. Poi dicono che non c’è un problema di violenza in giro, che sono casi sparsi, pochi fratelli Bianchi a fronte di una popolazione in fondo amichevole, fraterna. Eppure io ogni giorno vedo i toni inasprirsi, le mani scattare incontrollate. E noi stiamo qui a parlare del pericolo fascista della Meloni, senza considerare che pericolosa non è la Meloni in sé, ma chi la vota. E chi la vota ormai sono una maggioranza sempre più frustrata e sempre meno silenziosa. Sempre più libera di dare sfogo alla propria rabbia fomentata da atteggiamenti voyeurustici. Il vero problema è che si potrà mandare a casa la Meloni un giorno, ma quella maggioranza lì rimane e cresce, non te ne liberi così facilmente, fa parte di te, della tua famiglia, è il tuo vicino di casa, il tuo collega di lavoro, quello con cui giochi a calcetto o a tennis il venerdì sera, quello che ti offre il caffè al bar e tu lo guardi e dici ma sì, in fondo è una brava persona.
sabato 6 agosto 2022
programma
Stamattina
pensavo che sono ormai trent’anni – da quando cioè ho diritto di voto –
che sento dire alla sinistra che per vincere serve un programma e da
allora io sto ancora aspettando di vederlo. Ora la sinistra mi viene a
chiedere il voto – come fa sempre da trent’anni – non per un’idea ma
contro l’idea che vinca qualcun altro. Insomma, l’idea di fondo della
sinistra si basa sull’affossare l’avversario invece di far meglio: è
come quello che deve fare una gara e invece di allenarsi fa lo sgambetto
a quello che corre più veloce, come il ristoratore che invece di
inventarsi un piatto nuovo fa la chiamata anonima alla guardia di
finanza contro il ristorante all’angolo che fa più clienti. Questa è
l’idea che mi si chiede di promuovere per salvare il paese, in nome dei
più alti valori della sinistra berlusconiana (o draghiana, come si
dichiara). Io lo avverto il “pericolo della destra”, non tanto a livello
politico ma sociale – basti pensare al tipo che picchia la dipendente
nera perché non la voleva pagare: quello non è un caso, è la norma
taciuta. E quel tipo lì sappiamo tutti per chi vota. Ma piuttosto che
sputarmi in faccia o turarmi il naso – come mi chiedono di fare da
trent’anni in nome dei più alti valori della sinistra – io piuttosto
vado a votare Meloni, e lo faccio non perché si vedrebbe finalmente una
donna come primo ministro, che se fosse per la sinistra paritaria non si
vedrebbe mai – ma proprio per fottere questa sinistra qui, che è poi il
sentimento di sinistra che mi si chiede di avere verso gli altri, alla
faccia del principio di mutualità che dovrebbe guidarci tutti.
lunedì 16 agosto 2021
così fan tutti
Ieri ho conosciuto uno di quelli che, per fare opposizione, tutte le mattine va sul profilo della Meloni e le scrive contro una frase sprezzante o ingiuriosa. Soprattutto adesso che la Meloni ha pubblicato un libro ci va a nozze, "figurati se quella capra sa scrivere". Io glielo dico, ma perché invece di perdere tempo con lei non vai a coprarti il libro di un altro, è così che si fa l'opposizione ai brutti libri. Lui mi risponde come fan tutti, che non ha tempo, che leggere non gli piace, non riesce a concentrarsi, non arriva in fondo al libro, insomma preferisce scrivere i suoi post offensivi e arguti, anzi, alcuni sono così divertenti che li sta raccogliendo per farne "qualcosa". Apposto, penso, aspetto il tuo prossimo libro e l'opposizione alla Meloni la facciamo direttamente in libreria, sullo scaffale dei libri inutili.
sabato 20 febbraio 2021
opera
Guardo Bersani in TV che per affrontare un discorso cita, metaforicamente, alcune opere del repertorio operistico. Dieci minuti dopo arriva Maria Giovanna Maglie che commenta dicendo che di quello che ha detto Bersani ha capito una parola su cinque, a causa proprio di quelle citazioni, e confonde anche un titolo (parla di Don Giovanni invece del Barbiere di Siviglia). Ecco, oggi ci si stupiva che la Meloni citasse Brecht. Il problema non è la Meloni che cita il poeta Brecht, il problema è che dietro la Meloni ci sono centinaia di persone come la Maglie – ma ce ne sono a centinaia anche a sinistra – che a teatro non ci vanno, lo considerano una cosa astrusa, e l’hanno condannato alla chiusura ben prima della pandemia.