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martedì 16 aprile 2024

puttaniere

Oggi in un incontro con le scuole a Martina Franca organizzato dal Themis Festival con Giovanni Impastato, il fratello di Peppino ha rievocato gli anni sessanta, quando i giovani scesero in piazza contro il governo Tambroni per salvare la democrazia del paese, e poi ha continuato così: "Oggi che al governo abbiamo visto di tutto, leghisti, fascisti, puttanieri, chi scende in piazza per salvare il paese?". Ecco che alla parola "puttanieri" i più giovani si sono guardati in faccia chiedendosi di chi cacchio stesse parlando Impastato. (Per fortuna, ho pensato, che c'è Netflix che glielo ricorda.)

venerdì 3 novembre 2023

ridere

Oggi, mentre guardavo il Tg, ho pensato con tanto rimpianto che viviamo davvero in tempi bui e che una volta, di fronte a notizie succose come quella delle tre escort sfrattate dalle loro ville milionarie alla morte del loro protettore Silvio Berlusconi che intanto viene iscritto nel Pantheon degli uomini che hanno dato più lustro alla città di Milano, ecco in altri tempi da una notizia così, personaggi assai più illustri come Dino Risi avrebbero tratto materiale per un film in cui ribadire col sorriso l'amara verità che in fondo, almeno a Milano, la mela non cade mai lontana dall'albero. Invece Risi è morto, quella stagione lì è morta, e a noi resta di guardare le notizie in Tv senza più ridere di niente e di nessuno. Nemmeno di noi stessi.

domenica 25 giugno 2023

lungimiranza

Vedi la lungimiranza dei proverbi popolari, sulla storia della Santanché di cui, dopo la morte di Silvio, vengono allo scoperto tutte le magagne, mi è tornata in mente adesso una cosa che mi diceva sempre mio nonno: Quando la neve si scioglie vengono fuori gli stronzi.

sabato 17 giugno 2023

la prima in italia

Notizie del giorno. Le bombe d’acqua di ieri hanno creato ingenti danni a grano e pomodori, oltre alla frutta che già cadeva dagli alberi a causa degli sbalzi climatici: significa che presto il prezzo di tutto aumenterà ancora un po’. Negli ospedali di Brindisi e Taranto mancano i medici, chiudono i reparti, tutti i ricoveri del brindisino sono sospesi fino a ottobre. L’Alta Velocità taglia via Lecce e Taranto, da quest’ultima saltano tutti i collegamenti diretti per Roma. In compenso ci attestano come la seconda regione in Italia per bellezza delle spiagge. Ma uno stato dove tutto diventa talmente caro da farsi discriminatorio per chi non ha soldi, dove non c’è Sanità né Welfare (ormai solo a Bari funziona, gli altri sono abbandonati a se stessi), né funzionano i trasporti, dove l’agricoltura è in crisi e l’unica forma di lavoro rimasta è il turismo esasperato di chi o spenna questi poveri stranieri con affitti da usura, oppure arriva quasi a lavargli il culo per servirli, cos’è se non la nuova Africa? Non a caso abbiamo un flusso di emigrazione altissimo, i paesi abitati soltanto dai vecchi, i cimiteri più abitati degli stessi paesi. E infatti, leggevo oggi, la Puglia da oggi ha questo triste primato: siamo la prima regione in Italia dove, a cadavere ancora tiepido, si è intitolata una strada a Silvio Berlusconi. Gli si voleva proprio bene. 

giovedì 15 giugno 2023

le bizzuoche

Il berlusconismo, che ci riguarda tutti, è anche quella cosa che ho visto ieri, di persone che lo odiavano ma poi hanno perso due ore di vita per guardare il suo funerale in TV e parlarne male sui social. Che non è una cosa nuova, ma atavica, come le barzellette, soltanto gonfiata dai media. Qui da noi una cosa così ha una espressione gergale per definirla: "fare la vecchia bizzuoca", ovvero fare come le vecchie che si mettono dietro la finestra per spiare chi passa e commentare. In questo caso ieri molti sono stati la bizzuoca di Berlusconi. E ancora oggi si chiedono come mai avesse tanto potere.

lunedì 12 giugno 2023

per berlusconi

Nel 1994 Indro Montanelli scriveva: “L’Italia di Berlusconi finirà male, malissimo, nella vergogna e nella corruzione. E sarà stato inutile avere ragione” e aggiungeva che ogni seria persona di destra, dopo Berlusconi, si sarebbe vergognata di dichiarare la propria fede politica. Oggi, a trent’anni da quel giorno, Montanelli passa per un immondo stupratore di minorenni e a Berlusconi nel giro di pochi mesi verranno bonariamente perdonate tutte le orge fatte in casa, le puttane minorenni, il machismo esasperato, la volgarità, la corruzione, i voltafaccia, le menzogne e gli spergiuri, l’opportunismo col sorriso, l’ignoranza al potere, i rapporti con la criminalità organizzata, l’aver sdoganato i fascisti al potere, perché quelli che adesso sono al Governo (opposizione compresa) sono tutte creature sue, insomma l’aver dato il suo nome a tutto quel sistema di pensiero che chiamiamo “berlusconismo” e è che nella sostanza l’esaltazione dei nostri peggiori istinti. Io vedo persone che già scrivono, come se fosse un’assoluzione, “ha fatto la storia”. Si può fare la storia in tanti modi, e purtroppo quelli che si ricordano per lo più sono legati a guerre, fatti di sangue e accordi di potere. Poi certo, Berlusconi era anche simpatico, chi lo nega. E Mussolini ha scritto anche poesie.

giovedì 23 febbraio 2023

se me lo dicevi prima

Confesso che ci ripenso da giorni e mi fa impazzire questa cosa di Berlusconi, che Dahl definirebbe “vecchio porco”, che riesce a fare opposizione, da infiltrato – un piede dentro e uno fuori – al Governo Meloni. Va detto che quando toccò a lui fece guerra alla Libia del suo “amico” Gheddafi in nome della “libertà” come tutti gli altri in Europa, ma poi, da bravo capo del Governo scaricò ogni responsabilità su Napolitano, tanto è vero che poi sperava di prenderne il posto come presidente per far meglio. Non dovrei essere così negativo, lo so. Forse è vero che B., invecchiando, ha imparato dai propri errori, tanto da convincere persino insospettabili che qui mi scrivono che in fondo ha parlato bene, ma da bravo meridionale io sono della vecchia scuola in queste cose, penso sempre che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Per citare una frase usata per i sempiterni Rolling Stones: manderesti mai tua figlia a cena a casa di Berlusconi? Io no. Ma è vero anche che la condotta morale nel privato non c’entra nulla con la politica internazionale. Dico solo che a saperlo prima che la vera opposizione ai fascisti e guerrafondai in Italia l’avrebbe fatta Silvio, ecco a saperlo alle ultime elezioni votavo direttamente Cosa Nostra, invece di arrovellarmi per niente, né avrei perso tutti quegli anni a prendermela con la sinistra che non c’era, o se c’era era lì come una bella immagine da raccontare ai nipotini, edulcorando un poco le parole.

mercoledì 15 febbraio 2023

assoluzione

Rimuginavo sull'assoluzione di Berlusconi oggi, e a come applicarla ai fatti miei. Così che, pensavo, se chiedo all'autore di pagarmi per la stampa di un libro sono un editore scorretto verso la letteratura, però se invece gli chiedo di regalarmi una macchina o una casa o una collanina di diamanti per farsi scegliere, fondamentalmente il reato non sussiste, e quindi caro autore io non ti chiedo soldi per farti il libro, però tu un regalo puoi anche farmelo, e anche in natura direbbe Berlusconi, perché se è data col cuore allora il reato non sussiste, ricorda. Io ci metto le pagine illustrate a colori.

lunedì 13 febbraio 2023

lui

Io non so come faccia Berlusconi a riaffermare sempre in ogni suo gesto o parola, con un talento più unico che raro da italiano medio che si crede il centro del mondo, che la serietà se non vogliamo parlare di lealtà, non esiste se d’intralcio ai suoi particolari interessi. Così può stare al Governo e fare opposizione interna alla Meloni, screditandola di continuo con le sue pose da subrette bizzosa come farebbe un ragazzino dispettoso, o rivoltare mille volte la frittata in padella prendendo tutti per scemi. Io non ci credo che gli freghi nulla degli ucraini in guerra, così come non gli fregava nulla dei terremotati dell’Aquila su cui ha ampiamente speculato, o delle vittime della mafia di cui la magistratura ha dimostrato più volte è stato complice, così come delle istituzioni, a cui ha spudoratamente mentito più volte, come con il caso di Ruby Rubacuori, nipotina di Mubarak. La Meloni tutte queste cose le sa e infatti è stata sua complice in queste malefatte, le ha addirittura coperte mettendoci la faccia, ma Berlusconi che non ha memoria non è capace nemmeno di quel minimo di riconoscenza o di complicità fra banditi che gli imporrebbero di stare zitto. Adesso però si preoccupa per tutti e le dice cosa avrebbe fatto Lui al suo posto così da farle lezioni di politica e già che c’è dà i suoi consigli disinteressati al presidente americano, di dare un indennizzo in denaro per i danni provocati all’Ucraina coinvolta nei traffici antirussi e lasciarla andare al suo destino. Ovvero come farebbe Lui con una qualsiasi puttana: “Le hai fatto male mentre la scopavi? Pagala e pisciale in faccia”. Che poi è il linguaggio spiccio del potere. Ovviamente, il sottotesto per Biden è: se ci fosse stato Trump al posto tuo, Lui l’avrebbe già fatto.

mercoledì 19 ottobre 2022

tecnica

 "...le truppe dovevano entrare in Ucraina, in una settimana raggiungere Kiev, deporre il governo in carica, Zelensky eccetera, e mettere un governo già scelto dalla minoranza ucraina di persone per bene e di buon senso...". Curzio Malaparte ci ha scritto un libro su una cosa così, si chiamava Tecnica del colpo di stato, oggi ripubblicato da Adelphi. Lo consiglio, come si vede è ancora attuale e altamente instruttivo.

lunedì 26 settembre 2022

dall'acquario

Oggi analisi in ospedale = lunedì perso. Pensavo di finire tutto in giornata, ma c’è da fare un altro esame stanotte, con un misuratore nel sonno, da chiudere domani, quindi anche martedì mattina è andato. Gli esiti me li daranno la settimana prossima quando perderò un’altra mattina per andare a prenderli, essendo l’ospedale a 70 km da casa. Mi sono lamentato dei tempi di attesa col medico, che è giovane e disponibile, e mi mostra una fila di pratiche aperte alta così prima della mia, e mi dice che è l’unico specialista nel suo campo in tutto l’ospedale. Ecco un problema. Giovedì pomeriggio ho un appuntamento per altra visita, la settimana prossima c’è da tornare alla farmacia ospedaliera perdendo un altro pomeriggio. E non ho nemmeno prenotato dal dentista (non ci vado dal 2019 e sarebbe ora prima che mi cada qualche dente). Ma quando torno a casa c’è da pensare all’orto, annaffiare il giardino, accudire gli animali, fare la spesa, banalmente nutrirsi, c’è da rispondere al telefono, alle email, fare le spedizioni, sorridere sempre, perché gli altri hanno i loro problemi e quindi non ha senso scaricargli addosso i tuoi; insomma quando torno a casa mi passa la voglia di fare qualsiasi altra cosa che non sia strettamente necessario, il tempo di lavoro si assottiglia, e mi pare sempre più una gruviera fra i cui buchi cerco di infilarmi come un topo. Resisto come posso al disordine e allo scazzo, lavoro al singhiozzo, con l’acqua alla gola, ma dalla mia ho sempre la speranza che succeda qualcosa, qualcosa di nuovo che venga a sconvolgere tutto. Ieri ha vinto la Meloni, ma preso da altro non me ne sono quasi accorto. Magari ci penso meglio domani, ma oggi in ospedale, circondato da persone con problemi così seri che a confronto dovrei saltare per la gioia di essere ancora in piedi, ecco oggi per quanto si possa pensar male della Meloni quello non è un vero cambiamento, non cambia davvero nulla rispetto a quello che c’era ieri, a meno che non si pensi che Berlusconi fosse un premier migliore di lei perché aveva contatti con la mafia invece che col fascio, ma questo mi accorgo posso dirlo da qui, perché un ospedale, proprio come un acquario, ti ridimensiona sempre un po’.

mercoledì 27 luglio 2022

dittatura

Ieri leggevo un pezzo del prof Alessandro Ceci in cui faceva notare come quella di essere finiti, oggi, in uno stato di semi-dittatura determinato dalla pochezza politica dopo una prima repubblica tutto sommato garante della democrazia attraverso una classe politica adeguata al suo ruolo, è per certi versi una “illusione”. Se mettiamo sulla bilancia i due periodi, la politica della prima repubblica era ancora più vicina a una “dittatura” della seconda. E fa degli esempi: una classe politica inamovibile al potere per sessant’anni (Andreotti e i tanto rimpianti partiti), che ha dominato fra corruzione (nella Magistratura, nella Tv pubblica, nella Scuola, nella Sanità) e intrighi politici, omicidi di stato (Moro), tentativi di golpe, collusione con bande e organizzazioni criminali come la Mafia (lasciate libere di agire e foraggiate attraverso fondi pubblici che avrebbero dovuto essere usati per lo sviluppo del paese e del Meridione in particolare), lobby segrete e massoniche (P2, Gladio), servizi segreti, terrorismo rosso e nero teso a favorire l’ordine pubblico attraverso il terrore e le bombe, una politica industriale incurante del paesaggio che ha devastato il paese costruendo impianti dovunque capitasse, cementificando senza una visione del futuro, e incentrando i trasporti esclusivamente su gomma per favorire una industria in particolare (la Fiat) ancora una volta collusa col potere. Di fronte a tutto questo, dice Ceci, il paesaggio politico che c’è oggi (comunque frutto culturale di quegli anni), per quanto caotico e caratterizzato da personalità politiche impreparate, infantili e di scarso rilievo, proprio per via del suo caos spesso ingestibile (oltre che inguardabile), è paradossalmente un paesaggio assai meno castrante di quello che c’era prima. Offre delle possibilità di fuga, o di arrembaggio. Anche se, mi viene da dire un po’ più sconsolato, se fra fascismo e prima repubblica (dove perlomeno ci avevano instillato un sogno di grandezza, fra impero e boom economico) non ne siamo usciti, mi pare proprio difficile pensare che potremo farcela adesso che non c’è più nulla, nemmeno il sogno di una pensione. Non per me almeno, forse per chi vota Berlusconi.

martedì 21 luglio 2020

pensieri fuori dal reale

Continuo a pensare al ruolo fondamentale che ha avuto, indirettamente, Salvini sulla “vittoria” di Conte ieri sera, perché se un anno fa non avesse fatto saltare quel governo osceno, permettendo a Conte di rivelarsi, infilandosi come un cuneo fra i due litiganti, non ci saremmo nemmeno arrivati a ieri, o peggio ci sarebbe stato Salvini al posto suo, facendo scoppiare una guerra. E continuo a pensare che se invece di dar retta a Conte si fosse dato retta alla sinistra, che si è sostituita alla Lega in un secondo governo osceno nato per abbattere il primo, sinistra che oggi si accoda alla vittoria, nemmeno si sarebbe arrivati a ieri, ci si sarebbe accontentati delle briciole elemosinate a caro prezzo dall’Europa. E continuo a pensare che senza la politica della destra, che oggi dice attraverso Berlusconi che l’Europa ne esce un po’ più forte (e forse è vero), non si sarebbe mai arrivati agli ultimi mesi, agli ultimi quattro giorni, alle insinuazioni che siamo economicamente e politicamente inaffidabili. Continuo a pensare che se fosse stato per tutti quelli che consideravano Conte un politico impresentabile, uno scartino, una marionetta, nemmeno si sarebbe finiti a discutere in Europa, ci si sarebbe impiccati molto prima o saremmo finiti come in Grecia. E continuo a pensare che, nonostante la “vittoria”, non so come andrà a finire ma ho il forte sospetto che se mai quei soldi arriveranno in Italia, poi rimarranno non spesi, o ritorneranno in Europa, per colpa della burocrazia che strozza tutto, anche le idee, e che ci vorrebbero più Vendola e Minervini in Italia e meno Emiliano, ma noi abbiamo anche i Toti e i Zaia. E penso al fatto che nonostante tutto questo, la sensazione è che Conte abbia portato avanti una sua battaglia da solo, una battaglia che è una battaglia comune (dovrebbe) e che farebbe una qualsiasi persona con un po’ di buon senso, di onestà e di coraggio ma che non tutti hanno avuto le palle di fare, e sono contento che sia pugliese perché il SUD, come si vede, ogni tanto serve a qualcosa. Continuo a pensare a tutto questo, e a come il caso ha una importanza preponderante nelle nostre vite politiche, lì dove il caso dovrebbe essere l’eccezione e non la regola, un Paese non può andare avanti a botte di culo e personalismi, prima o poi si cade. Ma penso anche che aveva ragione chi diceva che se c’è un’area politica di riferimento di Conte è la DC; e mi chiedo a questo punto perché ci siamo dovuti sorbire una seconda e una terza e forse una quarta repubblica – che non ci ha fatti crescere, ma ci ha soltanto abbruttiti – se la prima volta in trent’anni che ho fatto il tifo per l’Italia in Europa, e con un po’ d’orgoglio, cioè quando Conte ha detto a Rutte: “Potrai essere eroe in patria per qualche giorno, ma poi di fronte alla storia ti giudicherà l’Europa intera” (che è una di quelle frasi che finiscono nei libri di storia), tutto questo è successo per via di un democristiano. Continuo a pensarci su, ma ovviamente io di politica non ne capisco nulla, e come tutti i miei pensieri sulla politica non hanno nulla a che fare col reale e quindi non vanno da nessuna parte.

giovedì 31 ottobre 2019

il drago

Stamattina leggevo questa cosa, che Salvini ormai ha preso pieno controllo della destra venendo infine a patti con Berlusconi, e per associazione ho pensato alla Centuria 81 di Manganelli. Uno passa metà della sua vita nell'idea o meglio ancora nel sogno cavalleresco che a far fuori il drago sarà l'eroe venuto a far giustizia del male (eroe che non dico di sinistra solo per non passare per idealista fazioso). Poi un giorno quell'uno si accorge che l'eroe è impotente, quando non connivente del male, e il drago lo sta facendo fuori un drago ancora più grosso, stupido e cattivo. E così realizzi che in fondo aveva ragione Manganelli, il bene non esiste, esiste solo un male un po' più grande del tuo.

venerdì 22 febbraio 2019

come un veleno

"La Tav si farà" dice sicuro Salvini che oramai, avendo vinto su tutta la linea nel suo confronto con i Cinquestelle, si prepara idealmente a diventare futuro premier. "Chi lo vota uno così?" si chiedono in tanti. Eppure, solo un anno fa la Lega era un partito in bancarotta, colpevole di aver derubato lo Stato per 49 milioni di euro. E ho visto io stesso Salvini, appena sei anni fa, preso a uova marce in una piazza del Sud dove poi ha preso voti. Oggi lo stesso Salvini è lì indisturbato e quasi ammirato a far le sue cose, c'è chi lo indica come un leader, Bossi passa per uno statista, e si discute di secessione da Nord a Sud. Dopo il quasi ventennio di Berlusconi, colluso con la mafia, Salvini, leader di un partito di ladri, continua a corrodere e disgregare il nostro tessuto sociale per meglio spezzarci il collo, arrivati al dunque. Confermando come questo nostro Stato, avendo perso qualsiasi fiducia in se stesso e nel proprio futuro, si affida ormai a una manica di criminali per farsi meglio ammazzare dall'interno, come un veleno. Proprio come succede in un certo romanzo di Sciascia che diceva tutto a tutti senza venir creduto, additato anzi come disfattista. Sciascia che giustamente non viene studiato a scuola non perché meridionale (come insinuano, ma figurati se è vero), quanto perché ciò che scrive, una volta compreso, spaventerebbe a morte i ragazzi.

mercoledì 13 febbraio 2019

chapeau

Stasera ho sentito che Berlusconi ha subito in circa trent’anni che fa politca 88 processi, molti dei quali costruiti sulle sue vicende “private” al solo scopo di affondarlo, “porcate” le ha appropriatamente chiamate. Più o meno per lo stesso lasso di tempo, 33 ne ha subiti Pasolini, ben 55 di meno. Berlusconi 1 - Pasolini 0.

sabato 26 gennaio 2019

sciacallaggio


Oggi ho visto il servizio di Berlusconi a L'Aquila: non so con quale coraggio ci sia tornato dopo la sua gestione politica dell'emergenza terremoto di dieci anni fa. Eppure c'è ancora chi lo applaude. Poi dicono: prima devono venire gli italiani che hanno bisogno. Mai che si aggiunga (vedi proprio il caso de L'Aquila) come spesso il problema non sono gli stranieri che vengono a rubare risorse, ma gli italiani stessi che speculano sulle sventure dei loro connazionali, dei fratelli, come sciacalli. Non a caso una delle parole più usate intorno al disastro che colpì quella bellissima città è stata proprio "sciacallaggio", declinata in ogni suo possibile significato.  

(La foto l'ho fatta io nel 2012, L'Aquila per fortuna non è morta e resiste)


giovedì 17 gennaio 2019

domenica 18 febbraio 2018

revival

Ma davvero il prossimo governo sarà conteso da Matteo Salvini – razzista e fascista ignorante che nemmeno due mesi fa la magistratura gli ha bloccato i conti del Partito e adesso contende la poltrona a quel vecchio porco di Berlusconi, che se lo scambi con Weinstein non cambi il mondo di un virgola – e da una manica di arrivisti ed ex massoni come il M5S – che dicono di essere fuori dalla politica dei partiti ma fanno esattamente politica di partito modello prima repubblica (o sei allineato o sei fuori)? 
Intanto quel furbissimo di Renzi cambia registro e dice che al Sud bisogna smettere di “essere ideologici” e diventare pratici, ovvero c’è da comprarsi i voti con le promesse elettorali di aiuti per il disastro in cui viviamo – tornando indietro, quindi, ai primi anni ’90, quando il “problema” dell’Italia non era l’immigrazione ma il Sud, proprio lì dove cominciò Salvini definendoci “Terroni, ladri e mafiosi” e dove oggi c’è pure gente che lo vota. 
Franceschini invoca il voto utile: “Votateci ‘contro’ di loro, perché è vero che noi non abbiamo nient’altro da dare, è anche vero che a votar loro si fa peggio. Cosa di cui mi sono convinto. 
Il problema, il vero problema per me, irrisolvibile, è che se votare gli altri è come non andare a votare proprio, visto che non sarebbero “voti utili”, di che stiamo parlando? Non sono gli stessi discorsi che si facevano vent’anni fa, e trent’anni fa e quarant’anni fa? Che cazzo abbiamo fatto fino adesso? Non è come ammettere che in fondo votare non serve proprio a nulla, è solo un gioco inutile, perché non cambia nulla e siamo già in piena oligarchia. Non sarebbe forse ora di crescere e dare il loro nome alle cose? Non si farebbe prima a dire: Vedetevela voi direttamente perché alla fine io non ho voce in capitolo? O veramente si pensa che la democrazia vincerà? O che il Pd possa vincere? Certo è che in questo Paese c’è sempre posto per i miracoli, o per quella che Manzoni chiamava Provvidenza: per quanto il mondo possa andar male, ci sarà sempre qualcuno che scenderà dal cielo, anzi dalle stelle, e lo aggiusterà per te. Funziona così, ce lo ha detto il Papa. 
Ecco, in pieno 2018 in Italia stiamo ancora parlando di Manzoni, Chiesa, Fascismo, Berlusconi, mafia e terroni. C’è da stare allegri. In tutto questo revival, se fino a ieri credevo che la cosa eticamente più giusta fosse l’astensionismo, il non sporcarsi le mani con la merda, oggi sono sempre più convinto che la cosa migliore sia la bomba. 
Lo diceva Giorgio Bocca pochi anni fa a proposito di Napoli, ospite di Fazio a Che tempo che fa. “Cosa vuoi salvare?” diceva Bocca sprezzante, con un cinismo che probabilmente avrà terrorizzato la brava Italia dei mediocri che si guarda Fazio. Bombarda, ammazza, radi al suolo, metti a ferro e fuoco, sbriciola e bonifica ogni cosa, poi ricostruisci. Bocca si era limitato. Io estenderei la proposta all’intero Paese.

mercoledì 7 dicembre 2016

revisionismo storico

Non ho saputo resistere e ho fatto l'aggiornamento al mio ultimo libro di poesie, Bestiario Fiorito, che comincia nell'aprile 2010 (mese della rottura in diretta fra Fini e Berlusconi, sancita dalla mitica frase: "Che fai, mi cacci?") e adesso finisce a dicembre 2016 con le dimissioni di Matteo Renzi che di quel libro è uno dei machiavellici protagonisti. La versione stampata che è in circolazione invece termina a novembre 2015, poco prima degli attentati di Parigi. Era anche quello un bel momento storico per finire un libro, ma le dimissioni di Renzi lo sono un pochino di più. Di questo mio aggiornamento saprete meglio e vedrete nel 2052, dopo che avrò compiuto i miei 75, quando Mondadori mi ristamperà negli Oscar con tutte le mummie poetiche sepolte intorno a me nello scaffale.