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venerdì 25 agosto 2023

sogno del funerale

Poco fa mi sono detto ora mi faccio mezz'ora di sonno così recupero la stanca. Ma nel sogno mi sono ritrovato che andavo a un funerale, dove tutti mi guardano malevoli perché avevo dimenticato di cambiarmi e mi aggiravo sotto le navate con ai piedi i sandali in legno del dottot Sholl's, che facevano un fracasso mentre camminavo, come se qualcuno suonasse le nacchere in chiesa. Alla fine il prete si è fermato a metà della funzione, mi ha detto che ero molesto e mi ha scacciato fuori ad aspettare la fine del funerale nel parcheggio, dove mi si è avvicinato un tipo con la faccia butterata che ha provato a consolarmi chiedendomi in cambio una sigaretta, che non avevo perché non fumo nemmeno nei miei stessi sogni.

domenica 13 agosto 2023

dopo sordi

Devo dire che dopo le accuse al pubblico di avere un pochino esagerato, durante il funerale di Silvio Berlusconi, nell’espressione del proprio cordoglio toccando delle punte kitsch che erano a tratti imbarazzanti, il funerale di Michela Murgia è stato, nella grandiosa genuflessione corale, quasi uno schiaffo col guanto bianco alla figura dello stesso Berlusconi, che ha incarnato l’opposto speculare della Murgia. Non solo lo ha surclassato (ad agosto!), ma ha toccato delle punte a tratti ancora più imbarazzanti, come quella che ho letto poco fa di una lettrice che chiedeva in un post se si sapesse cosa pensasse la Murgia dell’invio di armi in Ucraina, come se saperlo potesse svilire o confermare l’aura da santino che già si sta formando intorno a lei. Pensandoci mi torna alla mente una frase che disse Paolo Villaggio durante il funerale di Mario Monicelli, rievocando quello affollatissimo di Alberto Sordi. Villaggio disse che a Roma, morire dopo Sordi, era una cosa da stronzi. Mi verrebbe quasi da replicare l’identica battuta.

giovedì 15 giugno 2023

le bizzuoche

Il berlusconismo, che ci riguarda tutti, è anche quella cosa che ho visto ieri, di persone che lo odiavano ma poi hanno perso due ore di vita per guardare il suo funerale in TV e parlarne male sui social. Che non è una cosa nuova, ma atavica, come le barzellette, soltanto gonfiata dai media. Qui da noi una cosa così ha una espressione gergale per definirla: "fare la vecchia bizzuoca", ovvero fare come le vecchie che si mettono dietro la finestra per spiare chi passa e commentare. In questo caso ieri molti sono stati la bizzuoca di Berlusconi. E ancora oggi si chiedono come mai avesse tanto potere.

martedì 17 novembre 2020

ma come si chiama?

La notte scorsa ho sognato che morivo e che al mio funerale nessuno si ricordava il mio nome. La gente veniva per dare le condoglianze alla mia famiglia e nessuno sapeva come mi chiamavo. Continuavano a indicarmi con le facce rattristate e a dire poverino, era così giovane, ma che peccato, com'è successo? Le solite frasi che si buttano lì per riempire il vuoto. Ma come si chiama? Pure sul manifesto sbagliavano il nome, ma la colpa era mia che ho il nome lungo. Il carro funebre passava senza banda, e la gente si fermava sulle porte a guardare. Ah vedi, è morto quello. Chi? Quello, quello lì. Quello che è morto ieri. Che te ne frega.

domenica 1 marzo 2020

immortalità

Sono al mio terzo funerale in una settimana. E tutti affollati! Con gente che vista la stagione tossisce, si soffia il naso, si schiarisce la gola, poi ti saluta, ti stringe la mano, ti bacia... Se non mi sono preso alcun virus finora, penso, allora sono immortale. O così spero.

venerdì 29 dicembre 2017

il cuore vuoto

Oggi al funerale di Tina pensavo che per quanto ci sforziamo di essere bravi e onesti, di amare e rispettare gli altri, di esserci per i nostri cari, proprio per questo siamo già, in potenza, portatori sani di dolore, la certezza che verremo a mancare a qualcun altro causandogli una sofferenza indicibile. Noi pensiamo sempre a ciò che perderemmo “se tu non ci fossi”, e non consideriamo mai che siamo prossimi alla fine, manca un soffio, e di quella fine siamo cellule di male già pronte a scoppiare nel cuore vuoto degli altri. Il nostro vuoto scavato con amore.

domenica 27 agosto 2017

funerale laico

L’avevo saputo alcuni giorni fa, ma ieri me ne ha parlato anche lui, quindi penso di poterlo dire. Circa un mese fa, dopo sessant’anni di vita insieme, è morta Iva, la moglie di Carlo Formigoni. Invece di farle un funerale religioso, Carlo in suo onore ha organizzato un concerto sotto le stelle nella loro casa in campagna, pianoforte e violino, con un repertorio tutto incentrato su Mozart, il musicista preferito da Iva. Non il Requiem ma i suoi pezzi più allegri. È un gesto che solo a pensarci riscalda il cuore, e rende benissimo qual è il senso ultimo dell’arte – che non è vero, come dicono, sia “totalmente inutile”: annullare il tempo, che nel suo inesorabile scorrere non perdona nessuno, per abbracciare ogni singolo uomo in un tutto che è la nostra storia.

mercoledì 14 dicembre 2016

funerale

Oggi al funerale di Franco pensavo che un funerale in un centro piccolo come il nostro è un po’ come se morissi anche tu. Stai fermo in un punto e vedi passare la tua vita davanti agli occhi, nei volti di quelli che vivono intorno a te.