Poco fa mi sono detto ora mi faccio mezz'ora di sonno così
recupero la stanca. Ma nel sogno mi sono ritrovato che andavo a un
funerale, dove tutti mi guardano malevoli perché avevo dimenticato di
cambiarmi e mi aggiravo sotto le navate con ai piedi i sandali in legno
del dottot Sholl's, che facevano un fracasso mentre camminavo, come se
qualcuno suonasse le nacchere in chiesa. Alla fine il prete
si è fermato a metà della funzione, mi ha detto che ero molesto e mi ha
scacciato fuori ad aspettare la fine del funerale nel parcheggio, dove
mi si è avvicinato un tipo con la faccia butterata che ha provato a
consolarmi chiedendomi in cambio una sigaretta, che non avevo perché non
fumo nemmeno nei miei stessi sogni.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
venerdì 25 agosto 2023
sogno del funerale
domenica 13 agosto 2023
dopo sordi
Devo dire che dopo le accuse al pubblico di avere un pochino esagerato, durante il funerale di Silvio Berlusconi, nell’espressione del proprio cordoglio toccando delle punte kitsch che erano a tratti imbarazzanti, il funerale di Michela Murgia è stato, nella grandiosa genuflessione corale, quasi uno schiaffo col guanto bianco alla figura dello stesso Berlusconi, che ha incarnato l’opposto speculare della Murgia. Non solo lo ha surclassato (ad agosto!), ma ha toccato delle punte a tratti ancora più imbarazzanti, come quella che ho letto poco fa di una lettrice che chiedeva in un post se si sapesse cosa pensasse la Murgia dell’invio di armi in Ucraina, come se saperlo potesse svilire o confermare l’aura da santino che già si sta formando intorno a lei. Pensandoci mi torna alla mente una frase che disse Paolo Villaggio durante il funerale di Mario Monicelli, rievocando quello affollatissimo di Alberto Sordi. Villaggio disse che a Roma, morire dopo Sordi, era una cosa da stronzi. Mi verrebbe quasi da replicare l’identica battuta.
giovedì 15 giugno 2023
le bizzuoche
Il berlusconismo, che ci riguarda tutti, è anche quella cosa che ho visto ieri, di persone che lo odiavano ma poi hanno perso due ore di vita per guardare il suo funerale in TV e parlarne male sui social. Che non è una cosa nuova, ma atavica, come le barzellette, soltanto gonfiata dai media. Qui da noi una cosa così ha una espressione gergale per definirla: "fare la vecchia bizzuoca", ovvero fare come le vecchie che si mettono dietro la finestra per spiare chi passa e commentare. In questo caso ieri molti sono stati la bizzuoca di Berlusconi. E ancora oggi si chiedono come mai avesse tanto potere.
martedì 17 novembre 2020
ma come si chiama?
La
notte scorsa ho sognato che morivo e che al mio funerale nessuno si
ricordava il mio nome. La gente veniva per dare le condoglianze alla mia
famiglia e nessuno sapeva come mi chiamavo. Continuavano a indicarmi
con le facce rattristate e a dire poverino, era così giovane, ma che
peccato, com'è successo? Le solite frasi che si buttano lì per riempire
il vuoto. Ma come si chiama? Pure sul manifesto sbagliavano il nome, ma la colpa era mia
che ho il nome lungo. Il carro funebre passava senza banda, e la gente
si fermava sulle porte a guardare. Ah vedi, è morto quello. Chi? Quello,
quello lì. Quello che è morto ieri. Che te ne frega.