A me il dato che più ha colpito delle elezioni di ieri (perché tutto il resto era particolarmente prevedibile) è che il partito più votato dai nostri studenti fuorisede è stato Alleanza Verdi e Sinistra (48,8%), che ha doppiato il PD (22,5%) e surclassato tutti gli altri partiti (sotto il 7%), stracciando completamente FdI e FI (sotto il 2%) e cancellando la Lega (0,4%). Una visione rovesciata del mondo, insomma. Salvo che anche all’estero hanno stravinto le destre. Questi poveri studenti, insomma, più che fuorisede sono esuli nel mondo.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
lunedì 10 giugno 2024
giovedì 6 giugno 2024
rappresentatività
Sarà anche vero che ormai gli elettori devono smetterla di volersi sentire rappresentati a tutti i costi e andare a votare per principio — un po' come chi va a messa con più dubbi che fede ma tu vacci lo stesso, magari Dio esiste e alla fine ci salva – però stamattina pensavo che, delle 4 persone che mi hanno contattato nelle ultime settimane per chiedermi il voto, 3 me lo hanno chiesto per Fratelli d'Italia e 1 per il PD. Certi giorni mi sento nello stesso imbarazzo che provava Gaber sotto elezione di fronte a sua moglie. E so che c'è persino gente fra i suoi ammiratori che ancora lo rimprovera di essersi sposato con una che non lo rappresentava politicamente al 100%.
lunedì 3 giugno 2024
rappresentatività
sabato 29 ottobre 2022
sfilata
Ho appena letto la storia assai commovente di una famiglia brasiliana che appoggia Bolsonaro. Durante una manifestazione elettorale la figlia tredicenne, alla sua prima sfilata, si è messa sopra un carro che girava per la città e a un certo punto passando davanti a dei sostenitori di Lula qualcuno ha lanciato una pietra e l'ha colpita in faccia. Piena di sangue l'hanno subito portata al pronto soccorso. E lì il padre comincia a gridare: "Dio, Dio perché ci hai abbandonato?". Al che la figlia gli risponde che lei si è sacrificata per la vittoria della democrazia, mica per Dio. Il padre è orgoglioso del coraggio di sua figlia, così orgoglioso da scrivere sotto la foto che le fa col viso pieno di sangue: "Le ho perdonato persino la bestemmia verso Dio. VIVA BOLSONARO!"
domenica 25 settembre 2022
come la fai la sbagli
Peggio della situazione politica va solo quella personale. Oggi ho scoperto che una quasi-autrice-ex-amica mi ha bloccato sui social perché, pare, non ci ho provato con lei. – Ma come, le dico, mi comporto sempre male con tutte, per una volta che mi comporto bene vengo punito! – Ma è proprio questo che mi offende, vuol dire che mi trovavi così cessa che nemmeno il pensiero ti ha sfiorato. – Insomma, qui come la fai la sbagli. E noi pensiamo ancora alla Meloni.
mercoledì 31 agosto 2022
sogno
Io sognavo solo Berlinguer e mi ritrovo enrico letta che mi chiede se preferisco gli spaghetti al tonno o col nero di seppia...
arroganza
Continuo a pensare a una cosa che ha scritto Serra – che pure rispetto molto – qualche giorno fa in risposta a un lettore che gli diceva che di non sentirsela più di andare a votare. Serra da una parte scrive di capirlo, dall’altra dice che il Centrosinistra non ha le stesse colpe del Centrodestra (Berlusconi in primis) quindi si può anche votare, e non farlo è lecito ma è in fondo un atto di arroganza perché vuol dire che ci si crede un poco superiori a chi si candida, mentre la politica è anche un venire a compromessi per il bene comune. Sarà. Io ci penso e ci ripenso e anche se è vero che il Centrosinistra non è il Centrodestra (fra la brutta copia e l’originale vince sempre l’originale) è anche vero che sono più di vent’anni che vengo a compromessi e un po’ mi sono rotto. Possibile che ogni volta la parte del gigante che si prende sulle spalle il nanerottolo di turno la devo fare io? Possibile che non sarà mai il contrario e uno più alto di me mi prenderà sulle spalle per farmi vedere un altro orizzonte? È chiedere troppo alla politica? Perché io non vedo nulla, a forza di compromessi mi è venuta la gobba.
venerdì 9 agosto 2019
guai
domenica 26 maggio 2019
qui dove non torna il conto del dolore...
domenica 4 marzo 2018
mercoledì 28 febbraio 2018
il sangue amaro
domenica 18 febbraio 2018
revival
venerdì 4 novembre 2016
le ragioni del no
Nei giorni di sole Nino non riesce a resistere alla tentazione. Scende di casa, attraversa la strada ed entra nel negozio di mobili del figlio. Di mattina è quasi sempre vuoto, la clientela pochissima. Così ha non solo una stanza tutta per sé, ché già deve dividere casa con cognata e nipoti, la televisione perennemente accesa, le chiacchiere della vicina invadente, ma può anche scegliere fra i letti e i divani in fondo. In base all’umore del giorno ne sceglie uno più o meno esposto al sole, che entra dalla grande vetrata laterale. Toglie il lungo cappotto di panno scuro che ha comprato anni fa con sua moglie, poi si allunga sul divano o sul letto prescelto con la voluttuosa indolenza di una grossa lucertola, si lascia avvolgere dal tepore e in quel tepore si appisola ogni volta, per alcuni irrinunciabili minuti. La casa è fredda e fosse per lui terrebbe il cappotto tutto il tempo, ma sua cognata non vuole e lo rimprovera spesso perché lo tolga e si comporti un po’ da uomo. Così, per lui, il negozio si è trasformato nell’ultimo rifugio per la propria dignità.
