Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
giovedì 27 febbraio 2025
feltrinelli
mercoledì 29 gennaio 2025
se le bestemmie arrivano
Caro automobilista anonimo che corre su via Alberobello quando piove, io lo so che non è colpa tua se l'accanimento edilizio ha sollevato palazzi dovunque, pure lì dove c'erano delle zone di assorbimento delle acque meteoriche che, ostruite dai palazzi, ora allagano la strada pure se fa una pisciatina, però quanto è vero che di questo sei innocente, è anche vero che, se non ti sta morendo mamma in ospedale, potresti anche evitare di correre sollevando scie d'acqua che inzuppano quei poveri sfigati che passano sotto l'ombrello. Qui due sono le cose: o te ne sbatti altamente di chi ti sta intorno, e in questo non sei diverso dai vari appaltatori e/o membri degli uffici tecnici che ogni tanto dovrebbero fare le parti dei comuni cittadini e non solo quelle dei palazzinari, oppure lo fai apposta a bagnarmi e sei uno stronzo. In ogni caso, per quanto tu ora non mi starai leggendo, io ti dico che se le mie bestemmie ti arrivano domani leggerò di te sui giornali. Ovunque tu sia, stai avvisato.
domenica 4 dicembre 2022
rumore
C'è stato un momento stanotte mentre pioveva ed io me ne stavo fermo a letto incapace di prendere sonno nell'attesa di qualche catastrofe che poi non è arrivata, che la pioggia si è fatta scrosciante, quasi rumore, ed ho pensato ma non sarà davvero il segno che abbiamo passato il punto di non ritorno, che la fine è prossima? Poi stamattina è tornato il sole, e con lui sempre la calma apparente che preannuncia il futuro rovescio. Non riesco più a godermi la pace, ne mordo un pezzetto e il resto lo lascio nel piatto. Almeno una fine certa è una fine, mi dico, ti mette un punto, ma una fine lenta senza speranza né fede né gioia, senza nemmeno un termine per questo vuoto, non è forse una fine peggiore?
venerdì 12 agosto 2022
l’ombrello
Alessandro mi ferma sul corso per sapere come sto e mi chiede se ho finalmente trovato un ombrello. Siccome oggi è brutto, sulle prime penso che si stia riferendo al tempo e ci metto un po’ per capire che sta parlando d’altro. Nel gergo di Alessandro, che viene dai tempi d’oro della DC, l’ombrello è il lavoro che ti permette di affrontare i rovesci della vita. Lo hai trovato o no un ombrello, lo stai almeno cercando mi chiede. La scuola è un buon ombrello. Mi sembra quasi un assicuratore che ti proponga una polizza previdenziale. Sollevo le spalle, quasi imbarazzato per la mia incapacità a trovarne uno. Lui insiste, almeno ti sei messo dietro a qualcuno per vedere se ti dà una mano? Una mano serve sempre. “No Alessandro, scusami, io non ho dei protettori, ma una protettrice”. E intendevo la penna. Ma Alessandro non coglie la citazione, non ride, e così tutte le mie certezze cadono nel vuoto. Mi raccomando l’ombrello!
giovedì 7 luglio 2022
grandine
Uno
degli odori più forti che senti dopo una grandinata come quella di poco
fa, se hai un giardino, è qualcosa di simile a quello delle foglie
macinate dalle lame dei trituratori. Mi dispiace per chi ha degli
alberi, un orto o una vigna e si è perso il raccolto. I pomodori sono
andati. L'uva se l'è mangiata la grandine. E c'è stato un momento in cui
il rumore era così assordante che davvero io non mi ricordo di averlo
mai sentito così, da queste parti. Persino il gatto ha cominciato a
piangere e disperarsi in mezzo alla stanza. Chissà i danni per chi vive
negli usi del centro storico, che stanno più in basso del livello della
strada, con l'acqua che ti entra dentro casa. Peppe mi diceva che negli
anni è cambiato anche il suono della pioggia per chi vive lì, ora è più
cupo e violento e quando cade (quelle poche volte che cade) fa paura.
lunedì 7 settembre 2020
ruscetizze
mercoledì 20 maggio 2020
petricore
venerdì 14 febbraio 2020
san valentino agli editori
di non pubblicare i poeti
se voglio arricchirmi e arricchire
e si scusano quasi di non vendere
ciò che non propongono al lettore
per sfiducia nei miei libri.
Alcuni lettori mi confidano
di preferirli morti i poeti
ché come il formaggio invecchiano
e più puzzano e più hanno da dire
a chi vive il suo presente
senza storia e senza rime.
Alcuni editori mi consigliano fratelli
di non pubblicare i poeti
se davvero voglio mettermi alla pari
nel mondo degli affari
ch’è spietato con chi gira abbaiando
come i cani alla luna.
Alcuni editori sono soli.
Alcuni poeti mi rinfacciano
di non pubblicare i poeti
che odiano e fanno liste
prescrittive d’incapaci
fuori dalla cerchia degli “amici”
e dalla rete dei prefetti letterati.
Alcuni aspiranti mi intercettano
per farsi pubblicare
ma senza più conoscere la regola del verso
quello che rimane è nostalgia
o la boria dei poeti che sarebbero
se qualcuno li volesse pubblicare.
Alcuni editori sono soli.
Qui piove.
domenica 26 maggio 2019
qui dove non torna il conto del dolore...
mercoledì 15 agosto 2018
sogno di ferragosto
lunedì 23 luglio 2018
la morte del bonsai
Io resto qui chiuso in casa o mi spingo se posso in veranda
riparando che resta dalle malversazioni del tempo e afflitto
dalla consunzione delle foglie. Risuona all’improvviso
oltre il cancello un nome. Mi affaccio su di un’ombra
che serra l’ombrello fra le mani. Mi aspetta
senza reclamarmi. La intride la pioggia e morde i suoi capelli
accesi in quest’inverno fuoriporta, ultimo riparo al mio avvenire
rinsecchito in una stanza. Le divora il corpo l’acqua
e fa materia del dolore, che più rinserra nella carne incerta
e più mi crepa dentro il cuore. È urna o arca questo vaso? Piove.
giovedì 28 giugno 2018
la morte del bonsai
Io resto qui chiuso in casa o mi spingo se posso in veranda
riparando che resta dalle malversazioni del tempo e afflitto
dopo un addio dalla consunzione delle foglie.
All’improvviso risuona oltre il cancello un nome. Mi affaccio
su di un’ombra che chiude il suo ombrello fra le mani.
Mi aspetta senza reclamarmi. La intride la pioggia e morde
i suoi capelli accesi in quest’inverno fuoriporta l’ultimo
riparo al mio avvenire rinsecchito in una stanza.
Le divora il corpo l’acqua e fa sostanza del dolore.
Che più rinserra nella carne incerta e più mi crepa dentro
il vaso. È urna o arca questo vaso? – Muore.
venerdì 29 settembre 2017
ma oggi cos'è lunedì o venerdì?
mercoledì 21 settembre 2016
data da ricordare
mercoledì 1 giugno 2016
paesaggio in attesa
domenica 15 maggio 2016
venerdì 6 marzo 2015
tre giorni
venerdì 27 febbraio 2015
ieri
volevo non esserci per gli altri
restarmene lontano da chiunque ma nel mondo
una cosa discreta
come quando piove
e tutti stanno chiusi in casa o nelle auto
e tu passeggi da solo
sotto l’ombrello
e l’unico altro che ti vede
è il cane che dorme dietro la posta.
giovedì 6 novembre 2014
cos’è male e cos’è farsi male
lunedì 6 ottobre 2014
per le rime
in un giorno di pioggia
come adesso che scavo coi polsi
fin dentro le rime. Dura la tua:
«l’amante/ è andante». Ma dove?
«In culo!» a citare il poeta.
Qui piove. E non offre riparo
un balcone, un ombrello
appena un ricordo che già dici
passato. A che serve? Non sai.
Anche oggi rimetto sul piatto
(di nuovo) quel vecchio vinile:
Just Friends. Rifiuto – mi dici –
testardo, di volerti capire.

