Caro automobilista anonimo che corre su via Alberobello quando piove, io lo so che non è colpa tua se l'accanimento edilizio ha sollevato palazzi dovunque, pure lì dove c'erano delle zone di assorbimento delle acque meteoriche che, ostruite dai palazzi, ora allagano la strada pure se fa una pisciatina, però quanto è vero che di questo sei innocente, è anche vero che, se non ti sta morendo mamma in ospedale, potresti anche evitare di correre sollevando scie d'acqua che inzuppano quei poveri sfigati che passano sotto l'ombrello. Qui due sono le cose: o te ne sbatti altamente di chi ti sta intorno, e in questo non sei diverso dai vari appaltatori e/o membri degli uffici tecnici che ogni tanto dovrebbero fare le parti dei comuni cittadini e non solo quelle dei palazzinari, oppure lo fai apposta a bagnarmi e sei uno stronzo. In ogni caso, per quanto tu ora non mi starai leggendo, io ti dico che se le mie bestemmie ti arrivano domani leggerò di te sui giornali. Ovunque tu sia, stai avvisato.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
mercoledì 29 gennaio 2025
venerdì 1 dicembre 2023
la panne
Davanti
al mio ufficio, praticamente al semaforo in via Alberobello, si ferma
un’auto coi lampeggianti accesi, bloccando il traffico per circa un
quarto d’ora. Dentro ci sono due donne e una bambina. Sarà un guasto,
penso, e come me alcuni altri uomini si avvicinano, scendendo anche
dalle auto dietro per chiedere se c’è bisogno di una mano, anche solo
per mettere in folle l’auto e spingerla di lato, liberando la strada, in
attesa di intervento. La ragazza alla guida abbassa appena
il finestrino e risponde a tutti che non hanno bisogno, grazie, hanno
già chiamato aiuto e restano ferme lì coi lampeggianti accesi, grazie.
Le auto dietro, allora, suonando con violenza ogni volta che scatta il
verde, cominciano a superare la macchina in panne e devo dire che con
vera solidarietà femminile quelle a suonare con più incazzatura sono
proprio le donne. Mi ha colpito in particolare una che digrignando i
denti come un mastino ha gridato forte, così forte che l’abbiamo sentita
tutti: Se non sai guidare vai a fare i bocchini a mare, zoccola! – Poi,
dopo circa un quarto d’ora, sono arrivati i soccorsi. Non il carro
attrezzi o il meccanico, come mi aspetto, ma una ragazza a piedi che
arriva trafelata, bussa al finestrino chiuso, fa scendere la conducente,
si mette al suo posto e riavvia l’auto che riparte senza problemi.
giovedì 7 luglio 2022
piedi
Magari pensano che è una molto cosa sexy e Nouvelle Vague, ma confesso che alla mia veneranda età non ho ancora capito perché le donne quando vanno in macchina si mettono coi piedi sul cruscotto o fuori dal finestrino, senza provare a immaginare che cosa si vede dall’altra parte. Oggi al semaforo, ad esempio, c’era una tipa coi piedi di fuori, con la pianta dei piedi giallognola e l’alluce valgo. Madonna, mi è scappato di dire. E una giovane ragazza che era con me al semaforo mi ha fatto giustamente notare che il problema è tutto mio che penso in chiave di sesso e quindi un’immagine non stereotipata dei piedi non mi piace. Molto di quello che non va nel mondo oggi è colpa del sessismo che ci condiziona tutti, mi ha detto. Sarà anche vero, ma se a una che tieni i piedi fuori dalla macchina in centro togli la sensualità come chiave di lettura, che cosa rimane? La cafonata di una che mette i piedi in faccia ai pedoni?