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domenica 15 marzo 2020

fratelli d'italia

Anche qui è arrivato Fratelli d'Italia. È la prima volta che lo sento cantare spontaneamente a Locorotondo da che mi ricordo. Prima da casa mia si sentiva solo Faccetta nera, quando la cantava Nannino il brasiliano la domenica mattina, anche lui dal balcone di fronte. Poi Nannino è morto e c'è stato silenzio. Ora #andràtuttobene però, sono convinto.

sabato 14 marzo 2020

senza strafare

Nemmeno un mese fa, quando si cominciarono a condividere in Italia i video dei poveri cinesi in quarantena che, da soli o in coro, cantavano dai loro appartamenti il loro inno nazionale, in Italia a commento di quei video si sprecarono le definizioni, passando dalla commozione alla pietà, dalla presa per il culo più o meno feroce al compiacimento, dalla paura alla visione "apocalittica" di quello che ci aspettava di lì a poco. Ora io mi chiedo, ma i video in cui sono i nostri adesso che cantano dai loro balconi, da soli in coro, esattamente in cosa sono diversi da quelli dei poveri cinesi in quarantena? E cosa penseranno quelli che li guarderanno domani? Altra cosa, ho letto adesso una poesia sul Coronavirus scritta da un noto poeta italiano in cui cercando delle rime nuove e propositive con la malattia si inventa: "Diamocilamanus", "Chebelloiltuovisus" e "Coronasorrisus". Ora io lo so che lo ha fatto apposta, però, per favore, cercando di far del bene non rendiamoci la vita peggiore di quello che è già. Casomai, senza strafare, chi vuole, mi trovi delle rime serie e proviamo a farne qualcosa che rimane.

lunedì 6 ottobre 2014

per le rime

Mai più mi abituerò a un addio
in un giorno di pioggia
come adesso che scavo coi polsi
fin dentro le rime. Dura la tua:
«l’amante/ è andante». Ma dove?
«In culo!» a citare il poeta.
Qui piove. E non offre riparo
un balcone, un ombrello
appena un ricordo che già dici
passato. A che serve? Non sai.
Anche oggi rimetto sul piatto
(di nuovo) quel vecchio vinile:
Just Friends. Rifiuto – mi dici –
testardo, di volerti capire.

martedì 26 marzo 2013

starai in un'acquamarina...

Starai in un’acquamarina
nella foto ossidata e rubata per caso
alla stanza starai con la rosa
a disagio mentre tenti una smorfia
ed eccoti dunque al sicuro
senza più nome nel volto sfocato
dal sole nel mio ricordo
che confonde ogni volta
il tuo odore di fresco bucato
e del mare in un’acquamarina
che corrode e conserva le risa
sul fondo con la scarpa perduta
lanciata per scherzo quell’anno
e finita ben oltre il balcone.

martedì 20 novembre 2012

c’è chi ha grandi finestre...

C’è chi ha grandi finestre
per far pace ogni giorno
col cielo. Stanno lì
sui balconi per ore
coi nasi alti e gocciolanti
infreddoliti. Senza risposte.