Quello che ti chiama alle 10 del mattino del 14 di agosto per chiederti se può inviarti la sua proposta. Mentre parla, in sottofondo, si sente il mare. – Ma scusi, è al mare? E si goda quello invece di pensare a mandarmi le poesie. – Cosa vuole, sto qua con la famiglia, mia moglie e i figli, il bagno e i figli, la focaccia e i figli, questo è tutto il mare che vedo! Dopo mezz’ora che sto qui comincio a pensare ad altro per non pensare a ciò che vedo.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
lunedì 14 agosto 2023
venerdì 24 marzo 2023
l'aria
Mentre
siamo in fila in banca un signore guarda fuori dalla vetrata e comincia
a declamare la bellezza di giornate così che puoi andartene al mare. Un
altro, incalcinato dal cantiere, coi denti gialli e spezzati, gli
risponde che è più bello ancora andarci in inverno, quando puoi
respirare l'aria a pieni polmoni, non c'è nulla di bello come l'aria
dice. Socchiude gli occhi: "E quanto è bella l'aria respirata in un
bosco dove non c'è nessuno, quando stai sotto una grande
quercia! Che te le fai del mare?" Io mi stavo commuovendo dalla poesia
che esprimeva il suo sguardo, finché non aggiunge: "E se c'è una
signorina che ti fa un bel lavoro di bocca, come si respira bene quando
te lo fa! Un capolavoro!" E piega i denti spezzati in un sorriso brutto e
malizioso da simpatica malerba.
venerdì 30 settembre 2022
l'atlantismo anche no
Ogni giorno accendo la TV e sento dire a ogni minuto dal politico di turno “Noi atlantisti”, in questa cosa assurda che bisogna assolutamente riconoscersi nel pacchetto onnicomprensivo Buoni o Cattivi. Ma noi chi? Io sono pro-Ucraina, ma non mi sento affatto atlantista, ho molti dubbi sul funzionamento dell’Europa, credo che sulla pandemia ci abbiamo raccontato una marea di stronzate, ma credo anche che siamo sul baratro di un disastro ambientale e se devo scegliere fra continuare con carbone e nucleare o abituarmi a un sistema di vita più frugale preferisco i sacrifici alle favole. Se devo scegliere un mare su cui affacciarmi, io ne ho già uno ed è il Mediterraneo, per cui mi piacerebbe che si facesse di più e di meglio per quelli che ci annegano. L’Atlantico per quanto mi riguarda possono lasciarlo in pace, che ha già abbastanza guai con tutta la merda che ci buttiamo dentro e che si mangiano i pesci.
mercoledì 6 luglio 2022
mare nostrum
I giornali pubblicano la foto di un ragazzo in mare, venuto dal Togo, che salva un bambino dall’annegamento. Molti dubitano che sia vera. Novelli CSI non li convince la posizione del ragazzo in acqua, il fatto che dall’aspetto non sembri un morto di fame venuto dall’Africa e il grado di umidità della maglietta del bambino, molto sospetto. Poi questo fotografo che fa le foto invece di aiutarlo. Molto sospetto. Li leggo e mi stupisco di tanta sagacia. Io nella foto vedevo solo uno di quei ragazzi in mare, come ce ne sono a migliaia, che lottano per non affogare. Invece loro mi insegnano che il mondo si è talmente complicato che le notizie ormai vanno passate al microscopio, altrimenti i media ci faranno il lavaggio del cervello. Se impari a dubitare, invece, potrai anche arrivare a credere non soltanto che non ci sono morti in mare, ma anche che non c’è nessun mare in cui morire. E che persino tu che leggi non esisti. Proprio come in Matrix.
mercoledì 17 febbraio 2021
il male necessario
giovedì 11 febbraio 2021
lunedì 5 ottobre 2020
una poesia sul mare
avresti dovuto andare al mare invece di sprecare
la tua estate». Ma se non vado al mare
non è come si crede, uggia, a coglionarmi un poco,
ma senso smisurato dell’igiene
perché son schizzinoso.
Io non capisco come facciano a tuffarsi e stare a mollo
pur sapendo, come sanno, che il mare
è pieno zeppo di morti, abbandonati a largo
a gonfiarsi, a macerare, e trascinati a fondo,
i loro volti raggelati negli spasmi. Forse così, mi fingo,
si mantiene allegro chi è giovane e gioviale:
una volta ci si bagnava nel sangue.
Io, pur all’antica, preferisco invecchiare asciutto.
mercoledì 23 settembre 2020
morirai in mare
Nella foto Abdel Wahab Yousif, poeta
sudanese morto il 20 agosto 2020 nel Mediterraneo, insieme ad altri 45
migranti. Di seguito la traduzione di una una delle sue ultime poesie,
in cui esorcizzava la paura del viaggio.
mercoledì 8 aprile 2020
nuovi equilibri
martedì 23 gennaio 2018
più spingo a fondo l’occhio di veggente...
meno lettori avrò, cara poesia. Poiché
non è di tutti trattenere il fiato sul fondale
e vince chi più comodo galleggia
sul suo materassino radente il pelo d’acqua.
Lo so e mi tengo cheto e muto, ché
quelli come me muoiono soli a largo
oppure presi all’amo e poi grigliati.
venerdì 15 luglio 2016
germogli
domenica 10 luglio 2016
breve intervista a carlo formigoni
mercoledì 9 dicembre 2015
poesia per una poeta ammalata
baciate scrivo da poeta
e mando baci disarmanti e lamantini
che non risparmino sorrisi all’
allettato umore di un’insonne
per troppa pena di buio o pena d’amore
in nome di un verso che crudo
non dica la vita se non in tema di salmone
dal Baltico diretta con ostinazione
alla radice d’acqua dolce che lenisca
il tuo cuore. Ti scrivo dallo scoglio
che ho scelto nella crisi da riscaldamento
globale per condividere il piacere
di una lunga solitudine senza redenzione
le zone d’ombra del mio cuore
e la fratellanza del mare che non limita
la differenza di specie e la condanna
all’estinzione, e oscura le nostre età
distinte e gli accenti che ci fanno stranieri
persino nel canto del mare. E ti scrivo
baci sgraziati e sbuffanti da tricheco
baci in rima o in assonanza, baci
in controtempo o al massimo stonati
baci in calore al davanzale e baci
dolcissimi ma senza un finale in amarci
baci teneri da orso e baci muti o canterini
che sanno o non sanno di niente
baci-aspirina per ogni tuo acciacco ogni
accidente, di quelli che ti bacio sulla fronte
e poi ti dico ecco vedi adesso passa.
sabato 28 novembre 2015
cappotti e panchine
sabato 4 luglio 2015
mare
lunedì 23 marzo 2015
il pescatore selvaggio
giovedì 23 ottobre 2014
lunedì 22 settembre 2014
girgenti qui piove fra gli appunti...
qui piove fra gli appunti
del mio viaggio
sulla terra di Sicilia
che ti ha fatta
e l’aria si riavvolge
intorno al tuo ombelico
come a un mare leggero
che soffia man mano
che soffio nel tuo orecchio
parole a doppia lama
che più sono gentili
e più vorrebbero scavarti
nel ventre per tema
di lussuria o di speranza
l’amore qui non c’entra
e la distanza
non affina che il dente
alla voglia
di una doppia solitudine
stracciata finalmente
nel buio.
lunedì 15 settembre 2014
parlare col liquido
lunedì 10 febbraio 2014
metamorfosi
venuta a rovistare fra i rifiuti
per sfamarsi d’inverno
tu diresti mai che un tempo
fosse padrona dei mari
regina zigzagante per il cuore
a suo piacere? Basta poco
alle parole a tramutare
l’anguilla in un niente
in un refuso accidentale
eppure – presa la mira
il colpo pronto in canna
verso l’orizzonte vuoto
e implacabile di storie –
esito m’inganno la perdono
preparo la gabbietta per il volo
di ritorno. Chiudo fuori
il mare.


