Mädchen in Uniform (Ragazze in uniforme) di Leontine Sagan è un film del 1931 passato alla storia soprattutto per questa scena, il primo bacio lesbico cinematografico. Bacio e amore lesbico censuratissimi, tanto nella Germania nazista che di lì a poco avrebbe costretto alla fuga la regista, che nei puritani Stati Uniti che chiesero di modificare il finale facendo in modo che la protagonista morisse, espiando in questo modo il proprio peccato. Anche per questo il film è diventato nel tempo un piccolo cult. La storia è ambientata in un rigido collegio femminile ed è recitato esclusivamente da donne. Ancora più della trama amorosa, quello che conta è il senso di ribellione e cameratismo sviluppato da queste giovani ragazze per sopravvivere alla solitudine di un’educazione anaffettiva e di una disciplina tesa all’emarginazione di ogni sentimento in un periodo della vita dove a prevalere sono il senso dell’amicizia e la scoperta disarmante dell’eros. Sarà proprio la ribellione di una delle studentesse, Manuela, che sfida la direttrice del collegio ubriacandosi e dichiarando apertamente di essere innamorata di una delle insegnanti e determinare il punto di rottura da cui scaturisce la denuncia che per le brave ragazze tedesche non basta “leggere i classici” per essere felici. In tal senso il film si pone in una serie ben precisa che comincia con Diario di una donna perduta di G.W. Pabst, del 1929, ambientano in un riformatorio femminile, e prosegue con Zero in condotta di Jean Vigo del 1933, quest’ultimo con un taglio più anarchico, mentre il primo è più realistico e “oggettivo”. E ancora, per certi versi anticipa alcune tematiche di L’attimo fuggente di Peter Weir, del 1989, segno che con il tema dell’educazione repressiva stiamo ancora facendo i conti.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
martedì 23 luglio 2024
martedì 27 dicembre 2022
augurio
Mi dice mia zia: "Se non hai preso chili manco a Natale allora non ci sta più nulla da fare." Poi si raschia in gola e sputa per terra una cosa gialla e mucosa, e mi dà un bacio augurale di quelli che ti allungano la vita.
venerdì 16 luglio 2021
baci da locorotondo
Stanotte ho sognato che baciavo Chef Rubio e quello dopo andava in giro dicendo che in Valle d'Itria non sanno baciare. Si scatenava allora una sorta di orgoglio popolare con vere e proprie orge bacerecce dove tutti baciavano tutti per dimostrare il contrario e senza limiti di età o di sesso né vincoli di coppia. Il lungomare era assalito da gente che si infilava la lingua in bocca per ore e ore per finire sul TG. Tutti meno io che per evitare nuove brutte figure venivo confinato in casa dal sindaco in persona, come portatore sano di sventura.
giovedì 21 marzo 2019
cinque pensieri sulla giornata mondiale della poesia
mercoledì 25 maggio 2016
il bacio
lasciato sul mio naso
in sogno, ha una dolcezza
che dal vivo mi sogno
e una chiarezza che dice:
Mi piaci, ma non ci hai
un soldo, scusa.
mercoledì 9 dicembre 2015
poesia per una poeta ammalata
baciate scrivo da poeta
e mando baci disarmanti e lamantini
che non risparmino sorrisi all’
allettato umore di un’insonne
per troppa pena di buio o pena d’amore
in nome di un verso che crudo
non dica la vita se non in tema di salmone
dal Baltico diretta con ostinazione
alla radice d’acqua dolce che lenisca
il tuo cuore. Ti scrivo dallo scoglio
che ho scelto nella crisi da riscaldamento
globale per condividere il piacere
di una lunga solitudine senza redenzione
le zone d’ombra del mio cuore
e la fratellanza del mare che non limita
la differenza di specie e la condanna
all’estinzione, e oscura le nostre età
distinte e gli accenti che ci fanno stranieri
persino nel canto del mare. E ti scrivo
baci sgraziati e sbuffanti da tricheco
baci in rima o in assonanza, baci
in controtempo o al massimo stonati
baci in calore al davanzale e baci
dolcissimi ma senza un finale in amarci
baci teneri da orso e baci muti o canterini
che sanno o non sanno di niente
baci-aspirina per ogni tuo acciacco ogni
accidente, di quelli che ti bacio sulla fronte
e poi ti dico ecco vedi adesso passa.
venerdì 5 settembre 2014
volevo scrivere poesie come i tuoi fianchi...
morbide, selvatiche e vibranti
al desiderio così come alla carezza.
Volevo chiederti un posto di passione
non nella memoria ma nel cuore
che non fosse la storia di due amanti
ormai stancati, ma l’eco di voci ansimanti
per i baci dell’altro e le parole.
domenica 22 giugno 2014
tutto l'amore da non dire...
l'ho messo da parte
per un’ora – per scoprire
come declina,
come ci coniuga:
io ti bacio
tu mi baci
noi ci baciamo. Adesso.
sabato 19 aprile 2014
volevo morderti mia stella
il filo della tua schiena che scorre perfetto fra le labbra
dalla bocca al centro esatto della mia voce.
Volevo mia bella ferirmi sulla tua carne
e perdermi nel sangue dei nostri baci fluidi e densi
sentirmi innocente e fragile fra le tue braccia
nei tuoi singhiozzi di donna che forzano in luce
i segreti del cuore. Volevo morderti così
senza pudore, ardente e feroce, poi dolce ritrovarmi
ferito, in te guarito. Volevo mai più scordarmi
del tuo fiato, del tuo sapore di gatta
che mi fa un giorno più vivo, nascosto nella pelle
nell’incavo delle tue ascelle.
martedì 4 marzo 2014
galateo per baciatori
e pronti a un volo che sovrasti il cielo
nei tuoi baci fatti d’aria, attese e piccole rincorse
nei miei non educati e carichi di vita
d’ansia di tempo che divide
da te che sei la fonte ritrovata e per un bacio
tornerei per sempre cosa mai
io sono stato: un ragazzo che non sa non crede
ma percepisce unicamente il mondo
nel tuo tocco, sulle labbra, ti chiede:
insegnami. E tu: rimani.
mercoledì 8 gennaio 2014
ma una storia può durare il tempo di...
8 poesie? Una per ogni nostro bacio
e questa come suggello ad un abbraccio
lungo un mese per tutto il resto della vita.
martedì 13 agosto 2013
non c'è struggimento mi accorgo...
ma solo ultimo bacio leggero
sulla tua guancia un addio
da me senza più te senza più nulla
da fare se non adesso fissare
nota leggera com’è un bacio
per dirti a bassavoce “tu mi mancherai”
cuore necessario e inadeguato.
venerdì 15 febbraio 2013
per una bibliotecaria, il 13 febbraio
iniettandomi in pancia un nodo duro
d’invidia – grosso quanto una noce –
per chi t’ama
straordinaria ragazza che mi guidi
fra corridoi e scaffali verso i bagni
per sederci infine a una finestra
a mangiare cioccolato. Fuori
in un grande prato verde
sta un albero isolato
ignaro del tempo del destino
suo di re senza un abbraccio.
Eccoci lì noi due – io re
e tu mio prato non arato – domani
la vita ci ritrova sempre uguali
non cambia. Ma oggi ti canto
del nostro anticipato
San Valentino. – Mi sciolgo d’amore
nell’ultimo bacio negato
all’orecchio lucido puntato come radar
delle tue colleghe ficcanaso.
Mi sciolgo d’amore per te
punito perché il solo toccarti
mi altera il corpo mi uccide
se mia non posso dirti. Oppure
Dio chissà vuole purgarmi.
domenica 6 gennaio 2013
guarda ho scoperto un angolo felice...
nella curva che cerca il sole del tuo collo
e brilla oscura come un desiderio
nel disegno sottile di peluria
fra l’orlo di maglione e i fili di collana
chiede un bacio
ben schioccato che gridi la gioia di vederti
anche distratta
mentre progetti alberi sul foglio od origami
persa in te
e nella scossa nervosa della scarpa.
martedì 1 gennaio 2013
dieci anni fa
Fu più o meno in quello stato che mi arrivò la notizia della morte di Giorgio Gaber. Nemmeno lo conoscevo tanto bene Gaber, ma passai il resto del pomeriggio davanti alla tv, ad ascoltare la sua musica o vedere vecchi spezzoni dei suoi spettacoli, che un po’ mi consolarono e un po’ mi riempirono di malinconia, eppure mai di tristezza. Così, non so che ricordo ne abbiate voi, ma per me la morte di Gaber ha sempre avuto il sapore di quel bacio mancato. Onore a un grande.
martedì 25 settembre 2012
la mia vita si calcifica nel fianco...
senza danno senza pena o pianto
intorno al mappamondo sfollato/nel giallo
ammaccato dell’Australia
la mia vita sgraziata ammutolisce
nei vani aggiustamenti d’un fotoritocco/nel mai
abbastanza espresso tocco
d’un bacio veritiero invece che al Battisti
la mia vita rattristi.
