La successione dei sentimenti
è pura convenzione
io non posso lunedì amare
e martedì disperare.
Un amore val nulla
se è così maldisposto.
Ti amo
ma oggi sono molto molto triste.
Pensami, biscia del cielo dentro il fuoco d’agosto.
(Roberto Roversi)
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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domenica 5 gennaio 2014
sabato 11 maggio 2013
possesso
C’è una ragazza che ha deciso di cancellare ogni parte di sé dalla mia vita.
Così, per eliminare ogni traccia, mi dice di distruggere tutto, ogni poesia o dedica, ogni foto che le ho fatto. Lei stessa ha già provveduto, senza nemmeno informarmi, a regalare in giro i miei regali. Sei troppo legato alle cose, mi dice.
Le dico di no, non voglio distruggere nulla, sono mie creazioni. Lei allora mi nega il permesso di usare qualsiasi foto contenga la sua immagine e chiude la conversazione con un grazie. Ma la domanda resta a lungo nell’aria. Di chi è quell’immagine fotografata?
È sua perché la rappresenta? E dunque la foto di una strada o di un gatto o di un mazzo di fiori è proprio della strada o del gatto o dei fiori? E non mia che ho fissato il momento, l’incastro perfetto di luce e sentimento?
Quell’immagine è anche mia, penso. Ma spiegarle che per me, nel suo essere perfetta e bidimensionale, la fotografia livella tutto, ogni moto del cuore, ogni storia allo stesso linguaggio, risulta già più complicato.
Così, per eliminare ogni traccia, mi dice di distruggere tutto, ogni poesia o dedica, ogni foto che le ho fatto. Lei stessa ha già provveduto, senza nemmeno informarmi, a regalare in giro i miei regali. Sei troppo legato alle cose, mi dice.
Le dico di no, non voglio distruggere nulla, sono mie creazioni. Lei allora mi nega il permesso di usare qualsiasi foto contenga la sua immagine e chiude la conversazione con un grazie. Ma la domanda resta a lungo nell’aria. Di chi è quell’immagine fotografata?
È sua perché la rappresenta? E dunque la foto di una strada o di un gatto o di un mazzo di fiori è proprio della strada o del gatto o dei fiori? E non mia che ho fissato il momento, l’incastro perfetto di luce e sentimento?
Quell’immagine è anche mia, penso. Ma spiegarle che per me, nel suo essere perfetta e bidimensionale, la fotografia livella tutto, ogni moto del cuore, ogni storia allo stesso linguaggio, risulta già più complicato.
mercoledì 3 aprile 2013
ti lascio morire così, senza ripicca...
Ti lascio morire così, senza ripicca.
Sparisci adesso senza voltarti e porta via
i miei libri, tutte le cose a cui – mi dici –
resto attaccato vilmente, mentre tu – si vede –
non sei attaccata a niente, ti lasci
tutto alle spalle con una bugia.
Sparisci adesso senza voltarti e porta via
i miei libri, tutte le cose a cui – mi dici –
resto attaccato vilmente, mentre tu – si vede –
non sei attaccata a niente, ti lasci
tutto alle spalle con una bugia.
giovedì 21 marzo 2013
piove per noi divisi o clandestini...
Piove per noi divisi o clandestini
confinati in casa dalla pioggia
la mia casa e la tua casa non più unite
ma bagnate entrambe dal rimpianto.
Piove e non rimane
nemmeno più da raccontare
cambiano le foto che vediamo passare sugli schermi
un altro amore senza storia o mai esistito.
Piove a inumidir la miccia del cuore
la speranza che non era
piove e intanto scema la bufera
nel chiacchiericcio famigliare senza scampo.
È il primo giorno di primavera.
confinati in casa dalla pioggia
la mia casa e la tua casa non più unite
ma bagnate entrambe dal rimpianto.
Piove e non rimane
nemmeno più da raccontare
cambiano le foto che vediamo passare sugli schermi
un altro amore senza storia o mai esistito.
Piove a inumidir la miccia del cuore
la speranza che non era
piove e intanto scema la bufera
nel chiacchiericcio famigliare senza scampo.
È il primo giorno di primavera.
domenica 27 gennaio 2013
ho un buco nello stomaco
Ho un buco nello stomaco
ferita da mattino. Fuori
gli storni cantando
rubano degli alberi il cuore.
Nulla hanno a che fare
– dicono – con te
con il tuo ammanco. Piove
qui persino sul bagnato.
Hai preso la porta senza stile
senza piangere neppure
se ridevo e mordi ghiaccio
per nascondere dolore!
Ma una domenica qualunque
– senza data – cosa conta
soffrire chiusi in casa?
Orgoglio per dirsi così poco.
Che l’ammanco era
prima di te nel cuore.
E la resa studiata a tavolino
a rimare con destino.
Perché vedi la maschera che porto
nera – un tuo regalo –
pare sempre fuoriposto
sul mio naso poco eroico.
E non per questo non ti amo.
ferita da mattino. Fuori
gli storni cantando
rubano degli alberi il cuore.
Nulla hanno a che fare
– dicono – con te
con il tuo ammanco. Piove
qui persino sul bagnato.
Hai preso la porta senza stile
senza piangere neppure
se ridevo e mordi ghiaccio
per nascondere dolore!
Ma una domenica qualunque
– senza data – cosa conta
soffrire chiusi in casa?
Orgoglio per dirsi così poco.
Che l’ammanco era
prima di te nel cuore.
E la resa studiata a tavolino
a rimare con destino.
Perché vedi la maschera che porto
nera – un tuo regalo –
pare sempre fuoriposto
sul mio naso poco eroico.
E non per questo non ti amo.
venerdì 4 gennaio 2013
chiedo scusa
ma i poeti non esistono
son fatti di carne e sangue
rabdomanti imperfetti
imbecilli col dono.
Esistono dunque le poesie
cesti accoglienti di pane
in cui abbandonarsi nel caos
o a cui sfuggire.
E tutto il mio amore che non vale
se stretto alle tue mani senz’amore.
son fatti di carne e sangue
rabdomanti imperfetti
imbecilli col dono.
Esistono dunque le poesie
cesti accoglienti di pane
in cui abbandonarsi nel caos
o a cui sfuggire.
E tutto il mio amore che non vale
se stretto alle tue mani senz’amore.
giovedì 27 dicembre 2012
non illuderti cuore che un giorno...
Non illuderti cuore che un giorno
libertà alberghi in te o sana passione
amicizia o pietà verso gli altri
necessità di una famiglia. Ti basti
contemplare la bellezza spillata
al disincanto del mondo ghiacciata
nei suoi occhi di schiava e su tutto
l’odore del sesso è più forte.
libertà alberghi in te o sana passione
amicizia o pietà verso gli altri
necessità di una famiglia. Ti basti
contemplare la bellezza spillata
al disincanto del mondo ghiacciata
nei suoi occhi di schiava e su tutto
l’odore del sesso è più forte.
giovedì 20 dicembre 2012
non scalfirai i miei sogni...
Non scalfirai i miei sogni
neppure quando dici:
“Non vedi più bellezza nelle cose
e scrivi versi solo per nasconderlo:
i tuoi versi bastardi e sensibili
che ami più delle stesse cose.”
Nei miei sogni cavalli di vetro
si muovono per città fatte d’aria
e di foglie
dietro i palazzi universitari
si celebra
l’incerto egoismo della tua giovinezza.
Io sono libero come vedi
tu non puoi toccarmi.
neppure quando dici:
“Non vedi più bellezza nelle cose
e scrivi versi solo per nasconderlo:
i tuoi versi bastardi e sensibili
che ami più delle stesse cose.”
Nei miei sogni cavalli di vetro
si muovono per città fatte d’aria
e di foglie
dietro i palazzi universitari
si celebra
l’incerto egoismo della tua giovinezza.
Io sono libero come vedi
tu non puoi toccarmi.
mercoledì 19 dicembre 2012
noir
Mai uno spavento mi presi
più forte di quello provato
al crollo del fiore dal vaso.
Il suo grido lento compresso
nella scia viola
graffiava dell’occhio la coda.
Era tutto insensato persino
la pioggia di fuori il lamento
che appena accennato
sembrava di lontano un canto.
E sarei per te il cardellino
dicevi
sarei la chiusura del cerchio
tu la mia gabbia dorata.
più forte di quello provato
al crollo del fiore dal vaso.
Il suo grido lento compresso
nella scia viola
graffiava dell’occhio la coda.
Era tutto insensato persino
la pioggia di fuori il lamento
che appena accennato
sembrava di lontano un canto.
E sarei per te il cardellino
dicevi
sarei la chiusura del cerchio
tu la mia gabbia dorata.
sabato 15 dicembre 2012
tu non conosci il potere di una rima
Né mai saprai del bene che ti porto
il conto dei giorni negati
alla pienezza di un rapporto
che io so e tu sospetti amore.
Inutile mostrarti ancora
il punto debole del cuore
nient’altro che il tuo specchio.
I nidi vuoti sul bordo
della strada riempivano i miei occhi di rimorso.
il conto dei giorni negati
alla pienezza di un rapporto
che io so e tu sospetti amore.
Inutile mostrarti ancora
il punto debole del cuore
nient’altro che il tuo specchio.
I nidi vuoti sul bordo
della strada riempivano i miei occhi di rimorso.
domenica 2 dicembre 2012
catullo, carme 43
Salve, ragazza che non hai naso piccino
né piede grazioso né occhi neri
né dita lunghe né alito fresco
né lingua sensata ed elegante
e amica di quel fallito di Formia.
E in provincia si dice che sei bella?
E a te la mia Lesbia si compara?
O tempi sciocchi e volgari!
né piede grazioso né occhi neri
né dita lunghe né alito fresco
né lingua sensata ed elegante
e amica di quel fallito di Formia.
E in provincia si dice che sei bella?
E a te la mia Lesbia si compara?
O tempi sciocchi e volgari!
martedì 30 ottobre 2012
come l’amore di giorno...
Come l’amore di giorno
sta al sole indisturbato
gatto grasso a Istanbul
straniero in un sole beato
di notte va in stazione
fuma coi muscoli coi nervi
poi scaracchia, s’imbosca
tra i binari non riamato.
sta al sole indisturbato
gatto grasso a Istanbul
straniero in un sole beato
di notte va in stazione
fuma coi muscoli coi nervi
poi scaracchia, s’imbosca
tra i binari non riamato.
mercoledì 24 ottobre 2012
dio punisce gli innamorati respinti...
Dio punisce gli innamorati respinti
con una camomilla
alla cinque del mattino
la promessa di un destino indifferente
costante com’è l’insonnia
la tentazione della nostalgia.
I tuoi capelli gomitolati
in cui potevo sempre rifugiarmi
hanno messo radici profonde
trappole odiose come rimpianti
per me gatto-poeta senza casa
senza più forbici per estirparti.
Tu e i tuoi cavalli su ogni lettera
su ogni cartolina o francobollo
nei messaggi privati ormai di ieri
simboli di una riscossa
che s’impenna gioiosa
resta lì folgorata e quasi idiota.
con una camomilla
alla cinque del mattino
la promessa di un destino indifferente
costante com’è l’insonnia
la tentazione della nostalgia.
I tuoi capelli gomitolati
in cui potevo sempre rifugiarmi
hanno messo radici profonde
trappole odiose come rimpianti
per me gatto-poeta senza casa
senza più forbici per estirparti.
Tu e i tuoi cavalli su ogni lettera
su ogni cartolina o francobollo
nei messaggi privati ormai di ieri
simboli di una riscossa
che s’impenna gioiosa
resta lì folgorata e quasi idiota.
mercoledì 26 settembre 2012
torta
A maggio Francesca mi scrisse una lunga lettera, l’ultima mi accorgo adesso. Su due bei fogli di carta riciclata, con una scrittura chiara, vagamente infantile, dai caratteri piccoli e tondeggianti, aveva ricopiato la pagina di un libro che io stesso le avevo regalato a Natale, in cui una delle due protagoniste parlava al ragazzo di cui era innamorata di cosa intendeva lei per “amore”. Il ragazzo nel romanzo era diviso fra due donne, lei e un’altra che non lo amava e che alla fine si sarebbe uccisa, lasciandolo definitivamente a lei.
All’inizio l’avevo creduta una sorta di dichiarazione non dichiarata, di quelle a cui mi aveva abituato da tempo. Mi mandava spesso, infatti, lettere in cui ad esempio nascondeva foglie secche spezzate perfettamente a metà o vecchie cartoline erotiche rappresentanti donnine nude ormai ingiallite, o foto di gatti di cui non si vedeva la testa. Io dovevo decifrarne il messaggio nascosto. Ma non avevo tenuto conto che Francesca, per quanto originale, non aveva la mia stessa passione per i romanzi.
Mi ero convinto, con quell’ultima lettera, che volesse dirmi nel suo modo un po’ strambo di parlare sempre a metà: io nella tua vita sono lei e tu a un certo punto finirai con me. Ma intendeva altro. L’ho scoperto dopo, tardi, quando a luglio, nel pieno dell’estate, Francesca mi chiarì che non poteva darmi ciò che le chiedevo, e mi disse che sperava davvero per me che potessi riceverlo dall’altra. Purtroppo, dei tre, Francesca, com’era consono al suo carattere, fu l’unica a non seguire il copione, lasciandomi del tutto solo.
Che cosa voleva dirmi, allora, con quella pagina copiata? Ecco, voleva dirmi: questo è il mio tipo di amore, insensibile e matto, e non so se è per te. Quest’ultima affermazione avrei dovuto decifrarla dall’aggiunta, in fondo alla lettera, del disegno a colori vivaci di una bella torta di compleanno. Disegnata appunto: bella da vedere, ma impossibile da mangiare.
martedì 25 settembre 2012
la mia vita si calcifica nel fianco...
La mia vita si calcifica nel fianco
senza danno senza pena o pianto
intorno al mappamondo sfollato/nel giallo
ammaccato dell’Australia
la mia vita sgraziata ammutolisce
nei vani aggiustamenti d’un fotoritocco/nel mai
abbastanza espresso tocco
d’un bacio veritiero invece che al Battisti
la mia vita rattristi.
senza danno senza pena o pianto
intorno al mappamondo sfollato/nel giallo
ammaccato dell’Australia
la mia vita sgraziata ammutolisce
nei vani aggiustamenti d’un fotoritocco/nel mai
abbastanza espresso tocco
d’un bacio veritiero invece che al Battisti
la mia vita rattristi.
mercoledì 19 settembre 2012
perfezione
Arriva come un ospite nella mia vita la gatta dei vicini, come qualsiasi donna io abbia conosciuto, viene verso sera, o quando le pare. Miagola dietro la mia porta invocando attenzioni, e io faccio quel che posso, le allungo la scatola dei biscotti e le liscio con lentezza la schiena mentre mangia. Ogni volta, finito, va via, lasciandomi solo il silenzio, un po’ rattristato dalla mia solitudine. Una volta le ho chiesto come mai non restasse accanto a chi, nel bene o nel male, l’amava, e una volta per tutte, invece di fare la spola tra due case per opportunismo. Manca sempre qualcosa, risponde, qualcosa di perfetto per trattenermi. Ma cosa?, le chiedo, non ti bastano forse il calore, i croccantini? No, evidentemente no, risponde. Ma ciò che manca non sa dirmelo. Non c’è, e questo è tutto. Non c’è perfezione nell’affetto.
giovedì 13 settembre 2012
autunno
L’autunno è sceso all’improvviso, umido e piovasco, tanto che nessuno l’aspettava. Stava nascosto sui rami più alti, aggrappato agli aghi di pino, in compagnia dei colombacci, poi è venuto giù con un tonfo, mettendo tutti in fuga, aprendo la stagione della passera. E ha rubato gli ombrelli dagli armadi, lasciandoci gli scheletri in acciaio per far l’elemosina ai rigattieri laureati. L’autunno ride spesso, anche se non sembra, nascosto nelle cataratte di mio nonno, o fra le unghie affilate di un’amante, nelle cicatrici intorno agli occhi. E sta nelle campane impazzite che suonano da ore, annunciano la prossima bufera, così che Silvio è uscito fuori col fucile per spararle. Sta pure nel silenzio della casa, ora che cambiano gli orari del rientro, e mi chiamano le calze dai cassetti coi loro sussurri.
giovedì 6 settembre 2012
anche così si esplica un destino...
Anche così si esplica un destino
tu che parli a più riprese del tuo amore
(col tuo gancio formidabile!)
io che mai ti parlerò di come
l’aria senza te si fa pesante, ride di meno.
tu che parli a più riprese del tuo amore
(col tuo gancio formidabile!)
io che mai ti parlerò di come
l’aria senza te si fa pesante, ride di meno.
giovedì 30 agosto 2012
illusioni
Ogni domenica, da tre anni, ogni volta che vanno a trovare gli zii, Mirco viene sottoposto all’esame della ciccia da suo zio, un uomo corpulento, grande per tre volte Mirco.
Lo zio gli si avvicina con un ghigno dispettoso, gli afferra, tentando con la mano, la pancia che gonfia la maglietta, e gli dice: “Eh, non ci siamo mica! Ti stai allargando ancora!”
Mirco ogni volta gli ripete che non è vero, sono tre anni che non aumenta di peso ed è sempre uguale sulla bilancia, ma lo zio continua a ghignare: “Ti stai illudendo bene, caro mio! Le illusioni, sono quelle a dimagrirti!”
Ma Mirco non capisce. Ha sempre pensato che le illusioni ingrassino e rendano morbida e piacevole la vita, ma a questa cosa che invece la rendono magra non ci arriva.
Lo zio gli si avvicina con un ghigno dispettoso, gli afferra, tentando con la mano, la pancia che gonfia la maglietta, e gli dice: “Eh, non ci siamo mica! Ti stai allargando ancora!”
Mirco ogni volta gli ripete che non è vero, sono tre anni che non aumenta di peso ed è sempre uguale sulla bilancia, ma lo zio continua a ghignare: “Ti stai illudendo bene, caro mio! Le illusioni, sono quelle a dimagrirti!”
Ma Mirco non capisce. Ha sempre pensato che le illusioni ingrassino e rendano morbida e piacevole la vita, ma a questa cosa che invece la rendono magra non ci arriva.
mercoledì 29 agosto 2012
duquesne whistle
Il video abbinato al nuovo disco di Bob Dylan, Tempest, in uscita l’11 settembre. Come già per gli ultimi due, Beyond Here Lies Nothin’ e Must Be Santa, si tratta di cortometraggi veri e propri, carichi di ironia, cinismo, ma anche di violenza, la stessa che si può respirare nell’ultima produzione del cantautore. La regia è affidata a Nash Edgerton.
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