La notizia della morte di Sean Connery e la conseguente messa in onda su Raitre del Nome della rosa, mi riportano alla mente una battuta assai bella da lui pronunciata in quel film, che usai una volta per rispondere una celebre poetessa che si chiedeva un po' retoricamente (come fanno sempre i poeti, che se non si fustigano in cella non si sentono vivi) "Perché poi ridiamo?" nel senso proprio di "Che cacchio ci sarà mai da ridere di fronte alla futilità dell'esistenza?" e io le risposi come fa Guglielmo da Baskerville al cieco Jorge, che "Il riso è proprio dell'uomo, non delle scimmie". Cioè tu ridi perché la risata è già parte di te, ce l'hai scritta nel cromosoma, mica te la togli così facilmente dalla faccia. Lei, che non era né cieca né brutta, non mi rispose: Jorge, per dire, mi avrebbe ammazzato. Ancora da quel film, che è assai calzante in questi giorni, è interessante notare come a scatenare la serie di efferati delitti sia stata la morte di un disegnatore satirico, colpevole di eccessiva curiosità per la conoscenza e dunque punito perché "Il passo che separa la tensione mistica dalla violenza della follia è fin troppo breve"; ma che alla fine, di fronte alle fiamme che avvolgono la torre, Guglielmo rischierà la vita per salvare l'unica cosa che abbia realmente valore sottrarre alla distruzione, ovvero i libri (anche se nel film, proprio come nella vita, li leggono in pochi).
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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sabato 31 ottobre 2020
lunedì 9 marzo 2020
confesso che sono morto dal ridere
"Ci sono anche gli ottimisti, dicono: finalmente una buona occasione per leggere… Per capire che è bello leggere occorre avere la peste! Fuori c’è la peste, non so che cazzo fare, non posso andare al cinema… e quindi leggo un libro!"
(Vittorio Sgarbi)
mercoledì 26 giugno 2019
le vie di mezzo sono finite
Stamattina in chat una ragazza mi ha scritto: “C’è qualcosa di te che non mi piace. Il fatto che ridi sempre e che non prendi mai niente sul serio. Uno così o ha un sacco di cose da nascondere tipo È UN SERIAL KILLER!! Oppure è un cretino”.
(Ovviamente la seconda.)
(Ovviamente la seconda.)
domenica 15 maggio 2016
i bimbi sono punk...
I bimbi sono punk scorrazzano pieni di merda
nei pannolini col sorriso furbetto si lanciano
dietro il camioncino rosso e grido d’allarme
se di gusto lo rigano contro lo stipite della porta.
nei pannolini col sorriso furbetto si lanciano
dietro il camioncino rosso e grido d’allarme
se di gusto lo rigano contro lo stipite della porta.
sabato 2 agosto 2014
pregiudizio
A volte mi rendo conto di scontare una sorta di pregiudizio di fondo, per cui il fatto di vivere e lavorare in un paesino della provincia del sud non solo mi rende più debole sul mercato o nelle PR (cosa verissima), ma anche deficitario nel capire determinati meccanismi. Mi capita spesso, infatti, quando parlo con amici che vivono fuori, che senza quasi accorgersene mi facciano lezioni su come "si fanno" le cose nel mondo, quasi che da solo non riuscissi a rendermene conto, per il solo fatto di vivere in provincia, o come se non fossi in grado di aggiornarmi nell'epoca del 2.0. Io, quando capita, mi sento quasi in imbarazzo, perché mi viene voglia di ridere oppure di fare loro una carezza, ma mi par brutto ridere in faccia alla gente. Lo so che non lo fanno per cattiveria, ma nella loro sottile presunzione mi ricordano tanto Antonio, il protagonista dei Basilischi della Wertmuller, quando se ne va a Roma e se la tira tanto con gli amici perché lì si lava tutti i giorni, ma in fondo al cuore resta il solito cafone come gli altri.
domenica 25 maggio 2014
riflessi condizionati
Colpevolmente in ritardo mi ritrovo a leggere e a recensire questo piccolo libro di Nicola Simoncini (Cascina, 1975), Riflessi condizionati, edito da Samuele Editore. Dico colpevolmente per due motivi, non solo perché mi era stato consigliato già da tempo – ma i miei tempi di lettura sono parecchio dilatati –, ma anche per il vivo e sincero piacere che ne ho provato. Simoncini ha dalla sua la notevole capacità di dire le cose in maniera piana, spesso divertita, con una serenità inusitata nella poesia odierna tutta tesa o verso una drammaticità senza uscita, oppure tutta rintanata in se stessa e nelle proprie nevrosi, o più spesso combinando questi due elementi in un mix, alla lettera, micidiale, per quanto spesso affascinante. Già dall’incipit della raccolta invece, in quel “io non sono un Poeta” che rimanda alla lezione scanzonata, a tratti sperimentale del futurista Corazzini, c’è la chiara volontà di non prendersi troppo sul serio, non nel ruolo di vate, almeno; invece ritroviamo, di testo in testo, la conferma di una approccio gioioso per quanto romantico, alla vita, della visione tutto sommato pacificata di chi è venuto a patto coi suoi demoni. In più Simoncini, si vede, ha letto e letto molto e inanella citazioni con perizia estrema – ma senza mai risultare oscuro o appesantire i versi –, in poesie in cui la parafrasi stessa diviene elemento giocoso per quanto significante: “lo stillicidio di parole” che ritorna in ben due composizioni è un buon esempio di come si possa recuperare in chiave nuova persino l’abusata eredità di Montale, che d’altronde ha così poco a che a fare con la poetica di Simoncini. Il verso è sempre controllato, così come il vocabolario, ricercato ma nitido, l’uso della rima perfetto, mai banale, ma anzi spesso virato in chiave ironica, a stemperare la drammaticità di taluni passaggi. L’atmosfera che si respira in questo libro è sempre rarefatta, talvolta malinconica talvolta pungente, ma sempre colloquiale, mai ombrosa. Opera, insomma, che forse non assurgerà al capolavoro, ma sempre gustosa, irriverente e dolcissima, da leggere appunto nelle giornate di sole. CHIMICA
Forse, precipitando in un bicchiere,
diverrà solido, un giorno, questo cuore.
Coagulerà e avrà sostanza anche il dolore
che si disperde mescolato ad un sorriso.
Non so se, evaporando in un ricordo,
diverrà gromma questa gocciola di sera.
Inerte osservo dissociarsi il giorno
mentre l’amore è una reazione e una catena.
NON TOGLIERE
Non togliere, ti prego, la tua mano
ora che il mondo sprofonda nell’ombra
e il cielo è un reticolo di nubi.
Solca con le dita la mia fronte
e sbroglia ragnatele di pensieri.
La mente è una matassa inestricabile,
un dedalo e un abisso che spaura.
Ti amo di un amore che non tace.
Il mio metro è l’assenza di misura.
LEZIONI DI VOLO (A MIA FIGLIA)
da quando il tempo t’assomiglia,
il presente non ha più misura,
né più mi fa paura fendere il vento
col dorso della mano. Così
ogni corrente che raccolgo può farsi
piuma o lama di coltello. Amare è il taglio
più profondo. Feriti però si vola meglio.
sabato 16 novembre 2013
dignità e matte risate

Per quanto sia indifendibile a più livelli, è difficile per un non pugliese riuscire a capire il profondo senso di tradimento che qui si prova per il comportamento di Nichi Vendola. Non riguarda l’essere o meno di sinistra, o anche quello certo, ma soprattutto Vendola per molti di noi (della mia generazione almeno) era la speranza di qualcosa di piccolo ma integro, qualcosa che aveva a che fare, una volta tanto, con le idee e con i sentimenti, prima ancora che con gli interessi di qualcuno e col cinismo sterile di tanti altri.
Persino di fronte agli scandali che di volta in volta sono venuti fuori negli ultimi anni, c’era ancora il dubbio che oltre gli errori politici e le brutte figure si potesse ancora trovare, quasi intatta, quella coerenza intima, profonda, dell'uomo. Invece, la risata quasi imbarazzata, untuosa, che abbiamo ascoltato nelle ultime ore, da lui non ce la saremmo mai aspettata e a molti di noi ha fatto male.
È vero, le cose sono sempre più complesse di come sembrano, tutti hanno diritto a difendersi, ma quella risata, più ancora di ciò che è stato detto, ha scavato un solco profondo, una ferita non rimarginabile.
Cade Vendola, sepolto sotto la sua stessa risata, e con lui vengono meno, ed è assai peggio, molte delle energie migliori che, bene o male, era riuscito a tirarsi dietro nella sua corsa. Perché, e questo va ricordato, Nichi Vendola non è (stato) semplicemente, come in molti ora sostengono per delegittimarlo, un uomo politico come tanti, è stato un simbolo, un leader, e anche per questo il danno è ancora più grave.
Speriamo davvero che si dimetta. Lo deve alla dignità di chi lo ha votato e difeso, almeno quanto alla sua.
Persino di fronte agli scandali che di volta in volta sono venuti fuori negli ultimi anni, c’era ancora il dubbio che oltre gli errori politici e le brutte figure si potesse ancora trovare, quasi intatta, quella coerenza intima, profonda, dell'uomo. Invece, la risata quasi imbarazzata, untuosa, che abbiamo ascoltato nelle ultime ore, da lui non ce la saremmo mai aspettata e a molti di noi ha fatto male.
È vero, le cose sono sempre più complesse di come sembrano, tutti hanno diritto a difendersi, ma quella risata, più ancora di ciò che è stato detto, ha scavato un solco profondo, una ferita non rimarginabile.
Cade Vendola, sepolto sotto la sua stessa risata, e con lui vengono meno, ed è assai peggio, molte delle energie migliori che, bene o male, era riuscito a tirarsi dietro nella sua corsa. Perché, e questo va ricordato, Nichi Vendola non è (stato) semplicemente, come in molti ora sostengono per delegittimarlo, un uomo politico come tanti, è stato un simbolo, un leader, e anche per questo il danno è ancora più grave.
Speriamo davvero che si dimetta. Lo deve alla dignità di chi lo ha votato e difeso, almeno quanto alla sua.
domenica 14 aprile 2013
la crisi
Mi manca tanto Tonino Guerra, e quel suo modo semplice, ma profondo, di spiegarti le cose con la poesia, offrendoti allo stesso tempo un attimo di consolazione e di fratellanza. Se fosse qui oggi probabilmente scriverebbe una cosa così, che non ti risolve i problemi, ma almeno ci ridi un po’ su:
La crisi è una roba sdentata
che ti rosica dentro talvolta
e tu invece non puoi masticarla
anche quando i denti ce li hai.
La crisi è una roba sdentata
che ti rosica dentro talvolta
e tu invece non puoi masticarla
anche quando i denti ce li hai.
giovedì 27 settembre 2012
giovedì 13 settembre 2012
autunno
L’autunno è sceso all’improvviso, umido e piovasco, tanto che nessuno l’aspettava. Stava nascosto sui rami più alti, aggrappato agli aghi di pino, in compagnia dei colombacci, poi è venuto giù con un tonfo, mettendo tutti in fuga, aprendo la stagione della passera. E ha rubato gli ombrelli dagli armadi, lasciandoci gli scheletri in acciaio per far l’elemosina ai rigattieri laureati. L’autunno ride spesso, anche se non sembra, nascosto nelle cataratte di mio nonno, o fra le unghie affilate di un’amante, nelle cicatrici intorno agli occhi. E sta nelle campane impazzite che suonano da ore, annunciano la prossima bufera, così che Silvio è uscito fuori col fucile per spararle. Sta pure nel silenzio della casa, ora che cambiano gli orari del rientro, e mi chiamano le calze dai cassetti coi loro sussurri.
giovedì 6 settembre 2012
anche così si esplica un destino...
Anche così si esplica un destino
tu che parli a più riprese del tuo amore
(col tuo gancio formidabile!)
io che mai ti parlerò di come
l’aria senza te si fa pesante, ride di meno.
tu che parli a più riprese del tuo amore
(col tuo gancio formidabile!)
io che mai ti parlerò di come
l’aria senza te si fa pesante, ride di meno.
giovedì 19 luglio 2012
l'amore non è una cosa seria
MA PREZIOSA
Non stiamo forse parlando?, mi chiede
ma davanti a una banca.
È perché son preziosa!
Ma non toccarmi, o mi chiudo.
MA RISIBILE
Mi sei cara quando ridi
mi sei cura se ti penso
piango e rido insieme, non lo vedi?
Non stiamo forse parlando?, mi chiede
ma davanti a una banca.
È perché son preziosa!
Ma non toccarmi, o mi chiudo.
MA RISIBILE
Mi sei cara quando ridi
mi sei cura se ti penso
piango e rido insieme, non lo vedi?
lunedì 21 novembre 2011
di tutte le foto scattate...
Di tutte le foto scattate l’unica
ti piace che sei di schiena
una massa informe e nera tu
di capelli ed io ci stavo dentro
adagiato come un uovo
e ridotto a pigolare a forza di risate.
ti piace che sei di schiena
una massa informe e nera tu
di capelli ed io ci stavo dentro
adagiato come un uovo
e ridotto a pigolare a forza di risate.
domenica 5 dicembre 2010
sabato 22 maggio 2010
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