Essere sì della razza di chi rimane a terra
ostinatamente aggrappati al cuore
alla pietra che spacca il dente
e lentamente si dona alla forma al peso
che bilancia il giorno all’odore crudo
di vita continua fatica
alla pietra ferita nel fondo Maria.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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domenica 29 dicembre 2013
domenica 29 settembre 2013
domenica 25 agosto 2013
a volte a giudicare dal numero di gomme...
A volte a giudicare dal numero di gomme
che punteggiano le piazze e i centri storici
corrodono la pietra e spesso con fastidio
appiccicandosi alle scarpe ho l’impressione
che i bimbi del sud non siano che vitelli
figli di vacche e tori da monta addestrati
alla masticazione perpetua della gomma:
abituarli così alla sensazione del lattice
fargli capire da subito che sono nati
non per gestire il mondo ma solo ad abitarlo
trascinandosi intorno come manzi masticando parole
alimentando l’impero di sale dei dentisti.
che punteggiano le piazze e i centri storici
corrodono la pietra e spesso con fastidio
appiccicandosi alle scarpe ho l’impressione
che i bimbi del sud non siano che vitelli
figli di vacche e tori da monta addestrati
alla masticazione perpetua della gomma:
abituarli così alla sensazione del lattice
fargli capire da subito che sono nati
non per gestire il mondo ma solo ad abitarlo
trascinandosi intorno come manzi masticando parole
alimentando l’impero di sale dei dentisti.
domenica 14 aprile 2013
la crisi
Mi manca tanto Tonino Guerra, e quel suo modo semplice, ma profondo, di spiegarti le cose con la poesia, offrendoti allo stesso tempo un attimo di consolazione e di fratellanza. Se fosse qui oggi probabilmente scriverebbe una cosa così, che non ti risolve i problemi, ma almeno ci ridi un po’ su:
La crisi è una roba sdentata
che ti rosica dentro talvolta
e tu invece non puoi masticarla
anche quando i denti ce li hai.
La crisi è una roba sdentata
che ti rosica dentro talvolta
e tu invece non puoi masticarla
anche quando i denti ce li hai.
lunedì 31 dicembre 2012
in alba
mi appresto al buffo gioco dei denti
dove arraffa chi più strappa
avverto lo schiocco nella stretta
la scapola che cede sotto l’arca
lo sbriciolio del guscio che si spacca
dando spazio al sodo
e cede il braccio nella storta crolla il ponte
e affonda nave appena giunta
nello stretto
in alba c’è solo una promessa ed è
sopravvivenza incerta.
dove arraffa chi più strappa
avverto lo schiocco nella stretta
la scapola che cede sotto l’arca
lo sbriciolio del guscio che si spacca
dando spazio al sodo
e cede il braccio nella storta crolla il ponte
e affonda nave appena giunta
nello stretto
in alba c’è solo una promessa ed è
sopravvivenza incerta.
venerdì 21 dicembre 2012
la famiglia è una trappola...
La famiglia è una trappola
con denti sottili di plastica
affondano
per arrivare all’osso
e renderlo
compatto nella morsa.
con denti sottili di plastica
affondano
per arrivare all’osso
e renderlo
compatto nella morsa.
lunedì 20 agosto 2012
chiude l’ilva: sentenza storica e speranze per il futuro
Ci sono varie teorie in merito alla chiusura senza appello, oggi confermata, dell’Ilva. I più maligni, o scafati, sostengono legata alla prossima apertura di nuove e più redditizie acciaierie dall’altra parte del mare, in Africa. Altri semplicemente fanno notare come fosse ora che si facesse qualcosa per un problema talmente evidente che ogni altro minuto di silenzio risultava imbarazzante.
Che fosse davvero ora, molti non ne sono convinti. La situazione, storica ed economica, è quella che è, e chiudere adesso significa mettere sulla strada centinaia di famiglie. Purtroppo, non è il momento ad essere sbagliato rispetto alla crisi, ma la crisi stessa che ha portato alla luce carenze preesistenti, e quando i nodi vengono al pettine c’è poco da fare. Per centinaia di persone senza lavoro altrettante esulteranno, ringraziando il cielo che l’incubo del cancro da polveri sottili sia per loro finito. Chi ha ragione? In questo caso tutti. Chi ha torto? I padroni inadempienti, su cui si spera cada davvero e senza pietà la mannaia della giustizia.
Al di là delle questioni aperte, però, una cosa è certa: la sentenza di oggi, che mette al primo posto, e come raramente succede nel nostro paese, l’ambiente e la salute, con un occhio di riguardo alle generazioni future, ha una portata talmente rivoluzionaria da essere storica.
In futuro diventerà di certo pietra di paragone per altre controversie. L’Italia finalmente dimostra di volersi mettere al passo con la Comunità Europea, non solo a parole. Lo fa con durezza, ma che questo accada a Taranto dichiara, al di là delle sofferenze di alcuni e della retorica di altri, come il Sud non sia vittima designata ma abbia ancora una posizione centrale e un ruolo importante da giocare nello sviluppo futuro di questo paese. Bisogna solo stringere i denti.
giovedì 14 giugno 2012
tre note intorno a sanguineti, a due anni dalla sua morte
Nota 1
Nota 2
Nota 3
“La poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina.” (Edoardo Sanguineti)
Mikrokosmos, di Béla Bartók, è l’opera da cui Sanguineti ha tratto il titolo per la propria autoantologia (edita da Feltrinelli nel 2004). Sono 153 pezzi per solo piano raccolti in sei volumi, una cosa mastodontica secondo me, comunque quelli pubblicati qui sopra sono gli ultimi pezzi dull'ultimo volume, e fanno un capitolo a sé, intitolato Six Dances in Bulgarian Rhythm da intendersi, credo, come un omaggio alle proprie radici.
Nota 2
“Quando Sanguineti stava iniziando a costituire quello che poi sarebbe divenuto Laborintus mandò alcuni suoi testi a Cesare Pavese, il quale gli rispose che erano più adatti alla “Settimana Enigmistica”, perché più che poesie sembravano cruciverba. Sanguineti non si arrese e verso la fine degli anni '50 fece leggere alcune sue poesie ad Andrea Zanzotto, che gli disse che erano delle trascrizioni in parole di un mal di testa, o comunque di un grave esaurimento nervoso. La risposta altrettanto celebre di Sanguineti a Zanzotto fu che si trattava sì di un mal di testa o di un esaurimento nervoso, ma non suo, bensì sociale, diffuso a tutta la realtà. […] La polemica più famosa fu quella violentissima fra Pier Paolo Pasolini ed Edoardo Sanguineti. Pasolini fu accusato di essere conservatore, di essere utopico, di essere completamente chiuso a quello che stava succedendo nel mondo. Mentre Sanguineti e l'intero Gruppo '63 furono definiti da Pasolini dei figli di papà che si divertivano a fare gli avanguardisti totalmente asserviti al sistema.” (Aldo Nove, tratto da qui )
Nota 3
“La poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina.” (Edoardo Sanguineti)
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