Ogni tanto, non avendo io figli, né come me mio fratello, mi fermo a guardare i miei libri e fantastico sul loro destino, se finiranno al macero o in qualche camino quando degli estranei si prenderanno la casa, o in qualche bancarella dell'usato, e chissà se qualcuno leggerà quelli che mi hanno dedicato chiedendosi chi erano mai questi nomi, l'autore del libro e quell'Antonio a cui era stato dedicato, essendo noi tutti perlopiù sconosciuti ai futuri lettori.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
martedì 2 aprile 2024
sabato 10 dicembre 2022
vita e destino
Parlando di Stephen King, io una volta al liceo mi ero talmente innamorato del libro che copiai paro paro le ultime pagine di IT per un compito in classe. La prof mi mise 4 perché ero andato fuori traccia, però mi disse che era talmente bello quello che avevo scritto che come minino dovevo fare lo scrittore nella vita...
giovedì 15 aprile 2021
destino
martedì 9 febbraio 2021
il brivido
Quei momenti rari ma per questo eccezionali che leggi un manoscritto e ti viene il brivido, ti piace l'idea, ti piace la scrittura, persino il titolo, quel momento in cui lo leggi, lo leggi nei tempi di una sensata risposta, e man mano che prosegui ti convince sempre più, lo leggi fra altri 200 che ti sono arrivati, lo leggi e lo rileggi e ti dici che bello, mi piace, e piace anche al comitato di lettura che non è cosa scontata che piaccia proprio a tutti, a me per primo che non mi piace quasi nulla, lo leggi e ti dici questo lo pubblico ho deciso, ecco uno di quei momenti che lo leggi e ti dici questo è perfetto, ora gli scrivo, ora gli propongo un contratto, e proprio in quel momento scopri che l'autore ha pubblicato il libro, nel frattempo, con un altro.
sabato 19 ottobre 2019
l'amicizia di un poeta minore
domenica 31 marzo 2019
legno
venerdì 21 settembre 2018
intercity
giovedì 5 luglio 2018
nel tuo nome
giovedì 5 ottobre 2017
categorie
martedì 26 settembre 2017
diventare scrittori
sabato 24 settembre 2016
la torre
L’impresa è quasi impossibile. Si deve saltar giù dalla finestra sulla balconata, sperando di non perdere l’equilibrio atterrando, e poi percorrere la scalinata tenendosi stretti al muro. Il tutto approfittando della prima luce dell’alba, ma prima che si faccia pieno giorno e che qualcuno possa vederci e avvertire le guardie della torre. Eppure il custode è talmente disperato da implorarmi, dice che preferisce la morte a restare lì un solo altro minuto, immerso in quell’azzurro senza tristezze che lo priva della metà oscura delle sue emozioni.
Decidiamo così di provarci, calandoci giù dalla finestra, prima lui e poi io. Atterriamo, come per miracolo, sulla balconata di sotto e sollevando lo sguardo verso l’orizzonte ora spalancato, ci teniamo per mano per darci coraggio, mentre sentiamo, come se fossimo nudi, il fresco del primo mattino che ci morde il cuore e le braccia. Restiamo così per un tempo che pare infinito. Poi lui, preso dalla frenesia della fuga, emette un lungo sospiro e voltandosi verso la scalinata mi lascia la mano. Comincia a scendere, tenendosi stretto alla parete come una lucertola e approfittando, oltre che degli stretti scalini, anche di alcune irregolarità delle pietre, fessure e spuntoni.
Lo guardo e non capisco. Ma non dovevo essere io a salvarlo? Eppure sembra cavarsela molto meglio di me, che ho fatto l’errore di guardare in basso, e ora la distanza dal suolo mi sembra talmente enorme, spaventosa, che comincio a tremare tutto e mi gira la testa per le vertigini.
Mi ritrovo così bloccato sulla balconata all’esterno della torre, a decine di metri suolo, incapace di tornare al sicuro nella stanza del blu, ma paralizzato all’idea di affrontare gli scalini che ormai mi sembrano talmente stretti da non riuscire più a distinguerli sul muro, mi pare una follia. Anche il custode è scomparso e non so più se mi ha distanziato oppure è caduto di sotto. Lo chiamo a gran voce, terrorizzato, ma non risponde, sono da solo ormai, costretto a quella torre.
Il sole comincia a sollevarsi dietro l’orizzonte, e il primo calore in parte allevia i brividi, in parte mi offre una speranza. Presto le guardie mi vedranno e verranno a riprendermi. Mi basterà solo arrendermi, aspettare immobile il loro arrivo, stando ben attento a mantenere l’equilibrio, e poi decideranno per me. In quel momento il sole si solleva di colpo, con un grosso boato, sopra l’orizzonte, e io mi sciolgo contro il muro.
domenica 24 gennaio 2016
consapevolezza
lunedì 3 agosto 2015
mercoledì 25 febbraio 2015
al centro di tutto
lunedì 27 ottobre 2014
i motivi del gesto
mercoledì 8 ottobre 2014
fratelli

sabato 30 agosto 2014
capita
venerdì 6 giugno 2014
chi vuole può...
mi dice lei, dolcissima.
Ma io so
per esperienza o sfiducia
che nulla si può contro la vita.
Se viene viene
se non viene no.
sabato 28 dicembre 2013
ti regalerò strade diritte...
che si schiudano dolcemente
sotto le tue ruote
città senza scale in cui
perduti in fughe d’amore
ridendo sfrecciare verso la stazione.
Un giuramento come mille
pronunciato a un semaforo
ci accomuna per sempre
nel nostro destino alle farfalle.
venerdì 11 ottobre 2013
passare sulla terra
(Agota Kristof, da Trilogia della città di K.)

