Sempre dal libro in traduzione a cui stiamo lavorando in questi mesi, si riporta il verbale di un accorato consiglio comunale avvenuto nel 1827, due secoli fa, in cui il sindaco di allora, Aprile, fece un discorso applaudito all’unanimità dall’intera giunta in cui si proponeva di riportare entro i confini del paese tutti i contadini di Locorotondo (che già all’epoca aveva il territorio rurale più densamente popolato della Puglia subito dopo Bari), motivando la sua decisione con l’idea che una vita in campagna, esposta completamente alla natura come quella che facevano i contadini di allora, tirava fuori le abitudini più "bestiali" e allontanava gli uomini dall’ordine e dalla legge. Scrisse quindi all’intendente provinciale perché mobilitasse le forze dell’ordine per uno spostamento coatto dei contadini verso il paese. Ma l’intendente, stupito dalla richiesta, rispose al sindaco che oltre a spostarli poi questi contadini dovevano anche mangiare e se li toglievi alla loro terra che cosa gli restava? Ma considerando con preoccupazione il decadimento morale degli stessi scrisse anche all’Arcivescovo perché si costruisse in campagna una nuova chiesa con tanto di casa per il prete. All’anima dei contadini, insomma, ci avrebbe pensato lui.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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venerdì 15 marzo 2024
mercoledì 20 aprile 2022
stupidità
Stasera
pensavo alla stupidità di chi vuole conquistare una città a tutti i
costi e nel frattempo, per conquistarla, la rade al suolo. Poi una volta
che l'ha conquistata si accorge che ricostruirla gli costa più fatica
che averla conquistata e forse, nell'ottica di avere una città, si
faceva prima a costruirne una nuova.
sabato 28 dicembre 2013
ti regalerò strade diritte...
Ti regalerò strade diritte
che si schiudano dolcemente
sotto le tue ruote
città senza scale in cui
perduti in fughe d’amore
ridendo sfrecciare verso la stazione.
Un giuramento come mille
pronunciato a un semaforo
ci accomuna per sempre
nel nostro destino alle farfalle.
che si schiudano dolcemente
sotto le tue ruote
città senza scale in cui
perduti in fughe d’amore
ridendo sfrecciare verso la stazione.
Un giuramento come mille
pronunciato a un semaforo
ci accomuna per sempre
nel nostro destino alle farfalle.
sabato 17 agosto 2013
nude fra le mie braccia...
Nude fra le mie braccia
la città la notte e tu
la tua luce l’odore dei capelli
riflessi sulla faccia.
Di chi è il cuore che batte
più forte delle voci e dell’angoscia?
è tuo della città o della notte
o forse è il mio che batte più veloce?
Dove finisce la notte
e comincia la città?
Dove finisce la città e cominci tu?
Dove comincio e finisco io stesso?
(Nazim Hikmet)
la città la notte e tu
la tua luce l’odore dei capelli
riflessi sulla faccia.
Di chi è il cuore che batte
più forte delle voci e dell’angoscia?
è tuo della città o della notte
o forse è il mio che batte più veloce?
Dove finisce la notte
e comincia la città?
Dove finisce la città e cominci tu?
Dove comincio e finisco io stesso?
(Nazim Hikmet)
sabato 20 aprile 2013
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