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mercoledì 19 febbraio 2025

stupidità

Mi tocca anche leggere europei dissociati, o meglio gente che vive in Europa pur odiandola, e si posiziona mentalmente altrove, tipo in Nuova Guinea o Mozambico, che applaudono Trump perché la mette in quel posto all'Europa, dimenticandosi che, vivendo in Europa purtroppo, il culo che la prende è anche il loro. A nessuno piace l'Europa così com'è oggi, ma una cosa è lottare per cambiare le cose dall'interno, anche protestando a voce alta, un'altra e aspettare un colpo di pistola ed esserne felici. Ma quanto grado di stupidità è possibile?

mercoledì 15 gennaio 2025

un lavoro da uomini

Leggere le dichiarazioni di Trump e Musk che dicono che gli incendi di Los Angeles si diffondono non a causa dei cambiamenti climatici e dell'azione dolosa degli uomini (che vanno sempre a braccetto), ma per colpa del fatto che nel corpo dei pompieri c'è stato un eccesso di assunzioni di donne, extracomunitari e omosessuali, tutta gente "geneticamente" incapace di fare un lavoro da veri uomini com'è appunto il pompiere, sarebbe assurdo e ridicolmente retrogrado, se non fosse tragicamente vero nel 2025, e soprattutto se non ci fosse gente che li prende sul serio, sia in America che qui da noi, compresi i "nostri" Lilin e Salvini e tutti quelli che li seguono a ruota.

domenica 17 novembre 2024

da facebook

Ogni giorno su questa povera bacheca leggo stupidaggini del tipo che Trump, almeno lui, non ha mai fatto guerre, per questo è sempre meglio degli altri. Nemmeno Andreotti ha mai fatto guerre, eppure… Eppure Trump vi piace, e allora io penso che forse il problema non è Trump, ma siete voi e i motivi per cui vi piace. Leggo quelli che dicono che appoggiano Trump perché amano la pace e odiano una certa sinistra, e non li capisco, non ha senso per me questo aut aut, la trovo una forma di malattia. Credo che per una persona sana sia normalissimo odiare una certa sinistra così come è impossibile appoggiare uno come Trump, per gli identici principi; e penso che non c’è contraddizione più grande di dire di amare la pace e aspettarsela da un uomo così, uno intimamente convinto che le donne siano esseri inferiori, che i migranti siano esseri inferiori da deportare, che chi ha denaro conta di più di chi non ne ha, che l’ambiente e il mondo siano un ostacolo da abbattere invece di una risorsa da coltivare, che l’ignoranza dei popoli e la menzogna vincono sempre sulla verità, sull’informazione e sulla cultura, per quanto scomode e sgradevoli esse possano essere. L’unica vera contraddizione per me è questa, stare sempre a dire di odiare le menzogne del potere e poi sposare la causa dell’ennesimo re nudo, invece che del bambino che lo sbugiarda senza mezzi termini.

giovedì 7 novembre 2024

de andrè

Ieri un tipo su IG che pareva molto contento della vittoria di Trump perché finalmente avrebbe contrastato questo clima d'odio antirusso, anche se poi si scherniva dicendo (e citando il povero De Andrè) che lui è contro il potere tutto, a un certo punto ha fatto fra le righe allusioni a quei fessi tipo me che credono alle bufale sul clima e si fanno l'orto a casa per mangiare vegetariano a km 0 ecc. tutte cose molto inutili che non cambiano di una virgola quello schifo di potere che ci sovrasta, come se già mangiare bene non sia una forma sana di lotta. Leggendolo, però, mi è venuto da pensare che, per quanto io ci parli, davvero non capisco le posizioni di quelli che credono alle scie chimiche e poi mi dicono di non credere al surriscaldamento globale, definendola una bufala, io non capisco perché secondo loro l’uomo ha il potere di iniettare sostanze nell’aria che respiriamo ma non ha potere di influenzare la natura. Ma non è una contraddizione? Ho letto persone convinte che il disastro di Valencia sia stato provocato da inseminazioni di nuvole di pioggia in Marocco, e proprio per questo sostengono che è la prova che non c’è alcun cambiamento climatico in corso, ma è stato solo un “incidente” più o meno casuale (che già detta così, visto quello che è successo, fa abbastanza paura). Ma non è invece la prova che se l’uomo vuole può facilmente modificare il clima, sconvolgerlo e creare disastri ambientali? E che occorre quindi una regolamentazione etica di cosa si può fare o no, e come, e con quali scopi, in natura? Perché, se anche fosse vera la storia del Marocco, tu come ti comporti: vai in Marocco a dirgli di non provare mai più a far piovere sul loro stato, anche se magari hanno una grave siccità in corso? E dall’alto di quale gradino glielo puoi impedire? E sai dove ti mandano quelli in Marocco se provi a dirglielo? E allora che si fa, andiamo avanti con il "Liberi tutti" fino al prossimo incidente, alla prossima Valencia? Perché tanto non è vero niente? A me sembrano tutte cose molto reali di cui discutere, mica fantasie. E il fatto che non si riesca a discuterne pacificamente arrivando a una soluzione condivisa mi pare solo la controprova che il problema è veramente serio.

lunedì 4 novembre 2024

l'attrice

Leggere post (per me) assurdi, scritti da gente che pubblica libri, in cui si lancia l’ipotesi che la ragazza che ieri si è spogliata per protesta in Iran forse è una attrice, una comparsa paracadutata lì e utilizzata dal “nemico” per favorire l’ostilità verso l’Iran e aumentare il consenso al prossimo attacco di Netanyahu. Come se servisse una comparsa, dopo anni che stanno combattendo in quel paese per un po’ di libertà, dopo Mahsa Amini, dopo che sono morti tanti giovani impiccati per strada, lontanissimi dalla nostra attenzione, come se servisse una comparsa a ricordarci che l’Iran è una dittatura feroce che odia la giovinezza e le donne. E se anche fosse vero, se anche fosse stata una comparsa? Quanto siamo meschini se abbiamo bisogno di una attrice per ricordarci del male vissuto in un paese? Quante attrici, quante serie Netflix, ci serviranno per ricordarci, che ne so, delle donne afghane? E così noi, invece di stare dalla parte di quei giovani che lottano, pensiamo solamente al “nemico”, il “nostro” nemico, al nemico che ci siamo dati fregandocene degli altri, così nell’ansia del nemico non pensiamo a niente altro che al nemico, il nostro, e arriviamo a sospettare di chiunque, anche di noi, perché il nemico è ovunque, anche in noi, finché il nemico diventiamo noi, e abbiamo finalmente un buon motivo per odiarci e invocare la nostra stessa distruzione col profondo e assoluto egoismo che ci è proprio. Ma cosa è vero e cosa è giusto, allora, agli occhi di chi non crede in nulla al di là del suo nemico?


venerdì 12 gennaio 2024

il pasticcio

Così l’ha definito un mio amico, ed è vero. Nelle ultime ore si è diffusa una notizia relativa a un fatto successo nel paese qui vicino. Una giovane ragazza per fare una storia sui social si è fatta fotografare tutta sorridente mentre spingeva un gatto in una fontana, e visto che siamo in inverno e il gatto era vecchio è morto congelato. Non voglio dare definizioni del gesto, per nulla divertente, e nemmeno voglio immaginare che l’intenzione fosse ucciderlo, penso piuttosto che non si rendesse proprio conto che le sue azioni potessero avere delle conseguenze, fatto sta che ora la ragazza che si è fatta fotografare in flagranza di reato rischia un bel po’ di problemi. E questo anche perché la donna che si prendeva cura del gatto, viste le foto pubblicate sui social, ha denunciato pubblicamente la ragazza facendo anche lei un post su Facebook in cui ne indicava nome e cognome. Cosa che, per quanto tu possa avere ragione ad essere arrabbiata, non puoi fare, la legge non lo permette per ovvi motivi. Infatti, la donna ha subito corretto il tiro, cancellando il nome e sostituendolo con le sole inziali, ma quando ha letto il suo post originale qualcuno ha pensato bene di cercare sui social la giovane ragazza nominata per farle sapere cosa pensava di lei. Sbagliando persona. Un’omonima che vive nello stesso paese della giovane ragazza ha scritto di aver ricevuto delle minacce di morte per il solo fatto di chiamarsi come quella che ha ucciso il gatto. E qui ci sarebbe davvero da chiedersi quale linea separa una persona che per divertimento si accanisce contro una creatura più debole di lei, da una che per un moto di rabbia si sente autorizzata a minacciare di morte una persona che nemmeno conosce per il solo fatto che ha letto il suo nome in un post.

giovedì 19 ottobre 2023

cretineria

Devo essere sincero, certi giorni leggo dei post o dei commenti di persone che notoriamente leggono libri, o dicono di leggere libri, ma talmente cretini, che non mi pare ci sia nessuna differenza con quelli di chi non legge libri, e mi sento quasi un truffatore a insistere così tanto in questa ciarla che leggere ci rende migliori perché forse non è vero, forse siamo tutti (chi più chi meno) cretini, democraticamente cretini, anche quelli che si credono meno cretini degli altri, anche tu che mi stai leggendo, e comunque un cretino può restare cretino anche se ha letto Stella Maris o La casa del mago.

giovedì 2 febbraio 2023

stupidità

Stamattina pensavo a quanto tutti si lamentano del fatto che non sei abbastanza sui giornali, che non c’è una distribuzione adeguata, che non vai a questo o quel festival, che nessuno ti conosce come meriti. A me devo dire importa poco di finire sui giornali: mi ricorderò sempre quando telefonai a Leogrande su consiglio di Minervini per lanciare il bando di un concorso di scrittura sociale sullo Straniero diretto da Fofi, e Leogrande, che all’epoca ne era il vicedirettore, si vergognava quasi a chiederci 450 euro + iva per la pagina. Per me quella rimane ancora l’immagine più viva del giornalismo culturale di oggi: uno che pure ha dei principi, come Leogrande, che deve chiederti 500 euro per mezza pagina di pubblicità a un concorso gratuito, se no la rivista chiude (come poi successe). E mi domando perché in questo mondo editoriale che vive sullo scambio di denaro come ogni altro mondo, tutti possono chiedere soldi per tutto a testa alta (i festival, i saloni, i giornali, i tipografi, gli uffici stampa, i distributori, magazzini e corrieri, i premi, le scuole di scrittura), meno gli editori. E più vado e più mi chiedo come ho fatto ad essere talmente stupido che in un ambito “culturale” dove i soldi girano come in tutti gli altri, forse con più ipocrisia, io sono riuscito a infilarmi nell’unico ruolo sempre moralmente in discussione quando chiede pecunia. Mi sembra ogni volta, giuro, di essermi preso per il culo da solo. Ma poi, per tornare alle prime righe, mi chiedo: e se comunque siamo poco visibili, tutti quelli che ci scrivono per proporre il loro lavoro, come cacchio ci trovano? Scende lo spirito santo a mostrargli la luce sulla via di Damasco? Posso vederla anche io un po’ di quella luce?

giovedì 28 aprile 2022

sull'uso del cretino

So che ieri qualcuno ha storto il naso per quella mia battuta del “se pubblichi dopo i 40 sei cretino”, ma a parte che a De André ho sempre preferito Jannacci per cui sinceramente credo che dentro ognuno di noi ci sia nascosto un cretino a prescindere, ribadisco che è una sensazione mia quella, mica un obbligo morale per gli altri. Credo però che un poco mi abbia rovinato il lavoro editoriale, perché un autore che pubblica vede lo schifo del sistema con un piede dentro e uno fuori, un editore che pubblica sé e gli altri conosce lo schifo con tutti e due i piedi dentro e lo moltiplica per ogni singolo autore che incontra. Così non solo l’editoria non dà (più) ricchezza morale, ma impoverisce emotivamente e si deve lottare per restare sani. Se avessi dato retta a mio padre invece – me lo rimprovero sempre – avrei studiato architettura e oggi avrei un bel posto tranquillo al Comune, all’Ufficio tecnico, dove per altro c’è già impiegato un Antonio Lillo che ha preso evidentemente il mio posto. Non a caso ogni tanto qualcuno si sbaglia e mi chiama per chiedermi delucidazioni su come va questo o quel lavoro pubblico, e io per non deluderli rispondo come posso.

mercoledì 20 aprile 2022

stupidità

Stasera pensavo alla stupidità di chi vuole conquistare una città a tutti i costi e nel frattempo, per conquistarla, la rade al suolo. Poi una volta che l'ha conquistata si accorge che ricostruirla gli costa più fatica che averla conquistata e forse, nell'ottica di avere una città, si faceva prima a costruirne una nuova.