Pare che nell’ultima parte della sua vita, o meglio ancora dopo la vittoria dello Strega nel 1992 con l’opera Nottetempo, casa per casa, unico libro di poesia ad esserci riuscito – praticamente un poema in prosa, ricercatissimo, ma scamuffato da romanzo perché privo di tutti quegli a capo che, un tempo, spaventavano i lettori più di uno scosceso dirupo o di un pozzo nero – pare che dopo la vittoria dello Strega, agli amici che chiamavano la casa di Vincenzo Consolo per avere sue notizie, sua moglie Caterina fosse solita rispondere: “Enzo è in viaggio” oppure “Consolo è partito” per comunicare che Enzo si era ormai allontanato verso lidi lontanissimi per loro. Leggerlo mi ha ricordato una battuta con cui Franco Franchi punzecchiava Ciccio Ingrassia quando quest’ultimo, dopo l’esperienza con Fellini in Amarcord, spingeva per partecipare a opere cinematografiche più ambiziose rispetto alle commedie facili con cui sbarcavano il lunario. “Ciccio, scendi dall’albero!” gli gridava Franco irritato, senza riuscire a scorgere i paesaggi che Ciccio vedeva dalla cima di quell’albero e che erano gli stessi verso cui era partito Consolo.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
domenica 22 settembre 2024
mercoledì 27 settembre 2023
mal comune, mezzo gaudio
Incontro alla fermata del bus due simpatiche quanto sprovvedute signore sui 70 anni che da Lecce hanno deciso di farsi una passeggiata a Locorotondo. Sprovvedute perché invece di pagare un taxi, hanno pensato bene di risparmiare i loro soldi e prendere il treno, senza rendersi conto che dalla stazione di Fasano alla Valle d’Itria i collegamenti sono pessimi. Infatti, dalla stazione bisogna prendere il bus cittadino che porta in centro a Fasano e arrivati lì c’è un solo pullman della Sud Est (alle 10.00) che sale verso Locorotondo, ma se perdi quello sei bloccato a Fasano per il resto della mattinata. Le due simpatiche signore però vengono prese “a cavallo” da Luca Liconso che era andato a comprare i fiori. Quindi si ritrovano a settant’anni a fare il loro ingresso in Valle d’Itria facendo l’autostop sul furgoncino delle onoranze funebri. Insomma, una di quelle avventure che si può raccontare ai nipoti… Salvo che subito dopo la loro avventura viene di nuovo ostacolata perché si rendono conto che, non essendoci collegamenti adeguati fra paese e stazione nemmeno al rientro, devono necessariamente riprendere il pullman per Fasano delle 12.20 (che è l’unico fino alle 16.30) se no non sanno come arrivare il tempo per prendere il regionale per Lecce del pomeriggio. Fanno dunque un giro di una mezzoretta in paese e poi tornano di corsa alla fermata, dove le incontro. Una delle due mi dice che Locorotondo è bellissima ma continua a chiedermi: Perché? Perché un paese bello come questo non è collegato a nessuna stazione? – L’altra, più sardonica, mi dice: Io credevo che solo in Salento stessimo messi così male, e invece oggi sono contenta di scoprire che non siamo i soli! – Come si dice: mal comune, mezzo gaudio.
martedì 25 luglio 2023
sogno del bagno pubblico
Sto affrontando un estenuante viaggio in pullman, afflitto da tremendi dolori di pancia. Quando dopo molti patemi il pullman ferma a una stazione di servizio, grato corro verso i bagni dove mi piego sul vaso già orribilmente sporco e mi svuoto di tutto. Provo a tirare lo scarico, ma non funziona. Lo tiro due volte e nulla. Mi arrendo, ma proprio mentre sto per uscire entrano nel bagno due uomini e una donna che stanno discutendo fra di loro concitati. Non capisco cosa dicono, ma quando mi vedono lì i loro sguardi si fanno disgustati, come se li stessi spiando e uno dei tre, quello dall’aria più spiccia, si guarda intorno e indicando il vaso lercio comincia a insultarmi: “Lei si vergogni, si vergogni per quello che ha fatto! Lei è un uomo orribile! Ripulisca immediatamente ogni cosa”. Io così, schiacciato dal peso delle sue accuse, pieno di rimorso e di disgusto per me stesso, mi piego ancora una volta sul vaso e senza guanti infilo le mani nude nei rifiuti organici che affiorano e comincio a raccogliere la carta umida che intasa lo scarico riversandola nel cestino accanto al muro. I tre mi guardano ridendo, finalmente riconciliati. Mentre lavoro con la gola serrata dalla ferocia degli odori, controllando attraverso la finestra mi accorgo che il mio pullman è ripartito. “Tutto questo non è giusto, io non me lo merito!” dico con gli occhi umidi, ma non so se per la commozione o per la nausea. Loro tre continuano a ridere, l’uomo che mi ha rimproverato più degli altri. “Lei non capisce, è tutta colpa di questo mio senso del dovere se sono qui!”. Ride ancora più forte. “Lei non capisce, non capisce proprio. Il mio senso del dovere è talmente forte che se lei me l’avesse chiesto” dico indicando la donna “io l’avrei strangolata senza pensarci due volte!”. L’uomo ride ancora più forte, deliziato.
giovedì 6 aprile 2023
il mondo nuovo
sabato 21 gennaio 2023
bidella in treno
Io non lo so se la bidella che viaggia in treno è scema come ormai la definiscono, però mi dà l'idea di una persona che è stata strumentalizzata a dovere. Leggevo un pezzo poco fa, su HuffPost, in cui si diceva che la sua vicenda in tre/quattro giorni ha avuto una visibilità superiore a quella del festival di Sanremo, quindi i giornali che l'hanno pubblicata ci hanno guadagnato in pubblicità di sicuro. Quando ci si chiede: perché lo hanno fatto? Facile: perché conoscono i loro polli. Dice anche il pezzo che questo genere di notizie minerà la fiducia dei lettori nella credibilità dell'informazione, ma io non credo che questo minerà il fatto che se ti piace questa merda andrai a cercarne dell'altra pur sapendo cos'è: anche il maiale sa che il fango è fango e ci si rotola apposta proprio perché è fango. Invece non sono così sicuro che la bidella sia stata abbastanza tutelata o informata su cosa rischiava dando il consenso alla notizia con tanto di fotografia. Magari ha peccato di ingenuità, magari è stata lusingata. O semplicemente ha esagerato i fatti senza pensarci troppo. L'avranno pagata? Non credo. Adesso è sommersa dagli insulti peggio che se avesse truffato lo Stato, e io mi chiedo come reagirà di fronte a questa ondata. Ogni tanto se ne vede qualcuna di storie così, c'è chi di fronte a queste cose fa spallucce e aspetta che la tempesta passi spostandosi verso un altro obiettivo. C'è pure chi accusa i colpi e va in depressione. C'è chi perde il lavoro. Qualcuno si è anche ucciso di fronte all'odio mediatico. Io ci penserei dieci volte prima di lanciare una pietra addosso a una persona. Magari sì, l'ha sparata grossa (con l'aiuto di qualcuno che le ha messo in mano un microfono), ma noi chi siamo per giudicarla come se stessimo su un gradino più alto? Cosa sappiamo di lei a parte quello che ci suggerisce qualcun altro?
venerdì 12 luglio 2019
compagnia
venerdì 21 settembre 2018
intercity
lunedì 2 aprile 2018
stalin sul volga
martedì 25 luglio 2017
storia di una poesia americana
giovedì 29 giugno 2017
diario minimo: una settimana a zonzo in italia
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| Briciole di poesia |
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| Elena Zuccaccia mi aspetta al Pincetto |
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| Perugia dall'alto |
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| Tracce del divino. Chiesa di San Domenico, Perugia |
Tutto di te mi fa male
che non sia l’angolo muto
della tua stanza l’occhio
spalancato sull’ombra | in piena luce
il sole sparso sulla mia bocca
fra i denti minuti della cerniera
spalancata sul vuoto.
conta mai davvero per arrivare
a nulla, allora nulla potrà mai
dimenticarci? Me lo chiedevo poi
sui due piani ormai distanti | orizzontale
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| Elvio Ceci |
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| Rive di Traiano a Terracina. Presentazione sulla spiaggia |
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| Terracina prima del tramonto |
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| Una banda di matti. Sandro e Elvio Ceci, io, Alessandra Romagna |
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| Damo soddisfazione ar popolo! |
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| La situazione metereologica a Torino non è per nulla buona |
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| Incontri casuali in piazza Vittorio Veneto, la poetessa Valentina Colonna |
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| Evergreen Fest, al parco della Tesoriera a Torino |
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| Sul palco dell'Evergreen Fest, con Simone Schinocca |
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| Di cosa parliamo quando parliano d'amore. Un bel titolo intonato alle lenzuola |
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| Con Sergio Pasquandrea a Perugia |
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| Retroscena di una presentazione. Elena stira la camicia di Elvio |
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| Con Andrea Gianfrate a Torino |
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| Con la Colonna a Torino |
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| Con Luca Bianchini in areoporto a Torino |
sabato 10 giugno 2017
una storia vera (e poetica) che ho appena letto
venerdì 7 aprile 2017
nido
domenica 30 ottobre 2016
barriera del piscione
sabato 1 ottobre 2016
ninna nanna
venerdì 2 settembre 2016
la donna di sabbia
giovedì 13 agosto 2015
una cartolina dall'islanda
e il nostro breve che per poco
ci portò un romanzo: il breve lampo
del tuo slancio senz’amore
ma incapace di slegarsi dal mio amore
(né disse mai l’amore di volerci)
soltanto per averci complici
e compagni di perdenza per il giorno
del tuo ritorno a casa anguilla mia.
Mi scrivi dalle coste dell’inverno
in una luce tutta notte tutta inverno
mai più salvezza tu mai più l’eterno
ma serratura (toppa e chiavistello)
da serrare in vista dell’averno:
cruna che dall’abisso di un vulcano
ci schiude una parola il tuo saluto
poi viene divorata dall’incuria dallo sputo
dei postini infreddoliti. Perdonali
non sanno.
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