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martedì 3 marzo 2020

traffico

Qualcosa è cambiato nel traffico della mia casella di posta elettronica. Nel giro di pochi mesi sono passato dai tentativi di ricatto per la mia vergognosa attività su youporn a informazioni necessarie per combattere le vene varicose e gli attacchi di trombosi. Insomma, qualcuno da qualche parte sta cercando di mandarmi un segnale, ma non ho ancora capito quale.

mercoledì 11 settembre 2019

da che parte sto

Non voglio dire che sia una cosa sbagliata, ma pensavo a questa cosa di chi oggi festeggia Facebook perché ha oscurato CasaPound e solo ieri protestava per il fatto che sempre Facebook censura immagini (persino artistiche) inneggianti al corpo nudo delle donne, ritenendole volgari e offensive. Pensavo che il più importante social del mondo ha lanciato questo messaggio: che fascismo e corpo delle donne sono orribili allo stesso modo e per questo censurabili. E mi ponevo il dubbio se c'è da fare un più comodo due pesi e due misure, sacrificando il "male minore" per far fronte al fascismo, oppure cercare di capire, in questo meccanismo, da che parte sto.

giovedì 24 agosto 2017

il biglietto di addio

Nel sogno, con Andrea indaghiamo su di un pirata pazzo e cinefilo scomparso nel nulla e che ha lasciato di sé un quaderno con dentro foto di quand'era bambino e schizzi di film western in bianco e nero e un biglietto di addio che dice FALLA IN LOVE! Va bene, ci diciamo, ma falla cosa?

lunedì 11 gennaio 2016

nel silenzio

Posso dire, con una nota autobiografica che non c’entra nulla con quanto segue, che sapere che David Bowie è morto mentre sei in fila dal fisioterapista e hai di fronte una ragazza russa che ti insegna a dire acqua nella sua lingua (вода) ha un che di surreale. Soprattutto se pensi che appena due giorni fa è uscito il suo ultimo disco, Blackstar, a detta di molti un capolavoro, e che adesso prende il sapore del testamento. Si vede che, sapendo di morire, ci ha messo qualcosa in più, un alito di vita in più. Ancora incredulo sono andato a controllare. A parte le notizie sulle varie testate, c’era già, come una lapide sulla sua storia, o un punto, la data di morte su Wikipedia. Io, stupido, mi sono chiesto chi sarà stato, chi è che mette le date di morte su Wikipedia? Chi è stato a chiudere il file? Tempo fa ho letto in un testo critico che il periodo artistico più rilevante di Bowie coincide con l’internamento in manicomio di suo fratello Terry, per cui Bowie scrisse la sua canzone che preferisco, The Bewlay Brothers. Quando Terry peggiorò e poi morì, a metà anni ’80, Bowie perse molti stimoli e la voglia di fare arte, e nascose se stesso dietro un muro di musica commerciale, spesso squallido ma non abbastanza da scalfire la sua aura di artista, com’è successo ad altri reduci del rock degli anni ’60 e ‘70. Un bel ritratto di lui e di come veniva percepito all’apice del suo talento e poi subito dopo la caduta, lo ha dato Todd Haynes in Velvet Goldmine, film che racconta (anche) la magia di un periodo e di un genere, il glam rock, senza metterci dentro un solo brano di Bowie, che negò il suo permesso a usarli. Eppure, anche se non si sente mai la sua voce, il film lo racconta ancora meglio di quanto fece L’uomo che cadde sulla terra, di Nicolas Roeg, a cui partecipò con vero sentimento lo stesso Bowie in qualità di protagonista. Credo anzi che sia stato proprio questo il segreto di molta sua arte, appreso dalle lezioni del primo Bob Dylan e di Lindsay Kemp, ovvero la capacità di alimentare il proprio mistero, l’arte della sottrazione per cui quello che conta, il messaggio, spesso perturbante, non è in ciò che dici, ma all’opposto in ciò che taci, in ciò che sta nascosto nel silenzio.

giovedì 19 febbraio 2015

strani casi

Un tale di nome Alberto e basta mi scrive una mail e mette come oggetto: Scopri la tua seconda entrata! Così Libero, invece di infilarla nello spam, me la infila direttamente nella cartella delle Offerte. Io mi faccio qualche domanda su Alberto, e anche sulla libertà senza censure di Libero. Alberto, invece, sembra molto entusiasta e propositivo: “Fidati di me, non te ne pentirai, anzi...” e quei tre puntini risuonano come campanellini (di allarme) nei prati vergini della mia innocenza. Devo proprio inoltrarla al mio urologo questa, mi dico, sono sicuro che gli piacerà pure a lui.

giovedì 1 gennaio 2015

messaggio di capodanno

vabbè basta ho deciso l'anno che viene me ne frego di fregarmene delle feste e per natale me ne vado all'estero anche io a cuba con gianni morandi oppure in india a cavalcare elefanti così vi mando le mie cartoline in costume sigaro e baschetto rosso oppure mentre cavalco gli elefanti o sniffo merda di elefanti arrotolata nella canapa indiana e voi vi sckiattate tutti d'invidia a immaginarmi al calduccio nel terzo mondo mentre voi qui il solito natale col panettone e lo spumantino e le lenticchie e napolitano a farvi i selfie mentre vi rotolate nella neve per fare i giovani e poi scrivete post sui social in cui vi lamentate della neve perché se c'è la neve allora non siete nemmeno liberi di andarvene dove volete oppure illudervi di stare a cuba o in india guardando le foto degli altri perché fa troppo freddo pure per sognare

giovedì 28 agosto 2014

messaggio privato

Mi scrive Cinzia, un messaggio privato sulla pagina Fb di Pietre Vive: "Potete cancellare il numero di telefono di mio marito dal vostro diffusore di messaggi sul cielo grazie" Non so che risponderle, intanto non conosco suo marito, ma soprattutto che caspita è un diffusore di messaggi sul cielo?

giovedì 31 dicembre 2009

per chiudere l'anno in bellezza

E per chiudere l’anno in bellezza uno dei miei pezzi preferiti che però, dato il contenuto, tiro fuori dalla manica solo nelle grandi occasioni, e questa mi sembra una grande occasione. Fra pochi giorni ne compio 33, comincia il mio periodo messianico in cui me ne andrò in giro per le piazze a diffondere il verbo, e cioè che l’amore è la risposta. Perlomeno l’amore degli altri. A Pasqua poi mi crocifiggeranno sul cupolone della chiesa del Luogo Rotondo e più che a Gesù mi vedo simile a Villaggio nel secondo tragico Fantozzi. Per intanto godiamoci la canzone. L’ha scritta Frank Sinatra nei primi anni ’50, ispirato dalla sua tormentata relazione con Ava Gardner, e devo dire che solo per questa, se anche non avesse fatto nient’altro, meriterebbe di entrare negli annali della musica mondiale. È un brano bellissimo e triste e sincero fino alla follia, appunto. Nessuno vorrebbe mai viverle delle storie così eppure, senza, un artista poi di cosa scriverebbe? Come potrebbe mai esprimere al massimo il proprio sentimento? Inappagato, Sinatra ci fece un intero album di canzoni così, che molti considerano il suo capolavoro e intitolato In the wee small hours, da ascoltare solo se si ha il cuore tormentato dalla notte. Conosco bene la sensazione, perché l'ho vissuta a lungo. E infatti anche il mio libro è pronto. Ora devo solo trovare un editore. Il nuovo anno comincerà per me all’insegna di una ricerca, non proprio spirituale ma va bene così.
Ava Gardner disse di quella storia: “È stato l’amore della mia vita. A letto eravamo grandi. Era sulla via del bidet che di solito cominciavano i problemi.” I'm a fool to want you dice in fondo le stesse cose in maniera un po’ più romantica. Questa qui sotto è una versione del 1957. Mentre ve ne linko qui un'altra altrettanto bella, più bluesy, di Billie Holiday. Meglio l’anno non poteva finire. Se poi vi chiedete se ci sono secondi fini o messaggi subliminali nelle mie scelte musicali (come in effetti mi è stato fatto notare) beh io vado a istinto. Magari sarebbe più utile rivolgersi al dottor Freud, no?



SONO UN PAZZO A VOLERTI

Sono un pazzo a volerti
Sono un pazzo a volerti
A volere un amore che non può essere vero
Un amore che è lì anche per altri
Sono un pazzo a tenerti
Così pazzo a tenerti
Per chiedere un bacio che non è solo mio
Per condividere un bacio che il diavolo ha conosciuto
Tante e tante volte ho detto di lasciarti
Tante e tante volte sono andato via
Ma poi arriva il momento che ho bisogno di te
E una volta ancora devo ripetere queste parole
Sono un pazzo a volerti
Abbi pietà, ho bisogno di te
So che è sbagliato, deve essere sbagliato
Ma giusto o sbagliato non posso andare avanti
Senza te