Ho scritto un romanzetto e devo proporlo in giro. Ho scelto di farlo fantastico perché mi sono stufato di queste storie di autofiction, confessionali, ombelicali, masochistiche, come le scrivono tutti, che palle, e poi lo faccio già con la poesia, vorrei cambiare mood ogni tanto. Ho scritto un romanzetto fantastico, ma più lo leggo e più lo trovo leggero e più mi interrogo se non sia gratuito e in fondo inutile. Che senso ha scrivere un romanzo di intrattenimento in una società votata all’intrattenimento? Non è come gettare benzina sul fuoco? Continuo a essere dubbioso sui suoi meriti. Forse dovevo scrivere anch’io un romanzetto ombelicale, confessionale, masochistico ma con delle punte autoironiche che prova a estrapolare il senso della vita in un bignami per il pubblico partendo magari dal bagno. Ma più ci penso e più anche quello mi pare inutile. Scrivere è inutile, oggi più che mai. Mi chiedo, cosa serve al pubblico oggi per stare bene? Porno. Più ci penso e più mi convinco che sia quello, perché di porno non ce n’è mai abbastanza. Intanto piace a tutti, tanto che lo infilano dovunque. Poi aiuta i timidi, gli indecisi, gli asociali, i brutti, gli sfigati, i grassi, gli acidi, gli avidi, gli ingrati, quelli che sudano o che gli puzza il fiato, insomma il 70% della popolazione mondiale ce lo chiede. Del resto, hai voglia a dire quanto è bello l’amore se non piaci a nessuno. Ma soprattutto il porno ha una funzione sociale, perché è scientificamente provato che più ti masturbi e più abbassi i livelli di aggressività e l’aggressività nasce dal desiderio che è una devianza aggravata dell’istinto alla riproduzione. Meno famiglia e più porno è la risposta ai problemi del mondo. Ricomincio da capo, ora ho uno scopo. Sogno di fare del bene al mondo, sogno un mondo dove la gente legge ciò che scrivo e si masturba pensandomi, un mondo dove nessuno si fa più la guerra perché sta pensando a me col sesso in mano.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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sabato 3 settembre 2022
lunedì 29 giugno 2020
il venero
Per oppormi con tutto me stesso a questo schifo di censura contro la pornografia mi sono fatto delle foto nudo e ho provato a postarle in rete. Subito i social hanno censurato anche me, dicendomi che non solo non scatenavo gli istinti, ma anzi sono la cosa più vicina alla Venere di Willendorf che abbiano mai visto, ovvero pornografico solo a parole, ma soprattutto tondo e vecchio: e di questi tempi qualsiasi cosa respiri che sembri avere più di 40 anni passa inevitabilmente dall’essere “pornografico” all’essere al massimo “sensuale”, seti va bene e sempre secondo comprovati standard televisivi. Io che non sono più né giovane né bello e nemmeno pornografico ero quindi pronto per essere musealizzato: hanno provato a mettermi in una teca accanto alla suddetta Venere di Willendorf, salvo poi censurarmi anche lì perché, villoso come sono (nel porno sarei etichettato come vintage), spaventavo i bambini.
venerdì 13 marzo 2020
boccaccio 2.0
Stamattina pensavo che ai tempi di Boccaccio, con la peste ci si chiudeva in casa a raccontarsi storie. Oggi i più romantici raccomandano di leggere i libri. Ma è, per certi versi, romanticismo appunto, che non tiene conto dell’evoluzione dei tempi, dei media. Se è vero che il libro non è morto, è anche vero che ormai il fabbisogno di narrazioni, di storie, mai sopito nell’uomo, assume altre forme, passa da altri canali. Quasi tutti i miei amici che hanno, come chiunque, la necessità di narrazioni per combattere la noia, infatti, spesso non hanno libri in casa, ma passano le giornate guardando fiction su Netflix (che è un’evoluzione del romanzo a puntate, o d’appendice). Già oltre la televisione, altro che libri! Oppure, i più colti, da un paio di giorni stanno su PornHub che per venire incontro alla crisi, nella più grande campagna promozionale che ci si potesse inventare con la peste, per imbonire futuri abbonati ha messo a disposizione gratuitamente la versione Premium del suo canale. Che a me pare l'estrema evoluzione, ai tempi del 2.0, del boccaccesco (istinto vitale, e dunque sensuale, contro istinto morte), anche a scapito dello stesso Boccaccio (autore raffinato di storie non solo licenziose), ma dubito che qualcuno noti la differenza.
martedì 3 marzo 2020
traffico
Qualcosa è cambiato nel traffico della mia casella di posta elettronica. Nel giro di pochi mesi sono passato dai tentativi di ricatto per la mia vergognosa attività su youporn a informazioni necessarie per combattere le vene varicose e gli attacchi di trombosi. Insomma, qualcuno da qualche parte sta cercando di mandarmi un segnale, ma non ho ancora capito quale.
venerdì 3 gennaio 2020
soddisfazioni
Un amico mi ha appena detto che nella classifica dei siti internet più visitati al mondo, al 14° posto ci sono i siti porno. In Italia, però, siamo al terzo posto (in pratica: Google, Facebook, Youporn, e un bel po’ dietro Amazon) contribuendo in maniera importante ma non decisiva alla classifica globale. In compenso siamo primi nella classifica dei più ignoranti in Europa e dodicesimi nel mondo. Anche queste so' soddisfazioni.
venerdì 21 giugno 2019
il volpone
Oggi l'ennesimo volpone mi ha dato l'idea geniale per fare i soldi con il mio lavoro, ovvero mollare la poesia e darsi al porno. Non solo, volendo fare il furbo mi ha citato, adattandolo allo scopo, un bel motto di Frank Zappa: "Nella lotta fra te e il pubblico, stai dalla parte del pubblico". E sapete cosa, mi ha convinto, ha ragione lui. Mi sono rotto i cosidetti di fare la fame in nome dell'arte. Per cui ho deciso, quest'anno chiudo gli impegni presi e dal prossimo cambio programmazione editoriale e pubblico un poeta ogni tre romanzi porno. Non solo, li metto tutti nella stella collana che chiamerò "pornocrazia". D'ora in poi sarà tutto mercato, o mercificazione, e la poesia la piglierà in quel posto come tutti. Forse, finalmente, la sentiremo urlare.
venerdì 12 aprile 2019
una cosa in meno da fare
Mi scrive l'hacker anonimo che dice di avere estrapolato dal mio computer dei filmetti compromettenti su di me che vado sui siti a luci rosse: "Attento! questo è l'ultimo avvertimento. O mi paghi i ventimila euro che ti chiedo oppure manderò i filmetti su di te a tutti i tuoi contatti, rovinando la tua vita sociale! Sei molto pervertito, i tuoi amici, e le donne, lo sapranno!" Oh, tiro un sospiro di sollievo, finalmente qualcuno che lo fa al posto mio! Una cosa in meno da fare oggi.
sabato 19 gennaio 2019
hi perv
E finalmente è arrivato anche a me (rigorosamente sulla mail editoriale, lì dove si annidano i pensieri perversi) l'avviso dell'anonimo hacker di turno che mi minaccia di condividere col mondo gli infamanti video rubati in cui mi masturbo mentre guardo film porno su Internet. Siccome so che sapete perfettamente che tutto ciò che dice è vero, non perdo tempo nemmeno a rispondergli. Se vi arriva un video da un anonimo spammer e siete così incauti da aprirlo, e parte un video di me che faccio smorfie strane verso la camera, ora sapete di che si tratta. Come diceva mio nonno: è tutta salute.
venerdì 6 luglio 2018
tutti bravi ragazzi
Ho visto un porno amatoriale in rete, ieri sera, in cui un animatore turistico dalla pelle molto scura e dal pesante accento spagnolo, chiaramente sudamericano, si fa una ragazza, ospite del villaggio in cui lavora, che è andata a trovarlo in camera. Tutti e due, da ciò che si capisce, avranno meno di vent’anni. La ripresa di pessima definizione, fatta con un cellulare o con una videocamera di scarsa qualità, ha un’angolazione strana e pare fatta di nascosto. Da ciò che si dicono si capisce che lei non sa di venire ripresa, mentre si concede e talvolta si confida a lui durante la mezz’ora di durata del video. Eppure non è tanto la sensazione, pesantissima, di essere un voyeur attaccato al buco della serratura a colpirti, rafforzata dal fatto che il video sembra autentico, e nemmeno l’atto performativo in sé, notevole ma accessorio al vero sentimento del film: la vanagloria sfacciata di un ragazzino che esibisce la propria preda di caccia; quanto l’accento marcatamente veneto della ragazza, il modo in cui esclama “Madonna!” ogni volta che lui spinge in lei, e anche quello innocente e pratico in cui nuda, parlandogli, non gli dice mai “tu” ma “voi”, intendendo lui e i suoi amici, e dunque: “voi neri, voi animatori, voi pieni di tose, ma in fondo, come mi dice la Cati, tutti bravi ragazzi.”
sabato 30 dicembre 2017
di pretini e di pornografi
Lo dicevo un paio di settimane ad alcuni ragazzi. Molti scrivono, ma non hanno il tempo per leggere, o così mi dicono. E a me è venuto spontaneo chiedere loro: Ma il tempo per scopare lo trovate? Loro hanno riso, ma io la trovo una cosa abbastanza naturale. Perché, se scrivi, lo fai soprattutto perché le parole ti piacciono troppo e perché, nonostante tutto, non puoi farne a meno, proprio come scopare. Mica si scrive veramente per vanità intellettuale o per far soldi, ma perché le parole diventano quasi un bisogno fisiologico. E se ti piacciono le parole – a meno che tu non sia un impenitente masturbatore – ti piacciono tutte quante le parole, quelle tue ma pure quelle degli altri quando sono messe insieme in quella certa maniera che ti scatena un’euforia simile alla sensazione che precede il godimento. Chi non conosce quella particolare sensazione mi fa un po’ pena, ma del resto di sfigati è pieno il mondo e non è che dobbiamo per forza salvarli tutti. Ecco, se devo proprio dirla, dal mio punto di vista uno scrittore è una persona di davvero bassi istinti, più vicino a un pornografo che a un bravo padre di famiglia: un momento è normalissimo, un momento dopo si rabbuia e comincia a prudergli la penna, deve dar sfogo all’istinto. E pur di soddisfarlo diventa egoista e anche un po’ stronzo. Ecco perché, in questo senso, conosco tanti bravi pretini ma pochi veri scrittori.
sabato 30 settembre 2017
pornopoesia
AAA. Cercasi ragazza bella presenza tette grosse e/o sguardo ammiccante “te la do non te la do” per campagna pubblicitaria vendita libri di poesia sui social. Cercasi altresì, per uso non esclusivo pubblico femminile, uomo con tartaruga barba lunga ma curata e pacco a sorpresa usato sicuro. Astenersi perditempo e/o carini senza essere gnocchi. Perché la poesia da sola ancora non basta, ma il porno mascherato da poesia vende sempre bene.
sabato 4 giugno 2016
ci penzavo
Oggi ne parlavo con una giovane autrice, e penzavo a come potevamo fare a vendere i libri di poesia senza rimetterci come casa editrice e senza chiedere il famoso contributo all'autore in un Paese dove non si legge manco per sbaglio e ormai si ragiona solo per immagini o voyeurismo, con tanta tanta nostalgia degli anni '80, quando Lino Banfi, come italiano medio, aveva tanta più dignità di quella che si vede oggi in giro. Così pensavo che poteva essere carino fare una collana apposta per invogliare alla lettura, con gli autori che si spogliano e la fanno vedere. Noi pubblichiamo il libro, e chi se lo compra riceve una serie di foto a luci rosse dell'autore/autrice formato polaroid (che fa tanto vintage per tirarsela). Secondo me, così, vendiamo pure tanto, e se gli autori non sono proprio bellissimi, possiamo mettere le controfigure. Penzavo al titolo più giusto per una collana del genere, e il primo che mi è venuto in mente è stata: I guardoni.
giovedì 13 novembre 2014
tre pezzi d'occasione (2)
Da una conversazione con due due amici fotografi
"Se ci pensi la fotografia è un po' come il porno. Lo sanno tutti che se sei bravo te la cavi anche con pochi mezzi, però se c'hai l'obiettivo lungo fai più bella figura. Infatti, se fai attenzione, i dilettanti cercano tutti di farsi una grossa attrezzatura, è istintivo. Magari non gli serve a niente, o non la sanno nemmeno usare, però la vogliono grossa, così si danno importanza. I più scarsi, dopo un po', la abbandonano o se la rivendono, perché più grossa è più è pesante, e portarsela appresso è sempre scomodo."
I segaioli della penna
Oggi ho l'obbligo (lavorativo, non morale) di recensire questo libro, scritto dal tipico esponente di quella categoria culturale che io chiamo "segaioli della penna", gente che si masturba con le parole perché non ha la minima considerazione per il piacere dell'altro, cioè del lettore.
Ecco un estratto tipico dell'opera di un segaiolo della penna, di cui non faccio il nome solo per educazione. Va constatato che segaioli così, nonostante la dedizione che mettono nella pratica solitaria, prolificano a vista d'occhio e, in suddetti ambienti culturali, ce ne sono pure troppi, tutti ne hanno, purtroppo, prima o poi incontrato uno:
"Condannato automaticamente allo smarrimento della forma, ad una ontologica de-formazione esistenziale, sotto i duri scossoni della frattura razionalizzata di ogni nucleo solido della vita, l'artista marginale, nel conflitto dei capitalismi nomadi dominanti, necessita di una indifferibile aeriformizzazione che, svincolandolo anche da ciascuna restrizione di "volume", lo doti di maggiore volatilità ("a-volumetria"), dinnanzi all'estrema volatilità delle élites nomadi; saldato allo "spazio", reso fatalisticamente localizzabile, disorientato dalla inafferabilità dei nuovi capitalismi, l'individuo è annientato dalla schiavitù della contingenza locale."
Oroscopo
Un oroscopo talmente bello che andava condiviso, anche perché fra fotografia porno e segaioli della penna, il pene di Napoleone, oggi, nel mio oroscopo ci sta proprio bene. Più tardi scriverò una lettera d'intenti a Valentina Nappi, dopodiché la mia giornata potrà dirsi conclusa in perfezione e bellezza.
"Nel 2007, quando il padre morì all’età di 92 anni, Evan Lattimer ereditò la sua grande collezione di bizzarre reliquie, che comprendeva un sigaro fumato da W. C. Fields, la patente di Greta Garbo, lo specchio da barba di Abraham Lincoln, un cappotto di pelle di orso del generale George Custer e il pene di Napoleone Bonaparte. Molti di quegli oggetti si rivelarono di grande valore per i collezionisti. Uno di loro si offrì di comprare il pene per centomila dollari. Ho il sospetto che nei prossimi mesi ti succederà qualcosa di simile. L’eredità che riceverai potrebbe non essere quella che ti aspetti, ma comunque rivelarsi più utile di quanto immagini. Rob Brezsny".
venerdì 17 maggio 2013
pop-porno all'italiana
Leggevo poco fa una bella analisi sul consumo mondiale di youporn. Primo paese al mondo nella sua frequentazione: gli Stati Uniti, ed è quasi ovvio, in fondo il genere lo hanno inventato loro. Secondo la Germania, che in qualche modo dovranno pure sfogare tanto accanimento terapeutico al lavoro. Terzo la Francia, e i francesi sono sempre francesi, soprattutto nel cinema, sia che trombino a parole che a fatti. E, praticamente alla pari con la Francia, l’Italia, che mai si smentisce nel suo ruolo di trombamica.
Anzi, pare che se passiamo dai dati per singolo Stato a quelli per città, le prime due città al mondo per frequentazione di youporn sono Milano, numera 1, e Roma, numera 2. Al terzo posto la trombamica Parigi.
Hai capito perché (mentre noi qui al Sud moriamo coi trasporti di merda, da bravi coprofagi) tutte quelle discussioni sulla necessità di migliorare ancora un pochino il servizio del Frecciarossa fra le due capitali mondiali della sega libera? Ma ovvio, per venire prima! Così si possono dedicare meglio all’inculata generale del Paese.
A questo punto, però, mi chiedo: ma perché, con un tale consumo pro capite di porno (Sara Tommasi insegna), ci stanno così tanti film stranieri su youporn che non si capisce mai una mazza? Inglese, francese, giapponese, thailandese, di tutto di più, ma italiano proprio no, al massimo lombardo-veneto, che loro ce l’hanno sempre duro.
Sarà mica che per quanto scafati nel campo, manco sul porno ci facciamo rispettare all’estero? O all’improvviso in Italia sono tutti poliglotti? È vero anche che il vocabolario in certo cinema è parecchio intuitivo...
Anzi, pare che se passiamo dai dati per singolo Stato a quelli per città, le prime due città al mondo per frequentazione di youporn sono Milano, numera 1, e Roma, numera 2. Al terzo posto la trombamica Parigi.
Hai capito perché (mentre noi qui al Sud moriamo coi trasporti di merda, da bravi coprofagi) tutte quelle discussioni sulla necessità di migliorare ancora un pochino il servizio del Frecciarossa fra le due capitali mondiali della sega libera? Ma ovvio, per venire prima! Così si possono dedicare meglio all’inculata generale del Paese.
A questo punto, però, mi chiedo: ma perché, con un tale consumo pro capite di porno (Sara Tommasi insegna), ci stanno così tanti film stranieri su youporn che non si capisce mai una mazza? Inglese, francese, giapponese, thailandese, di tutto di più, ma italiano proprio no, al massimo lombardo-veneto, che loro ce l’hanno sempre duro.
Sarà mica che per quanto scafati nel campo, manco sul porno ci facciamo rispettare all’estero? O all’improvviso in Italia sono tutti poliglotti? È vero anche che il vocabolario in certo cinema è parecchio intuitivo...
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domenica 7 aprile 2013
idea per un romanzo da scrivere
TITOLO PROVVISORIO: TRASH
TRAMA: Maria, che lavora in un call center erotico, e suo fratello Giuseppe, falegname, hanno una relazione incestuosa.
Giuseppe, superdotato, è diventato famoso per aver girato un porno casalingo dal titolo “Arriva l’uccello dello Spirito Santo” ed è impegnato da tempo nel suo sequel annunciato “Sempre uccello è!”, che vorrebbe alzare il tiro, proponendo un film lungo ventiquattro ore, con una sorta di gang bang femminile (cento donne) contro di lui, unico maschio intento a soddisfarle nella più grande orgia cinematografica di tutti i tempi.
Giuseppe affitta una casa in cui comincia le riprese. Purtroppo per Giuseppe, a causa di un “blocco creativo”, non riesce ad avere l’erezione “necessaria” a completare il film nella lunga scena finale (una vera e propria maratona sessuale di sei ore, da girare tutta in presa diretta e senza stacchi) e rischia seriamente di ritrovarsi nei guai, a causa dei debiti che nel frattempo ha contratto con Erode, uno strozzino pedofilo per farsi finanziare le riprese.
Quando oramai non ha più soldi nemmeno per pagare un cameraman, Giuseppe, che deve terminare a tutti i costi il film, chiede a Gabriele, postino appassionato di poesia, di aiutarlo nella realizzazione delle riprese. Coprotagonista della scena che chiuderà degnamente il capolavoro di Giuseppe è proprio Maria. I tre si chiudono per settimane nella casa affittata da Giuseppe, in una sorta di piccola orgia senza fine, aspettando il momento giusto per completare l’opera, momento che forse non arriverà mai.
All’inizio Gabriele, guardone timidissimo, aiuta Giuseppe perché crede di essere innamorato di lui, ammaliato dalle dimensioni del suo sesso, poi però si lascia irretire in una relazione estrema con entrambi i fratelli, si innamora anche di Maria, che ne intuisce la natura più fragile e lo coinvolge in giochi sadomaso in cui Gabriele diventa il suo schiavo-giocattolo.
La tragedia scatta quando proprio Gabriele resta incinta. Di chi sarà il bambino? Lo strozzino Erode, se Giuseppe non ritroverà la concentrazione necessaria a terminare il suo film, lo vuole per sé, per farne ciò che vuole, e promette di cancellare ogni debito in cambio della creatura, che però si rifiuta di nascere.
NOTE: La scrittura dovrà essere quanto più asciutta, asettica possibile.
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