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martedì 30 gennaio 2024

la mia prima vacanza in due anni

Incredibile questa cosa che ti assenti tre giorni e poi ce ne vogliono quattro per rimetterti in riga con gli impegni. Lo sapevo già, ma me l’ero quasi scordato. Lo scorso weekend è stata la prima volta che mi sono allontanato da casa da maggio 2022, sono quasi due anni (a cui andrebbero aggiunti i due anni prima del Covid). Nel 2022 ero al salone, poi al ritorno il medico mi aveva chiamato per dirmi che mio padre aveva un problema e bisognava prepararsi al peggio. Come reazione ho provato a sobbarcarmi quanto più peso potevo sulle spalle e sono andato avanti come una bestia da soma finché non sono caduto per terra e sono stato costretto a mettere da parte alcune cose, il lavoro, la mia salute, mentre continuavo a ridere con la bocca come uno scemo, per non dire che avevo solo voglia di piangere. Il weekend di ieri aveva la scusa del lavoro ma è stata la mia prima vacanza da due anni a questa parte. Mentre salivo in treno verso Milano mi sono ritrovato in cuccetta con due uomini che russavano fortissimo, in coro, come bestie nella stalla, e una donna sotto di me che sbuffava e continuava a lamentarsi “non ce la faccio più, non ce la faccio più” come la Magda di Verdone, e a me veniva da ridere, ma dalla pancia, mi guardavo come dall’esterno, calato in quello sketch da commedia popolare e mi sentivo felice. Dio come mi mancavano queste cose.

venerdì 26 gennaio 2024

gli amici

Dico agli amici che devo salire a Milano. Uno mi manda i link delle mostre più interessanti da Goya a Morandi, l'altro mi gira un link per escort già suddivise per quartieri e costo delle prestazioni e dice: Antò, mi raccomando, non fare come sempre. Scegli la vita!


 

giovedì 12 gennaio 2023

ruote

Mio fratello mi chiama da Milano per dirmi che è in ritardo al lavoro perché un uomo è finito (si è gettato?) sotto il treno. Mi dice che ha sentito il corpo stritolarsi sotto le ruote. Ho pensato a un corpo, tu credi che sia così minuscolo da farsi setacciare senza suono sotto una massa di quintali di acciaio e passeggeri che pensano a ben altro nel primo mattino di Milano, invece no resiste, si oppone persino nella sua fine, scuote le rotaie, scombussola tutto per farsi macinare fra le ruote. Le sue ossa frantumate risvegliano nelle proprie ossa persino gli assonnati spinti al lavoro.

domenica 8 febbraio 2015

romanzo quasi popolare

Ho fatto un sogno. Nel sogno incontro una editor della Sellerio. È amore a prima vista. Usciamo insieme. Appuntamento sulle terrazze del Duomo di Milano, io lei e i piccioni. Lei mi dice di essere rimasta incinta. “Ma se ancora non ti ho toccato?” le rispondo. “Lo hai fatto col cuore!” La mia magra consolazione. Divento, così, padre di un bel libro, vivace e pieno di salute, lo chiamiamo Montalbano. Gli voglio anche bene, ma non so perché, mentre lo guardo crescere, ho come la sensazione che non mi assomigli, che non abbia preso niente da me, nemmeno la parlata.

mercoledì 3 dicembre 2014

la luna è una lampadina

Oggi ero di buon umore, così, bando all'avarizia, mi sono fatto un regalo: La Milano di Enzo Jannacci, capolavoro cantautorale del 1964. Volevo comprarmi anche l'edizione completa delle poesie di Franco Fortini (che di quel disco ha scritto un testo: Quella cosa in Lombardia, quella cosa per la cronaca è il sesso), ma quel gran fetente di Francesco Santoro (proprio l'autore di Piombo, che abbiamo pubblicato noi), quel fetente dicevo, è passato in libreria prima di me e si è comprato la mia copia!! Ma come si fa? Scherzi da prete, li chiamavano una volta. Se non fossimo entrambi poco pretici. Scherzi poetici allora, da poeti, che è qualcosa di molto simile all'essere nerd, o almeno suona così (Jannacci, Fortini: sai che palle si dirà il lettore medio o mediamente più giovane di noi, di quelli che "i morti lasciali ai morti e non li chiamare più!"). E infatti dovevo dire hipster, come Ginsberg. Ché la parola hipster, si sa, l'hanno inventata i nerd di domani, per pararsi il culo oggi.

venerdì 17 maggio 2013

pop-porno all'italiana


Leggevo poco fa una bella analisi sul consumo mondiale di youporn. Primo paese al mondo nella sua frequentazione: gli Stati Uniti, ed è quasi ovvio, in fondo il genere lo hanno inventato loro. Secondo la Germania, che in qualche modo dovranno pure sfogare tanto accanimento terapeutico al lavoro. Terzo la Francia, e i francesi sono sempre francesi, soprattutto nel cinema, sia che trombino a parole che a fatti. E, praticamente alla pari con la Francia, l’Italia, che mai si smentisce nel suo ruolo di trombamica.
Anzi, pare che se passiamo dai dati per singolo Stato a quelli per città, le prime due città al mondo per frequentazione di youporn sono Milano, numera 1, e Roma, numera 2. Al terzo posto la trombamica Parigi.
Hai capito perché (mentre noi qui al Sud moriamo coi trasporti di merda, da bravi coprofagi) tutte quelle discussioni sulla necessità di migliorare ancora un pochino il servizio del Frecciarossa fra le due capitali mondiali della sega libera? Ma ovvio, per venire prima! Così si possono dedicare meglio all’inculata generale del Paese.
A questo punto, però, mi chiedo: ma perché, con un tale consumo pro capite di porno (Sara Tommasi insegna), ci stanno così tanti film stranieri su youporn che non si capisce mai una mazza? Inglese, francese, giapponese, thailandese, di tutto di più, ma italiano proprio no, al massimo lombardo-veneto, che loro ce l’hanno sempre duro.
Sarà mica che per quanto scafati nel campo, manco sul porno ci facciamo rispettare all’estero? O all’improvviso in Italia sono tutti poliglotti? È vero anche che il vocabolario in certo cinema è parecchio intuitivo...