Negli Stati Uniti una prof viene licenziata perché mostra foto di un'opera d'arte rinascimentale che dicono rasenti la pornografia. In Europa, dove ce la ridiamo per una tale censura, invece sulle opere d'arte si butta direttamente la vernice per fare le dimostrazioni. Perché la censura no, ma la vernice a fin di bene sì. Per fortuna che peggio di noi stanno almeno in Medioriente, dove le si distrugge direttamente con gli esplosivi e allora salviamo un po' la faccia verso la storia.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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sabato 25 marzo 2023
venerdì 14 agosto 2015
l'etica della bellezza
Ecco, in contrapposizione al post di ieri che citava il controverso articolo di Stefano Feltri in merito all'efficacia delle materie umanistiche, questo bel progetto [QUI] di due laureati in filosofia. "L’idea di Ilaria e Francesco è quella di insegnare ai bambini a imparare a guardare il mondo in maniera sempre attiva e critica, senza mai subirlo." Molte lezioni sono indirizzate, ovviamente, al rispetto dell'altro. Ma, personalmente, la mia preferita è la 7: La bellezza ha una dimensione etica, oltre che estetica.
Implicazione che molti tendono a dimenticare con facilità sorprendente.
mercoledì 14 gennaio 2015
ho detto «speriamo»
[...] Il protagonista principale è Kaputt, questo mostro allegro e crudele. Nessuna parola, meglio della dura, e quasi misteriosa parola tedesca Kaputt, che letteralmente significa «rotto, finito, andato in pezzi, in malora» potrebbe dare il senso di ciò che noi siamo, di ciò che ormai è l'Europa: un mucchio di rottami. E sia ben chiaro che io preferisco questa Europa kaputt all’Europa d’ieri, a quella di venti, di trent’anni or sono. Preferisco che tutto sia da rifare, al dover tutto accettare come un’eredità immutabile.
Speriamo ora che i tempi nuovi siano nuovi realmente, e non siano avari di rispetto e di libertà agli scrittori: poiché la letteratura italiana ha bisogno di rispetto, non meno che di libertà. Ho detto «speriamo» non già perché io non creda nella libertà e nei suoi beneficii [...], ma perché conosco, ed è di pubblico dominio, quanto sia difficile in Italia, e in gran parte d’Europa, la condizione umana, e quanto pericolosa la condizione di scrittore.
Curzio Malaparte, Kaputt, 1944, ed. Adelphi
Nota mia. Quando Malaparte parla di rispetto a me viene da pensare che buona parte degli scrittori italiani del secondo '900, complice il nostro sistema educativo, sono passati, in patria, e con pochissime eccezioni, sotto silenzio, o comunque trattati come autori minori o di nicchia, rispetto al panorama europeo, e non sempre per demeriti loro quanto piuttosto per un nostro inguaribile senso di inferiorità.
venerdì 17 maggio 2013
pop-porno all'italiana
Leggevo poco fa una bella analisi sul consumo mondiale di youporn. Primo paese al mondo nella sua frequentazione: gli Stati Uniti, ed è quasi ovvio, in fondo il genere lo hanno inventato loro. Secondo la Germania, che in qualche modo dovranno pure sfogare tanto accanimento terapeutico al lavoro. Terzo la Francia, e i francesi sono sempre francesi, soprattutto nel cinema, sia che trombino a parole che a fatti. E, praticamente alla pari con la Francia, l’Italia, che mai si smentisce nel suo ruolo di trombamica.
Anzi, pare che se passiamo dai dati per singolo Stato a quelli per città, le prime due città al mondo per frequentazione di youporn sono Milano, numera 1, e Roma, numera 2. Al terzo posto la trombamica Parigi.
Hai capito perché (mentre noi qui al Sud moriamo coi trasporti di merda, da bravi coprofagi) tutte quelle discussioni sulla necessità di migliorare ancora un pochino il servizio del Frecciarossa fra le due capitali mondiali della sega libera? Ma ovvio, per venire prima! Così si possono dedicare meglio all’inculata generale del Paese.
A questo punto, però, mi chiedo: ma perché, con un tale consumo pro capite di porno (Sara Tommasi insegna), ci stanno così tanti film stranieri su youporn che non si capisce mai una mazza? Inglese, francese, giapponese, thailandese, di tutto di più, ma italiano proprio no, al massimo lombardo-veneto, che loro ce l’hanno sempre duro.
Sarà mica che per quanto scafati nel campo, manco sul porno ci facciamo rispettare all’estero? O all’improvviso in Italia sono tutti poliglotti? È vero anche che il vocabolario in certo cinema è parecchio intuitivo...
Anzi, pare che se passiamo dai dati per singolo Stato a quelli per città, le prime due città al mondo per frequentazione di youporn sono Milano, numera 1, e Roma, numera 2. Al terzo posto la trombamica Parigi.
Hai capito perché (mentre noi qui al Sud moriamo coi trasporti di merda, da bravi coprofagi) tutte quelle discussioni sulla necessità di migliorare ancora un pochino il servizio del Frecciarossa fra le due capitali mondiali della sega libera? Ma ovvio, per venire prima! Così si possono dedicare meglio all’inculata generale del Paese.
A questo punto, però, mi chiedo: ma perché, con un tale consumo pro capite di porno (Sara Tommasi insegna), ci stanno così tanti film stranieri su youporn che non si capisce mai una mazza? Inglese, francese, giapponese, thailandese, di tutto di più, ma italiano proprio no, al massimo lombardo-veneto, che loro ce l’hanno sempre duro.
Sarà mica che per quanto scafati nel campo, manco sul porno ci facciamo rispettare all’estero? O all’improvviso in Italia sono tutti poliglotti? È vero anche che il vocabolario in certo cinema è parecchio intuitivo...
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