Il ministro dell’Ambiente, per regolamentare il flusso ormai invadente degli hipster che appestano le strade ha deciso di dare inizio, con la stagione estiva, alla caccia del coglione. La gente, e in particolare gli hipster – che poi sono quelli che maggiormente odiano se stessi – prima è accorsa entusiasta a raccattare i fucili, poi è venuto fuori che c’era una gran confusione a riguardo, mancando le specifiche intorno alla definizione di coglione. Hanno così cominciato a sparare a casaccio su tutti, gli hipster certo, ma anche quelli alla moda di qualsiasi moda, gente che vota ancora Democratico, altri che ai mondiali tifano Germania perché bisogna essere sportivi, altri ancora che provano a infilarsi dovunque e senza più dignità perché da qualche parte il posto fisso arriverà. Hanno poi abbassato il tiro e hanno cominciato a sparare a quelli che vogliono salvare il mondo con l’arte, a quelli che se ne vanno all’estero per fare i camerieri e a quelli che restano qui per fare i camerieri, ai giornalisti senza testata, agli studenti senza futuro, agli insegnanti precari che non è solo un ripiego, ai dottori avvocati e agli avvocati dottori, ai professionisti che non lavorano in nero, alle ragazzine che si fanno mettere in cinta ogni sabato sera, a quelli che ancora credono nel Popolo di qualsiasi popolo si tratti, e a quelli che credono che il vino non sia per forza rosso sangue, a quelli che bestemmiano davanti alla tv e a quelli che invece vanno ancora a pregare che qualcuno per favore, per favore ci aiuti, a quelli che non mangiano più carne e a quelli che ne mangiano troppa, poi si giustificano dicendo che ci hanno fatti carnivori per un motivo: mangiarci fra di noi come le bestie. Hanno sparato su tutti senza filtri. Si è fatta dell’erba un fascio solo perché vai a distinguere tu fra così tanti coglioni. Coglione per coglione spara a tutti, si son detti. Non è rimasto più nessuno. Una strage dei bei tempi. Gli unici a salvarsi sono stati quelli al potere (di qualunque partito, lobby, associazione, società, chiesa o banca essi siano) perché quelli al potere, si sa, non sono per nulla coglioni, sono troppo furbi per essere persino nominati.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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domenica 20 settembre 2015
mercoledì 3 dicembre 2014
la luna è una lampadina
Oggi ero di buon umore, così, bando all'avarizia, mi sono fatto un regalo: La Milano di Enzo Jannacci, capolavoro cantautorale del 1964. Volevo comprarmi anche l'edizione completa delle poesie di Franco Fortini (che di quel disco ha scritto un testo: Quella cosa in Lombardia, quella cosa per la cronaca è il sesso), ma quel gran fetente di Francesco Santoro (proprio l'autore di Piombo, che abbiamo pubblicato noi), quel fetente dicevo, è passato in libreria prima di me e si è comprato la mia copia!! Ma come si fa? Scherzi da prete, li chiamavano una volta. Se non fossimo entrambi poco pretici. Scherzi poetici allora, da poeti, che è qualcosa di molto simile all'essere nerd, o almeno suona così (Jannacci, Fortini: sai che palle si dirà il lettore medio o mediamente più giovane di noi, di quelli che "i morti lasciali ai morti e non li chiamare più!"). E infatti dovevo dire hipster, come Ginsberg. Ché la parola hipster, si sa, l'hanno inventata i nerd di domani, per pararsi il culo oggi.
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