Guardando la classifica degli autori più letti di Interno Poesia, quasi tutti defunti, l’autore che è dentro di me spera di morire quanto prima per aggiungersi a loro, e così finalmente leggerete anche lui. L’uomo che sta fuori dall’autore, invece, con meno romanticismo e più scaramanzia, spera che morite prima voi.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
Visualizzazione post con etichetta classifica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta classifica. Mostra tutti i post
mercoledì 18 dicembre 2024
martedì 12 gennaio 2021
classifica
Classifica dei libri più venduti a dicembre, ovvero a Natale! Primi in classifica Massimo Gramellini (narrativa) e Bruno Vespa con un libro su Mussolini (saggistica). Guardando questo dato sconfortante, le prime cose che mi chiedo da editore sono:
1) Perché faccio l'editore?
2) Perché faccio l'editore di poesia e non di una colonia di Gramellini (che nella mia testa in questo momento immagino come tanti piccoli puffi blu ma con la faccia di Gargamella)?
3) Sospetto atroce. Ma non sarà che gli italiani quando regalano questi libri lo fanno come dispetto e non come dono? Del tipo: siccome sono sadico e tu (anche se ti chiamo amico) mi stai antipatico, io ti compro un libro di Gramellini o Vespa e te li regalo così ti punisco (brutto figlio di puttana), e fra tre mesi ti chiedo pure se li hai letti (stronzo che non sei altro)?
4) Se questo è il trand più diffuso, perché tutti gli autori che mi contattano mi chiedono sempre se possono essere pubblicati per Natale? Credono davvero che qualcuno li compri invece di Gramellini o Vespa? O in fondo al cuore si odiano al punto che e si credono anche loro dei Gramellini o dei Vespa?
1) Perché faccio l'editore?
2) Perché faccio l'editore di poesia e non di una colonia di Gramellini (che nella mia testa in questo momento immagino come tanti piccoli puffi blu ma con la faccia di Gargamella)?
3) Sospetto atroce. Ma non sarà che gli italiani quando regalano questi libri lo fanno come dispetto e non come dono? Del tipo: siccome sono sadico e tu (anche se ti chiamo amico) mi stai antipatico, io ti compro un libro di Gramellini o Vespa e te li regalo così ti punisco (brutto figlio di puttana), e fra tre mesi ti chiedo pure se li hai letti (stronzo che non sei altro)?
4) Se questo è il trand più diffuso, perché tutti gli autori che mi contattano mi chiedono sempre se possono essere pubblicati per Natale? Credono davvero che qualcuno li compri invece di Gramellini o Vespa? O in fondo al cuore si odiano al punto che e si credono anche loro dei Gramellini o dei Vespa?
venerdì 3 gennaio 2020
soddisfazioni
Un amico mi ha appena detto che nella classifica dei siti internet più visitati al mondo, al 14° posto ci sono i siti porno. In Italia, però, siamo al terzo posto (in pratica: Google, Facebook, Youporn, e un bel po’ dietro Amazon) contribuendo in maniera importante ma non decisiva alla classifica globale. In compenso siamo primi nella classifica dei più ignoranti in Europa e dodicesimi nel mondo. Anche queste so' soddisfazioni.
venerdì 22 febbraio 2019
la classifica
Due giorni fa è uscita per L’indiscreto una classifica di libri di qualità, allestita da esperti e “grandi” lettori, suddivisa per categorie. Per quanto riguarda la poesia, questa classifica mi pare fotografi bene qual è la situazione della poesia oggi in Italia. I primi dieci posti, infatti, sono occupati per metà da antologie (a cui aggiungo la ristampa di Brown Sugar di Veneziani, che a suo tempo fu un piccolo classico) che spesso provano a fare giustizia di personalità che in vita non ebbero la giusta visibilità (vedi Di Ruscio). E in cui un giorno, si spera, finiranno molti vivi che oggi scrivono ma non se le fila nessuno, manco i grandi lettori, che evidentemente sono più impegnati a fare i conti con le antologie dei passati. La poesia però, si sa, viaggia con tempi diversi. Così la ricognizione critica, che spesso è più brava a riesumare che incentivare i presenti e vivi. Unica grande eccezione: Valerio Magrelli, al primo posto con antologia (bellissima, per me), e al quarto posto con la sua ultima uscita (Il commissario Magrelli) che però è un libro minore, non certo il migliore della lista, anzi. Devo forse pensare, e nonostante gli scopi di imparzialità che la lista si impone, che anche qui il peso di un nome fa la sua parte? Il bello però arriva alla voce n.17, che riesce ad unire tutti gli estremi possibili tanto da essere degna di una mostra di Andy Warhol, nella capacità di appiattire ogni cosa su un unico piano semantico. Quella è la fotografia più perfetta di come è considerata la poesia oggi in Italia: un minestrone che accomuna ben dodici autori, dodici storie e scritture diverse, dove Franco Arminio e Paolo Fresu, Guido Catalano e Giampiero Neri stanno alla pari, perché tanto è sempre la stessa menata. Ecco, quando vedi queste cose, ti chiedi per un attimo perché scriviamo poesie, se alla fine il tuo lavoro rischia di essere buono come un altro, tanto buono da poter essere equiparato, nel gusto, a quello di un Neri o di un Magrelli, ma non abbastanza da avere la certezza che si sia capito perché. La risposta, ancora una volta, la dà una poetessa, Arundhathi Subramaniam (in un bel libro pubblicato da Interno Poesia), quando scrive che dieci persone le leggono, in ogni caso. Al di là di qualsiasi classifica.
martedì 20 marzo 2018
ci vuole una classifica
Ecco la classifica dei libri di poesia più venduti dell’anno passato per IBS. Al primo posto, ma non so come faccia, c’è il Meridiano dedicato a Sandro Penna, poeta certo grandissimo ma non credevo così noto al pubblico, anche perché il volume costa la bellezza di 80 euro. Si vede che c’è gente pronta a spendere per la poesia quando vuole, o che tutta la classifica si regge sulle poche decine di copie vendute. Seguono Francesco Sole, Rupi Kaur e Gio Evan (versicoli 2.0) che si inframmezzano all’inossidabile Szymborska e all’istrionico Arminio, ormai due icone pop del genere. Poi una antologia di Bukowski che Bukowski avrebbe detestato fin dal titolo e un libro di Socci che non è poesia ma un saggio su Dante. L’intramontabile Ariosto al quinto posto (ma chissà se poi se lo leggono tutto) e, grazie a Dio, in nona posizione Giorgio Caproni che è l’unico, insieme ad Ariosto, di cui probabilmente si parlerà ancora fra cinque o sei secoli. Dopo Caproni (e Socci) viene Montale; prima, l’apoteosi del kitsch del caos e dell’aria fritta.
1) Sandro Penna – Poesie, prose e diari
2) Francesco Sole – Ti voglio bene. #poesie
3) Rupi Kaur – Milk and honey. Parole d’amore, di dolore, di perdita e di rinascita
4) Wislawa Szymborska – La gioia di scrivere. Tutte le poesie 1945-2009
5) Ludovico Ariosto – Orlando furioso
6) Franco Arminio – Cedi la strada agli alberi. Poesie d’amore e di terra
7) Gio Evan – Capita a volte che ti penso sempre
8) Charles Bukowski – Sull’amore
9) Giorgio Caproni – Tutte le poesie
10) Antonio Socci – Amor perduto. L’Inferno di Dante per i contemporanei
Iscriviti a:
Post (Atom)